Symphyotrichum Nees, 1832 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae (North American lineage) e sottotribù Symphyotrichinae..
Etimologia L'etimologia del genere (Symphyotrichum) deriva da due parole greche "sinfisi" (= tenere insieme, crescere insieme) e "trichos" o "trichinos" (= capelli, un solo capello).
Il nome scientifico di questo genere è stato proposto dal botanico, fisico e zoologo tedesco Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck (1776 – 1858) nella pubblicazione "Genera et species Asterearum" del 1833.
Descrizione
Portamento. L'aspetto delle piante di questo genere spesso è cespitoso con diversi gambi e una certa tendenza all'eterofilia (forme diverse delle foglie sulla stessa pianta, specialmente tra le foglie basali e quelle cauline). La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap): ossia sono piante perennanti per mezzo di gemme al livello del terreno e con asse fiorale non troppo foglioso. Sono presenti anche specie annue.......
Radici. Le radici sono fitte e secondarie da rizoma.
Fusto. Altezza media: 1 – 1,5 metri (fino a 2 metri nelle specie americane). Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma. Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, semplice o ramificata con diversi capolini terminali; nella parte alta il fusto di alcune specie è reso vischioso da peli ghiandolari; la parte bassale (il caudice) spesso è legnosa; la superficie può essere sia glabra che pelosa.
Foglie. Foglie basali: le foglie basali sono quasi sempre picciolate (in alcuni casi il picciolo è alato); la superficie è più o meno pubescente con uno-tre nervi, il colore è verde scuro; la forma è da lanceolata a ovato-lineare (a volte ob-lanceolata) e sono disposte in modo patente; i margini sono sottili, interi o debolmente dentati/seghettati (a volte cigliati); in alcune specie le foglie sono persistenti. Foglie cauline: le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno, sono simili a quelle inferiori ma più ridotte (le foglie dei rami sono ancora più piccole); quelle superiori sono sessili o abbraccianti il fusto.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi capolini raccolti in varie formazioni. La disposizione dei capolini è su più rami in forma di pannocchia, di racemo oppure di corimbo; a volte le sinflorescenze sono molto ramose con diramazioni secondarie. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato di tipo radiato (o disciforme - sect. Conyzopsis) con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche o emisferiche a campanulate, composto da diverse brattee (da 20 a 84), al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, con una forma oblunga/oblanceolata o anche spatolata e a consistenza erbacea nella parte apicale, sono disposte in modo più o meno embricato su 3 - 7 serie. Il ricettacolo, bucherellato, è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta. Diametro dell'involucro: 4 – 22 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): sono da 12 a 35 e più, sono femminili e disposti su una sola serie (raramente 2 – 4 o più serie - S. frondosum); la forma è ligulata (zigomorfa); i fiori del raggio nella sect. Conyzopsis sono assenti; fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 15 a 50) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è prolungata in una ligula nastriforme lanceolata o quasi lineare; la ligula può terminare con alcuni denti; il colore è violetto, porpora o azzurro; fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 5 lobi; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) alla base sono troncate e sono lievemente auricolate (molto raramente sono speronate o hanno una coda); le appendici apicali delle antere hanno delle forme piatte e lanceolate; il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate.. I due bracci dello stilo hanno una forma da lanceolata a deltoide e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli; gli stili sono inoltre sporgenti.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo; achenio: gli acheni hanno una forma oblunga (o obconica o obovoide) più o meno compressa; la superficie è percorsa da diversi nervi longitudinali (3 – 5 o più) e può essere da glabra a strigosa. pappo: il pappo è persistente e contiene da 25 a 40 setole colorate da bianco a bruno; le setole sono disposte generalmente su una serie.
Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat La quasi totalità delle specie, più o meno spontanee, della flora italiana sono distribuite nella parte più a nord dell'Italia e si trovano soprattutto nei coltivi ornamentali. La maggioranza delle specie del genere si trovano invece nell'America del Nord (in parte anche nell'America del Sud e alcune specie nelle Indie occidentali, altre in Asia). L'habitat tipico per le specie italiane sono i coltivi e zone limitrofe alle abitazioni umane (questo per le specie sub-spontanee o naturalizzate) altrimenti si possono trovare negli incolti e zone ruderali in genere.
Quattro specie di questo genere vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaS. laeve (1)5collinareCa-SibasicoaltomedioB2 B5 B9BZ? UD? S. novae-angliae11collinareCa-SibasicoaltomedioB2 B5 B9 G2BG TN BZ BL UDS. novi-belgii11collinareCa-SibasicoaltomedioA3 B2 B5 B9 G2 G5 I2tutto l'arco alpino(escl. TO AO)S. squamatum2collinareCa-SibasicoaltomedioA4 B2 B5BG VRLegenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 2 = comunità terofiche pioniere nitrofile; 5 = comunità perenni nitrofile; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri Ambienti: A3 = ambienti acquatici come rive, stagni, fossi e paludi; A4 = ambienti umidi, temporaneamente inondati o a umidità variabile; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B9 = coltivi umani; G2 = praterie rase dal piano collinare a quello alpino; G5 = saliceti arbustivi di ripa; I2 = boschi di latifoglie
Nota (1): nella "Flora Alpina" citata questa specie è denominata come Aster laevis L., 1753.
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi, oppure specie e generi secondo altre fonti. (una delle checklist più aggiornata elenca fino a generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi La tribù Astereae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae) comprende circa 40 sottotribù. In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 5 principali lignaggi: Basal grade: include alcuni generi isolati, il gruppo "South American-Oceania", alcune sottotribù africane e il gruppo dei generi legnosi del Madagascar. Bellis lineage: comprende le sottotribù eurasiatiche e una sottotribù africana. Aster lineage: include i generi asiatici di Asterinae e i principali gruppi dell'Australia e dell'Oceania. Baccharis lineage: include alcuni gruppi sudamericani. North American lineage: include la vasta gamma di sottotribù del Nordamerica, Messico e alcuni gruppi distribuiti nel Sudamerica.
Il genere Symphyotrichum (insieme alla sottotribù Symphyotrichinae) è incluso nel lignaggio "North American lineage"..
La circoscrizione tassonomica delle varie speie di questo genere è in via di sistemazione. Dopo gli studi filogenetici di questi ultimi anni molte specie del genere Aster sono state spostate in Symphyotrichum. Non tutte le checklist sono state aggiornate e alcune mantengono ancora la vecchia denominazione di Aster. L'elenco seguente collega i nominativi di questo genere con i vecchi nomi relativi al genere Aster (solamente per le specie spontanee italiane):
Symphyotrichum ericoides (L.) G.L. Nesom → Aster ericoides L. Symphyotrichum novi-belgii (L.) G.L. Nesom → Aster novi-belgii L. Symphyotrichum lanceolatum (Willd.) G.L. Nesom → Aster lanceolatus Willd. Symphyotrichum novae-angliae (L.) G.L. Nesom → Aster novae-angliae L. Symphyotrichum salignum (Willd.) G.L. Nesom → Aster salignus Willd. Symphyotrichum squamatum (Spreng.) G.L. Nesom → Aster squamatus (Spreng.) Hieron. Symphyotrichum lateriflorum (L.) À.Löve & D.Löve → Aster vimineus Lam.
I caratteri distintivi del genere sono: il portamento delle piante è per lo più eretto, qualche volta può essere pendente ma mai rampicante. il ciclo biologico è annuo e/o perenne. gli acheni sono strettamente obovati e piatti in varia misura con 3 – 10 coste longitudinali.
Struttura interna del genere Questo genere, essendo abbastanza numeroso, specialmente in America, viene suddiviso in cinque sottogeneri principali e varie sezioni e sottosezioni. Nell'elenco seguente sono indicate alcune delle divisioni più importanti (tra parentesi sono indicate alcune specie italiane):.
Subg. Symphyotrichum - Probabilmente non è monofiletico. Numeri cromosomici: 2n = 16, 14, 12 e 10. Sect. Symphyotrichum - 50 specie divise in 5 sottosezioni (S. lanceolatum, S. lateriflorum, S. novi-belgii e S. pilosum) Sect. Conyzopsis - 3 specie. Caratteri principali: le brattee dell'involucro sono uniformemente erbacee e di uguale lunghezza; i fiori femminili sono disposti ampiamente su 2 – 4 serie con una ligula assente o rudimentale di tipo filiforme e breve; i fiori del disco sono in numero minore di quelli del raggio; le setole del pappo sono disposte su 2 serie, tutte di uguale lunghezza. Sect. Turbinelli - Una specie. Subg. Ascendentes - 2 specie. Allopolipoloide intersubgenerico.