La Confessione augustana è la prima esposizione ufficiale dei princìpi del Luteranesimo, redatta nel 1530 da Filippo Melantone per essere presentata alla Dieta di Augusta. A tutt'oggi è considerata uno dei testi base delle Chiese protestanti di tutto il mondo.

La Confessione augustana è formata da una prefazione, 28 articoli e una conclusione. La Confessione è inoltre divisa in due parti concettuali: la prima parte, intitolata «I principali articoli della fede» contiene i primi ventuno articoli, che enumerano e spiegano i capisaldi della fede che sarà poi detta "protestante"; la seconda parte del documento (artt. 22-28), intitolata «Articoli nei quali si passano in rassegna gli abusi che sono stati corretti», espone una serie di abusi diffusi nella vita spirituale del tempo e spiega le soluzioni proposte dalla nascente dottrina luterana. In risposta venne composta da diversi teologi cattolici, su incarico di Carlo V, la Confutatio Pontificia, cioè un testo con osservazioni e critiche su ciascun punto della confessione di cui si riporta una sintesi.

Articolo 1 - La natura di Dio «Le nostre Chiese, per unanime consenso, insegnano che il decreto del Concilio di Nicea a proposito dell'unità della divina essenza e della Trinità è veritiero e da credersi senza dubbio alcuno».

Confutatio pontificia

Viene ribadita la natura Trinitaria di Dio contro le eresie manicheiste, ariane, eunomiane, maomettane, ecc. Dio è uno e trino, eterno, privo di corpo e dotato di potenza, saggezza e bontà infinita: egli è il creatore e preservatore di ogni cosa visibile o invisibile che sia. Dio è in tre persone uguali e distinte: il Padre, suo figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo. La Chiesa di Roma fu in accordo con questo articolo.

Articolo 2 - Il peccato originale «E insegnano anche che dalla caduta di Adamo tutti gli esseri umani generati in via naturale nascono in stato di peccato, il che significa privi di timore di Dio, privi di fiducia in Lui e pieni di concupiscenza; e che questo malanno o peccato originale è realmente peccato che persino ora condanna e porta morte eterna su coloro che non sono rinati attraverso il battesimo e lo Spirito Santo».

Confutatio pontificia

Viene sottolineata la natura intrinsecamente corrotta dell'uomo, che rappresenta un handicap che solo il battesimo e la rinascita nello Spirito Santo possono superare: la forza e la ragione dell'uomo non possono, da sole, giustificarlo davanti a Dio. Non possono quindi cancellare il suo stato di peccatore e farlo salvo.

La Chiesa di Roma accettò il secondo articolo, ma confutò la natura del peccato: «che il peccato originale sia che gli uomini nascano senza timore di Dio e fiducia in Lui, è da rigettarsi completamente, poiché è evidente ad ogni cristiano che l'essere privo di timore di Dio e di fede in Lui è la colpa di un adulto ben più che l'offesa di un bimbo appena nato, che non possiede ancora l'uso della ragione».

Articolo 3 - Il Figlio di Dio «Ed inoltre insegnano che il Verbo, cioè il Figlio di Dio, assunse natura umana nel grembo della Beata Vergine Maria, così che vi sono due nature, la divina e l'umana, inseparabilmente unite in una Persona, un Cristo, vero Dio e vero uomo [...] che patì, fu crocifisso, morì e fu sepolto [...] e di nuovo verrà per giudicare i vivi e i morti, come propone il Credo apostolico».

Confutatio pontificia

Qui la Confessione propone esattamente gli stessi articoli di fede che compaiono nel Credo Niceno-Costantinopolitano e sui quali la Confutatio fu in totale accordo.

Articolo 4 - La giustificazione «Ed altresì insegnano che l'uomo non può venire giustificato dinnanzi a Dio per la sua propria forza, merito od opera, ma viene gratuitamente giustificato per grazia dell'amore di Dio attraverso la fede, quando l'uomo creda di essere accolto nel favore di Dio e che i suoi peccati vengano perdonati per grazia di Cristo che, morendo, ha compiuto espiazione dei nostri peccati.»

Confutatio pontificia

La Chiesa di Roma accettò che i meriti dell'uomo non potessero bastare di fronte alla potenza salvifica della grazia divina, unica via di salvezza. Si oppose però con fermezza all'idea che questi meriti, acquisiti attraverso le opere, non fossero meritori, necessari e indicati come via di salvezza e santificazione in tutte le Sacre Scritture: «Dovremo tutti comparire di fronte al trono di Cristo e che ognuno riceva nel suo corpo a seconda di ciò che avrà compiuto, sia il bene o il male.» (Cor. 2 5-10).

Articolo 5 - Il ministero della Chiesa «Ed essi insegnano che, affinché possiamo ottenere questa fede, sia stato istituito il ministero dell'insegnamento del Vangelo e quello dell'amministrazione dei sacramenti. Perché attraverso la Parola e i sacramenti, come attraverso strumenti, lo Spirito Santo è dato ed opera la fede; dove e come piaccia a Dio, in coloro che ascoltano il Vangelo perché diano testimonianza che Dio, non per nostri propri meriti ma per amore di Cristo giustifica coloro che credono di essere accolti nella grazia di Dio per amore di Cristo.

I ministri condannano gli Anabattisti e gli altri che pensano che lo Spirito di Dio venga agli uomini senza Parola esterna, attraverso la loro preparazione e opere».

Confutatio pontificia

La Confutatio accettò l'articolo puntualizzando che lo Spirito non infondesse solo la fede, ma anche le virtù di speranza e amore.

Articolo 6 - La nuova obbedienza «Ed inoltre insegnano che questa fede deve produrre buoni frutti, a che è necessario compiere le buone opere comandate da Dio, poiché ciò è la volontà del Signore, ma che non dobbiamo fare affidamento su queste opere per meritare la giustificazione davanti a Dio. Perché la remissione dei peccati si ottiene attraverso la fede, così come la stessa voce di Cristo attesta».

Confutatio pontificia

La Chiesa cattolica confutò l'eccessivo accento della salvezza attraverso la Fede e il minor risalto delle buone opere "Non chi dice di me 'Signore, Signore' entrerà nel regno dei cieli, ma chi compie la Volontà del Padre mio' (Mt 7, 21). Inoltre alla Chiesa Romana parve inaccettabile il primato della virtù della Fede sopra quella della Carità, "che è il sigillo della perfezione".

Articolo 7 - La Chiesa «E [insegnano, NdR] che una sola Chiesa santa durerà per sempre. La Chiesa è la congregazione dei Santi, in cui i Vangeli sono insegnati nel modo corretto e i sacramenti correttamente amministrati. È [insegnano anche] che ai fini della reale unità della Chiesa sia bastevole l'accordo sulla dottrina del Vangelo e l'amministrazione dei sacramenti. Non è necessario che le tradizioni umane, cioè riti o cerimonie istituiti dagli uomini, debbano essere uniformi ovunque. Così come disse Paolo: "Una fede, un battesimo, uno stesso Dio e padre per tutti"» (Ef. 4, 5-6)

Confutatio pontificia

La Chiesa di Roma contestò che la Chiesa fosse solo «la congregazione dei Santi», poiché nel corpo di essa vi sono anche i peccatori, che solo Gesù nel Suo giudizio separerà dai salvati e solo nel momento che Lui riterrà opportuno. Apprezzò, inoltre, che riti particolari potessero essere differenti senza per questo inficiare la solidità e unità della Fede, distinguendoli dai riti universali «Noi dobbiamo ritenere che questi riti siano stati tramandati dagli apostoli».

Articolo 8 - Cosa è la Chiesa «Sebbene la Chiesa sia l'insieme dei Santi e dei veri credenti, poiché in questa vita vi sono strettamente mescolati ipocriti e peccatori, resta comunque valevole il sacramento amministrato da tali persone [...] Sia i sacramenti, sia la Parola hanno effetto a motivo della loro istituzione da parte di Cristo a prescindere dal loro venire amministrati da uomini indegni. [Le nostre Chiese, NdR] condannano i Donatisti, e altri simili, che negano la legittimità del ministero degli uomini indegni nella Chiesa e che pensano che il ministero di tali uomini sia privo di costrutto e di nessun effetto».

Confutatio pontificia

La Chiesa di Roma accettò l'articolo.

Articolo 9 - Il battesimo «Del battesimo essi insegnano come sia necessario alla salvezza, e che attraverso il battesimo sia offerta la grazia divina, che i bambini vadano battezzati e che questi, poiché gli viene offerta la grazia di Dio attraverso il battesimo, in quella grazia vengono accolti. Condannano gli Anabattisti, che rifiutano il battesimo degli infanti e che sostengono che i bambini sono salvati senza battesimo».

Confutatio pontificia

La Confutatio approvò l'articolo, unendosi alla generale condanna degli Anabattisti che definì «la peggior stirpe di uomini sediziosi».

Articolo 10 - La cena del Signore «Della cena del Signore essi insegnano come il corpo e il sangue di Cristo siano realmente presenti, e distribuiti a coloro che della Cena del Signore mangiano; e rifiutano quelli che insegnano diversamente».

Confutatio pontificia

La Chiesa di Roma accettò l'articolo.

Articolo 11 - La confessione «Della confessione essi insegnano che l'assoluzione privata vada mantenuta nelle chiese, sebbene in confessione una enumerazione di tutti i peccati non sia necessaria. Perché è impossibile come dice il salmo: "Chi può comprendere il suo errore?" (Sal 19, 12».

Confutatio pontificia

La Chiesa di Roma non oppose confutazione se non la richiesta che i sacerdoti chiedessero ai fedeli di confessarsi almeno una volta all'anno e di dichiarare tutti i peccati commessi che venissero loro alla mente dopo un serio e onesto esame di coscienza: «Lavami Signore dalle mie colpe segrete» (Sal 19,17).

Articolo 12 - Il pentimento «Del Pentimento essi insegnano che vi è remissione dei peccati per coloro che siano caduti [nel peccato] dopo il battesimo ogni qualvolta essi siano convertiti e che la Chiesa debba impartire assoluzione e questi che ritornino pentiti. Ora, il pentimento consiste specificamente di queste due parti: una è la contrizione, cioè il terrore che smuove la coscienza attraverso la conoscenza del peccato; l'altra è la fede che è nata dal Vangelo o dall'assoluzione e che crede che per amore di Cristo i peccati vengono perdonati, che conforta la coscienza e che la distoglie dagli errori. Dopo le buone opere non potranno che giungere, poiché sono il frutto del pentimento. Condannano gli Anabattisti che negano che chi fu giustificato una volta possa perdere il Santo Spirito. E condannano quelli che sostengono che alcuni possano arrivare a tanta perfezione che non possono peccare. Sono condannati anche i Novatisti che non assolverebbero coloro che avessero peccato, anche se tornassero pentiti. E rifiutano, inoltre, quelli che predicano che la remissione dei peccati venga attraverso la fede, ma che ci comandano di meritare la grazia attraverso la soddisfazione propria [che ritengono che si possa meritare la grazia del perdono solo attraverso pentimento e opere umane, anche se buone e non irrinunciabilmente attraverso il pentimento e il sacramento, NdT]».

Confutatio pontificia

La Chiesa cattolica contestò con grande energia che il pentimento si componesse di sole due parti (contrizione e confessione) anziché di tre: contrizione divengo consapevole di avere peccato e ne comprendo la gravità; confessione ammetto davanti a Dio e alla Chiesa il mio peccato con l'intenzione di ottenere la grazia che solo il sacramento può darmi e che mi sosterrà perché io non pecchi ancora; soddisfazione conscio delle conseguenze che il mio errore ha avuto sullo stato della mia anima e sul rapporto tra me e gli altri miei fratelli mi adopero per riparare i danni compiuti. Vengo così educato alla virtù, a fuggire le occasioni future di errore, divengo di esempio agli altri e allevio le conseguenze morali e sociali del mio peccato.

La Chiesa, inoltre, contestò che la fede potesse essere la seconda parte chiave del pentimento perché chi non crede non può pentirsi e la fede è la base di ogni pentimento.