Parabiago (Parabiagh in dialetto milaneseParabiai o Parabiá in altre varianti locali; il dialetto parabiaghese è collocabile sull'immaginaria linea di confine tra il gruppo bustocco-legnanese ed il gruppo meneghino del dialetto lombardo occidentale) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia, situato a circa 20 chilometri a nord-ovest dal capoluogo lombardo, sull'asse del Sempione.

Il capoluogo comunale sorge tra il fiume Olona, il canale Villoresi, la Statale del Sempione e la ferrovia Domodossola-Milano.

È soprannominata La città della calzatura, a causa del sorgere di numerose industrie calzaturiere sul suo territorio, e della sua affermazione tra gli anni settanta e novanta, assieme a Vigevano, di "principale polo calzaturiero a livelli internazionali nel nord Italia".

A seguito del D.P.R. del 27 novembre 1985, Parabiago è insignita del titolo di città, a seguito dello sviluppo avvenuto dagli anni '60, frutto di importanti interventi infrastrutturali portati avanti dall'Amministrazione comunale e dall'Ufficio Tecnico.

Geografia fisica Territorio Il territorio ha una superficie di 14,17 km2 ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 164 m ed i 189 m s.l.m., con un'ambientazione tipica dell'alta Val Padana.

Secondo la Classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità molto bassa), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.

Vi scorrono il fiume Olona ed il canale Villoresi.

Clima In base alle medie climatiche dell'ENEA per la città di Milano, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a ; quella del mese più caldo, luglio, è di . MilanoMesiStagioniAnnoGenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAutT. max. media (°C)5,48,113,017,621,826,329,227,623,917,410,66,46,617,527,717,317,3T. min. media (°C)0,82,76,19,613,317,119,919,016,211,26,01,61,29,718,711,110,3

Origini del nome L'etimologia è probabilmente da attribuirsi all'era preistorica o protostorica, infatti pare derivi da una parola composita, Para-blacum, Para-blacus o Para-llacus, con il significato di "vicino a terreni ammollati (o paludi)" e farebbe pensare al sorgere di alcune palafitte in prossimità dell'Olona.

Storia

Antichità Parabiago ha origini antichissime: dal primo insediamento palafitticolo della cultura di Canegrate (XIII secolo a.C.), si è passati ad un modesto villaggio insubre (IV secolo a.C.), fino ad un abitato più sviluppato sotto la dominazione dell'Impero romano (I secolo a.C. - V secolo d.C.), del quale sono giunti ai giorni nostri alcuni reperti archeologici, di cui il più importante è senza dubbio la patera di Parabiago (IV secolo). Da Parabiago passava l'antica via Severiana Augusta, strada romana consolare che collegava Milano con il Verbano. Da un punto di vista amministrativo, in epoca romana, l'antica Parablacum faceva parte della regio XI Transpadana.

Medioevo Tra i secoli VI, VII Parabiago è capoluogo di un contado autonomo denominato Comitatus Parabiagi, probabilmente corrispondente alla Burgaria, retto da Conti di un ramo dei Sambonifacio; durante questo periodo la Regina longobarda Teodolinda concede il permesso di aprire un piccolo corso d'acqua artificiale detto Riale o Röngia, che attingeva le acque dal fiume Olona

Nel periodo compreso tra il XIII ed il XIV secolo i Crivelli de Parabiaco, discendenti dai Sambonifacio, reggono la Contea di Parabiago e la Contea di Burgaria; il borgo è già capopieve, elencato nel Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani dallo storico Goffredo da Bussero.

Durante i secoli successivi Parabiago ha una lenta decadenza, difatti subisce ben due saccheggi, nel 1449 ad opera di Francesco Sforza e nel 1527 per mano borbonica, oltre a due epidemie (nel 1529 e nel 1540).

Tregua di Parabiago Le ambizioni politiche dell'arcivescovo Leone da Perego, e la sua volontà di escludere il popolo dal governo del Comune di Milano, portarono all'insurrezione del Commune populi nel luglio 1257, guidata da Martino della Torre, ed alla successiva cacciata del ceto nobiliare dalla città. Le tensioni giunsero al culmine nell'agosto dello stesso anno, quando tra il Seprio e la Burgaria, si mossero gli eserciti delle due fazioni. La guerra civile venne scongiurata in data 29 agosto, con la firma della Tregua di Parabiago avvenuta sul sagrato della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio.

Battaglia di Parabiago Con la morte di Galeazzo I Visconti (1327), il figlio unico Azzone, gli succedette con il titolo di vicario imperiale di Milano, comprato dall'Imperatore Ludovico il Bavaro. Nel 1332, gli si associarono gli zii Luchino e Giovanni arcivescovo "ambrosiano", formando così una sorta di triumvirato. L'esclusione dal governo dell'altro zio Lodrisio, signore del Seprio, scatenò da parte di quest'ultimo un desiderio di rivalsa che, dopo una serie di inutili congiure, si allea con Mastino II della Scala, signore di Verona ed acerrimo nemico di Azzone. La controversia giunse al culmine con lo scontro armato nella battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339), la quale si concluse con la vittoria dei milanesi, agevolati da un'apparizione miracolosa di Sant'Ambrogio.

Epoca moderna Il periodo compreso tra il Cinquecento ed il Seicento, risulta essere tempo di decadenza per la cittadina lombarda: nel 1582 san Carlo Borromeo toglie il ruolo di capopieve di Parabiago alla chiesa cittadina, declassandola a parrocchia all'interno della Pieve di San Magno Legnano; nel 1625 Villastanza diventa parrocchia indipendente, distaccandosi dal suo capoluogo. Dal punto di vista amministrativo, tuttavia, la pieve di Parabiago fu mantenuta.

Sul finire del XVII secolo si registrano due eventi modestamente rilevanti: in data 26 settembre 1658, il marchese Camillo Castelli acquista per sé e per la sua discendenza il Feudo di Parabiago; mentre nel 1668 un gruppo di monaci cistercensi si insedia presso il monastero di Sant'Ambrogio della Vittoria.

Il Settecento fu nuova epoca di splendore per Parabiago sotto il governo austriaco.

Nel marzo dell'anno 1700 don Claudio Cavalleri e suo fratello Filippo fondano il Collegio Cavalleri, rinomata scuola rivolta ai figli delle famiglie nobili milanesi.

Il medico parabiaghese Giuseppe Giannini opera sul campo e scrive saggi di medicina.

Comincia l'opera artistica di Giuseppe Maggiolini, ricordato come Maestro d'Intarsio; le sue conoscenze in campo artistico, portano nel suo paese natio l'architetto Giuseppe Piermarini, incaricato di disegnare la facciata della chiesa dei S.S. Gervasio e Protasio.

Nel 1798, a causa della Rivoluzione francese, la pieve civile viene soppressa e la città sottoposta al distretto di Legnano, mentre l'Ordine cistercense viene soppresso e quindi il monastero di Sant'Ambrogio della Vittoria chiude.

Tra l'Ottocento ed il 1945 Nel 1845 viene restaurata la pieve di Parabiago.

Tra il 1850 ed il 1900, l'agricoltura diventa attività d'appoggio all'industria tessile e cotoniera, difatti le coltivazioni di cereali e viti, vengono definitivamente sostituite dal gelso e dall'allevamento dei bachi da seta.

Si risentono anche a Parabiago gli effetti della Rivoluzione industriale: si inaugurano la linea ferroviaria Milano-Gallarate (1860) ed il Canale Villoresi (1884); nel 1899 Paolo Castelnuovo fonda la prima fabbrica di scarpe, Parabiago è destinata a diventare la "Città della calzatura"; nel 1900 Felice Gajo acquista il Cotonificio Gadda, sul quale fonda la futura Unione Manifatture di Parabiago, assorbendo anche il Cotonificio Muggiani di Rho.

Nel 1907 nella villa di Felice Gajo viene rinvenuta la patera di Parabiago, splendido piatto d'argento risalente alla seconda metà del IV secolo.

Nel periodo tra le due guerre la cittadina comincia a conoscere i primi cambiamenti del XX secolo: nell'anno 1923 un parabiaghese di nome Libero Ferrario, vince a Zurigo i primi Campionati del mondo di ciclismo su strada per la categoria Dilettanti; nel 1928 viene definitivamente interrato l'antico Riale, di origini longobarde, che per più di 1200 anni ha portato l'acqua potabile del fiume Olona nel centro del paese; infine durante gli anni trenta scompaiono la bachicoltura e la coltivazione del gelso, ritenute ormai obsolete.

In data 2 dicembre 1940 il Decreto Reale numero 1858 autorizza il Comune di Parabiago a mutare la denominazione della frazione Tiracoda in Villapia.

Dal secondo dopoguerra ad oggi Negli anni sessanta anche per la cittadina, come per il resto d'Italia, si ebbe il boom economico e demografico. L'industrializzazione aveva preso definitivamente piede, i piccoli calzaturieri artigianali si tramutarono in industrie, anche di medie e grandi proporzioni, sorsero grandi stabilimenti metalmeccanici e chimici e, con l'immigrazione dal Mezzogiorno, Parabiago cresceva di popolazione.

Nel 1974 apre il garden Crespi Bonsai, opera di Luigi e Luisa Crespi, che si svilupperà nel corso dei seguenti decenni fino a diventare il principale polo italiano per la ricerca, lo sviluppo e la conservazione dei bonsai, con tanto di fondazione del più importante museo d'Italia in proposito, proprio a Parabiago.

Il D.P.R. del 27 novembre 1985 porta al 26 ottobre del 1986, quando l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi giunge in visita con lo scopo di celebrare la cerimonia di "promozione" del comune e, con la simbolica consegna della pergamena al sindaco Renzo Fontana, sancisce la nomina di Parabiago a Città.

È anche il periodo in cui lo sport parabiaghese per eccellenza, il ciclismo, raggiunge il suo apice: nel 1972 il 55º Giro d'Italia, grazie agli sponsor Rancilio e Termozeta, arriva in paese, la 15ª tappa con arrivo e partenza da Parabiago e dopo un turno di riposo, avviene la successiva partenza della 16ª tappa; nel 1982 Giuseppe Saronni è il secondo parabiaghese Campione del mondo, questa volta per la categoria professionisti.

Negli anni novanta, Mani pulite colpisce anche la politica della cittadina, vengono arrestati alcuni degli esponenti dei governi municipali precedenti; nel frattempo circa il 70% della produzione industriale locale è rivolto nel campo calzaturiero, Parabiago è conosciuta in Italia e all'estero come la "Città della calzatura".

Nell'anno 2000 all'interno del territorio comunale, viene avvistato per la prima volta in Italia ed in Europa un coleottero chiamato Anoplophora chinensis malasiaca (comunemente Cerambice dalle lunghe antenne o impropriamente Tarlo asiatico), originario dell'Estremo Oriente, introdotto per errore dal Giappone, che nel giro di qualche mese, ha provocato un grave disastro ecologico per la Regione Lombardia.

Simboli

Stemma Nel Codice Araldico Cremosano (XV secolo)Stemmario Cremosano, vol. II, p. 253. lo scudo di Parabiago viene descritto come segue: «d'argento, all'albero di verde, nodrito nella pianura erbosa e al gallo al naturale passante sulla stessa». In questa descrizione l'albero non è ben chiaro a quale specie appartenga. Uno scudo simile, ove però il gallo è nero bargigliato, con una "P" nel cantone destro del capo ed una "A" nel cantone sinistro del capo, ciascuna sormontata da un segno di abbreviazione, è illustrato nello stemmario della Biblioteca Trivulziana di Milano ed è attribuito alla famiglia dei de Parabiago (probabilmente i Crivelli) feudataria del luogo, qui invece l'albero è più precisamente una quercia.

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 2 marzo 1942.

In araldica il gallo è simbolo di vigilanza, ordine, vittoria, e stando alla posizione strategica del borgo in antichità, ovvero sul Sempione a pochi chilometri da Milano, la vigilanza calzerebbe, come pure la vittoria (dei milanesi) se si rammenta la battaglia di Parabiago svoltasi nel 1339.

Il gallo però potrebbe anche avere una diversa interpretazione, se si prende in considerazione l'origine celtica (insubri) del borgo.