È considerato uno tra i più energici e combattivi generali tedeschi della seconda guerra mondiale, particolarmente abile nella tattica difensiva.
, Model si distinse prima alla testa di unità corazzate e poi al comando di armate e gruppi d'armate sia all'est che all'ovest, dove mise in mostra grande determinazione e notevoli capacità operative riuscendo in numerose circostanze a risolvere favorevolmente situazioni di grave difficoltà per il fronte tedesco. Negli ultimi giorni della guerra, circondato con le sue truppe nella sacca della Ruhr, preferì suicidarsi per non cadere prigioniero del nemico.
Biografia
La prima guerra mondiale Nato nel 1891 a Genthin in Sassonia, Model proveniva da una famiglia della piccola borghesia luterana. Non apparteneva quindi a quell'aristocrazia militare che aveva per anni costituito il nerbo dello Stato maggiore prussiano. Nel 1908 entrò nell'accademia militare (Kriegsschule) di Neisse. In quel contesto, Model si distinse come uno dei cadetti più brillanti del suo corso, ottenendo la promozione al grado di Leutnant (sottotenente).
Nel 1910 fu assegnato al 6º Battaglione brandeburghese del 52º Reggimento di fanteria, dove ricoprì gli incarichi di aiutante di battaglione e poi di aiutante di reggimento. Con quest'unità prese parte alla prima guerra mondiale sul fronte occidentale, partecipando alle prime fasi della Battaglia di Verdun. I suoi meriti sul campo lo portarono, nel 1916, ad essere destinato al corso accelerato per ufficiali di Stato maggiore, e a ricoprire vari incarichi di Stato maggiore a livello di brigata, oltre che a una breve missione nell'Impero ottomano, alleato della Germania durante la Grande Guerra. In Turchia fu insignito, per il suo aiuto alle truppe ottomane, della Stella di Gallipoli o Mezzaluna di Ferro dal sultano Mehmet V.
I meriti conseguiti sul campo nel corso del primo conflitto mondiale portarono Model a ricevere numerosi e importanti riconoscimenti: fu decorato con la Croce di Ferro di prima classe nel 1915 e con l'Ordine di Hohenzollern nel 1917; successivamente, nel marzo 1918 fu promosso al grado di Hauptmann (capitano).
Il primo dopoguerra Alla fine del conflitto Model godeva della fama di essere uno dei più capaci e promettenti giovani ufficiali tedeschi; questo gli consentì di diventare uno dei 4.000 ufficiali del ricostituito esercito della Repubblica di Weimar (Reichswehr). In quegli anni, Model ricoprì vari incarichi di Stato maggiore e di reparto: nell'ottobre 1925 ricevette il comando della 9ª Compagnia dell'8º Reggimento di fanteria, mentre nel 1928 fu assegnato allo Stato maggiore della 3ª Divisione di fanteria. Promosso Major (maggiore) nel 1929, fu trasferito a Berlino, presso lo Stato maggiore generale, dove assunse la direzione della sezione 4 del Ufficio addestramento (Truppenamt) della Reichswehr.
Nel 1933, con il grado di Oberstleutnant (tenente colonnello) tornò ad un incarico operativo, quale comandante di battaglione presso il 2º Reggimento di fanteria, del quale assunse il comando l'anno seguente. Fra il 1935 e il 1938 fu nuovamente a Berlino, come capo della sezione 8 dello Stato maggiore generale, prima di essere trasferito, nel novembre del 1938 al IV Corpo d'armata come capo di Stato maggiore. Le esperienze realizzate nel primo dopoguerra presso lo Stato maggiore generale e presso le unità di élite cui fu assegnato, portarono Model ad essere uno dei più entusiasti sostenitori della necessità di ammodernamento dell'esercito tedesco, intuendo la centralità delle nuove armi nella guerra moderna. Il 1º maggio 1939, alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, fu promosso Generalmajor (maggiore generale).
La seconda guerra mondiale I primi incarichi
Nell'ottobre del 1939, dopo aver preso parte all'invasione della Polonia in veste di capo di stato maggiore del IV Corpo d'armata, venne trasferito alla XVI Armata, come capo di Stato maggiore. Dopo aver combattuto in Francia ed essere stato promosso Generalleutnant (tenente generale), nel novembre del 1940 assunse il comando della 3. Panzer-Division.
La campagna di Russia Alla testa della 3. Panzer-Division, Model prese parte all'operazione Barbarossa sin dalle prime fasi, guidando l'avanzata tedesca in Ucraina e svolgendo un ruolo decisivo nell'accerchiamento di Kiev. Durante il periodo passato al comando di quest'unità, Model iniziò a sperimentare un programma di addestramento speciale che prevedeva la formazione di gruppi combattenti provenienti da diverse specialità: fanteria, artiglieria, mezzi corazzati e altro. In questo modo Model anticipò di alcuni mesi la prassi dell'esercito tedesco di costituire regolarmente gruppi di combattimento combinati, confermando la sua fama di innovatore.
Promosso General der Panzertruppen, fu trasferito, nell'ottobre 1941, presso il 41º Panzerkorps dove si mise in evidenza per la sua abilità tattica, specialmente nelle manovre difensive. Fu principalmente merito suo, infatti, se la controffensiva sovietica dell'inverno 1941 (seguita al fallimento dell'operazione Tifone) non si trasformò in una disfatta, salvando così le sue truppe dall'accerchiamento sovietico.
La tattica difensiva La tattica difensiva di Model si basava sull'osservazione che i sovietici attaccavano sempre in massa e con scarsa coordinazione tra i reparti; questo tipo di attacchi tendeva ad essere maggiormente efficace quando a fronteggiare la pressione degli attaccanti era disposta una linea difensiva organizzata su singoli punti fortificati, piuttosto che una linea di difesa continua. Per di più Model aveva rilevato che l'organizzazione di supporto logistico sovietica era ancora in larga parte incapace di sostenere una battaglia di movimento e di penetrazione in profondità attraverso le linee nemiche; ciò significava che, anche qualora il fronte difensivo fosse stato sfondato in un punto, tale sfondamento non avrebbe rappresentato necessariamente un elemento di crisi generale.
Così Model organizzò la sua difesa distribuendo gli uomini su tutto il corso del fronte, in modo da sfruttare il vantaggio delle sue truppe in termini di artiglieria, lasciando nel frattempo a piccoli kampfgruppen meccanizzati operanti nelle retrovie l'onere di chiudere eventuali falle create da attacchi nemici. Questo schema difensivo, ancorché dispendioso, si rivelò vincente contro i sovietici e condusse in salvo il XVI. Panzer-korps; Model guadagnò la fama di maestro della difesa, continuando ad adottare la tattica appena descritta per il resto della sua carriera.
Al comando della 9ª Armata In virtù della sua abilità nelle operazioni di difesa, Model fu posto al comando della 9ª Armata, che tra gennaio 1942 e il marzo del 1943 si trovava a difendere una difficilissima posizione nel saliente di Rzhev. La nomina di Model fu accettata e condivisa da Hitler in persona: di lui il Führer apprezzava non solo la reputazione di mastino della difesa, ma soprattutto la determinazione e la forza dell'animo, qualità decisive per portare a successo un'operazione così complicata.
Quando Model si insediò il 19 gennaio 1942 presso il suo nuovo comando a Sychevka, il settore affidato alla 9ª Armata era in pieno scompiglio. Il Fronte Kalinin del Generale Ivan Konev aveva sfondato le linee tedesche, arrivando a minacciare la principale via di rifornimento dell'intero Heeresgruppe Mitte: l'autostrada Mosca-Smolensk. Le posizioni della 9ª Armata, oltretutto, erano ulteriormente minacciate dallo sfondamento della XXXIX Armata sovietica che, attaccando sul fianco destro del saliente di Rzhev, raggiunse le rive del Dnepr, giungendo quasi a circondare le truppe tedesche operanti nell'area.
A dispetto del pericolo, Model diede disposizioni di organizzare un immediato contrattacco, che colse di sorpresa le truppe sovietiche e portò all'accerchiamento della XXXIX Armata sovietica. Nei durissimi scontri che ne seguirono, la 9ª Armata riuscì a respingere i ripetuti tentativi sovietici di liberare le loro unità intrappolate: Model realizzò così un'importante vittoria per il morale e per la tenuta di tutto il settore centrale delle difese tedesche. A seguito di questo successo, Model venne nominato Generaloberst (colonnello generale) il 28 febbraio 1942.
Una volta risolta l'emergenza, Model, organizzò la difesa del fronte facendo ricorso sia a tattiche militari convenzionali, sia a innovazioni da lui studiate negli anni precedenti. Questi erano i principi fondamentali su cui si basò la famosa difesa di Model: un moderno sistema di intelligence militare, basato su ricognizioni e fonti provenienti dalle prime linee e non su rapporti preparati da analisti nelle retrovie; linee difensive continue, indipendentemente da quanto fossero sottili; divisione delle unità di riserva in piccoli gruppi, così da poter più prontamente intervenire per tappare ogni possibile sfondamento; controllo dei battaglioni di artiglieria attribuito ai comandi di divisione o di corpo d'armata, così che potessero meglio stabilire come impiegarli.
I principi su cui Model aveva fondato il suo schema di difesa contravvenivano ad alcune consolidate tradizioni dell'esercito prussiano; la cosa più interessante da notare però è che Model contravvenne anche a un ordine diretto di Hitler. Nonostante il Führer avesse infatti ordinato di non costituire più linee di difesa lungo il fronte, così da evitare la tentazione da parte dei soldati di arretrare su posizioni più sicure nelle retrovie, Model continuò lo stesso a basare la sua difesa su più linee continue, ignorando di fatto quell'ordine.
L'utilizzo di queste tattiche di difesa permise alla 9ª Armata di difendere le sue posizioni fino alla primavera del 1943. In questo periodo gli attacchi sovietici furono continui e decisi, ma le truppe sotto il comando di Model riuscirono a respingerli tutti; uno di questi attacchi falliti (nome in codice operazione Marte) è stato indicato come la più grande sconfitta subita durante la guerra dal principale condottiero sovietico: il Maresciallo Georgy Zhukov.
Nel contesto di una riorganizzazione complessiva del fronte orientale, il comando tedesco autorizzò l'avvio dell'operazione Bufalo, che nel marzo del 1943 portò all'evacuazione del saliente di Rzhev da parte della 9ª Armata e al suo riposizionamento presso la zona di Orël. L'evacuazione fu eseguita con successo; tuttavia le azioni anti-partigiane condotte nel corso della stessa portarono alla morte di quasi 3.000 russi e alla distruzione di numerosi villaggi.
Nel luglio del 1943 la 9ª Armata di Model prese parte alla battaglia di Kursk: la più grande battaglia di carri armati di tutta la seconda guerra mondiale. In questa circostanza, Model ebbe un ruolo decisivo anche nella pianificazione dell'operazione; è corretto attribuirgli, dunque, non poche responsabilità nella sconfitta che patirono i tedeschi. Contrariamente al parere del feldmaresciallo Erich von Manstein, infatti, Model spinse per ritardare il più possibile l'attacco al saliente di Kursk, così da permettere l'arrivo al fronte di nuove unità corazzate di ultima generazione. Questo ritardo fu letale per le truppe tedesche: i sovietici riuscirono a rafforzare le loro posizioni nel saliente e a pianificare una controffensiva verso Orël che mise in difficoltà la 9ª Armata.
La promozione a Feldmaresciallo La sconfitta a Kursk non riuscì ad offuscare la reputazione di mastino della difesa di Model. Anche il suo allontanamento dal comando della IX Armata, nel settembre del 1943, servì semplicemente a tenerlo libero e a disposizione del Führer per nuovi incarichi dopo un'eventuale offensiva sovietica.