Il Giurì Robertson o Robertson Panel (ufficialmente Scientific Advisory Panel on Unidentified Flying ObjectsAbbreviato in inglese Robertson Panel dal nome del suo presidente, il dottor Howard Percy Robertson, fisico del California Institute of Technology.), fu una commissione scientifica convocata dalla CIA nel 1953 per esaminare il fenomeno degli UFO e le sue possibili implicazioni per la sicurezza nazionale statunitense. Il gruppo, presieduto dal fisico Howard Percy Robertson, si riunì dal 14 al 18 gennaio 1953Sebbene il rapporto sintetico del Panel fosse datato 17 gennaio 1953. Inoltre, esso contiene una lista del personale con l'intestazione «14–17 January 1953». e prese in esame, tra l'altro, la documentazione del Progetto Blue Book e 75 casi di avvistamenti selezionati dalla United States Air Force (USAF).
La commissione è nota soprattutto per avere raccomandato l'uso dei mass media per screditare le segnalazioni di UFO e ridurre l'interesse del pubblico verso i dischi volanti, coordinando un programma di informazione e debunking attraverso la televisione, il cinema e la stampa divulgativa.
Composizione Il Panel era costituito da cinque membri effettivi: Howard Percy Robertson, fisico del California Institute of Technology (presidente); Luis Álvarez, fisico dell'Università della California; Lloyd Berkner, geofisico; Samuel Abraham Goudsmit, fisico presso i Brookhaven National Laboratories; Thornton Page, astronomo e astrofisico della Johns Hopkins University. Erano membri associati l'astronomo J. Allen Hynek, consulente del Progetto Blue Book, e l'esperto di missili Frederick Durant.
Ai lavori presero parte numerosi esperti ascoltati in qualità di consulenti o testimoni tra cui funzionari della CIA, dell'USAF e della US Navy. Tra questi, il generale William N. Garland, comandante dell'Air Technical Intelligence Center (ATIC), e il capitano Edward J. Ruppelt, responsabile dell'attività dell'ATIC sui fenomeni aerei e del progetto Blue Book, insieme a personale del laboratorio di interpretazione fotografica della US Navy.
Attività Il Panel esaminò una selezione dei casi ritenuti meglio documentati dall'USAF, tra cui fotografie e pellicole cinematografiche di alcuni avvistamenti, rapporti del cosiddetto Progetto Blue Book e altro materiale raccolto dalle autorità militari. I lavori si svolsero nell'arco di cinque giorni, dal 14 al 18 gennaio 1953, attraverso una serie di sessioni nelle quali furono esaminati i casi e la documentazione presentati dall'USAF e dalle altre autorità interessate. Nelle conclusioni, la commissione affermò di non aver trovato prove di una minaccia diretta alla sicurezza nazionale né elementi che indicassero che gli oggetti osservati fossero manufatti di potenze straniere ostili o fenomeni tali da richiedere una revisione delle conoscenze scientifiche fino ad allora accettate.
Il rapporto sottolineava tuttavia che la continua attenzione riservata agli UFO poteva ostacolare i sistemi di comunicazione e di difesa, provocare falsi allarmi e, secondo i membri del Panel, rendere gli Stati Uniti più vulnerabili a eventuali operazioni di propaganda o guerra psicologica da parte di potenze straniere.
Per tale motivo la commissione raccomandò alle agenzie di sicurezza nazionale di lavorare allo scopo di cancellare dalla percezione del pubblico dell'argomento UFO quell'aura di mistero («aura of mystery») e quello special status che si erano venuti a creare con la complicità dei giornali, predisponendo programmi di informazione e di propaganda volti a ridurre la credulità del pubblico nei confronti del fenomeno, educando in particolare a riconoscere più rapidamente le spiegazioni convenzionali e a respingere le segnalazioni considerate false o prive di fondamento. Nel più ampio resoconto delle riunioni, tali proposte furono descritte più in dettaglio come un programma di training e debunking, in particolare basato sull'impiego dei mass media e sulla presentazione di casi inizialmente ritenuti inspiegabili ma successivamente ricondotti a cause convenzionali.
Secondo una ricostruzione ufficiale della CIA che risale agli anni 90, il Panel suggerì di utilizzare, a questo scopo, i mass media, la pubblicità, associazioni imprenditoriali, scuole e anche la Walt Disney Corporation.
Il rapporto raccomandava inoltre che le autorità prestassero attenzione ai gruppi civili interessati agli UFO, in un contesto segnato dalle preoccupazioni dell'epoca per eventuali attività sovversive e per l'utilizzo del fenomeno da parte di potenze straniere.
Diffusione e declassificazione L'esistenza del Robertson Panel rimase inizialmente riservata. Nel 1957 l'USAF ottenne dalla CIA una versione non classificata delle conclusioni, nella quale era omesso il coinvolgimento dell'Agenzia. Benché una versione depurata del rapporto fosse circolata in ambito ufficiale nel 1967, la CIA rese disponibile il rapporto completo soltanto nel 1975, in seguito a una richiesta di William Spaulding, del gruppo Ground Saucer Watch. La documentazione del 1975 comprendeva sia il rapporto del Panel sia il più ampio rapporto di Frederick Durant sulle riunioni.
Rapporti con i mezzi di comunicazione Il rapporto tra le raccomandazioni del Robertson Panel e i mezzi di comunicazione è stato oggetto di successive ricostruzioni giornalistiche e storiografiche. Nel 1966 l'astronomo Thornton Page, già membro del Panel, scrisse a Frederick Durant di aver contribuito a organizzare un programma televisivo della rete CBS riguardante le conclusioni del Robertson Panel («around the Robertson panel conclusions»). Tale dichiarazione è stata successivamente collegata a un documentario televisivo effettivamente trasmesso dalla CBS nel 1966 dal titolo UFO: Friend, Foe or Fantasy?, condotto da Walter Cronkite. La giornalista e autrice Leslie Kean ha indicato questo episodio come un possibile esempio di applicazione delle raccomandazioni del Panel, rilevando come il programma fosse incentrato sul ridimensionamento delle segnalazioni UFO.
Un altro episodio riguarda la serie televisiva Steve Canyon. Secondo il produttore John Ellis, nel 1958 l'USAF intervenne sulla sceneggiatura di un episodio dedicato agli UFO, richiedendo modifiche sostanziali. Nella versione originaria il protagonista difendeva la credibilità dei testimoni e manifestava interesse per la possibilità di un'origine extraterrestre degli avvistamenti; nella versione modificata furono introdotti un atteggiamento maggiormente scettico e l'eliminazione di una sottotrama relativa al recupero di presunti detriti alieni.La testimonianza di Ellis è stata riportata da Robbie Graham e Matthew Alford su The Guardian.
Rappresentazione degli UFO nella cultura popolare Parallelamente alle iniziative istituzionali, dagli anni cinquanta gli UFO e i dischi volanti divennero temi ricorrenti della cultura popolare statunitense, sia nella fantascienza sia nella commedia e nella satira. Collezioni e bibliografie storiche documentano la presenza del tema nei fumetti e nelle vignette americane del periodo, compresi materiali pubblicati tra gli anni cinquanta e sessanta.
Un esempio cinematografico è il cortometraggio Flying Saucer Daffy del trio comico I tre marmittoni, distribuito nel 1958: nel film, Joe fotografa accidentalmente un piatto di carta trasportato dal vento, che viene scambiato per un UFO. Moe e Larry si attribuiscono il merito della fotografia e ne sfruttano la notorietà, ma alla fine la fotografia viene rivelata come un falso.
Il motivo del disco volante come oggetto comico si inserì in una più ampia trasformazione della rappresentazione cinematografica degli UFO. Dopo la metà degli anni cinquanta, accanto ai film di fantascienza che trattavano i dischi volanti come una minaccia, il motivo entrò progressivamente anche nel cinema di serie B e, in seguito, nella commedia e nella satira.
Un caso particolarmente noto è Plan 9 from Outer Space, film indipendente di Edward D. Wood Jr., realizzato nel 1956 e distribuito nel 1959. Il film combina fantascienza e horror e presenta dischi volanti e visitatori extraterrestri; la sua successiva reputazione come esempio paradigmatico del cinema di fantascienza a basso costo e come film involontariamente comico contribuì a fare dei suoi dischi volanti e della sua rappresentazione degli alieni elementi ricorrenti dell'immaginario cinematografico sugli UFO.
Interpretazioni successive Nel libro The Missing Times: News Media Complicity in the UFO Cover-Up del 2000 il giornalista Terry Hansen sostenne una tesi più ampia circa il condizionamento della copertura giornalistica degli UFO da parte dell'apparato di sicurezza statunitense, inserendo il Robertson Panel nel quadro di una politica più generale di gestione dell'informazione sul fenomeno. Hansen ha successivamente illustrato questa interpretazione anche in un'intervista al programma The Paracast.
Robbie Graham e Matthew Alford hanno utilizzato il rapporto tra il Robertson Panel, la dichiarazione di Thornton Page sul programma CBS e il caso Steve Canyon per sostenere che l'influenza governativa sulla rappresentazione televisiva e cinematografica degli UFO costituisca un tema meritevole di ulteriore esame storico. La loro ricostruzione distingue tuttavia il ruolo documentato dell'USAF dai contenuti del rapporto del Panel e dalle interpretazioni successive.
Note
Bibliografia
Voci correlate Avvistamenti di UFO del luglio 1947 Avvistamenti di UFO e siti nucleari Progetto Blue Book
Collegamenti esterni
Categoria:Avvistamenti di UFO Categoria:Avvistamenti di UFO negli Stati Uniti Categoria:Indagini sugli UFO Categoria:Ufologia