Margin Call è un film del 2011 scritto e diretto da J. C. Chandor ed interpretato da Kevin Spacey, Jeremy Irons, Zachary Quinto e Simon Baker.
Trama Nel 2008, una grande banca d’investimento avvia una massiccia ondata di licenziamenti. Tra i dipendenti allontanati c’è Eric Dale, responsabile della gestione del rischio. Prima di uscire dall’edificio, Dale tenta di far notare ai superiori le pericolose implicazioni di un modello su cui sta lavorando, ma viene completamente ignorato. Nel tragitto verso l’uscita consegna a Peter Sullivan, giovane analista del suo team, una chiavetta USB con il suo lavoro, avvertendolo di «fare attenzione».
Spinto dalla curiosità, Sullivan rimane in ufficio oltre l’orario e completa l’analisi: scopre che le basi dell’intero profilo di rischio della banca sono sbagliate. La volatilità dei titoli garantiti da mutui sta superando ogni previsione e la società è eccessivamente esposta: il debito derivante da queste posizioni potrebbe trascinarla verso la bancarotta.
Sconvolto, Sullivan richiama in ufficio il collega Seth Bregman e informa Will Emerson, capo del trading del credito. Emerson a sua volta chiama Sam Rogers, suo superiore. Tentano invano di rintracciare Dale, ormai irraggiungibile dopo il licenziamento. Mentre Sullivan e Bregman provano a ritrovarlo, Rogers ed Emerson portano l’allarme ai vertici della banca.
I dirigenti - tra cui Jared Cohen e la responsabile del rischio Sarah Robertson - verificano i dati: Sullivan ha ragione. Viene quindi convocato d’urgenza l’amministratore delegato John Tuld. Una volta esposta la situazione, iniziano le discussioni: Cohen propone, con l’approvazione di Tuld, di vendere immediatamente i titoli tossici, a qualsiasi prezzo. Rogers si oppone, consapevole che ciò distruggerà la reputazione della banca e provocherà ulteriore caos nei mercati. Ma per Tuld l’unica priorità è evitare il fallimento.
Nel frattempo, Emerson e Bregman rintracciano Dale e provano a convincerlo a tornare. Lui rifiuta, ormai disilluso. Sulla via del ritorno, Bregman teme per il proprio posto di lavoro: Emerson gli risponde che probabilmente lo perderà, ma lo invita a non smettere di credere nella necessità del loro lavoro, per quanto duro e imperfetto.
Tuld decide che Robertson sarà il capro espiatorio della vicenda. Lei tenta di difendersi ricordando di aver avvertito i vertici già un anno prima, ma viene messa a tacere. Dale, per evitare di perdere liquidazione e benefici, accetta sotto ricatto di collaborare al piano. Passa la giornata accanto a Robertson, altrettanto amareggiata.
Nonostante i dubbi, Rogers si mette alla guida dei suoi trader: dovranno svendere i titoli incriminati nel più breve tempo possibile. Promette loro bonus milionari se riusciranno a piazzare quasi tutto entro la giornata. Le perdite sono pesanti, le controparti diventano sospettose e poi ostili, ma l’operazione riesce: la maggior parte dei titoli tossici viene scaricata sul mercato.
Parte un’altra tornata di licenziamenti. Rogers, appresa la sua “salvezza”, affronta Tuld e gli presenta le dimissioni. Il CEO respinge la sua visione morale ricordandogli che le crisi economiche sono cicliche e inevitabili: hanno fatto ciò che doveva essere fatto per sopravvivere. Propone a Rogers di restare altri due anni; questi, pur riluttante, accetta per necessità economiche proprie. Sullivan, invece, riceve una promozione.
La storia si chiude con Rogers che, nel cuore della notte, seppellisce il suo cane appena soppresso nel giardino della casa dell’ex moglie, un gesto silenzioso che riflette il peso delle sue scelte.
Titolo Il termine margin call si riferisce a quei livelli di prezzo di un titolo ai quali scatta l'escussione di un collaterale (una garanzia, in genere in denaro) messo a garanzia di un finanziamento. Nel mercato finanziario spesso quando si compra un titolo l'acquirente non fornisce il completo valore del titolo ma solo una quota (per esempio il 10% del valore) e il denaro rimanente viene fornito tramite un finanziamento bancario. Se però il titolo si deprezza sotto la soglia di denaro fornita dall'acquirente (nell'esempio il 10%) il broker vende il titolo. L'acquirente perde il capitale investito ma il finanziamento bancario viene ripagato; è l'acquirente che sceglie di effettuare l'acquisto e quindi è l'unico che deve sopportare l'onere del rischio. Il termine margin call si riferisce alla chiamata (call) che il broker una volta effettuava per comunicare al cliente che il proprio margine (margin) è stato azzerato e che quindi o reintegra subito il margine con nuovo capitale oppure il broker avrebbe venduto il titolo in perdita. Oramai queste chiamate non vengono più eseguite dato che è tutto informatizzato, ma il termine è rimasto.
Produzione Il film si svolge nell'arco di 24 ore presso una banca d'investimento e si concentra sulla grande recessione. La trama è incentrata sui meccanismi della creazione e diffusione dei cosiddetti mutui subprime, ovvero di quei titoli di finanza a reddito fisso prevalentemente legati al mercato immobiliare che hanno innescato la crisi 2008-2009. La lavorazione del film inizia il 21 giugno 2010 a New York City e viene girato nel distretto finanziario di Manhattan durante la metà dello stesso anno. La pellicola è stata presentata in concorso alla 61ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino.
Distribuzione La distribuzione della pellicola è avvenuta nelle sale statunitensi il 21 ottobre 2011.
Riconoscimenti 2012 - Premio Oscar Candidatura per la migliore sceneggiatura originale a J. C. Chandor 2011 - National Board of Review Miglior regista esordiente a J. C. Chandor 2012 - Independent Spirit Awards Miglior film d'esordio Premio Robert Altman
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Film ambientati a New York Categoria:Film girati a New York Categoria:Film indipendenti Categoria:Film thriller drammatici Categoria:Film sulla grande recessione Categoria:Film diretti da J. C. Chandor Categoria:Independent Spirit Award per il miglior film d'esordio