Tutti i racconti western (The Complete Western Stories) è una raccolta di racconti di Elmore Leonard, pubblicata per la prima volta in USA nel 2004 e in lingua italiana nel giugno 2008 da Einaudi nella traduzione di Luca Conti.
Comprende 30 racconti scritti e pubblicati tra il 1951 e il 1994, introdotti da una conversazione con l'autore del 2004 curata da Gregg Sutter.
L'edizione italiana della presente antologia comprende effettivamente tutti i racconti western scritti da Leonard dal 1951 al 1994, fatta eccezione per il racconto The Treasure at Mungo's Landing, del 1958, considerato perduto e riscoperto solo a volume già pubblicato (il racconto è stato incluso nella ristampa americana, in edizione economica, dell'antologia) e per The Bull Ring at Blisston, del 1959, uscito solo su rivista, e mai più ristampato.
Racconti La pista apache La pista apache (Trial of the Apache) è apparso per la prima volta nel 1951, nella rivista Argosy con il titolo Apache Agent.
Il capitano Eric Travisin è l'unico bianco responsabile della sicurezza nella riserva apache di Camp Gila, in Arizona. Quando gli viene affidata la custodia dell'apache ribelle Pillo e della sua banda, con l'obbligo di sorvegliarli e custodirli, e questi invece gli sfuggono, a Travisin non resta che radunare un manipolo di scout e mettersi sulle tracce dei fuggiaschi, confidando sull'esperienza della fidata guida Barney Fry e sul coraggio e l'intraprendenza del giovanissimo sottotenente De Both, quest'ultimo destinato a fare la sua prima drammatica esperienza con l'ingannevole natura degli apache proprio durante quella pericolosa missione dall'esito tutt'altro che scontato.
L'amuleto L'amuleto (Apache Medicine) è stato pubblicato per la prima volta nel maggio 1952 in Dime Western Magazine con il titolo Medicine.
Lo scout Kleecan ha la sfortuna di imbattersi nel giovane guerriero apache Juan Pony, noto per essere un violento attaccabrighe. Alla fine dell'inevitabile scontro, il ragazzo pellerossa ha la peggio. Ma anche per Kleecan non è una buona giornata: poco dopo, alla stazione di servizio della Hatch & Hodges si imbatte in quattro loschi individui che hanno appena rapinato un portavalori dell'esercito. E viene obbligato a fare loro da guida, suo malgrado…
Otto giorni da Willcox Otto giorni da Willcox (You Never See Apaches…) è stato pubblicato per la prima volta nel settembre 1953 in Dime Western Magazine con il titolo Eight Days from Willcox.
Lo scout Angsman, per spezzare la noia del suo ripetitivo lavoro di supporto all'esercito, si lascia convincere a guidare due improvvisati cercatori d'oro, Ed Hyde e il giovane avventato Billy Grey, in pieno territorio Apache, sulle tracce di una fantomatica miniera d'oro. Solo la sua esperienza e il rispetto che si è guadagnato con il capo Apache Delgadito, suo antico avversario, gli permettono di non doversi pentire dell'iniziativa. Non a tutti i suoi compagni d'avventura andrà però ugualmente bene.
I diavoli rossi I diavoli rossi (Red Hell Hits Canyon Diablo) venne pubblicato per la prima volta su “10 Story Western Magazine” nell'ottobre 1952, con il titolo Tizwin
Il giovane tenente Towner, alla sua prima esperienza di comando, non esita ad inoltrarsi con un drappello di sette soldati nell'insidioso Canyon Diablo, per catturare una banda di pericolosi apaches guidati dal rinnegato Lacayuelo, che tiene in ostaggio uno dei suoi soldati. Lo scout Cline, alla guida dei militari, ne ha viste parecchie di trappole come quella, e vorrebbe persuadere il tenente a desistere dal suo proposito, tanto eroico quanto temerario. Lo scontro finale tra indiani e soldati avviene, tuttavia, in un modo imprevedibile e singolare: una gara di bevute a base dell'inebriante birra apache chiamata tizwin. In questo sconto incruento il giovane tenente, a sorpresa, risulta essere proprio l'inatteso vincitore.
La moglie del colonnello La moglie del colonnello (The Colonel's Lady) apparve per la prima volta su Zane Grey's Western nel novembre 1952, con il titolo Road to Inspiration
Il nome del guerriero apache rinnegato Mata Lobo incute terrore, visto che centinaia di soldati lo hanno braccato inutilmente per anni, e molti di loro ci hanno rimesso la vita. Per procurarsi munizioni, l'indiano tende un agguato alla diligenza per Inspiration, Arizona. Oltre a sterminare tutti i viaggiatori, il criminale rapisce l'unica donna a bordo, Amanda Darck, moglie di un colonnello di Ford Thomas. Le intenzioni del guerriero nei riguardi della donna sono le peggiori, ma saranno ben presto frustrate, come scoprirà la guida Simon Street, che si è messo sulle tracce del fuggiasco per tentare di liberare la sua prigioniera.
La legge dei perseguitati La legge dei perseguitati (Law of the Hunted Ones) fu inizialmente pubblicato in Western Story Magazine nel dicembre del 1952 con il titolo Outlaw Pass
Il pericoloso fuorilegge Lew De Sana è evaso dal carcere di Yuma con il suo fidato tirapiedi Rondo. Si è rintanato in una baracca nei boschi, dove costringe a fargli da moglie e da serva una sventurata ragazzina che ha fatto il solo sbaglio di essere gentile con lui. Alla baracca arrivano per caso due ex militari in cerca di fortuna, l'anziano Virgil Partman ed il ragazzo David Fallis, di cui il primo si prende cura come se fosse suo figlio. Tra il giovane David e Lew è odio a prima vista, soprattutto dopo che il ragazzo si è interessato troppo alla sorte della giovane prigioniera del fuorilegge. A complicare la situazione sopraggiunge un drappello di poliziotti apache, sulle tracce dei due evasi. Nello scontro finale, Virgil si prende una pallottola in un fianco. L'affezionato David si getta all'inseguimento del bandito, pronto a vendicare l'amico.
Stivali d'ordinanza Stivali d'ordinanza (Cavalry Boots) apparve per la prima volta nel dicembre 1952 in Zane Grey's Western
Bud Nagle non è un uomo coraggioso, né ha velleità da eroe. Di certo è un soldato riluttante e svogliato, che si è presto pentito della sua scelta di arruolarsi. Sogna una vita agiata in città, ma è costretto a prestare servizio nel rude e pericoloso mondo della frontiera dell'Arizona. Alla vigilia di uno dei più duri e sanguinosi scontri con gli Apaches, la sua fuga scomposta da un'imboscata, guidata dalla paura e da un maldestro quanto vano tentativo di salvarsi la vita, per una mera casualità fa diventare lo sventurato Nagle un involontario eroe. Il suo sacrificio finirà con lo scongiurare un massacro e la sua memoria verrà celebrata con la più alta onorificenza.
La miniera del frate La miniera del frate, con il titolo originale Under the Friar's Ledge, fu pubblicato per la prima volta nel gennaio 1953 su Dime Western Magazine.
Il dottor Struggles, negli oltre vent'anni di fedele servizio nell'esercito, ha sempre coltivato con ascetico distacco un personale interesse per la ricerca di metalli preziosi, alla quale ha scelto di dedicarsi a tempo pieno una volta congedato. Spintosi tra le impervie valli della Sierra Madre, ai confini con il Messico, incontra casualmente Juan Solo, un indiano noto per essere l'unico a conoscere l'esatta ubicazione della leggendaria miniera d'argento Sangre de Santos, detta anche la "miniera del Frate" perché la si vuole protetta dallo spirito del padre francescano Tomas Maria, ucciso centinaia di anni prima dagli Spagnoli. Juan Solo è stato imprigionato e torturato da un americano, suo sedicente amico, che ha cercato inutilmente di estorcergli il segreto della miniera e poi lo ha lasciato a morire. Il silenzioso dottor Struggles si prende cura di lui, e si guadagna in questo modo la sua preziosa amicizia. "Chi trova un amico, trova un tesoro", si dice: alle volte, non solo in senso figurato.
Ladri di bestiame Ladri di bestiame (The Rustlers) fu pubblicato in Zane Grey's Western nel febbraio 1953 con il titolo Along the Pecos.
Un centinaio di capi di bestiame, rubati ad una mandria che ne conta migliaia, induce un manipolo di cowboy ad intraprendere una lunga ed estenuante caccia all'uomo, sulle tracce dei ladri, lungo il percorso del fiume Pecos, fino alla cittadina di Anton Chico, dove finalmente gli ignari fuggiaschi vengono raggiunti e catturati. Tra loro c'è Jack Ryan, fratello scapestrato di Emmett Ryan, il duro ed inflessibile capo dei mandriani. La legge parla chiaro: per i ladri di bestiame è prevista l'impiccagione. Potrà Emmett fare uno strappo alla sua intransigenza e salvare la vita al fratello e ai suoi stolti e miserabili compagni? Ci vorrà il coraggio di amici di vecchia data, per offrire ad Emmett una via d'uscita.
Quel treno per Yuma Quel treno per Yuma (Three-Ten to Yuma), è uno dei racconti più famosi di Leonard, ispiratore di ben due trasposizioni cinematografiche, la prima diretta nel 1957 da Delmer Daves, e un remake diretto nel 2007 da James Mangold. È stato pubblicato per la prima volta nel marzo 1953 su Dime Western Magazine.
Il vice-sceriffo di Bisbee Paul Scallen è un uomo di legge coraggioso e determinato. Il suo senso del dovere e la sua etica sono messi a dura prova quando gli viene dato l'incarico di scortare il giovane fuorilegge Jim Kidd fino alla prigione di Yuma, dove dovrà scontare cinque anni per aver partecipato ad una rapina alla diligenza, nel corso della quale uno dei suoi complici ha ucciso il conducente, Dick Moons. Durante il soggiorno nella cittadina di Contention, dove attende l'arrivo del treno delle 3.10 per Yuma, e poi lungo la strada verso il convoglio, Scalen dovrà prima proteggere la vita del ragazzo da chi vuole vendicare la morte di Moons e poi dovrà impedire che alcuni suoi complici, capeggiati dal delinquente Charlie Prince, lo liberino. In quel frangente dovrà anche combattere contro la propria crescente paura di non poter riabbracciare le sue amate figlie.
Note L'azione narrata in questo racconto si concentra sulle ultime ore prima della partenza del treno per Yuma. I due film che ne sono stati tratti hanno necessariamente ampliato la trama, introducendo ulteriori personaggi. Mentre il canovaccio del film del 1957 è abbastanza fedele agli sviluppi immaginati da Leonard (i nomi dei personaggi, interpretati da Van Heflin e Glenn Ford sono però diversi), il film di Mangold del 2007 si prende maggiori libertà. Viene introdotto, tra gli altri, il personaggio di un figlio adolescente del protagonista, in conflitto con il padre, che lo accompagna durante tutto il tragitto. La conclusione è radicalmente diversa: l'eroe, che come nella precedente pellicola si chiama Dan Evans (ed è interpretato da Christian Bale), viene colpito a morte un attimo prima di salire sul treno e muore tra le braccia del figlio (Logan Lerman), riscattando così la sua figura agli occhi del ragazzo, che durante tutta la storia è stato spesso tentato dall'esempio e dallo stile di vita del delinquente loro prigioniero. Mentre quest'ultimo, Ben Wade (Russell Crowe) non è un delinquente sbarbatello come nel racconto di Leonard, bensì uno scafato bandito, e al termine del film sale sul treno che lo condurrà in prigione ben sapendo che le sue possibilità di fuga sono tutt'altro che finite.
Caccia grossa Caccia grossa (The Big Hunt, originariamente intitolato Matt Gordon's Boy) vide la luce nell'aprile 1953 su Western Story Magazine.
Nonostante sia poco più di un ragazzo, Will Gordon ha le idee chiare sul suo futuro di cacciatore di bisonti e di commerciante di pelli, un duro mestiere che ha ereditato dal padre, morto ubriaco sotto una carica di bestioni imbizzarriti. Will si fa aiutare dall'anziano e altrettanto ubriacone Leo Cleary, già amico del padre: sebbene siano solo in due, il loro lavoro dà ottimi frutti, non senza attirare sul ragazzo le invidie della concorrenza, in particolare degli astiosi fratelli Wylie e Clyde Foss, che tra l'altro Will Gordon sospetta siano stati la causa indiretta della morte del padre.
Notte senza fine Notte senza fine (Long Night) è apparso per la prima volta su Zane Grey's Western nel maggio 1953.