Secondo la tradizione agiografica, sarebbe stato un ufficiale di un'unità dell'esercito romano nota come Legione tebana e sarebbe stato messo a morte insieme ai propri compagni ad Agaunum, l'odierna Saint-Maurice, nel Vallese, durante il regno dell'imperatore Massimiano. La sua memoria liturgica nella Chiesa cattolica ricorre il 22 settembre.
La più antica narrazione estesa conservata del martirio è la Passio Acaunensium martyrum, composta da Eucherio di Lione intorno alla metà del V secolo e indirizzata al vescovo Salvio. Eucherio afferma di aver raccolto la tradizione attraverso una catena di testimonianze che risaliva al vescovo Teodoro di Octodurum, identificato con Teodoro di Sion, al quale attribuisce la scoperta delle reliquie dei martiri e la costruzione di una basilica in loro onore ad Agauno.
Nel racconto di Eucherio, Maurizio è indicato come primicerius dei soldati chiamati Thebaei, provenienti dalle regioni orientali dell'Impero. I militari, cristiani, avrebbero rifiutato di eseguire ordini ritenuti incompatibili con la loro fede e sarebbero stati quindi messi a morte per ordine di Massimiano.
La storicità dell'episodio è tuttavia controversa. Non sono note testimonianze contemporanee che attestino individualmente Maurizio o il massacro di un'intera legione nelle forme descritte dalla Passio, redatta oltre un secolo dopo gli eventi che pretende di narrare. La storiografia moderna ha pertanto proposto interpretazioni differenti: alcuni studiosi hanno ritenuto possibile che la leggenda conservi il ricordo di un nucleo storico costituito dal martirio di alcuni militari cristiani, mentre altri hanno considerato il racconto di Eucherio una costruzione agiografica sviluppatasi attorno al culto locale dei martiri di Agauno.
L'esistenza di un culto dei martiri ad Agauno è invece documentabile già nella tarda antichità. Intorno al 380-390 Teodoro, primo vescovo del Vallese storicamente conosciuto, fece realizzare nel luogo una basilica destinata alla venerazione di reliquie attribuite ai martiri tebani. Il sito archeologico dell'attuale abbazia conserva i resti di un edificio di culto risalente alla fine del IV secolo. Nel 515 il re burgundo Sigismondo vi fondò il monastero di Agauno, l'odierna Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno, che divenne il principale centro del
Agiografia
La Passio Acaunensium martyrum La principale fonte antica relativa a Maurizio è la Passio Acaunensium martyrum, trasmessa sotto il nome di Eucherio di Lione, vescovo della città tra il 434 circa e il 450. Il testo, indirizzato a un vescovo di nome Salvio, fu composto nella prima metà del V secolo, oltre un secolo dopo l'epoca alla quale la tradizione colloca il martirio.
Nella lettera che accompagna la Passio, Eucherio afferma di avere raccolto il racconto da persone che dichiaravano di averlo appreso da Isacco di Ginevra, il quale, secondo lo stesso Eucherio, lo avrebbe ricevuto a sua volta da Teodoro di Sion, primo vescovo del Vallese storicamente attestato. Il testo si presenta pertanto come la messa per iscritto di una tradizione trasmessa attraverso più generazioni e non come la testimonianza di un contemporaneo degli eventi.
Secondo Eucherio, al tempo in cui Massimiano condivideva il potere imperiale con Diocleziano, nell'esercito romano si trovava un'unità i cui soldati erano chiamati Thebaei, ossia Tebei. L'autore li descrive come cristiani provenienti dalle regioni orientali dell'Impero e afferma che fossero stati chiamati in aiuto di Massimiano. Eucherio attribuisce alla loro unità un organico di uomini, numero che corrisponde alla sua concezione della consistenza di una legione e la cui attendibilità storica è stata ampiamente discussa dalla storiografia moderna.
La Passio non afferma che Maurizio fosse nato a Tebe, né identifica con precisione l'unità con una delle legioni note dalle fonti militari tardo-romane. Il termine «tebana» rimanda piuttosto alla Tebaide, regione dell'Egitto romano dalla quale, secondo la tradizione, provenivano i soldati.
Il martirio secondo Eucherio
Nel racconto di Eucherio, mentre il grosso dell'esercito imperiale si trovava presso Octodurum, l'odierna Martigny, i Tebei si fermarono ad Acaunum, l'attuale Saint-Maurice, nel Vallese. Quando fu loro ordinato di partecipare alla persecuzione dei cristiani, rifiutarono di eseguire il comando.
Informato dell'insubordinazione, Massimiano avrebbe disposto una prima decimazione, facendo uccidere un soldato ogni dieci, e avrebbe quindi reiterato l'ordine di perseguitare i cristiani. Al nuovo rifiuto seguì, secondo la Passio, una seconda decimazione.
Eucherio indica Maurizio come primicerius dell'unità e gli affianca Esuperio, definito campidoctor, e Candido, chiamato senator militum. I tre avrebbero esortato i compagni a rimanere fedeli alla propria professione cristiana anche di fronte alla morte.
La Passio attribuisce quindi ai soldati una professione di fedeltà simultanea al servizio militare e alla fede cristiana: essi dichiarano di essere soldati dell'imperatore ma, prima ancora, servi di Dio, e di essere disposti a combattere contro i nemici dell'Impero ma non a macchiarsi del sangue di innocenti o a perseguitare altri cristiani.
Constatata l'impossibilità di piegarne la resistenza, Massimiano avrebbe infine ordinato alle altre unità dell'esercito di sterminare tutti i superstiti. Secondo Eucherio i Tebei deposero le armi e si lasciarono uccidere senza opporre resistenza.
Il racconto aggiunge che, dopo il massacro, un veterano di nome Vittore, estraneo alla legione, si imbatté nei soldati che stavano spartendosi le spoglie dei martiri. Dichiaratosi anch'egli cristiano, sarebbe stato immediatamente ucciso. Eucherio afferma di conoscere soltanto i nomi di Maurizio, Esuperio, Candido e Vittore tra i martiri di Agauno e collega inoltre alla stessa tradizione Orso e Vittore di Soletta, che sarebbero stati martirizzati a Salodurum, l'odierna Soletta.
Le altre versioni della leggenda Accanto alla recensione attribuita a Eucherio è conservata una diversa Passio anonima. Il rapporto cronologico tra i due testi è stato oggetto di un lungo dibattito storiografico: alcuni studi hanno considerato quella anonima successiva, mentre ricerche filologiche più recenti hanno proposto per essa una datazione al V secolo e, in alcuni casi, una precedenza rispetto alla redazione eucheriana.
Le due versioni divergono anche nella motivazione del conflitto. Mentre Eucherio presenta i Tebei come soldati che rifiutarono di partecipare alla persecuzione di altri cristiani, la recensione anonima collega il loro martirio al rifiuto di compiere un giuramento militare accompagnato da riti pagani prima di una campagna contro i Bagaudi.
Le tradizioni medievali ampliarono ulteriormente il nucleo originario, collegando alla Legione tebana numerosi altri martiri venerati in Gallia, Germania, Svizzera e Italia. Fra questi fu compreso anche Alessandro di Bergamo, che secondo i suoi Acta sarebbe stato un militare tebano sfuggito al massacro e successivamente martirizzato a Bergamo; tale collegamento appartiene tuttavia a una tradizione agiografica molto più tarda e non compare nel racconto di Eucherio.
Analogamente, le tradizioni che collocano reparti della Legione tebana a Colonia e in altre città renane sono sviluppi posteriori della leggenda e non appartengono alla narrazione più antica relativa ad Agauno.
Culto ad Agauno e tradizione delle reliquie Secondo Eucherio, molti anni dopo il presunto martirio, le spoglie dei martiri furono rivelate a Teodoro di Sion, che fece edificare in loro onore una basilica presso Agauno. Indipendentemente dall'attendibilità del racconto del martirio, l'esistenza di un centro cultuale tardoantico sul luogo è attestata archeologicamente: la prima chiesa del sito fu costruita verso la fine del IV secolo, probabilmente sotto l'episcopato di Teodoro.
Nel 515 Sigismondo di Borgogna, allora principe dei Burgundi e dal 516 loro re, fondò ad Agauno il monastero destinato a divenire l'odierna Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno. L'inaugurazione avvenne il 22 settembre e il monastero divenne uno dei principali centri della venerazione dei martiri tebani nell'Occidente medievale.
Storicità del racconto La storicità di Maurizio e del massacro della Legione tebana è stata a lungo discussa. La distanza cronologica fra gli eventi narrati e la loro prima attestazione letteraria, la natura agiografica delle fonti, il numero di legionari attribuito da Eucherio all'unità e diversi aspetti dell'organizzazione militare descritta hanno indotto numerosi studiosi a mettere in dubbio che l'episodio si sia verificato nelle forme tramandate dalla Passio.
Nel corso del XX secolo si sono contrapposte interpretazioni differenti. Denis van Berchem considerò essenzialmente leggendario il racconto e ricondusse la sua formazione al culto sviluppatosi attorno alle reliquie venerate da Teodoro ad Agauno; altri studiosi, tra cui Louis Dupraz, hanno invece sostenuto l'esistenza di un nucleo storico alla base della tradizione, proponendo di identificarlo con il martirio di un più piccolo reparto di soldati egiziani durante una campagna di Massimiano. David Woods ha successivamente sottolineato che le argomentazioni favorevoli alla piena storicità del racconto non hanno ottenuto un consenso generale e che una parte rilevante della storiografia continua a dubitare perfino dell'esistenza dei martiri descritti da Eucherio.
La presenza della decimazione nel racconto non costituisce da sola una prova della sua inattendibilità. La pena fu rara e di carattere eccezionale, ma è attestata in epoca imperiale: Svetonio riferisce, ad esempio, che l'imperatore Galba fece decimare alcuni marinai che Nerone aveva trasformato in soldati e che reclamavano il riconoscimento come legione.
Ciò che può essere affermato con maggiore sicurezza è quindi l'esistenza, dalla fine del IV secolo, di un culto dei martiri di Agauno e di un santuario a essi dedicato; non è invece possibile ricostruire con certezza, sulla base delle fonti disponibili, né la consistenza e l'identità dell'unità militare coinvolta né lo svolgimento storico del martirio nelle forme narrate dalle Passiones.
Culto
La memoria liturgica di san Maurizio e dei suoi compagni martiri ricorre il 22 settembre, data già associata in epoca medievale alla venerazione dei martiri di Agauno e tuttora conservata nel calendario cattolico. Il principale centro storico del culto è l'Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno, sorta ad Agaunum, luogo nel quale la tradizione colloca il martirio della Legione tebana.
La venerazione di Maurizio, inizialmente legata al Vallese, conobbe nel Medioevo un'ampia diffusione nell'Europa occidentale, soprattutto nell'arco alpino, nell'area germanica, in Borgogna e nei territori sabaudi. Repertori agiografici moderni registrano numerose chiese e località europee poste sotto la sua dedicazione.
Il santo è tradizionalmente invocato come protettore dei militari e viene rappresentato soprattutto come un soldato o comandante romano. In Italia, con rescritto della Santa Sede del 2 luglio 1941, papa Pio XII lo dichiarò patrono degli Alpini; la sua festa è pertanto celebrata anche nell'Ordinariato militare per l'Italia.
Non è invece patrono della Guardia Svizzera Pontificia, che riconosce ufficialmente come propri patroni san Martino di Tours, san Sebastiano e san Nicola di Flüe.
Culto imperiale e area germanica Il culto di Maurizio assunse particolare importanza nel mondo germanico durante l'età degli Ottoni. Nel 937 Ottone I fondò a Magdeburgo un monastero dedicato al santo, destinato a diventare uno dei principali centri religiosi della politica ottoniana verso le regioni slave. Intorno al 960-961 furono trasferite a Magdeburgo reliquie attribuite a Maurizio e ad alcuni suoi compagni, contribuendo ulteriormente alla diffusione del culto.