La battaglia di Kielce fu un grande scontro di carri armati durante la fase iniziale dell'offensiva dell'Armata Rossa sulla Vistola nel gennaio 1945 nel corso della seconda guerra mondiale sul Fronte orientale. Le Panzer-Divisionen di riserva tedesche, schierate troppo vicine alle prime linee difensive, furono colte di sorpresa dalla rapida avanzata in profondità della 4ª Armata corazzata sovietica del capace generale Dmitrij Leljušenko, e dovettero impegnare una disperata battaglia d'incontro in modo improvvisato e frammentario, venendo infine sconfitte, subendo pesanti perdite contro le esperte formazioni meccanizzate sovietiche ed essendo costrette a battere in ritirata per evitare la completa distruzione.

Si trattò di una delle più grandi battaglie tra mezzi corazzati della fase finale della guerra e di una delle più pesanti sconfitte subite dalle Panzertruppen tedesche durante il conflitto.

Offensiva sulla Vistola

Fin dal mese di dicembre 1944 il comando supremo dell'Armata Rossa aveva pianificato nel dettaglio la nuova gigantesca offensiva generale sulla linea della Vistola diretta, a partire dalle preziose teste di ponte di Magnuszew, Puławy e Sandomierz, a sbaragliare le forze tedesche e ad avanzare verso il cuore della Germania, marciando in Polonia, in Prussia orientale e in PomeraniaJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 447-453..

Al potente 1º Fronte Ucraino del maresciallo Konev venne assegnato il compito di sbucare dalla grande testa di ponte di Sandomierz e di avanzare rapidamente in profondità in due direzioni separate; mentre una parte delle forze e soprattutto la famosa 3ª Armata corazzata della Guardia del generale Rybalko avrebbero girato, dopo aver completato lo sfondamento, in direzione sud-ovest per aggirare e conquistare d'assalto l'importante regione industriale della Slesia, altre armate di fucilieri avrebbero puntato direttamente verso ovest, rafforzate dall'intervento della 4ª Armata corazzata sovietica del generale Leljušenko di cui era previsto l'impiego nel settore della 13ª Armata, per poi avanzare verso ŁódźJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 450-452..

Il maresciallo Konev raggruppò un gran numero di armate di fucilieri nella testa di ponte (3ª e 5ª Armata della Guardia, 13ª, 52ª, 60ª, 59ª e 21ª Armata), rafforzate da un poderoso schieramento di artiglierie, e previde di impegnare le sue armate corazzate fin dal primo giorno dell'offensiva per sfruttare rapidamente il successo ed effettuare un'avanzata rapidissima nelle retrovie tedesche, affrontando subito le riserve operative del nemicoD. Glantz/J. House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, pp. 353-355..

In realtà il Gruppo d'armate A, guidato dal generale Josef Harpe e incaricato della difesa della linea della Vistola, disponeva di riserve mobili corazzate o meccanizzate del tutto insufficienti ad affrontare la potente minaccia del grande raggruppamento offensivo sovietico. La decisione di Hitler di sferrare ripetute e costose offensive sul fronte occidentale (battaglia delle Ardenne del 16 dicembre 1944 e offensiva in Alsazia del 1º gennaio 1945) ed in Ungheria (operazione Konrad per tentare di liberare Budapest, iniziata sempre il 1º gennaio 1945) con l'afflusso di notevoli riserve di divisioni corazzate, aveva di conseguenza ridotto in modo pericoloso le forze disponibili a protezione della Polonia e dello stesso territorio tedescoE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, pp. 90-94..

I concentramenti più solidi di truppe corazzate quindi si limitavano a due Panzer-Divisionen schierate a sud-ovest di Varsavia (25. e 19. Panzer-Division), e soprattutto al 24º Panzerkorps dell'esperto generale Nehring, schierato a circa 50 km a ovest di Sandomierz, nell'area di Kielce, e costituito da due Panzer-Divisionen ben equipaggiate (16. e 17. Panzer-Division) e dalla 20. Panzergrenadier-Division, rafforzate da un battaglione di carri pesanti Panzer VI Tiger II (lo sPzAbt 424, costituito sui resti dello sPzAbt 501)H. Guderian, Memorie di un soldato, pp. 374-375.. Nel complesso si trattava di oltre 350 mezzi corazzati in grado teoricamente di intervenire in modo efficace per contrastare l'avanzata dei carri armati sovietici a ovest della VistolaR. N. Armstorng, Red Army tank commanders, p. 281..

Peraltro le errate direttive provenienti direttamente da Hitler, nonostante gli avvertimenti del capo di Stato maggiore generale Guderian, pregiudicarono in parte l'impiego di queste forze di riserva: posizionate troppo vicino alle prime linee (sulla base dell'ottimistico apprezzamento dell'OKW sulla solidità delle difese tedescheE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, pp. 92-93.) e vincolate a direttive provenienti direttamente dal Quartier generale del Führer, queste unità non poterono essere impiegate rapidamente dal generale Harpe e dal generale Gräser, comandante della 4. Panzerarmee, e quindi, oltre a subire un violento bombardamento di artiglieria, si ritrovarono immediatamente a contatto con le unità corazzate sovietiche in veloce avanzata dopo il fulmineo crollo delle linee nella testa di ponte di SandomierzH. Guderian, Memorie di un soldato, p. 377..

Le armate corazzate sovietiche in azione Nella notte dell'11 gennaio 1945 le formazioni corazzate della 4ª Armata corazzata del generale Leljušenko si portarono sulle posizioni di partenza a soli 6–10 km dalle prime linee della testa di ponte di Sandomierz, protette in parte dalla nebbia e dal rigido clima invernale; le forze guidate dal generale Lejušenko, comandante esperto e capace, particolarmente attento all'addestramento dei suoi uomini e all'abilità di tiro e di manovra dei carristi, costituivano un raggruppamento solido e numeroso reduce dai successi dell'offensiva Leopoli-SandomierzR. N. Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 280 e 456..

La 4ª Armata corazzata era costituita dal famoso 10º Corpo carri della Guardia, reclutato interamente nella regione degli Urali ed equipaggiato per l'offensiva con 212 carri armati T-34/85, 21 carri pesanti JS II del 72º reggimento carri pesanti della Guardia e 62 cannoni semoventiC. C. Sharp, Soviet order of battler, vol. III, p. 50, e dal poderoso 6º Corpo meccanizzato della Guardia, dotato di oltre 280 mezzi corazzati tra cui il 28º reggimento carri pesanti della Guardia con carri JS IIC. C. Sharp, Soviet order of battler, vol. III, p. 61. L'armata di Leljušenko era inoltre rafforzata dalla 93ª Brigata corazzata autonoma e da un terzo reggimento di carri JS II, il 13º reggimento carri pesanti della GuardiaC. C. Sharp, Soviet order of battler, vol. III, p. 79.

Secondo le tecniche di impiego delle forze meccanizzate sovietiche, l'armata prevedeva di portare in avanti un distaccato avanzato costituito dalla 63ª Brigata corazzata della Guardia (appartenente al 10º Corpo carri della Guardia) per procedere rapidamente in profondità, sconvolgere le difese tedesche e raggiungere posizioni tatticamente importanti in attesa dell'arrivo del grosso delle forze meccanizzate. Inoltre il generale Leljušenko decise anche di sfruttare la forza d'urto dei suoi carri pesanti raggruppando i due reggimenti della Guardia con carri JS II, da impiegare in prima linea sfruttandone la potenza e l'effetto sorpresa nella nebbia invernaleA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 297-298..

L'offensiva del maresciallo Konev ebbe inizio al mattino del 12 gennaio 1945 con un potente sbarramento di artiglieria e provocò fin dall'inizio il crollo delle tre divisioni di fanteria del 48º Panzerkorps schierate a difesa della testa di ponte di SandomierzD. Glantz/J. House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, pp. 358-359.; la disfatta tedesca fu così rapida che già alle ore 12,35 il generale Puchov, comandante della 13ª Armata sovietica, avvertì Leljušenko che lo sfondamento era praticamente riuscito, consentendo quindi l'immediato intervento dei suoi carri per sfruttare il successo. Alle 13.50 il maresciallo Konev in persona diede le ultime istruzioni al generale Leljušenko, autorizzandolo ad entrare in azione nel settore della 13ª Armata per avanzare subito in direzione dell'importante città di Kielce, dove i rapporti di intelligence avevano individuato la posizione delle riserve mobili tedescheR. N. Armstrong, Red Army tank commanders, p. 280..

Alle ore 14.00 il generale Leljušenko diede quindi inizio all'avanzata dei suoi due corpi corazzati che, in parte mascherati dalla nebbia, marciarono rapidamente in avanti con il 6º Corpo meccanizzato della Guardia a nord, il 10º Corpo carri della Guardia più avanti sulla rotta meridionale e la 93ª Brigata corazzata autonoma al centro. Alle 17.00 i carri sovietici della 63ª Brigata corazzata della Guardia (elemento di testa del 10º Corpo carri) erano già avanzati di oltre 20 km, scarsamente contrastati dai resti delle unità di fanteria tedesche travolte dall'attacco iniziale del 1º Fronte ucraino di KonevR. N. Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 280-281..

Nella serata del 12 gennaio i corpi meccanizzati della 4ª Armata corazzata iniziarono a deviare in direzione nord-occidentale avvicinandosi alla zona di Kielce ed all'importante fiume Nida, mentre a sud dei corpi mobili del generale Leljušenko avanzavano anche le formazioni della 3ª Armata corazzata della Guardia del generale Rybalko, con il 6º Corpo corazzato delle guardie schierato sulla sinistra del 10º Corpo carri della Guardia; infine a nord del 6º Corpo meccanizzato della Guardia il maresciallo Konev portò avanti anche il 25º Corpo corazzato, pronto ad intervenire per coprire il fianco destro dell'armata corazzata di Lejušenko. Oltre 2000 mezzi corazzati sovietici stavano irrompendo attraverso la principale linea di resistenza tedescaC. Duffy, Red storm on the Reich, p. 69..

Nel frattempo, a sud di Kielce, il generale Nehring, al comando delle riserve corazzate del 24º Panzerkorps si trovava in grave difficoltà; le sue formazioni, schierate troppo vicine alla prima linea, erano già state in parte colpite dal bombardamento iniziale sovietico, inoltre il fuoco nemico provocò gravi danni al suo posto di comando ed al sistema di comunicazione e, di conseguenza, Nehring apprese solo nel pomeriggio del 12 gennaio le prime notizie dell'avanzata sovietica e ricevette ordini confusi dal comando del Gruppo d'armate A di raggruppare le sue forze e di consolidare le difese a nord-est di KielceC. Duffy, Red storm on the Reich, pp. 69-70..

Il generale Nehring ebbe problemi anche ad entrare in comunicazione con i suoi reparti subordinati e quindi le due Panzer-Divisionen entrano in campo in modo confuso e frammentario all'oscuro della situazione tattica sul campo e della posizione delle forze meccanizzate del nemico. Durante la notte, la 16. Panzer-Division (generale von Müller) iniziò ad avanzare a sud di Kielce, protetta sul fianco sinistro dalla 20. Panzergrenadier division, mentre a sud procedeva in direzione di Malesova la 17. Panzer-Division (generale Brux); tra le due formazioni era posizionato, nell'area di Lisuv, il battaglione carri pesanti sPzAbt424 (maggiore Saemisch) alle prese con problemi logistici e di rifornimentoC. Duffy, Red storm on the Reich, p. 70..

Alle ore 05.30 del 13 gennaio i carri di punta della 63ª Brigata corazzata della Guardia (10º Corpo carri della Guardia), dopo aver superato d'assalto il fiume Nida, entrano in contatto nell'area di Malesova con i panzer della 17. Panzer-Division, mentre più a nord, a Lisuv, i carri pesanti Tiger II tedeschi incapparono, alla cieca e solo in parte riforniti di carburante, nel 13º reggimento carri pesanti della Guardia equipaggiato con carri JS II; ebbero così inizio in modo improvviso ed imprevisto i primi scontri, nella pianura nebbiosa e innevata, tra i reparti corazzati tedeschi e sovietici.

Disfatta delle riserve mobili tedesche