Interceptor (Mad Max) è un film del 1979 co-scritto e diretto da George Miller, al suo debutto alla regia di un lungometraggio.

È il primo film della saga di Mad Max. L'attore Mel Gibson, qui nella parte del protagonista Max Rockatansky, fu lanciato da questo film. La pellicola, malgrado il basso costo di produzione, riscosse un enorme successo mondiale, diventando la prima di una serie, seguito da: Interceptor - Il guerriero della strada (1981), Mad Max oltre la sfera del tuono (1985), Mad Max: Fury Road (2015) e Furiosa: A Mad Max Saga (2024).

Trama In un'Australia distopica di un futuro non troppo lontano, le riserve di energia incominciano a scarseggiare. Le outback australiane sono popolate da piccole comunità che vivono relativamente in pace. Ciò nonostante, le strade sono in balìa di criminali psicopatici, contrastati da una speciale task force della polizia federale australiana detta Main Force Patrol, che con limitate risorse cerca di mantenere la legge e l'ordine.

Il folle teppista Crawford "Nightrider" Montazano ruba una V8 Interceptor, la più potente macchina della MFP, ma si schianta contro dei barili infiammabili e muore al termine di un inseguimento con l'agente scelto Max Rockatansky. La gang di motociclisti di cui faceva parte Nightrider, guidata da Bubba Zanetti e dallo spietato "Toecutter", giunge in città per vendicare il compagno caduto; i membri si mettono a devastare negozi e a stuprare giovani coppie. Nessuno osa farsi avanti per fermarli e vista l'inefficacia dei pochi giudici rimasti, il collega di Max Jim "Goose" Rains è determinato a fare qualcosa. Goose diventa il bersaglio della gang e Toecutter, dopo averlo buttato fuori strada lanciandogli contro un freno a tamburo, ordina al suo pupillo Johnny di bruciarlo vivo.

Sconvolto da ciò che è successo al collega, Max decide di portare in vacanza la moglie Jessie e suo figlio infante per allontanarsi dal caso. Purtroppo Jessie viene pedinata dalla gang di Toecutter mentre si era allontanata dal marito, ma riesce a scappare mozzando accidentalmente la mano a uno dei motociclisti. Max tenta così di mettere Jessie al sicuro portandola alla casa della sua anziana amica May, ma i motociclisti li raggiungono. Uccidono il loro cane in una pineta facendo allontanare Max e nonostante May tenti di fermare i teppisti, Toecutter e la sua gang travolgono spietatamente Jessie, che viene gravemente ferita, e il figlio, che muore sul colpo.

Assetato di vendetta, Max si rimette addosso la divisa da agente MFP e a bordo di una V8 Interceptor rubata dalla stazione MFP, che è stata precedentemente migliorata con un motore molto più potente, massacra così tutti i membri della gang facendoli schiantare. Si arriva così alla resa dei conti: nello scontro che segue Max viene ferito alla gamba sinistra ma riesce a uccidere Bubba sparandogli in testa e a provocare la morte di Toecutter, facendolo travolgere e finire schiacciato da un camion in arrivo dalla corsia opposta.

Nel finale, Max trova Johnny mentre deruba un guidatore che ha appena ucciso e lo ammanetta al rottame che perde carburante per poi lasciargli la possibilità di amputarsi la gamba ammanettata se vuole salvarsi prima che il carburante prenda fuoco ed esploda. Johnny così salta in aria, mentre l'ex-poliziotto viaggia nel deserto sulla Interceptor senza una meta precisa.

Produzione Sviluppo George Miller, lavorando come medico in un pronto soccorso di Sydney, ebbe l'occasione di vedere dal vivo molti tipi di ferite e di morti violente, che vennero successivamente inserite nel film. Crescendo nel Queensland rurale aveva anche avuto l'occasione di assistere a numerosi incidenti stradali e da adolescente perse in vari incidenti tre dei suoi amici.

Durante questo periodo, Miller incontrò il regista esordiente Byron Kennedy durante un corso estivo di cinema nel 1971: dalla loro collaborazione nacque un cortometraggio, Violence in the Cinema, Part 1, che fu mostrato in numerosi festival cinematografici ottenendo anche diversi premi. Otto anni dopo, il duo produsse Mad Max, lavorando con lo sceneggiatore esordiente James McCausland (che appare in un breve cameo nel film).

Miller voleva che Mad Max fosse un film muto ma gli altri produttori non volevano, così l'idea saltò. Vennero invece inserite scene frenetiche, come quelle dei film di Buster Keaton e Harold Lloyd, e una narrazione molto lineare. Il regista inoltre pensò di ambientare la storia in un cupo futuro distopico, credendo in questo modo di rendere lo scenario violento del film più credibile allo spettatore. McCausland aggiunse l'elemento della crisi energetica nel film, ricordandosi degli effetti della crisi energetica del 1973 sulle bande di motociclisti australiane:

Kennedy e Miller sottoposero il film a Graham Burke della Village Roadshow Pictures, che si dichiarò entusiasta del progetto. Tuttavia gli altri produttori erano incerti se appoggiare Burke, poiché, a detta loro, non sarebbero riusciti a trovare i fondi per produrre la pellicola: secondo Kennedy, il problema fu che "i produttori australiani facevano film artistici, e le altre corporazioni e commissioni non potevano che supportarli".

I due scrissero allora una presentazione del film in circa 40 pagine e la fecero circolare in lungo e in largo, fino ad ottenere la somma necessaria. Per fare ciò, Kennedy e Miller fecero anche tre mesi ininterrotti di chiamate d'urgenza per il pronto soccorso, con Kennedy che guidava l'auto, mentre Miller prestava aiuti medici sul retro. A detta di Miller, il budget alla fine ammontava a una cifra tra i e dollari, mentre altre fonti riportano un costo ridotto di circa , tanto da far considerare il film un film di seconda serie. Il fratello di George, Bill Miller, entrò nel progetto come produttore associato.

Cast Miller aveva pensato per il ruolo del protagonista ad un attore degli Stati Uniti, così da rendere la distribuzione del film "più ampia possibile" e viaggiò fino a Los Angeles, ma infine rinunciò all'idea poiché "l'intero budget sarebbe stato utilizzato per pagare un qualsiasi attore statunitense degno di questo nome". Venne deciso quindi di formare il cast con attori poco conosciuti. La prima scelta di Miller per il ruolo di Max era l'attore di origini irlandesi James Healey, che al momento era in cerca di un ingaggio. Dopo aver letto il copione, tuttavia Healey rifiutò la parte, trovando i dialoghi del suo personaggio "poco accattivanti".

Il direttore del casting Mitch Matthews cercava per il film giovani neo-diplomati al National Institute of Dramatic Art, specificando ai professori del NIDA di volere specificamente dei "giovani ragazzi con i capelli a punta". Mel Gibson, allora apparso solo nel film australiano del 1976 Summer City - Un'estate di fuoco capitò quasi per caso nel ruolo del protagonista Max, dato che doveva solo accompagnare l'amico e compagno di corso di recitazione Steve Bisley all'audizione. Firmò un contratto che prevedeva il pagamento alla buona riuscita del film, e lui accettò convinto comunque nelle potenzialità della pellicola. Bisley ottenne invece la parte di Jim "Goose" Rains, amico del protagonista. Un'altra compagna di corso dei due, Judy Davis, dichiarò in seguito di essersi presentata all'audizione e di essere stata scartata, ma Miller smentì, affermando che la ragazza fosse venuta alle audizioni per accompagnare Gibson e Bisley.

Molti dei motociclisti presenti nel film erano davvero membri delle bande di motociclisti fuorilegge che popolavano le superstrade australiane; siccome il budget non permetteva spostamenti aerei, questi dovettero spostarsi a spese proprie da Sydney fino a Melbourne, luogo delle riprese. Tre dei membri del cast, Hugh Keays-Byrne, Roger Ward e Vincent Gil, avevano partecipato a Stone, film di culto australiano su una banda di motociclisti, annoverato tra le fonti d'ispirazione di Miller.

Veicoli

La V8 Interceptor è il veicolo speciale usato da Max per vendicarsi: l'auto presenta nel film una potenza di 600 cavalli. Costruita sulla base di una Ford Falcon XB GT Coupé del '73, l'auto entra in scena per circa un quarto d'ora. Il suo compressore volumetrico, che le permetteva di essere veloce come un aeroplano, è l'unico elemento di fantascienza vera e propria che si presenta nel film, benché molti veicoli dragster possano in realtà essere anche più potenti. La sua prima apparizione è nel garage della Main Force Patrol. Successivamente, la macchina non viene più menzionata o vista fino a quando Max la preleva illegalmente per compiere la vendetta. Alcune sequenze di azione paiono velocizzate per creare l'effetto della velocità, ma in realtà la macchina originale (con ben 300 cavalli di potenza) viaggiava davvero spedita. Nel film era guidata dallo stunt man australiano Grant Page, che riuscì a realizzare scene come il testacoda con successiva sgommata e l'inseguimento di Toecutter con la macchina che spunta alle spalle del biker come un rapace intento a catturare la preda. Nell'arco della storia, la V8 (nota anche come Pursuit Special) è stata annoverata come una delle auto più belle mai apparse in un film, e in Australia e altri paesi fanno a gara per accaparrarsi una vecchia Ford Falcon o anche una Fairmont (stessa auto, con nome diverso) per realizzarne una replica. Benché la V8 sia stata realizzata per il film e quindi mai prodotta in serie, risulta essere la macchina australiana più famosa al mondo. L'originale risiede al Cars of the Stars Museum, in Inghilterra, benché sia stata restaurata in maniera erronea in alcuni particolari (tra i tanti, ha i serbatoi di benzina del secondo film, ma la minigonna anteriore del primo), e quindi le caratteristiche della Interceptor usata nella pellicola sono reperibili solo in alcune repliche molto accurate.

Nel film vengono usati anche molti altri veicoli, tra i quali le auto della Main Force, di colore giallo con strisce blu e rosse. Quella di Max è riconoscibile per una scritta – "Rockatansky The Dark One" – sul parafango anteriore, e si tratta di una Ford Falcon XB Sedan del '74, e risulta del tipo Interceptor (‘intercettatore’). Quella usata da Sarse e Scattle è invece una Ford Falcon XA Sedan del '72 e viene annoverata come una Pursuit (‘inseguimento’). L'auto nera che usa Nightrider è una Holden HQ LS Monaro e si trattava di una Pursuit Special a metano usata dalla Main Force e rubata dallo stesso Nightrider. Le motociclette usate dalla gang di Toecutter sono Kawasaki serie Z e Honda serie CB.

Riprese Originariamente le riprese sarebbero dovute durare dieci settimane (sei settimane di riprese di prima unità e quattro di stunts e scene d'inseguimento automobilistico). Tuttavia, quattro giorni prima delle riprese, Rosie Bailey, scelta per il ruolo di Jessie Rockatansky, si infortunò in un incidente in bicicletta. La produzione la rimpiazzò con Joanne Samuel, ma questo causò un ritardo di due settimane.

Alla fine le riprese durarono sei settimane tra novembre e dicembre 1977, con altre sei settimane di riprese seconda unità. Vi furono altre due settimane di riprese nel maggio 1978, per girare nuovamente alcuni stunts. Miller descrisse l'esperienza delle riprese come puro "guerrilla filmmaking"; tra le altre cose, gli addetti alle riprese chiudevano le strade pubbliche scelte per girare senza permessi di sorta e non usavano walkie-talkie perché le loro frequenze coincidevano con quelle della polizia. Ciononostante, man mano che le riprese procedevano, la Victoria Police si interessò alla produzione, aiutando la troupe a chiudere le strade e scortando le auto. Per via del basso budget a disposizione, tutte le uniformi della MFP presenti nel film furono realizzate in Polivinilcloruro, con le sole eccezioni riguardanti quelle indossate dalle controfigure di Bisley e Gibson.