Per motivi politici va in esilio in Francia e poi, nel 1940, in seguito all'invasione tedesca, emigra negli Stati Uniti. Negli anni cinquanta e sessanta torna per alcune lezioni in Germania.
Nell'ambito della statistica è noto per aver fondato la teoria dei valori estremi, nell'ambito della quale descrisse la variabile casuale che porta il suo nome.
Fu un pacifista, socialista e oppositore al regime nazista. È citato da Albert Einstein nel saggio filosofico "Come io vedo il mondo".
Opere Vier Jahre Lüge. Berlino: Verlag Neues Vaterland, 1919. Vier Jahre politischer Mord. Berlino: Malik Verlag, 1922.
(a cura) Die Denkschrift des Reichsjustizministers über „Vier Jahre politischer Mord“. Malik Verlag, Berlino 1924. Verschwörer - Beiträge zur Geschichte und Soziologie der deutschen nationalistischen Geheimbünde seit 1918. Malik Verlag, Vienna 1924. Vom Rußland der Gegenwart. Berlino: E. Laubsche Verlagsbuchhandlung, 1927 (con introduzione di A. Einstein); ripubblicato in A. Vogt (curatore, 1991), pagg. 82-164. Verräter verfallen der Feme. Berlino: Malik Verlag, 1929. "Lasst Köpfe rollen". Faschistische Morde 1924-1931. Berlino: Verlag Deutsche Liga für Menschenrechte, 1931; ripubblicato in A. Vogt (curatore, 1991), pagg. 48-80. Statistics of Extremes. Columbia University Press, New York 1958. Vom Fememord zur Reichskanzlei. Verlag Lambert Schneider, Heidelberg, 1962. Altri progetti
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Categoria:Professori dell'Università Ruprecht Karl di Heidelberg Categoria:Emigranti dalla Germania nazista