Per guerra piratica di Pompeo si intende la fase finale delle campagne condotte dalla Repubblica romana contro i pirati che infestavano le coste del Mediterraneo orientale e danneggiavano le province romane orientali, portate a termine in una quarantina di giorni sotto il comando di Gneo Pompeo Magno nel 67 a.C.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 99.2.
Contesto storico Il primo intervento di Roma nel mare Egeo a causa dei pirati si ebbe nel 189 a.C., nell'isola di Creta, da parte di Quinto Fabio Labeone, comandante della flotta, che tuttavia non riuscì ad ottenere la restituzione dei cittadini romani presi prigionieri dai pirati.
I Romani intervennero nuovamente, questa volta nei mari attorno all'Asia Minore, dopo aver costituito la prima provincia in Oriente, l'Asia (133-129 a.C.). Nel 102 a.C. il consolare Marco Antonio OratoreLivio, Periochae ab Urbe condita libri, 68.1. condusse una campagna nell'area cilicia, tanto che in seguito ai successi riportati sulle popolazioni piratiche, fu costituita nel 101-100 a.C. una seconda provincia romana, quella di Cilicia. Quest'ultima provincia.. era inizialmente formata da Licaonia, Pisidia,. Panfilia, Frigia sud-orientale e parte della Cilicia Trachea, con esclusione delle sue coste, ancora, in parte, infestate dai pirati.
Durante la prima guerra mitridatica sappiamo che il comandante romano, Quinto Bruzio Sura,. il quale si era prima diretto contro Metrofane con un piccolo esercito (tanto che con lo stesso ebbe uno scontro navale, dove riuscì ad affondare una grossa nave ed una hemiolia), continuò la sua navigazione facendo irruzione nel porto dell'isola di Skiathos, covo di pirati, dove crocifisse gli schiavi e tagliò le mani dei liberti che lì si erano rifugiati (87 a.C.).Plutarco, Vita di Silla, 11.4-5. Negli anni successivi (86-85 a.C.), ll legato di Silla, Lucio Licinio Lucullo, fu inviato a raccogliere una flotta composta da navi provenienti da Cipro, Fenicia, Rodi e Panfilia, rischiando più volte di essere catturato dai pirati, sebbene ne avesse devastato gran parte delle loro coste.Plutarco, Vita di Silla, 24.1.
La provincia d'Asia al termine della prima guerra mitridatica versava in condizioni di grande miseria. Vi è da aggiungere che il conflitto aveva portato i suoi territori a subire continui assalti da parte di numerose bande di pirati, i quali assomigliavano più che altro a flotte regolari, piuttosto che a bande di briganti. Mitridate VI, infatti, le aveva allestite nel momento in cui lui stava devastando tutte le coste romane, pensando che non potesse tenere a lungo queste regioni. Il loro numero era quindi notevolmente aumentato, e ciò aveva portato a continui attacchi di porti, fortezze e città.Plutarco, Vita di Pompeo, 24.1-3. Erano riusciti a catturare le città di Iassus, Samo, Clazomene, ed anche Samotracia, nei pressi della quale lo stesso Silla si trovava in quel momento, e si diceva che riuscirono a derubare il tempio, che sorgeva in quel luogo, di ornamenti del valore di talenti attici.Appiano, Guerre mitridatiche, 63. Plutarco aggiunge che le navi dei pirati avevano raggiunto certamente più di unità e le città catturate da loro erano almeno 400, avendo attaccato e saccheggiato luoghi mai violati come santuari, come quelli di Claros, Didima, Samotracia; il tempio di Ctonia Terra a Hermione e di Asclepio ad Epidauro; quelli di Poseidone a Isthmus, Taenarum e Calauria; quelli di Apollo ad Azio e Leucade; quelle di Hera a Samo, Argo e Lacinium. Hanno anche offerto strani sacrifici a Olympus e celebrato alcuni riti segreti, tra i quali quelli di Mitra.Plutarco, Vita di Pompeo, 24.4-5.
Tra il 78 a.C. ed il 75 a.C. operò quale proconsole di Cilicia Publio Servilio Vatia,Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 90. il quale ottenne numerosi successi sui pirati (dotati di leggere e veloci navi da guerra), costringendoli a rifugiarsi nell'entroterra isaurico.Floro, Compendio di Tito Livio, I, 41, 4. Vatia, che era un comandante energico e risoluto, prese quasi subito la città di Olympus in Licia, ai piedi dell'omonimo monte, strappandola al capo dei pirati, Zeniceto, morto per difenderla. Iniziò poi la sua marcia attraverso la Pamphilia, prendendo Phaselis nella vicina Licia, ed entrò in Cilicia, dove conquistò la fortezza costale di Corico (Corycus). Avendo strappato ai ribelli tutte le città costiere, fece attraversare all'esercito il Tauro per la prima volta alle armi romane e diresse verso l'interno, intenzionato a prendere la capitale degli Isauri, Isaura, cosa che ottenne facendo deviare il corso di un fiume e prendendo la città per sete. Per la sua brillante condotta, fu acclamato imperator dalle truppe e ricevette l'agnomen Isaurico.Floro, Compendio di Tito Livio, I, 41, 5. Tornato a Roma, nel 74 a.C. celebrò il trionfo.fasti triumphales. Sembra, infine, che a queste campagne prese parte anche il giovane Gaio Giulio Cesare in qualità di tribuno militare.. Poco dopo nuove incursioni piratiche videro prendere d'assalto la città di Brindisi, le coste dell'Etruria, oltre al sequestro di alcune donne di nobili famiglie romane e addirittura un paio di pretori.
Nel 74 a.C. fu la volta di Marco Antonio Cretico, padre di Marco Antonio, il quale condusse una nuova spedizione nei mari attorno a Creta, campagna militare che si concluse con una sconfitta. Una nuova spedizione condotta da Quinto Cecilio Metello Cretico, ed appoggiata dalle città di Gortina (oggi Gortyna) e di Polirrenio (Polyrrhenion), portò alla conquista graduale dei principali centri della resistenza antiromana (Cydonia, Cnosso, Eleuterna, Lappa, Lytto e Hierapytna), malgrado il contrasto sorto tra Quinto Metello e il legato inviato nell'isola da Pompeo, Lucio Ottavio,Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 18-19. che in forza della legge Gabinia (lex Gabinia) aveva ottenuto il comando straordinario per la lotta contro i pirati. In seguito alla conquista dell'isola, Quinto Cecilio Metello assunse il cognome di "Cretico".Fasti triumphales = = = CIL I, p.341.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 17.a. Nel corso di questa guerra si racconta un curioso episodio del giovane Gaio Giulio Cesare: nel 74 a.C., mentre si dirigeva a Rodi, meta di pellegrinaggio per i giovani romani delle classi più elevate desiderosi di apprendere la cultura e la filosofia greca,. fu rapito dai pirati, che lo portarono sull'isola di Farmacussa, una delle Sporadi meridionali a sud di Mileto.Velleio Patercolo, Storia romana, II,42 Quando questi gli chiesero di pagare venti talenti, Cesare rispose che ne avrebbe consegnati cinquanta e mandò i suoi compagni a Mileto perché ottenessero la somma di denaro con cui pagare il riscatto, mentre lui sarebbe rimasto a Farmacussa con due schiavi ed il medico personale.Svetonio, Cesare, 4; Plutarco, Cesare, 2,1. Durante la permanenza sull'isola, che si protrasse per trentotto giorni,. Cesare compose numerose poesie e le sottopose poi al giudizio dei suoi carcerieri; più in generale, mantenne un comportamento piuttosto singolare con i pirati, trattandoli sempre come se fosse lui ad avere in mano le loro vite e promettendo più volte che una volta tornato libero li avrebbe fatti uccidere tutti.Plutarco, Cesare, 2.4 Quando i suoi compagni ritornarono, portando con sé il denaro che le città avevano offerto loro per pagare il riscatto,Velleio Patercolo, Storia romana, II, 42.2.; Polieno, VIII, 23.1. Cesare si rifugiò nella provincia d'Asia, governata dal propretore Marco Iunco.Velleio Patercolo, Storia romana, II, 42.3; Plutarco, Cesare, 2,6. Giunto a Mileto, Cesare armò delle navi e tornò in tutta fretta a Farmacussa, dove catturò senza difficoltà i pirati; poi si recò con i prigionieri al seguito in Bitinia, dove Iunco stava sovrintendendo all'attuazione delle volontà espresse da Nicomede IV nel suo testamento. Qui chiese al propretore di provvedere alla punizione dei pirati, ma questi si rifiutò, tentando invece di impadronirsi del denaro sottratto ai pirati stessi,Plutarco, Cesare, 4.7. e decise poi di rivendere i prigionieri.Velleio Patercolo, II, 42.3. Cesare allora, prima che Iunco potesse mettere in atto i suoi progetti, si rimise in mare lasciando la Bitinia e procedette egli stesso all'esecuzione dei prigionieri: li fece crocifiggere dopo averli strangolati, in modo da evitare loro una lunga ed atroce agonia.Svetonio, Cesare, 74.1. In questo modo, secondo le fonti filocesariane, egli non fece altro che adempiere ciò che aveva promesso ai pirati durante la prigionia,Plutarco, Cesare, 2.7. e poté anzi restituire i soldi che i suoi compagni avevano dovuto richiedere per il riscatto.Polieno, VIII, 23.1.
Nel 70 a.C. il pretore Cecilio Metello combatté con successo i pirati che infestavano i mari della SiciliaLivio, Periochae ab Urbe condita libri, 98.3. e della Campania,Floro, Compendio di Tito Livio, I, 41, 6. i quali si erano spinti a saccheggiare Gaeta, OstiaCassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 22.2. (nel 69-68 a.C.) e rapito a Miseno la figlia di Marco Antonio Oratore.
Casus belli
Nel 69 a.C., Pompeo era il beniamino delle masse romane anche se molti ottimati erano profondamente sospettosi delle sue intenzioni. Il suo primato nello stato fu accresciuto da due incarichi proconsolari straordinari, senza precedenti nella storia romana. Nel 67 a.C., due anni dopo il suo consolato, Pompeo fu nominato comandante di una flotta speciale per condurre una campagna contro i pirati che infestavano il Mar Mediterraneo.Plutarco, Vita di Pompeo, 25.1-2. Soprattutto i pirati cilici avevano invaso i mari, rendendo impossibili i rapporti tra le diverse popolazioni, portando guerra ovunque e generando pesanti ripercussioni nei traffici commerciali marittimi, compresa la stessa fornitura di grano per la città di Roma. Ciò era dovuto principalmente alle guerre mitridatiche che avevano visto il proliferare di queste bande che saccheggiavano porti, città e navi commerciali indisturbati. In un primo momento, sotto il loro comandante Isodoro, si limitarono a colpire i mari a loro più vicini, compresi tra Creta, Cirene, Acaia e Capo Malea, i quali, per le ricchezze di bottino razziato, furono rinominati "Mare d'Oro", poi cominciarono ad espandere il loro raggio di azione.Floro, Compendio di Tito Livio, I, 41, 1-3.
L'incarico affidato a Pompeo fu inizialmente circondato da polemiche. La fazione conservatrice del Senato era sospettosa sulle sue intenzioni ed impaurita dal suo potere. Gli ottimati provarono con ogni mezzo ad evitarla. Significativamente, Cesare faceva parte di quella manciata di senatori che sostennero il comando di Pompeo fin dall'inizio. La nomina allora fu avanzata dal tribuno della plebe Aulo Gabinio che propose la Lex Gabinia, che assegnava a Pompeo il comando della guerra contro i pirati del Mediterraneo per tre anni,Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 23.4-5; 24-37. con un ampio potere che gli assicurava il controllo assoluto sul mare ed anche sulle coste per 400 stadi all'interno (70 km circa),Appiano, Guerre mitridatiche, 94.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 36bis. ponendolo al di sopra di ogni capo militare in oriente. Oltre a ciò, gli si dava il potere di scegliere 15 legati dal Senato,Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 37.1. da distribuire nelle principali zone di mare, prendere il denaro che desiderava dal Tesoro pubblico e dagli esattori delle tasse, 200 navi armate ed equipaggiate (soldati e rematori) di tutto punto.Plutarco, Vita di Pompeo, 25.3.
Forze in campo Romani