La campagna di Persia (o invasione della Persia) fu una serie di battaglie combattute nell'Azerbaigian persiano e nella Persia occidentale tra le forze anglo-russe e quelle dell'Impero ottomano. La campagna incominciò nel dicembre 1914 e finì con l'armistizio di Mudros, il 30 ottobre 1918. Fa parte degli scontri che furono combattuti in Medio Oriente durante la prima guerra mondiale. Le operazioni dei russi terminarono però il 23 febbraio 1917 a causa della rivoluzione scoppiata in patria. Le unità russe vennero rimpiazzate con truppe armene e una forza inglese chiamata "Dunsterforce".
Antefatti
La Persia, almeno sulla carta, durante la prima guerra mondiale era neutrale. Nei fatti, invece, le forze persiane erano influenzate dalla rivalità tra gli Alleati e gli imperi centrali e presero posizione sulla base di alcune condizioni. Gli interessi dei Paesi occidentali verso la Persia erano sostanzialmente dovuti alle grandi riserve di petrolio presenti nel suo territorio e alla posizione strategica che occupava, tra l'Emirato dell'Afghanistan e i belligeranti Imperi russo, ottomano e inglese. La Persia inoltre era stata precedentemente divisa in due zone di influenza (il nord e il sud del Paese) con l'accordo anglo-russo del 1907. Questo accordo pose fine a circa novant'anni di quello che venne in seguito definito "Grande gioco". Il trattato definiva le rispettive sfere di influenza dei due imperi in Persia, Afghanistan e Tibet e creò un contrappeso all'influenza tedesca.
Alla vigilia della prima guerra mondiale, la Germania aveva creato il "Nachrichtenstelle für den Orient" (Ufficio informazioni per l'oriente), che aveva lo scopo di promuovere e sostenere azioni eversive e nazionaliste nel Raj Britannico e negli stati satelliti di Persia ed Egitto. Questo Ufficio fu coinvolto in missioni di intelligence e sovversive, specialmente in Persia e Afghanistan, al fine di far saltare l'accordo anglo-russo. Le operazioni del Nachrichtenstelle für den Orient in Persia erano guidate da Wilhelm Wassmuss. I tedeschi, dunque, speravano di liberare la Persia dall'influenza anglo-russa e successivamente di inserirsi tra i domini dei due imperi, conducendo, alla fine, un'invasione dell'India britannica con armate organizzate a livello locale.
La strategia militare ottomana, o piuttosto quella tedesca, aveva come obiettivo tagliare ai russi i rifornimenti di idrocarburi provenienti dal mar Caspio."The Encyclopedia Americana", 1920, v.28, p.403. In linea con la Germania, l'Impero ottomano voleva eliminare l'influenza anglo-russa in questa regione, ma per ragioni differenti. Il ministro della Guerra ottomano, Enver Pasha, riteneva che se i russi fossero stati sconfitti nelle città chiave della Persia, sarebbe stata aperta per loro la strada verso l'Azerbaigian, l'Asia Centrale e l'India. Enver immaginava la creazione di una vasta cooperazione tra questi nuovi stati nazionalisti, a patto che sparisse del tutto l'influenza occidentale. Il suo pensiero anti-imperialistico era in aperta opposizione con le mire straniere e ciò si rifletteva nel suo progetto pan-turanistico. Ovviamente il suo piano entrò in conflitto con un grande progetto occidentale, basato sulle lotte tra diverse potenze imperialistiche chiave, chiamato "Imperialismo in Asia". La sua posizione politica era basata sul presupposto che nessuna delle potenze coloniali possedeva le risorse per far fronte ai costi esorbitanti della guerra mondiale e mantenere nel frattempo un controllo diretto nelle colonie asiatiche. Nonostante i movimenti nazionalisti di tutto il mondo coloniale, durante la Grande Guerra e il periodo tra le due guerre mondiali, abbiano sconvolto i sistemi politici nella maggior parte delle colonie d'Asia, la decolonizzazione così come immaginata da Enver non ebbe mai luogo. Enver comunque continuò a sostenere questo suo sogno anche dopo la sconfitta dell'Impero ottomano, fino alla sua morte, avvenuta il 4 agosto 1922.
Nel 1914, poco prima dello scoppio delle ostilità, il governo britannico aveva stipulato un accordo con la Anglo-Iranian Oil Company per rifornire la Royal Navy di carburante. La Anglo-Iranian Oil Company, seguendo il percorso del progetto di Enver, concesse agli inglesi il diritto esclusivo di estrarre il petrolio in tutto il territorio dell'Impero persiano, ad eccezione delle province dell'Azerbaigian, del Ghilan, del Mazendaran, dell'Asdrabad e del Khorasan.
Le forze Le forze persiane erano create attorno ai vari distretti, da cui dipendevano. Non erano quindi una forza unitaria, ma frammentata. Ogni distretto forniva alcuni battaglioni ed ogni provincia contava su numerosi battaglioni. Ogni distretto che dipendeva da un gruppo tribale forniva, generalmente, uno o al massimo due battaglioni, solitamente sotto il comando del capo della tribù stessa. Ogni battaglione aveva un organico compreso tra le 600 e le 800 unità, mentre le batterie di cannoni solitamente possedevano tra i quattro e gli otto cannoni. Le truppe irregolari, in ogni distretto, ammontavano all'incirca a 50 000 uomini e i loro ranghi erano composti da uomini a cavallo e fanteria leggera, tutti (sia i cavalieri sia i fanti) scarsamente armati. Importante era il fatto che era comune che il comandante del battaglione cambiasse schieramento. Alcune di queste tribù erano quelle dei Qashqai, dei Tangistano, dei Laristani e dei Khamseh. Il governo persiano, inoltre, poteva contare sul corpo della "Gendarmeria del Governo Centrale persiano", comandato da ufficiali svedesi e consistente in circa 6 000 soldati, di cui 2 000 a cavallo. Essi erano inquadrati in sei reggimenti di nove battaglioni ciascuno ed erano equipaggiato con fucili Mauser Model 98, dodici mitragliatrici e quattro cannoni da montagna. Le forze persiane erano però disperse a Tehran, Kazrin e Hamadan, con l'obiettivo di mantenere il controllo delle strade principali, che si snodavano all'incirca per 1'500 km.
Nel 1914, Enver ordinò al tenente colonnello Kazim Bey (l'11 dicembre), comandante della 1ª Forza di Spedizione, e al tenente colonnello Halil Bey (il 25 dicembre), comandante della 5ª Forza di spedizione, di "muoversi con le loro divisioni verso la Persia e procedere oltre Tabriz verso il Dagestan, dove daranno vita ad una ribellione generale e respingeranno i russi dalle rive del mar Caspio".
Le operazioni dei tedeschi erano gestite da Wilhelm Wassmuss e dal conte Georg von Kaunitz. In particolare, Wassmuss, conosciuto anche come "il Lawrence d'Arabia tedesco", era un ufficiale tedesco distaccato in Persia che amava il deserto e vestiva con gli abiti delle tribù del luogo. Egli riuscì a persuadere i suoi superiori, che si trovavano a Costantinopoli, che era in grado di guidare le tribù della Persia in una rivolta anti-britannica.
Nel 1914, il British Indian Army aveva un gran numero di unità posizionate nella zona di influenza meridionale. Dopo l'esperienza indiana, gli inglesi avevano acquisito un grosso bagaglio su come trattare con le forze tribali. Nel 1917, fu creata una forza britannica, comandata dal maggior generale Lionel Dunsterville, che era costituita all'incirca da 1 000 uomini. Egli arrivò a Baghdad per prenderne il controllo il 18 gennaio 1918. Questa unità inoltre era supportata da una batteria di artiglieria da campo, da una sezione di mitragliatrici, da tre autoblindi e da due aeroplani. Al generale Dunsterville fu ordinato di procedere dalla Mesopotamia, attraversare la Persia fino a raggiungere la città portuale di Bandar-e-Anzali, dovendo poi imbarcarsi alla volta di Baku e le città successive. Nel 1916 gli inglesi, infine, avevano costituito i South Persian Rifles, un'unità creata allo scopo di proteggere i loro interessi in PersiaDavid Fromkin, A Peace to End All Peace; The Fall of the Ottoman Empire and the Creation of the Modern Middle East (Henry Holt and Company, New York, 1989), p.209..
L'Impero russo aveva, da lungo tempo, stabilito delle truppe permanenti in questa regione: vi si trovavano, infatti, la Brigata cosacca persiana e un piccolo contingente dell'Armata del Caucaso, sotto il comando del generale Tovmas Nazarbekian. La Brigata cosacca consisteva in otto squadroni, in un piccolo battaglione di fanteria ed in una batteria a cavallo di sei cannoni Krupp, non superando, in totale, le 2 000 unità. Oltre a questa forza, nel 1912 i russi ottennero dal governo persiano un formale consenso a formare un'unità simile a Tabriz, guidata sempre da ufficiali russi. Il governo persiano acconsentì a tale richiesta a patto che i russi ritirassero le loro truppe nell'Azerbaigian persiano, cosa che, all'inizio della prima guerra mondiale, non fu fatta. I russi, infine, posizionarono in questa zona un distaccamento di volontari armeni, guidati dal generale Andranik Toros Ozanian.
La zona del conflitto I combattimenti avvennero nel nord dell'Azerbaigian persiano, nell'Azerbaigian Orientale, nell'Azerbaigian Occidentale e nelle città dell'Ardabil, comprese Tabriz, Urmia, Ardabil, Maragheh, Marand, Mahabad e Khoy.
Le schermaglie si distribuirono attorno ai grandi passi, data la geografia prevalente montagnosa del territorio. Le montagne persiane avevano contribuito alla formazione della storia politica ed economica del Paese. Le montagne racchiudevano un gran numero di vasti bacini o di altopiani, sui quali erano situati i principali insediamenti. Le principali città erano Tehran (280 000 abitanti), Tabriz (200 000), Isfahan (80 000), Mashhad e Kerman (60 000), Yazd (45 000). Durante questo periodo in Persia vi erano molte tribù nomadi e l'economia locale era basata sulla pastorizia. Le tribù nomadi in Persia comprendevano all'incirca 260 000 Arabi, 720 000 turchi Azeri, 675 000 Curdi, 20 700 Baluchi e Gitani e 234 000 Lori. Il numero di Europei non superava le unità. Per quanto riguarda il credo religioso, vi erano 8 milioni di musulmani, 10 000 animisti, 40 000 ebrei, 50 000 cattolici armeni e 30 000 nestoriani."The Statesman's Year-book", di John Scott Keltie.
Operazioni Preludio Il governo centrale persiano, prima dello scoppio della guerra, incontrò notevoli difficoltà nel mantenere l'ordine nel Paese. In un solo anno vi furono numerose rivolte. I Qashqai, la tribù più potente nel sud dello stato, sconfissero il governatore generale della regione del Fars e fecero razzie in tutta la regione così come le tribù dei Boyer Ahmad-i; i Khamseh, invece, razziarono lungo le piste carovaniere della provincia di Kerman; inoltre, altre tribù continuavano a compiere frequenti raid nelle provincia del Fars, di Yazd o di Kerman. La gendarmeria del governo aveva gradualmente, anche se non del tutto, addestrato le proprie truppe ed ingaggiò alcuni scontri con qualche tribù. Le autorità, infine, diedero ordine di creare alcune postazioni fisse lungo le rotte carovaniere, che allo scoppio della guerra tenevano ancora in mano.
La Russia manteneva delle forze nel nord della Persia. I russi, stabilitisi con il pretesto di garantire la sicurezza dei cristiani in Persia, occuparono un certo numero di città nel nord del Paese: Tabriz fu occupata nel 1909, Urmia e Khoi nel 1910. Queste misure non solo permisero ai russi di controllare la Persia, ma anche di rendere sicura la strada che, passando per Khoi, collegava il loro capolinea ferroviario di Djoulfa (odierna Jolfa) al vilayet di Van, nell'Impero ottomano.