Era figlio del mercante Gian Battista e Paola degli Alberti. La famiglia era di origini modeste, ma benestante; considerati, inoltre, gli interessi culturali del padre (era appassionato di musica), il Burchelati ottenne una buona educazione sotto la guida di prestigiosi insegnanti.
Nel 1564 morì il padre e Bartolomeo, primo di sei fratelli, si dovette occupare degli affari di famiglia. Ciò, tuttavia, non interferì troppo con i suoi studi, tanto che nel 1572 si iscrisse alla facoltà di medicina e filosofia dell'università di Padova e, seguito dal celebre Girolamo Mercuriale, ne uscì laureato quattro anni dopo.
Si dedicò prevalentemente alla poesia e all'erudizione. La figura di Bartolomeo Burchelati è legata alla storia urbanistica e architettonica del centro di Treviso. Membro di una influente famiglia, fu proprietario di diversi edifici importanti del centro storico, inclusa la Torre del Visdomino. È da uno scritto di Burchelati (Sconci e rovine di Treviso) che si hanno le prime notizie attendibili sulle vicende storiche del Palazzo Bomben e di Palazzo Caotorta.
Scrisse anche un'opera storica, il Commentariorum memorabilium multiplicis historiae Tarvisinae locuples promptuarium (1616), particolarmente apprezzata dall'erudizione settecentesca.
Bibliografia Agostino Dal Secco, Bartolomeo Burchiellati, storico, poeta ed epigrafista trivigiano dell'estremo Cinquecento, Treviso 1900.
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