La Libertas Pallacanestro Forlì è stata la principale squadra di pallacanestro della città di Forlì dal 1946 fino allo scioglimento del maggio 1999. Ha partecipato per 25 anni consecutivi a 10 stagioni in A1 e 15 in A2.

Storia Fondazione Fondata nel 1946 con il nome Unione Sportiva Juventus Pallacanestro prese poi successivamente il nome Libertas. La stagione 1950-51 fu l'ultima con il nome Juventus. Negli anni 50, vede la compagine forlivese disputare i campionati di serie C, perdendo lo spareggio promozione in B nella stagione 52/53. Durante la stagione 56/57 la squadra ricopre un ruolo importante e lotta per la promozione con la Zandonai Pesaro, ma la sconfitta a Macerata nella penultima giornata di campionato spegne i sogni promozione. La stagione successiva la formazione forlivese fa richiesta per partecipare al campionato di serie B, (la terza serie dietro la "prima serie" e la "serie A") ma non viene accolta con la motivazione " la squadra difficilmente potrebbe essere preparata sul piano tecnico". In serie C la Libertas potrà contare su elementi nuovi molto giovani e di indiscusso valore, con un bagaglio tecnico molto elevato per aver partecipato a diversi campionati juniores.

1959: finalmente la Serie B La struttura della squadra nel campionato 1958/59 ricalca quella dell'anno precedente, ma c'è una stagione d'esperienza in più e un Guerrieri al timone dalla prima giornata e a fine campionato la Libertas fu promossa in serie B per la prima volta nella sua breve storia. C'è il timore che la formazione non sia sufficientemente competitiva per conquistare la permanenza nella nuova serie, e per il campionato 1959/60 si tenta di riportare a Forlì gli ex fulgorini Benzoni e De fanti. Arriverà solo Benzoni e la formazione era la seguente: Benzoni, Antoniazzi, Bonaguri, Gardelli, Guerrieri, Landi, Raggi, Ruffilli, Ugolini. Quel campionato che si pensava all'inizio fosse duro e di lottare per non retrocedere, vede per gran parte della stagione la Libertas in testa alla classifica ma i sogni di gloria svanirono a fine torneo con la vittoria della Virtus Imola. Gli anni successivi permisero alla formazione romagnola di fare dei discreti campionati fino a quando nella stagione 66/67 targata "Becchi Forlì" vinsero il campionato e furono promossi in Sere A. Questa la formazione vincitrice così come la presenta "I Giganti" nell'aprile del 1967: Zagnoli 1946, 190; Berlati 1940, 189; Plotegher 1943, 194; D'Amico 1948, 202; Nardi 1938, 193; Capelli 1948, 188; Tesoro 1945, 180; De Fanti 1940, 178.

Serie A toccata e fuga (1967) L'allenatore è Ranuzzi, arrivano l'ala Francesco Ovi e i pivot Rossi e Pinasco, mentre lo straniero è la guardia italo-americana Tony Gennari già in forza alla Ignis Varese. Confermati Conti, Tesoro, De Fanti, Marisi, Nardi e Zagnoli. "sarà difficile salvarsi - dichiara Ranuzzi - ma puntiamo al decimo posto". È vero, non sarà uno squadrone, ma tutti i ruoli sono coperti e qualche buon risultato sembra possibile da ottenere. Il debutto in serie A è traumatizzante e al "Villa Romiti" l'avversaria è una certa Simmenthal Milano e il risultato finale è 56-100. Nelle due gare successive i giocatori forlivesi segnano 56 e 54 punti, una vera miseria. La squadra si muove male e i risultati non arrivano Ranuzzi si dimette, a due giornate dal termine si decide chi accompagnerà la Fargas Livorno in B. Forlì perde di pochi punti a Napoli contro la fortissima Ignis Sud, dopo aver visto nell'anticipo televisivo la rivale Fortitudo Eldorado battere incredibilmente la ben più quotata Virtus Candy nel derby bolognese, decretando la matematica retrocessione della squadra romagnola in B. I successivi campionati di B, vedono la compagine forlivese ai nastri di partenza sempre pronta per raggiungere la promozione ma ogni campionato diventa sempre amaro fino a quando nella stagione 1973/74 l'allora "Brina" seconda nella stagione regolare viene ripescata nell'estate del '74 grazie alla nascita della serie A2 con l'allargamento dei campionati professionistici.

La Jollycolombani

Dopo sei anni si torna a respirare aria di serie A, anche se per il momento ci si deve accontentare della A2. Arriva lo sponsor quel "jollycolombani" che legherà per tanti anni il proprio marchio alle più belle emozioni del basket forlivese. Poi il nodo dell'americano, alla fine arriva sotto San Mercuriale Steve Mitchell, torre riccioluta di 208 cm anche su consiglio di Dan Peterson. Renzo Paganelli confermato in panchina mentre ci sono molte richieste per il "cecchino" Marisi e il giovane Fabris, ma per tutti e due c'è il coraggioso veto societario dell'incedibilità. A rinforzare la rosa arrivano Zonta e il nazionale militare Morettuzzo. L'A2 è un'incognita e i dirigenti non si sbilanciano "partiamo per salvarci" dichiarano scaramanticamente. Alla fine della stagione saranno superate in classifica Torino, Roma, Chieti, Pesaro e Brescia che "i Giganti del basket" avevano indicato come le squadre più quotate assieme a Forlì. La Jolly che è l'immagine della compattezza, domina la A2 e molla, ma solo un poco, a promozione già acquisita: 14 vittorie e 4 sconfitte. Marisi è il giocatore principe 35 punti contro Brindisi e 37 contro Roma, Mitchell il miglior rimbalzista con 16 di media. la festa promozione fu un carosello in Piazza Saffi. La stagione successiva vede la Libertas per la prima volta nella massima serie italiana ovvero l'allora serie A1 la formazione di quella stagione era di tutto rispetto: Albonico, Bariviera, Celli, Dal Seno, Fabris, Lasi, Marisi, Mitchell, Morettuzzo, Rosetti, Zonta. L'allenatore per quella stagione era il giovanissimo Denis Ozer di soli 28 anni, affiancato da Paganelli in qualità di direttore tecnico. Il campionato terminò con un sontuoso 7 posto e la poule scudetto saltò per un solo canestro ma Forlì mantenne la permanenza in A1. Il campionato 76/77 sancì la retrocessione in A2 della formazione forlivese che dopo una sciagurata stagione regolare con solo 6 vittorie all'attivo e un girone di salvezza di basso livello arrivando al quinto posto. Dopo un campionato anonimo nel 77/78, la stagione successiva Forlì lotta al vertice arrivando al secondo posto dietro Mestre ed è nuovamente promossa in A1. In quella stagione facevano parte della rosa giocatori del calibro di Rod Griffin, Alvin Carlson, Maurizio Lasi e Silvano Dal Seno. Il secondo campionato di A1 del 79/80 vede una rivoluzione nella squadra rimangono in squadra solo quattro elementi della promozione, Cordella, Solfrizzi, Zonta e Dal Seno. Arrivano nel capoluogo romagnolo Franceschini, Dolfi, Hackett e il ritorno di Kim Anderson, sono del gruppo anche Mattiacci, Abbondanza e Gherardini. In quella stagione la "Jolly" entra nei play off grazie all'ottavo posto conseguito in campionato, viene poi successivamente eliminata dalla Billy Milano per 2 gare a una.

Gli anni '80 La terza stagione di serie A1 vede il ritorno di Griffin che l'anno prima era fuggito per tentare la carriera in NBA. Forlì arriva ottava in campionato mantenendo la categoria per il terzo anno consecutivo. Il campionato 81/82 vede l'innesto dell'americano Marc Iavaroni, l'inizio di campionato è fulminante, dopo 8 giornate Forlì capeggia la classifica con 14 punti e neanche una sconfitta interna. Il Villa Romiti fatica a contenere la massa di sportivi accorsi al richiamo dell'esaltante fenomeno. La stampa nazionale si sbilancia indicando addirittura Forlì come la "nuova capitale del basket". Da quel momento l'allora "Recoaro" inizia ad inanellare una serie impressionante di sconfitte che la fanno scivolare in fondo alla classifica. Il terzultimo posto consente ancora di disputare gli spareggi per la permanenza in A1 ma la sconfitta di un punto in casa (80-81) e quella più pesante a Trieste (74-68) sentenziano l'amaro verdetto: A2. L'annata successiva in A2 Forlì chiude al quarto posto con 40 punti ed è ancora promozione in A1 per poi perdere i play off scudetto contro la Sinudyne Bologna, ma che importa l'importante era tornare subito nell'élite del basket. La stagione dell'ennesimo ritorno in A1 la Libertas targata "Latini" raggiunge appena il 14 posto con solo 9 vittorie e retrocede nuovamente in A2. La stagione 84/85 vede l'arrivo tra le proprie file del "Toro" Mark Landsberger la squadra disputa un discreto campionato classificandosi al sesto posto. L'annata 85/86 ritorna sulle maglie forlivesi lo storico sponsor "jollycolombani" viene allestita una squadra da promozione ma alla fine fu una stagione disastrosa con 12 vittorie e ben 18 sconfitte, Forlì si salvò dalla retrocessione per il rotto della cuffia. Il campionato 86/87 Forlì saluta Rod Griffin e al suo posto arriva Kevin Restani la squadra arriva ancora all'ottavo posto. In quella stagione c'è l'inaugurazione ed il trasferimento per le partite interne al nuovo palazzo dello sport PalaGalassi il 29 marzo 1987 la Gazzetta dello Sport cita: "un complesso architettonico raro nell'intero paese ed unico, per le sue caratteristiche". La stagione 87/88 è quella della grande rivoluzione partono: Lardo, Lamperti, Ferro, Malcangi e Restani, arrivano oltre a coach Cesare Pancotto, Boselli, Fumagalli, Singleton, Sala e Ceccarelli ma il campionato è dominato dalla Fortitudo Bologna e Reggio Emilia e alle altre resta solo che guardare. La Libertas comunque chiude al quinto posto. Un'altra stagione amara nel campionato 88/89 dove la formazione allenata da Pancotto chiude la stagione regolare al dodicesimo posto.

Jolly in A1 si va Dopo le ultime due deludenti stagioni a Forlì approda Virginio Bernardi come allenatore, confermato John Fox gli viene affiancato il centrone canadese di 212 cm Mike Smrek ex NBA, arrivano alla corte di Bernardi anche Marco Bonamico, Luigi Mentasti, Giarletti e Pezzin. La formazione rispetto all'anno precedente appare decisamente più esperta e la panchina qualitativamente più "lunga". I Presupposti per il salto in A1 ci sono tutti anche se le squadre accreditate sono numerose. La stagione regolare è altalenante dove Forlì chiude solamente al nono posto ma nei playout promozione la Jolly diventa un rullo, batte in casa Bologna, poi Pistoia, Fabriano e Livorno, in trasferta perde a Firenze e Livorno ma vince di nuovo contro Bologna e Pistoia guadagnando la cima della classifica. Nella penultima giornata del girone "giallo" c'è la trasferta a Fabriano e da Forlì "emigra" un seguito di 1000 tifosi indiavolati. Quei mille avranno la fortuna di essere presenti all'evento atteso ben sei anni. L'ultima bomba di Ceccarelli (6 su 6 quella sera) inchioda il risultato finale sul 79-92 per Forlì. Tutti i giocatori corrono ai piedi della tribuna biancorossa per unirsi ai tifosi in delirio. È A1.

Gli anni '90

A Forlì dopo la promozione arriva Bob McAdoo ex stella NBA, e il nuovo sponsor "Filanto", la stagione del ritorno in A1 per la squadra romagnola è sinonimo di salvezza e la stagione regolare si chiude al tredicesimo posto per poi arrivare al secondo posto nei playout salvezza con la permanenza in A1. La stagione 91/92, dopo un discreto inizio di campionato con 3 vittorie nelle prime 5 partite, la vede poi crollare con sette sconfitte consecutive all'ultimo posto e da lì non riesce più a schiodarsi fino alla retrocessione finale. Il campionato 92/93 vede la rivoluzione societaria e l'ingresso di Giorgio Corbelli alla presidenza con il suo sponsor Telemarket. La panchina viene nuovamente affindata al coach forlimpopolese Piero Pasini, gli americani sono Rob Lock e Darryl Dawkins, la squadra sembra in grado di lottare per i primi posti ma alla fine chiude solamente settima e nei playout promozione non riesce ad imporsi arrivando solamente quarta e mantenendo solamente la categoria.