Beatificato da papa Paolo VI nel corso dell'Anno Santo 1975 e canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987, fu definito "medico dei poveri".Antonio Tripodoro, Giuseppe Moscati: il medico dei poveri, Edizioni Paoline, 2004 - ISBN 88-315-2713-4Domenico Starnone, Via Gemito, Feltrinelli, 2001 - ISBN 88-07-81727-6Paolo Gulisano, L'arte del guarire. Storia della medicina attraverso i santi, Àncora Editrice, 2012 - ISBN 88-514-1042-9 La Chiesa cattolica celebra la sua festa il 12 aprile, mentre le Arcidiocesi di Napoli e Amalfi-Cava de' Tirreni la celebrano separatamente il 16 novembre. Moscati è stato uno dei primi medici a utilizzare l'insulina per il trattamento del diabete.

Biografia

I Moscati erano una nobile famiglia proveniente da Santa Lucia di Serino,. paese in provincia di Avellino; qui nacque, nel 1836, il padre Francesco che, laureato in Giurisprudenza, nel corso della sua carriera fu giudice al tribunale di Cassino, Presidente del tribunale di Benevento, consigliere di Corte d'appello, prima ad Ancona e poi a Napoli. A Cassino, Francesco incontrò e sposò Rosa De Luca, dei Marchesi di Roseto,. con un rito celebrato dall'abate Luigi Tosti;La Civiltà Cattolica, n. 3007, 4 ottobre 1975 ebbero nove figli, di cui Giuseppe fu il settimo.

La famiglia si trasferì da Cassino a Benevento nel 1877 in seguito alla nomina del padre a presidente del tribunale beneventano. e alloggiò per un primo periodo in via San Diodato, nelle vicinanze dell'ospedale Sacro Cuore di Gesù, e si trasferì in un secondo momento in via Porta Aurea. Il 25 luglio 1880, all'una di notte, nel palazzo Rotondi Andreotti Leo, nacque Giuseppe Maria Carlo Alfonso Moscati, che ricevette nello stesso luogo il battesimo, sei giorni dopo la sua nascita (31 luglio), da don Innocenzo Maio.

Per ricordare il suo legame con la zona, fu eretta una statua di marmo nella cappella del Santissimo Sacramento nella cattedrale di Benevento.

Intanto il padre, promosso nel 1881 consigliere di Corte d'appello, si trasferì con la famiglia ad Ancona,. dove ripartì nel 1884, quando fu trasferito alla Corte d'Appello di Napoli,. ove si stabilì con la famiglia in via Santa Teresa al Museo, 83. Più tardi i Moscati abitarono a Port'Alba, piazza Dante e infine a via Cisterna dell'Olio, 10. In questo periodo la famiglia trascorreva le estati ad Avellino e Giuseppe vedeva il padre servire all'altare nella locale cappella delle Clarisse ogni volta che assistevano alla Messa.Miller, Michael J. (2004). "". Catholic Education Resource Center. Catholic Educator's Resource Center. Accesso effettuato il 13 agosto 2007.

L'8 dicembre del 1888, "Peppino" (come veniva chiamato e come amerà firmarsi nella corrispondenza personale) ricevette la prima comunione da monsignor Enrico Marano nel Santuario delle Ancelle del Sacro Cuore,. nel quale i Moscati incontravano sovente il futuro santo Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei.Alfredo Marranzini, Bartolo Longo e Giuseppe Moscati, in Bartolo Longo e il suo tempo: atti del convegno storico promosso dalla Delegazione Pontificia per il Santuario di Pompei Accanto alla chiesa viveva Caterina Volpicelli, poi santa, alla quale la famiglia era spiritualmente legata.

Nel 1889 Giuseppe si iscrisse al ginnasio presso l'Istituto Vittorio Emanuele a piazza Dante, mostrando sin da ragazzo interesse per lo studio,. e conseguì, nel 1897, la "licenza liceale d'onore".Ribeiro Corossacz 2001. Fra i suoi professori ebbe il vulcanologo Giuseppe Mercalli che insegnò in tale istituto dal 1892 al 1911.

Nel 1892 incominciò ad assistere il fratello Alberto, infortunatosi seriamente per una caduta da cavallo durante il servizio militare e rimasto soggetto ad attacchi di epilessia, con frequenti e violente convulsioni; a questa penosa esperienza è stato ipotizzato si dovesse la sua prima passione per la medicina.Beatrice Immediata, Giuseppe Moscati un uomo un medico un santo, Paoline Editoriale Libri, 2008 - ISBN 88-315-3421-1 Invero, dopo gli studi liceali s'iscrisse, nel 1897, alla Facoltà di Medicina, secondo il biografo Marini nell'ottica di considerare l'attività del medico come un sacerdozio.. Il padre morì alla fine dello stesso anno, colpito da un'emorragia cerebrale..

Il 3 marzo 1900 Giuseppe ricevette la cresima da monsignor Pasquale de Siena, vescovo ausiliare di Napoli..

Medico, ricercatore, insegnante Il 4 agosto 1903 si laureò a pieni voti con una tesi sull'ureogenesi epatica considerata degna di stampa. Dopo pochi mesi si presentò ai concorsi per assistente ordinario e per coadiutore straordinario agli Ospedali Riuniti degli Incurabili, superando entrambe le prove., risultando anzi secondo in quello per assistente ordinario.

Il 2 giugno 1904 morì il fratello Alberto a causa di complicazioni delle patologie insorte con l'incidente a cavallo..

Nell'aprile 1906, mentre il Vesuvio incominciò a eruttare ceneri e lapilli su Torre del Greco mettendo in pericolo un piccolo ospedaletto (succursale degli Ospedali Riuniti, presso cui era coadiutore straordinario), Moscati si recò sul posto, contribuendo a salvare gli ammalati, dei quali ordinò l'evacuazione, completata poco prima del crollo della struttura.; l'intervento tempestivo di Moscati è stato considerato essenziale per evitare una tragedia. La struttura di cui Moscati era responsabile si trovava a pochi chilometri dal cratere del vulcano. Molti dei pazienti erano anziani e molti erano anche paralitici.

Nel 1908, dopo aver superato il concorso di assistente ordinario per la cattedra di Chimica fisiologica, incominciò a svolgere attività di laboratorio e di ricerca scientifica nell'Istituto di Fisiologia dell'ospedale per malattie infettive Domenico Cotugno. Divenne socio aggregato alla Regia Accademia Medico-Chirurgica.

Tre anni dopo, nel 1911, un'epidemia di colera colpì Napoli, e Moscati fu chiamato dall'Ispettorato della Sanità Pubblica, presso il quale presentò una relazione sulle opere necessarie per il risanamento della città, in parte condotte a compimento. Fu inoltre proposto per la libera docenza in Chimica biologica.. In quello stesso anno, ancora trentunenne, aveva vinto il concorso come aiuto ordinario negli Ospedali Riuniti, anche con un certo clamore. Gli fu poco dopo conferita la libera docenza in Chimica fisiologica, su proposta di Antonio Cardarelli, e incominciò l'insegnamento di Indagini di laboratorio applicate alla clinica e di chimica applicata alla medicina secondo i programmi del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione..

Sempre nel 1911 Moscati fu inviato a Vienna da Gaetano Rummo (allora al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione), per assistere al convegno internazionale di fisiologia, approfittando dell'occasione per visitare anche Budapest.; collaborò inoltre, per l'inglese e il tedesco, alla testata "La Riforma Medica", fondata da Rummo prima come quotidiano, quindi come settimanale e poi come quindicinale.. Fu anche direttore dell'Istituto di Anatomia Patologica. Nella sala autoptica dell'istituto, egli collocò un crocifisso con l'iscrizione del capitolo 13, verso 14 del Libro di Osea: Ero mors tua, o mors (O morte, io sarò la tua morte).

La notte del 25 novembre 1914 la madre, affetta da diabete, morì.. Allo scoppio della prima guerra mondiale Moscati presentò domanda di arruolamento volontario, ma la domanda venne respinta per tenerlo a prestare soccorso ai soldati feriti di ritorno dal fronte. Venne nominato direttore del reparto militare dal 1915 al 1918.E. In questo periodo, per quanto riportato dai registri dell'Ospedale degli Incurabili, visitò tra i 2.524 e i 3.000 soldati. Si occupò anche della loro salute mentale, scrivendo per loro, ad esempio, diari e poesie.

Tra il 1916 e il 1917 supplì Pasquale Malerba nel corso ufficiale di chimica fisiologica.. Dal 1917 al 1920, sostituì Filippo Bottazzi, il padre della biochimica italiana, nell'insegnamento di Chimica clinica..Marranzini 2004, pag. 25 I suoi studenti erano concordi nel testimoniare che era particolarmente portato per la professione di docente. Sempre nel 1917 rinunciò alla cattedra universitaria e all'insegnamento, per continuare il lavoro in ospedale..

Il consiglio d'amministrazione dell'Ospedale Incurabili lo nominò primario nel 1919, e il 2 maggio 1921 Giuseppe Moscati inviò al Ministero della Pubblica Istruzione la domanda per essere abilitato per titoli alla libera docenza in Clinica Medica Generale; il 6 giugno 1922 la Commissione nominata dal Ministero esaminò i titoli e lo ritenne idoneo a conseguire tale libera docenza esonerandolo all'unanimità, in virtù dei lavori proposti, dalla discussione dei lavori presentati, dalla lezione e dalla prova pratica.Marranzini 2004, pag. 206

All'inizio degli anni venti, Moscati si dedicò anche ad alcuni importanti studi di storia della medicina, come quelli dedicati allo iatromeccanico del '600 Giovanni Alfonso Borelli, che Moscati definisce "primo padre della medicina nuova". e al "fondatore della scuola medica napoletana", Domenico Cotugno.. Giuseppe Moscati si prendeva cura di tutti i suoi pazienti e in particolare aiutava sempre i più poveri con offerte in denaro per le spese delle medicine e degli alimenti; Moscati infatti era solito ogni mattina comprare il latte e donarlo personalmente ai poveri e ai più bisognosi. Il latte veniva portato da Moscati in grandi quantità ogni giorno ai bambini denutriti e agli indigenti nei quartieri meno abbienti di Napoli.

Quando nel gennaio 1922 venne sperimentata l'insulina per la cura del diabete, Moscati fu uno dei primi in Italia a utilizzare quel procedimento terapeutico rivoluzionario.. Fu un pioniere della moderna diabetologia ed endocrinologia. Moscati divenne anche famoso in Italia per i suoi studi sulla determinazione al microscopio ottico della quantità di sangue nelle nefriti sperimentali". Questi studi gli permisero di spiegare la differenza clinica e fisiopatologica tra la sindrome nefritica e quella nefrosica e l'esistenza della sindrome clinica estesa della nefrite.

Il 18 luglio 1923 compì un viaggio a Edimburgo per il Congresso internazionale di fisiologia, passando per Roma, Torino, Parigi, Londra, Lourdes.. Rientrerà a Napoli il 10 agosto.

Numerose sue ricerche furono pubblicate su riviste italiane e internazionali, tra le quali le ricerche pionieristiche sulle reazioni chimiche del glicogeno.. Sulla sua produzione scientifica, il biochimico Gaetano Quagliariello ha scritto che fu tale:

Morte e canonizzazione

Il 12 aprile 1927, martedì della Settimana santa, dopo aver assistito alla Messa e ricevuta la Comunione nella chiesa di San Giacomo degli Spagnoli e dopo aver svolto come di consueto il suo lavoro in ospedale e nel suo studio privato, verso le 15 si sentì male e spirò sulla sua poltrona a causa di un infarto, all'età di 46 anni e 8 mesi.. La notizia della sua morte si diffuse rapidamente e alle esequie vi fu una notevole partecipazione popolare.

Il 16 novembre 1930 i suoi resti furono traslati dal Cimitero di Poggioreale alla Chiesa del Gesù Nuovo, racchiusi in un'urna bronzea, opera dello scultore Amedeo Garufi, motivo per il quale è a questa data che fu posta la sua memoria liturgica..

Il pontefice Paolo VI lo proclamò beato il 16 novembre 1975. Il 16 novembre 1977, due anni esatti dopo la beatificazione, i resti vennero posti sotto l'altare della cappella della Visitazione, a seguito della ricognizione canonica. Fu proclamato santo il 25 ottobre 1987 da Giovanni Paolo II.

La sua festa liturgica si celebra il 16 novembre; il Martirologio Romano del 2001 la riportò invece al dies natalis del 12 aprile, mentre la celebrazione del 16 novembre si tiene solo localmente o votiva.

I miracoli per la beatificazione All'epoca erano necessari due miracoli per la beatificazione: nel caso di Giuseppe Moscati la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolose le guarigioni di Costantino Nazzaro e Raffaele Perrotta.