Biografia Nacque a Treviso da Carlo Herter e dopo gli studi superiori frequentò l'Università di Padova nell'intento di laurearsi in Medicina, ma mosso da uno spiccato spirito patriottico, si unì ai volontari veneti che si stavano recando a Quarto. Il 5 maggio 1860 si imbarcò con la spedizione dei Mille come medico. Animato da uno spiccato fervore combattivo si espose in tutte le battaglie, fu ferito sia a Calatafimi che a Maddaloni, ma non mancò mai di svolgere il suo compito e fu decorato con la medaglia d'argento al merito.

Giuseppe Bandi, storico garibaldino, lo ricorda assieme a Giovanni Andrea Gasparini come: "... due veneti, scolari di medicina nell'Università di Padova, che si prodigavano nell'assistenza ai feriti, anche quando infuriava il combattimento."

Dopo l'esperienza rivoluzionaria concluse gli studi di medicina all'Università di Pavia non potendo ritornare in Veneto. Grazie agli scambi epistolari con l'altro medico garibaldino Giovanni Buzzacchi introdusse precocemente le nuove tecniche igieniche di sterilizzazione degli strumenti chirurgici, comprendendo la fondatezza delle teorie di Louis Pasteur conoscente del Buzzacchi.

Rimasto fedele agli ideali garibaldini partecipò anche alla terza guerra d'indipendenza e alla campagna dell’Agro romano per la liberazione di Roma del 1867, nella quale venne insignito del grado di luogotenente e posto al comando del secondo battaglione della 3ª compagnia.

Il dottor Herter andò missionario civile in Argentina e fu il primo medico fisso di un paese di allevatori vicino a Buenos Aires, Tapalquè e la sua opera viene ricordata ancora da targhe e da lapidi.

Giunto in Argentina si arruolò nell’esercito nazionale prestando servizio come medico militare nella divisione della Frontera Sud, con la quale partecipò alla celebre battaglia di San Carlos contro il cacicco Juan Calfucarà l’8 agosto 1872. Stabilitosi definitivamente a Tapalquè a partire dal 1876, ivi morì il 12 dicembre 1889.

Nell'elenco ufficiale dei partecipanti all'impresa, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878, lo si trova al numero 540.

Ne Il combattimento di Giuseppe Cesare AbbaIl combattimento su Wikisource vengono decantate le doti eroiche del medico:

... dalla calma pontificale di Sirtori al furore di Bixio, all'impeto geniale di Schiaffino, all'audacia di Edoardo Herter, d'Achille Sacchi, di cento altri, e, si può dire di tutti, perché un codardo che è uno, in quell'ora, in quel luogo, non ci fu.

... essi invece, raccolti lassù, urlavano: 'Viva lo Re'; rotolavano sassi, e tiravano schioppettate a chi si faceva su dal ciglio a guardare. Uno di questi fu Edoardo Herter da Treviso, medico di 26 anni. Pareva una damigella bionda vestita da uomo, tanto aveva esile l'aspetto, ma i suoi muscoli erano d'acciaio. Parlò con Garibaldi un istante, poi si lanciò...

Note

Bibliografia I Mille di Marsala di Germano Bevilacqua, Ed. Manfrini Editori I Mille, da Genova a Capua, Firenze, 1903 La lunga notte dei Mille, di Paolo Brogi, Aliberti editore, 2011

Voci correlate I Mille

Categoria:Componenti della spedizione dei Mille