La sociologia della conoscenza è un settore della sociologia che studia le relazioni tra forme del sapere e contesti sociali: analizza in che modo le condizioni storiche, culturali, economiche e politiche influenzino la produzione, la diffusione e la legittimazione delle idee.

Oggetto

La sociologia della conoscenza affronta questioni quali:

il rapporto tra posizione sociale e produzione delle idee; l’origine sociale delle categorie cognitive; il nesso tra conoscenza e potere; la distinzione tra genesi sociale di un’idea e sua validità logica.

Essa si colloca all’intersezione tra sociologia, epistemologia, filosofia politica e storia delle idee.

Ambito di ricerca Partendo dal presupposto che le categorie dell'apprendimento non siano fisse, ma frutto dell'ambiente in cui sono prodotte, qualsiasi teoria "sociologica" sulla conoscenza revoca in dubbio quelle filosofie della conoscenza, che attribuiscono all'uomo facoltà conoscitive immutabili e universali (vedi Kant).

Essa assume posizione biunivoca, concentrandosi sia sugli aspetti di possibilità del conoscere (la cui riflessione metodologica non si distanzia molto dalla riflessione gnoseologica della filosofia della conoscenza), sia su quelli legati all'introduzione di un particolare sapere nella realtà sociale.

Propriamente l'origine non è "gnoseologica" ma si rifà al concetto di Wissen: è la "sociologia del sapere" fondata e sviluppata da Max SchelerLa sociologia del sapere in Scheler fa riferimento alle forme della Bildung, cioè alla sedimentazione delle tecniche con cui l'uomo dà forma alla propria esistenza: Max Scheler, Problèmes de sociologie de la connaissance (1924) ; éd. français, Paris, PUF, 1993., poi ripresa nel senso di "sociologia della conoscenza" da Karl MannheimKarl Mannheim, Idéologie et utopie (Une introduction à la sociologie de la connaissance) (1929), Paris, Rivière, 1956..

Differenze Sebbene nel Tractatus Theologico-Politicus Baruch Spinoza mostri come le autorità religiose e politiche plasmino le credenze collettive, le sue intuizioni sociologiche - le idee non circolano in modo neutro, il potere incide sulla produzione e diffusione del sapere, la libertà filosofica è condizione per il progresso della conoscenza - non revocano in dubbio che, per Spinoza, la verità resta oggettiva: dipende dall’adeguatezza dell’idea, non dal consenso comunitario.

Sul lato opposto si colloca il populismo epistemico, nel quale la comunità diventa fonte diretta di veritàAxel Mueller, “The meaning of ‘Populism’”, Philosophy and Social Criticism 2019, Vol. 45(9-10) 1025–1057.: la variante comunitaristica dell'irrazionalismo predica che l’esperienza vissuta vale più dell’argomentazione tecnica e gli esperti - che operano secondo i princìpi della logica formale - sono sospettati di essere espressione di élite manipolatriciPierre Rosanvallon, The Populist Century: History, Theory, Critique, Polity, 2021..

Il fondamento ermeneutico della sociologia della conoscenza resta distante da questi due estremi: per Hans-Georg Gadamer, la verità emerge nel dialogo tra orizzonti storici (“fusione degli orizzonti”) ed ogni conoscenza è interpretazione situata in una tradizione storicaHans-Georg Gadamer, Verità e metodo, Milano, Bompiani, 1983-2001.. Storia

Origini

Le prime formulazioni sistematiche si trovano nelle opere di Émile Durkheim, che sostenne l’origine sociale delle categorie del pensiero, in particolare nel suo studio della religione e delle classificazioni simboliche.É. Durkheim, The Elementary Forms of Religious Life, 1912.

Il termine Wissenssoziologie fu utilizzato esplicitamente da Max Scheler, che cercò di distinguere tra condizionamento sociale e validità della verità.M. Scheler, Problemi di una sociologia della conoscenza, 1924.

Karl Mannheim

La sistematizzazione della disciplina si deve a Karl Mannheim, in particolare con Ideologia e utopia (1929).K. Mannheim, Ideologia e utopia, 1929. Mannheim elaborò il concetto di relazionismo, distinguendolo dal relativismo, e sviluppò un’analisi sociologica dell’ideologia.

Karl Mannheim propone di considerare i rapporti tra l'essere situato nel mondo e il pensiero, che sarebbe correlato appunto alla struttura sociale nella quale l'essere è gettato. Egli propone per la sociologia della conoscenza una "sfera libera" e indipendente dalla quale poter analizzare e ricostruire le diverse contingenze storiche delle produzioni del sapere e per favorire una ricerca gnoseologica sul problema della validità delle teorieRinzivillo, Guglielmo (2016). Scienza e valori in Karl Mannheim, Roma: Armando editore.. Sviluppi successivi

Negli Stati Uniti, Robert K. Merton orientò la disciplina verso la sociologia della scienza, analizzando le norme istituzionali che regolano la produzione scientifica.R. K. Merton, Social Theory and Social Structure, 1949.

Nel 1966, Peter L. Berger e Thomas Luckmann pubblicarono The Social Construction of Reality, estendendo l’analisi alla costruzione sociale della realtà quotidiana.P. L. Berger; T. Luckmann, The Social Construction of Reality, 1966.

Sviluppi contemporanei Grande influenza nella diffusione della sociologia della conoscenza ebbe il sociologo Kurt Heinrich Wolff, per aver tradotto dal tedesco all'inglese, pubblicato e fatto conoscere negli Stati Uniti molti degli scritti di Karl Mannheim e di Georg Simmel.

Nella contemporaneità il tema della conoscenza è ampiamente dibattuto in ottica transdisciplinare da autori quali Elinor Ostrom e Charlotte Hess. Science and Technology Studies

Gli Science and Technology Studies (STS) hanno approfondito lo studio della produzione sociale del sapere scientifico. Tra i contributi principali:

Thomas Kuhn, autore di The Structure of Scientific Revolutions (1962); David Bloor, autore di Knowledge and Social Imagery (1976); Bruno Latour, autore di Science in Action (1987).

Teoria critica e potere

La relazione tra sapere e potere è stata approfondita da Michel Foucault e Jürgen Habermas, che hanno analizzato rispettivamente il rapporto tra sapere e dispositivi istituzionaliFoucault, Michel (1975). Discipline and Punish. New York: Random House. e la struttura comunicativa della razionalità.

Pierre Bourdieu

Pierre Bourdieu ha analizzato la produzione del sapere come lotta interna ai campi sociali per il capitale simbolico e la legittimazione.

Critiche

La sociologia della conoscenza è stata oggetto di critiche per il rischio di relativismo epistemologico e riduzionismo sociologico. Il dibattito riguarda la possibilità di distinguere tra condizionamento sociale della conoscenza e validità della verità.

Note

Bibliografia Peter L. Berger e Thomas Luckmann, La realtà come costruzione sociale, il Mulino, 1966. Franco Crespi e F. Fornari, Introduzione alla sociologia della conoscenza, Roma, Donzelli, 1998. Norbert Elias, Coinvolgimento e distacco. Saggi di sociologia della conoscenza, Bologna, il Mulino, 1988. Alberto Izzo, L'invincibile perplessità. Fondamenti, storia e problemi di sociologia della conoscenza, Roma, Armando, 1999. Max Scheler, Probleme einer Soziologie des Wissens, 1926. Paolo Terenzi. Ideologia e complessità. Da Mannheim a Boudon, Roma, Studium, 2002. Kurt Heinrich Wolff, Versuch zu einer Wissenssoziologie, Berlin, 1968. Karl Mannheim, Sociologia della conoscenza, Bologna, Il Mulino, 2000. Elinor Ostrom, Charlotte Hess, "La conoscenza come bene comune", Mondadori, Italia, 2009.

Voci correlate

Ideologia Teoria critica Didattica Psicopedagogia Sociologia Le parole e le cose Far uscire il genio dalla bottiglia Paradigma Altri progetti

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