Il soprannome di Temerario, di chiara influenza romantica, si accompagnò ad ulteriori appellativi attribuitigli dai suoi contemporanei, come Grande Leone, Guerriero, Terribile, ecc.
Uomo di eccezionale coraggio, molto istruito, intelligente, attivo e appassionato di musica e di tornei, dotato di un vero genio politico, fu tuttavia noto ai più per il suo carattere violento, impulsivo ed in genere propenso all'uso della forza.
Origine
Carlo era il quinto figlio maschio e l'unico sopravvissuto del duca di Borgogna Filippo il buono, e di Isabella del Portogallo (1397 - 17 dicembre 1471), figlia del re del Portogallo, Giovanni I e di Filippa di Lancaster, anch'ella capetingiaFilippa di Lancaster era la nipote di Edoardo III d'Inghilterra, che era figlio di Isabella di Francia, figlia di Filippo IV il Bello.. Era membro, per ramo cadetto (conosciuto come terza dinastia di Borgogna), della dinastia capetingia dei Valois, allora regnante in Francia. Fu Governatore Generale dell'Ordine di S. Giorgio di Borgogna.
Biografia
A Carlo, pur essendo il terzogenito, alla nascita (1433) fu conferito il titolo di conte di Charolais, per la morte, l'anno prima (1432), dei suoi due fratelli maggiori: Antonio (1430 †1432) conte di Charolais, Giuseppe (1432 †1432) conte di Charolais.
Carlo I sposò il 19 maggio 1440 a Blois, Caterina di Francia (1428-1446), figlia del re Carlo VII e di Maria d'Angiò: al momento delle nozze aveva solo sette anni, contro i dodici della consorte.
Nel 1452-1453, quando era soltanto il conte di Charolais (Saona e Loira in Borgogna), per conto del padre, represse duramente l'insurrezione fiamminga.
Il 30 ottobre 1454 sposò a Lilla Isabella di Borbone (1437-1465), figlia del duca Carlo I di Borbone. Tale matrimonio non era gradito al Temerario, che intendeva sposare Anna di York: suo padre gli rammentò i termini del trattato di Arras, che lo obbligavano a sposarsi con una principessa di sangue francese.
Nel 1457 ebbe uno scontro con il padre per il suo comportamento ostile verso la Francia. Nel 1463 Luigi XI, dopo la richiesta dei territori e delle città borgognone sulla SommeLa restituzione dei territori e delle città sulla Somme era prevista nel trattato di Arras, mentre Luigi XI dovette pagare a Filippo 400.000 corone d'oro., prevista dal trattato di Arras, appoggiò dei disordini nella zona di Liegi ed avanzò pretese su Toul, Verdun e Metz. Il Duca Filippo ormai vecchio e stanco, dopo la riconciliazione col figlio Carlo, avvenuta nel 1464, si ritirò lasciandogli nel 1465 le redini del governo (prefettura generale). Carlo il Temerario, il 15 giugno 1465, approfittando della ribellione dell'alta nobiltà francese, a Montléry, si scontrò con l'esercito del re di Francia Luigi XI; lo scontro si chiuse senza vincitori né vinti, ma il re dovette rientrare a Parigi, per l'arrivo degli alleati del conte di Charolais, Carlo il Temerario, Carlo di Francia, il diciottenne duca di Berry, fratello del re e il duca di Bretagna, Francesco II.
Con la successiva pace di Saint-Maur-des-Fossés (1465) i territori e le città sulla Somme tornarono alla Borgogna, Liegi fu pacificataLe rivolte di Liegi e Dinant (che dipendeva dal Principato vescovile di Liegi) contro il principe-vescovo Luigi di Borbone, parente ed alleato di Carlo, erano state istigate da Luigi XI, ma dopo la vittoria su Luigi, Carlo poté affrontare i rivoltosi e, il 25 agosto 1466, il Temerario conquistò Dinant, che fu saccheggiata e distrutta, spegnendo così gli ardori dei rivoltosi. e anche le contee di Guînes, Péronne, Montdidier, Roye ed altre, furono concesse a Carlo.
La rivalità con la Francia
Carlo, alla morte del padre, Filippo III il Buono, il (15 giugno 1467), divenne duca di Borgogna. I suoi rapporti con il re di Francia Luigi XI furono pessimi; Luigi voleva vendicarsi di Carlo per la sconfitta subita. Dopo aver vinto il duca di Bretagna, Luigi si rivolse contro Carlo, e prima di arrivare a un combattimento, gli propose di incontrarloLuigi XI era convinto di essere intellettivamente superiore a Carlo e quindi di poterlo facilmente guadagnare alla sua causa. Pare che di Carlo abbia detto: «È un uomo di scarso valore e di poco senno, arrogante e irascibile; è una bestia». L'incontro avvenne in ottobre a Péronne, ma siccome vi erano presenti molti alleati di Carlo, nemici di Luigi, questi non ottenne nulla dal Temerario e, mentre si apprestava a lasciare la sede dell'incontro, arrivò la notizia che gli abitanti di Liegi avevano riaperto le ostilità e che, istigati dagli emissari di Luigi, avevano massacrato il vescovo e il governatore posto dal duca. In tal contesto, Luigi XI, bloccato nel castello in cui era ospitato, dovette accettare il trattato di Péronne (1468), in base al quale le Fiandre avrebbero avuto una giurisdizione indipendente da Parigi, e Luigi avrebbe aiutato Carlo a punire gli abitanti di Liegi.
Carlo iI Temerario sconfisse i rivoltosi a Saint-Trond e, dopo il moto dei 600 di Franchimont, il 30 ottobre occupò Liegi, che fu distrutta e sottomessa in presenza del monarca franceseSi narra che Luigi entrasse in Liegi al grido: «Viva il duca di Borgogna», che ne aveva sostenuto gli abitanti nella prima rivolta ed in seguito anche fomentati. Rimasto vedovo di Isabella di Borbone (madre della sua unica figlia, Maria) nel 1465, il 3 luglio 1468, a Damme, Carlo passò a nuove nozze con Margherita di York (1446-1503), figlia del duca Riccardo di York e di Cecilia Neville e sorella del re d'Inghilterra, Edoardo IV e del futuro re, Riccardo III, con cui si alleò. Intanto Luigi si era alleato col detronizzato Enrico VI d'Inghilterra, che tornato sul trono, nel 1470, invase la Piccardia e la Borgogna, mentre Carlo inviò soldati e navi a Edoardo che, nel 1472, sconfisse definitivamente il cugino.
Carlo, nel (1472), cercò di estendere i propri domini in Francia, mettendo la città di Beauvais sotto assedio, ma inaspettatamente subì un rovescio che fu dovuto a Jeanne HachetteJeanne Laisné ou Fourquet, poi detta Hachette (1454-?), era un'abitante diciottenne di Beauvais, che, durante l'assedio di Carlo il Temerario, era difesa da pochi uomini. Jeanne, vedendo i borgognoni che stavano scalando le mura con le scale, armata di una scure si avventò contro la prima scala appoggiata alle mura, dando in questo modo l'esempio alle altre donne che la seguirono sugli spalti, per rifornire gli uomini di armi ed intervenire esse stesse con lanci di pietre e rovesci di olio bollente..
Il sogno di uno stato borgognone Dopo la violazione del trattato di Péronne, da parte di Luigi, Carlo non si riconobbe più vassallo del re di Francia, ed ebbe l'ambizione di creare un regno indipendente tra Francia e Germania, avere un esercito mercenario e conquistare la riva sinistra del Reno, in modo da congiungere le sue terre di Borgogna con le Fiandre e realizzare sotto il suo scettro un grande stato borgognone. Tutto il regno del Temerario fu contraddistinto dalle guerre contro Luigi XI, il sovrano di Francia, di cui era stato il vassallo più riottoso; egli cercò di inimicare il predetto con l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico III e con Edoardo IV di Inghilterra. Si distinse inoltre per i tentativi espansionistici ai danni degli stati confinanti, in specie la Svizzera e la Lorena.
Purtroppo per Carlo, Luigi XI fece in modo che l'imperatore Federico III non gli riconoscesse mai il titolo di re. Al re d'Inghilterra Edoardo IV, dopo che quest'ultimo, nel 1475, era sbarcato a Calais, per invadere la Francia, Luigi versò 75.000 corone, più la promessa di altre 50.000 corone annue, nonché il fidanzamento della figlia di Edoardo, Elisabetta di York col delfino di Francia, Carlo. In questo modo ottenne la pace. Infine riuscì a convincere i cantoni svizzeriLa trattativa di Luigi XI di Francia coi cantoni svizzeri fu lenta (nel 1470 ci fu un trattato di neutralità tra Luigi e i cantoni, poi, nel 1471 Luigi donò ad ogni cantone la somma di 3.000 libbre), ma, nel 1473, arrivò a soluzione con la pace dei cantoni con Sigismondo del Tirolo. a fare la pace col loro mortale nemico, Sigismondo del Tirolo e a concentrarsi contro Carlo di Borgogna, mentre Sigismondo fu convinto da Luigi ad accettare l'indipendenza dei cantoni offrendogli una pensione annua. Infine Luigi ad uno ad uno punì tutti quei vassalli che avevano sostenuto Carlo e fece loro giurare che non si sarebbero mai più alleati con lui.
I rapporti privilegiati con l'Italia All'inizio del regno di Luigi XI, la triplice alleanza italiana tra il Ducato di Milano, la Repubblica di Firenze e il Regno di Napoli, permise all'influenza della Francia di crescere nella penisola, poiché Milano e Firenze erano alleate di lunga data di Luigi. Per rimediare a ciò, Carlo allargò la sfera di influenza della Borgogna in Italia fino a farla impallidire in quella francese. La prima alleanza borgognona con un sovrano italiano fu con il re Ferdinando I di Napoli, un sovrano ammirato sia da Carlo che da Luigi.
Ferdinando era il bastardo legittimato di Alfonso I, e il Papa non riconobbe la sua pretesa al trono. Nel frattempo, Renato d'Angiò, il deposto re di Napoli, l'ultimo della dinastia angioina di origine francese, cercava ostinatamente di riconquistare il suo titolo. Nel costante timore di un'invasione da parte di Renato o dei suoi eredi con l'appoggio di Luigi XI, Ferdinando si alleò con Carlo, che lo nominò membro dell'Ordine del Toson d'oro nel 1473. Carlo accarezzò costantemente l'idea di far sposare sua figlia, Maria, al secondogenito di Ferdinando, Federico di Napoli, che visitò la corte borgognona nel 1469 e nel 1470. Nel 1474, quando la guerra con Luigi XI era all'orizzonte, la partecipazione di Ferdinando dipendeva dal matrimonio di suo figlio con Maria. Carlo accennò alla sua volontà di dare la mano di sua figlia a Federico, e Ferdinando inviò suo figlio in Borgogna il 24 ottobre 1474. Anche se Federico divenne tenente e stretto consigliere militare di Carlo, fallì nella sua missione finale di sposare Maria. Tuttavia l'alleanza tra il Regno di Napoli e il Ducato di Borgogna, permise la diffusione e la fioritura della cultura borgognona, della moda e dell'arte fiamminga nell'Italia meridionale che si andò a fondere con la cultura aragonese e con i lasciti della cultura angioina, dando vita nella seconda metà del quattrocento al rinascimento meridionale.
Il Ducato di Milano era il più importante alleato della Francia nella penisola italiana; Il sovrano di Milano, Galeazzo Maria Sforza, era legato al re di Francia attraverso il suo matrimonio con la nipote di Luigi, Bona di Savoia. Carlo cercò di stringere un'alleanza con Milano. Nel 1470 offrì a Galeazzo l'adesione all'Ordine del Toson d'oro, sulla base di un'alleanza, ma fu respinto. Una volta incluse addirittura Milano in una delle sue liste di alleati, il che provocò le proteste di Galeazzo. Per portare Galeazzo alleato, Carlo mise in giro la voce che volesse conquistare Milano. Le preoccupazioni per una probabile guerra e le pressioni diplomatiche di Carlo per isolare Milano dalla Francia, convinsero Galeazzo a firmare un trattato, il 30 gennaio 1475 a Moncalieri, che formava un'alleanza tra Savoia, Borgogna e Milano. A seguito di questo trattato, furono stabilite relazioni diplomatiche tra i due ducati e Galeazzo inviò Giovanni Pietro Panigarola come suo inviato in Borgogna.