L'abbazia di Santo Stefano al Corno era un monastero cistercense posto nei pressi dell'attuale località di Santo Stefano Lodigiano. Dedicata a Stefano protomartire, prendeva il nome al Corno a causa della sua posizione su un'ansa (corno) del fiume Po.
Storia L'abbazia fu fondata nel 1109 dalla contessa Ansalda da Ghisalba e dai suoi figli, come monastero benedettino.
Nel 1231 papa Gregorio IX la cedette ai cistercensi, che la resero dipendente dall'abbazia del Cerreto.
Nella sua storia, l'abbazia fu sconvolta più volte dalle piene del Po. Nel Quattrocento fu infatti quasi totalmente riedificata grazie ai quasi ottomila scudi di rendita annua. Proprio tale combinazione di difficile posizione fisica (che permetteva la presenza di un limitato numero di monaci) e ricchezza fece sì che l'abbazia diventasse una ricca commenda che ebbe tra i titolari personaggi illustri, da San Carlo Borromeo a Scipione Caffarelli-Borghese.
Dal Cinquecento rimasero pochissimi frati residenti ma anche, fino al 1770 circa, un ricchissimo archivio che fu studiato dal famoso erudito Jean Mabillon (nella sua opera Musaeum Italicum, pubblicata nel 1687, scrisse infatti "sarebbe troppo lungo dire quante importanti cose ebbi a raccogliere dai preziosi manoscritti che vi si conservano").
L'abbazia fu chiusa nel 1774 e i beni venduti. Di essa restano oggi solo poche tracce, incorporate nella Cascina Abbazia.
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