La Germania superiore (dal latino: Germania superior) era una provincia dell'impero romano che comprendeva territori dell'attuale Svizzera, Germania e Francia.

Statuto

La Germania Superior, inizialmente organizzata in provincia imperiale romana tra l'85Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, p.15. ed il 90 d.C., comprendeva vasti territori appartenuti in precedenza alla Gallia Belgica. In quest'ultima venne incluso anche il territorio occupato dagli Elvezi, regione di confine racchiusa tra l'alto corso del Reno e l'alto corso del Danubio, ossia la regione degli Agri Decumates. La provincia venne affidata ad un legatus Augusti pro praetore.

Uno dei primi e più famosi governatori della provincia fu Traiano, che amministrò la Germania Superior attorno al 98 d.C., anno della sua adozione a succedere a Nerva quale nuovo imperatore di Roma.

Nella successiva riorganizzazione tetrarchica voluta da Diocleziano (fine del III secolo), la Germania superiore divenne parte della Diocesi delle Gallie con il nuovo nome di Germania I.

EVOLUZIONE DELLE PROVINCE GERMANICHE prima dellaconquista romana Gallia transalpina (Galli) Germania Magna (Germani) dal 50 a.C. Gallia Belgica Gallia Celtica Germania Magna (Germani) dal 16 a.C. Gallia Belgica(ampliata) Germania Magna (Germani) dal 9 a.C.al 5 d.C. Gallia Belgica Germania(distr.militare fino al Weser) dal 5al 9 d.C. Gallia Belgica provincia di Germania(fino all'Elba) dal 17 d.C. Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inf.(distr.militare) Germania sup.(distr.militare) Germania Magna(andata perduta) dall'83 Gallia Belgica Germania inferiore(scorporata) Germania superiore(scorporata) Germania Magna(Germani) con la riformadi Diocleziano Belgica I Belgica II Germania I Germania II Germania Magna(Germani) da Costantino I (324)a Teodosio I (395) Belgica I Belgica II Germania I Germania II Germania Magna(Germani)

Storia Da Cesare alla fine della Repubblica (58-30 a.C.)

I territori delle future province di Germania inferiore e superiore entrarono nella sfera di influenza romana ai tempi della conquista della Gallia di Gaio Giulio Cesare degli anni 58 e 57 a.C. Si racconta infatti, che Cesare, una volta battuti gli Elvezi, rivolse la sua attenzione all'invasore della Gallia: le popolazioni germaniche, comandate dal re Ariovisto.Cesare, De bello Gallico, I, 30-33. Quest'ultimo aveva invaso, insieme alle sue genti, i territori della riva sinistra del Reno, fin dal 72 a.C., insieme alle popolazioni sveve provenienti dalle vallate dei fiumi Neckar e Meno.si trattava dei popoli di Marcomanni, Triboci, Nemeti, Vangioni, Sedusi, Suebi e Arudi, come riporta Cesare nel De bello Gallico, I, 51. Nel corso degli anni le popolazioni germaniche che avevano passato il Reno erano cresciute in numero fino a raggiungere rapidamente le 120.000 unità, ma Cesare alla fine ebbe la meglio riuscendo a batterle in Alsazia, in una piana ai piedi dei monti Vosgi, oggi compresa tra le città di Mulhouse e CernayCesare potrebbe quindi aver percorso in 6 giorni di marcia (partendo da Vesonzio), una distanza di circa 120-140 km, con una media di circa 20-25 km al giorno (E. Abranson e J.P. Colbus, La vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano 1979, pp. 30-31), considerando che il tragitto da Vesontio al Reno è di circa 150 km e che il luogo della battaglia, secondo quanto ci tramanda lo stesso Cesare, si trovava a soli 7,5 km dal fiume Reno (De bello Gallico, I, 53,1), forse confuso con il fiume Ill. (nel 58 a.C.).

I Germani al termine di uno scontro assai cruento, furono sconfitti e massacrati dalla cavalleria romana mentre cercavano di attraversare il fiume, e lo stesso Ariovisto scampò a stento alla morte, riuscendo a guadare il Reno insieme a pochi fedeli.Cesare, De bello Gallico, I, 53. Appiano (in Storia della Gallia, frammento 3) parla di 80.000 Germani uccisi nel corso della battaglia tra armati e civili.

Da questo momento Ariovisto scomparve dalla scena storica. Cesare, respingendo gli Suebi al di là del Reno, trasformò questo fiume in quella che sarebbe stata la barriera naturale dell'Impero per i successivi quattro-cinque secoli.Jérôme Carcopino, Giulio Cesare, pagg. 277-278.

La conquista di Rezia, Vindelicia e Germania Magna sotto Augusto (30 a.C.-9 d.C.)

Le popolazioni germaniche avevano più volte tentato di passare il Reno con grave danno per le province galliche: nel 38 a.C. (anno in cui gli alleati germani, Ubi, furono trasferiti in territorio romano), nel 29 a.C. da parte dei Suebi e nel 17 a.C. ad opera di Sigambri e dei loro alleati Tencteri ed Usipeti (in questo caso causando la sconfitta del proconsole Marco Lollio e la perdita delle insegne legionarie della legio V Alaudae). Augusto recatosi in Gallia nel 16 a.C. insieme al figlio adottivo, Tiberio, ritenne fosse giunto il momento di annettere la Germania, come aveva fatto suo padre adottivo, Gaio Giulio Cesare con la Gallia. Desiderava spingere i confini dell'Impero romano più ad est, spostandoli dal fiume Reno fino al fiume Elba. Prima però fu necessario occupare tutti i territori alpini, della Vindelicia e Rezia, con una serie di campagne militari (dal 26 all'8 a.C.) condotte anche dagli stessi figliastri dell'imperatore, Tiberio e Druso maggiore.

Così, dopo la morte di Marco Vipsanio Agrippa, il comando delle operazioni fu affidato, prima al secondo figliastro dell'imperatore Augusto, Druso maggiore, poi al fratello maggiore di Druso, Tiberio. A loro il difficile compito di sottomettere le popolazioni dell'intera Germania. Le armate romane percorsero i territori della Germania libera partendo dai castra principali di Castra Vetera e Mogontiacum. E dopo un'iniziale sottomissione di tutti i territori germanici e loro costituzione in provincia romana (con esclusione della sola Boemia dei Marcomanni di Maroboduo), furono sconfitti e cacciati in modo irreparabile e definitivo nel 9. Tre intere legioni furono distrutte nella selva di Teutoburgo, il limes fu ritirato ancora una volta ad ovest del fiume Reno, mentre le due zone delle future province di Germania inferiore e superiore (dall'85/90 circa) andarono a costituire importanti aree militarizzate a difesa di questo tratto di frontiera.

Da Germanico alla rivolta dei Batavi (14-70)

Tutta la zona tra il Reno e l'Elba era andata definitivamente perduta e neppure le azioni intraprese da Tiberio negli anni 10-11, poterono ripristinare quanto era stato così faticosamente conquistato in vent'anni di campagne militari precedenti.Cassio Dione, Storia romana, LVI, 24.6; LVI 25.2-3. Il confine naturale sarebbe tornato definitivamente al fiume Reno, e nessun altro imperatore avrebbe tentato una nuova impresa tanto difficile e dispendiosa, come aveva provato Augusto durante questo ventennio.

Vi fu un nuovo tentativo pochi anni più tardi da parte del figlio di Druso, Germanico, più che altro volto a vendicare l'onore di Roma, ma nulla di più (nel 14-16). Tiberio, infatti, malgrado le aspettative del giovane generale, ritenne di rinunciare a nuovi piani di conquista di quei territori, poiché la Germania, era risultata una terra selvaggia e primitiva, inospitale, ricoperta da immense paludi e fitte foreste, con limitate risorse naturali (a quel tempo conosciute) e, quindi, non particolarmente appetibile da un punto di vista economico. Tiberio decise, pertanto, di sospendere ogni attività militare oltre il Reno, lasciando che fossero le stesse popolazioni germaniche a sbrigarsela, combattendosi tra loro.

Con la fine del regno di Nerone e la guerra civile scatenata per la sua successione, lungo il basso corso del Reno, alcune unità ausiliarie germaniche, i Batavi si ribellavano e cercavano l'indipendenza. La rivolta fu soffocata nel sangue dalle legioni delle province di Germania inferiore e superiore.

I Flavi (70-96)

Un legato della Germania Superiore, un certo Gneo Pinario Cornelio Clemente ricevette le insegne trionfali per imprese vittoriose in Germania nel 74, ed una pietra miliare trovata ad Offenburg, poco ad est del Reno, attesta la costruzione di una via che da Argentoratae conduceva alla Rezia. Fu solo sotto Domiziano che furono acquisiti nuovi territori, tra le alte valli di Reno e Danubio, a seguito delle campagne condotte dai suoi generali negli anni 83-85 (i cosiddetti Agri Decumates), tanto da determinare la necessità di creare due nuove province attorno all'85/90: la Germania inferiore e quella superiore.

Fine del II secolo / prima metà del III secolo: le prime invasioni germaniche

Il legatus legionis di Mogontiacum (Magonza), Didio Giuliano (futuro imperatore), riuscì a respingere una nuova incursione di Catti (forse alleati con gli Ermunduri), mentre i Cauci portavano devastazione lungo il litorale della Gallia Belgica e della Germania inferiore (negli anni 170-172, durante il secondo grande conflitto con le popolazioni suebo-sarmatiche).

Con l'inizio del III secolo gli sfondamenti del limes germanico-retico andarono sempre più intensificandosi a partire dall'inizio del secondo decennio come mostra qui sotto la cronologia degli eventi:

212 Dopo circa quarant'anni di assenza di invasioni lungo il tratto di limes in questione, i Catti germanici tornarono a premere lungo i confini della provincia, mentre, per la prima volta, furono menzionati gli Alemanni, nel Wetterau. L'anno seguente Caracalla, giunto nella primavera di quell'anno lungo il limes germanico-retico, condusse una campagna contro le popolazioni germaniche, sconfiggendo prima i Catti lungo il fiume Meno, poi gli Alemanni nella zona che va dalla Rezia all'altopiano della Svevia. In seguito a queste vittorie il giovane imperatore assunse l'appellativo di Germanicus maximus (6 ottobreSouthern, p. 209.Historia Augusta - Caracalla, 5.6.; riformulato in "Alemannicus" dalla storiografia posterioreHistoria Augusta - Caracalla, 10.6.). Tuttavia, pare che avesse comprato la pace con i barbari, come suggerisce Cassio Dione.Cassio Dione, Storia romana, LXXVIII, 14.

233 Una ventina di anni più tardi il limes germanico-retico, furono attaccati pesantemente dagli Alemanni. La difesa di questo tratto di limes potrebbe essere stata affidata proprio al futuro imperatore Pupieno, che anche questa volta riportò un successo contro i barbari. Notevoli sono le testimonianze archeologiche delle distruzioni riportate in queste province nel corso delle incursioni, da Castra Regina a Pfünz fino a Treveri.Géza Alföldy, Noricum, p. 148; Giuseppe Dobiaš, VII, p. 28; Southern, p. 211-212.

234-235 Alessandro Severo, partito da Roma per il fronte settentrionaleHistoria Augusta - Alessandro Severo, 59.1. dopo aver arruolato numerose nuove truppe ausiliarie (tra cui Armeni, Osroeni e perfino Parti,Historia Augusta - Alessandro Severo, 61.8.) riuscì a respingere le incursioni degli Alemanni, che avevano sfondato il fronte degli Agri Decumates. L'imperatore però commise l'errore di voler concludere con i Germani un trattato di pace, offrendo loro grandi somme di denaro: questo atteggiamento fu accolto male dal suo esercito che, sotto la guida del generale Massimino il Trace, si ribellò e trucidò Alessandro e la madre presso la sede del governatore della Germania superior, Mogontiacum. Poco dopo le legioni proclamarono il nuovo imperatore romano nello stesso Massimino.Erodiano, Storia dell'Impero dopo Marco Aurelio, VI.8-9; Historia Augusta - Alessandro Severo, 59.7; Historia Augusta - I due Massimini, 7.4.