È ritenuto uno degli stranieri più forti ad avere militato in NBA, oltre che il cestista spagnolo più forte di sempre. Ha partecipato a 6 All-Star Game, ha fatto parte per 4 volte dell'All-NBA Team e ha vinto 2 titoli NBA con i Los Angeles Lakers. Gasol è stato il primo giocatore dei Memphis Grizzlies (oltre che spagnolo) a partecipare all'All-Star Game, oltre a detenere il record della franchigia del Tennessee per percentuale di tiri dal campo segnati. È uno dei 4 giocatori ad avere realizzato in NBA almeno 20.000 punti, 10.000 rimbalzi, 3.500 assist e 1.500 stoppate, insieme a Kareem Abdul-Jabbar, Tim Duncan e Kevin Garnett, oltre che tra i 50 migliori realizzatori nella storia della lega.

Con la Nazionale spagnola ha partecipato a tanti tornei vincendo 1 Mondiale (2006, di cui è stato MVP) e 3 Europei (2009, 2011 e 2015), oltre ad avere ottenuto 2 argenti (2008, 2012) e 1 bronzo (2016) alle Olimpiadi. Inoltre è il cestista europeo ad avere ottenuto più medaglie e ad avere segnato più punti nella storia di Eurobasket. Ha fatto da portabandiera della Spagna in occasione delle Olimpiadi 2012. È ambasciatore dell'UNICEF dal 2003 e ha creato l'associazione benefica Gasol Foundation. Il suo impegno nel sociale nel 2012 gli ha fatto vincere il J. Walter Kennedy Citizenship Award e l'NBA Community Assist Award.

Nel 2023 è stato inserito fra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. Il 18 maggio 2025 è inserito nella Fiba Hall of Fame.

Biografia Nato da Agustí Gasol e Marisa Sáez, rispettivamente infermiere e medica internista, ha due fratelli minori di nome Marc e Adriá che sono cestisti professionisti. Ha studiato medicina all'Università di Barcellona, ma ha interrotto gli studi per giocare in NBA.

Il 6 settembre 2018 ha pubblicato un libro intitolato Bajo el Aro: Aprender del éxito y del fracaso sulla sua carriera cestistica. Ha anche scritto la prefazione del libro dell'ex compagno di squadra e amico Kobe Bryant, uscito nel novembre 2018 e intitolato The Mamba Mentality..

Nel luglio 2019 ha sposato Catherine McDonnel. La coppia ha una figlia, Elisabet Gianna, nata il 12 settembre 2020; il secondo nome della figlia è in onore di Gianna Bryant, figlia di Kobe Bryant, morta nello stesso incidente del padre, e la sua madrina è Vanessa Bryant, vedova dell'ex compagno di squadra di Gasol.

Caratteristiche tecniche Gasol può giocare sia da ala grande che da centro, è un ottimo rimbalzista, sia difensivo che offensivo, ed è dotato di un eccellente tiro dalla media distanza. È anche un buon passatore, oltre che un giocatore molto abile in post basso, negli isolamenti e in pick & roll. Ai San Antonio Spurs ha aggiunto anche il tiro da 3 al suo repertorio. Queste sue caratteristiche gli hanno consentito spesso di mettere a referto "doppie doppie": ne ha realizzate oltre 550. Il suo ex compagno di squadra Kobe Bryant lo ha definito uno dei suoi migliori compagni di squadra.

Carriera Barcellona Iniziò a giocare a pallacanestro nelle categorie scolastiche a scuola, e da lì si unì al Cornellà. Al Cornellà, in quanto era alto 185 cm, giocava da playmaker. Nel 1997 Gasol si trasferì al Barcellona, con cui esordì nella Liga ACB spagnola nel 1999, precisamente il 17 gennaio contro il Cáceres. La sua affermazione partì nel 2000 con l'infortunio del veterano ex-NBA Rony Seikaly, che lo trasformò ad appena 19 anni nel leader della squadra.

Per farlo coesistere con Seikaly ed Elson, l'allora allenatore del Barcellona Aíto tentò di farlo giocare da ala piccola ma senza successo.. Giocò per i catalani fino al 2001, realizzando una media di 11,3 punti a partita. Lo stesso anno vinse il premio di MVP della Liga ACB. Anche in Eurolega Gasol fornì ottime prestazioni, ma non poté giocare la top 16 contro Treviso a causa di un'appendicite. La sua assenza si fece sentire, ed i catalani vennero eliminati dai veneti.

NBA Memphis Grizzlies (2001-2008) Il 27 giugno 2001, durante il Draft NBA di New York, Gasol fu la 3ª scelta assoluta, diventando così il secondo spagnolo a giocare nell'NBA dopo Fernando Martín (24 presenze nel 1987-88), senza includere il naturalizzato Johnny Rogers; gli Atlanta Hawks però decisero di scambiarlo, assieme a Lorenzen Wright e Brevin Knight, per Shareef Abdur-Rahim, portando così lo spagnolo a giocare per i Memphis Grizzlies. Prima di Yao Ming (1º scelta assoluta al Draft 2002) fu il giocatore non statunitense scelto più in alto in assoluto al Draft. Gasol divenne subito un punto fermo, tanto che in marzo venne anche eletto rookie del mese, diventando il primo europeo a riuscirci. Al termine della sua prima stagione nella lega professionistica nordamericana di basket Gasol ricevette il NBA Rookie of the Year Award. ed entrò (insieme al compagno di squadra Shane Battier) nell'All-Rookie First Team dopo avere tenuto 17,6 punti e 8,9 rimbalzi di media a partita in 82 partite disputate.

L'anno successivo rigiocò tutte le partite (82) e migliorò la media punti arrivando a 19 e tenne anche 8,8 rimbalzi a partita.

Nella stagione 2003-2004 terminò con 17,7 punti di media arrivando a giocare per la prima volta in carriera i playoffs (i primi nella storia della franchigia), in cui I Grizzlies vennero eliminati al 1º turno dai San Antonio Spurs.

Stessa sorte gli toccò l'anno successivo quando, dopo avere tenuto 17,8 punti e 7,3 rimbalzi di media, i Grizzlies vennero eliminati nuovamente questa volta dai Phoenix Suns, nonostante lui avesse tenuto di media 21,3 punti nella serie.

Nel 2005-2006 invece giocò il suo primo NBA All-Star Game, diventando il primo spagnolo a riuscirci, oltre che il primo giocatore dei Grizzlies a venire convocato a tale evento. Il 22 marzo 2006 mise a referto la sua prima tripla doppia in NBA con 21 punti, 12 assist e 12 rimbalzi nel vittorioso 99-74 contro i Seattle SuperSonics. Dopo avere tenuto di media 20,4 punti, 8,9 rimbalzi e 4,6 assist (suo massimo) fece riandare la squadra ai playoffs, dove ancora una volta andò oltre i 20 punti di media (20,3 per l'esattezza) ma la squadra uscì in 4 gare (contro Dallas questa volta).

La stagione dopo, l'8 marzo 2007, sorpassò Shareef Abdur-Rahim, nella sconfitta contro i Toronto Raptors per 94-87 dei connazionali José Calderón e Jorge Garbajosa, diventando il migliore scorer nella storia dei Grizzlies. Verrà successivamente superato dal fratello Marc, Mike Conley e Zach Randolph. Tuttavia la stagione fu buona dal punto di vista individuale in quanto tenne 20,8 punti di media (massimo in carriera), ma meno da quello di squadra in quanto non raggiunse i playoffs.

L'anno successivo iniziarono a circolare delle indiscrezioni su una sua possibile cessione. La cessione avvenne comunque in febbraio dopo che lui tenne di media 18,9 punti e 8,8 rimbalzi in 39 partite.

In 6 stagioni e mezzo a Memphis mise a referto 8.966 punti (18,8 la media), 4.096 rimbalzi (8,6) e 1.473 assist (3,2).

Los Angeles Lakers (2008-2014)

Il 1º febbraio 2008 i Los Angeles Lakers si assicurarono Gasol in un grosso scambio che portò a Memphis Kwame Brown, Javaris Crittenton e Aaron McKie. Il team del Tennessee, che perse così la sua stella, ottenne inoltre i diritti per Marc Gasol (fratello di Pau), il quale, pur scelto al Draft 2007 dai californiani, giocò ancora in terra iberica nell'Akasvayu Girona (arrivò a Memphis la stagione successiva), e la prima scelta di Los Angeles nei Draft 2008 e 2010.

Con Gasol in quintetto base i Lakers viaggiarono a 22 partite vinte e solo 4 perse, e lui ebbe un ruolo chiave in questo, inserendosi sin da subito nell'attacco triangolo di Phil Jackson. Alla fine i giallo-viola conclusero la RS in testa alla Western Conference con un record complessivo di 57 vittorie e 25 sconfitte. con Gasol che tenne di media 18,8 punti e 7,8 rimbalzi a partita in 27 gare.

Nella prima vittoria casalinga dei Lakers sui Denver Nuggets, Gasol finì con un ottimo bottino di 36 punti, 16 rimbalzi e 8 assist, insieme a 3 stoppate, vincendo così la prima gara di playoffs della sua carriera in quanto con i Grizzlies non riuscì mai a vincere una gara in post-season. Quando i Lakers chiusero la serie sul 4-0, per Gasol, alla sua quarta partecipazione ai playoffs, si trattò del primo passaggio di turno per lui in carriera (primo cestista spagnolo a riuscirvi). Gasol riuscì a condurre i Lakers alle finali di Conference dopo aver sconfitto gli Utah Jazz al secondo turno, contribuendo con 17 punti e 13 rimbalzi in gara 6, a portare i gialloviola alla loro prima finale di Conference dal 2004. Il 31 maggio raccolse 19 rimbalzi riuscendo a superare i San Antonio Spurs e guadagnandosi così la sua prima finale NBA e diventando il primo spagnolo ad arrivare in finale. In finale i lacustri persero contro i Boston Celtics per 4-2, e Gasol patì (nonostante una doppia doppia di media da 14,7 punti e 10,2 rimbalzi) il confronto con Kevin Garnett.

Dopo aver chiuso la stagione regolare con 18,9 punti, 9,6 rimbalzi, 3,5 assist e 1 stoppata a partita, il 14 giugno 2009 vinse il suo primo anello dopo la vittoria per 4-1 dei Lakers sugli Orlando Magic,. e fu il primo spagnolo a vincere l'anello nella storia dell'NBA. Nel corso dei playoffs complessivamente registrò una doppia doppia di media (18,5 punti e 10,8 rimbalzi a partita), affermandosi come seconda stella della squadra dopo l'MVP della finale Kobe Bryant. Entrò nell'All-NBA Team (il terzo) per la prima volta in carriera.

La stagione 2009-2010 vide lo spagnolo di nuovo protagonista ai massimi livelli con la maglia giallo-viola. Dopo aver chiuso la stagione regolare con una media di 18,3 punti, 11,3 rimbalzi, 3,4 assist e 1,7 stoppate a partita, guidò i gialloviola alla vittoria del 2º titolo consecutivo (il cosiddetto back to back) permettendo alla squadra californiana di prendersi la rivincita sui Boston Celtics. Nella decisiva gara-7 delle finali dei play-off ad una manciata di secondi dalla fine, fu autore dei 2 punti e dei 2 rimbalzi decisivi. Con 19 punti e 18 rimbalzi complessivi in gara-7, diede un netto contributo alla vittoria della squadra, così come in tutta la serie, riscattando le deludenti Finals 2008.

Kobe Bryant elogiò pubblicamente le prestazioni di Gasol con la maglia dei Lakers, riconoscendogli un ruolo fondamentale nella conquista dei due titoli consecutivi.

Nella stagione successiva i gialloviola non si confermarono e, dopo avere battuto a fatica i New Orleans Hornets al primo turno,. vennero eliminati con un 4-0 al secondo turno contro i Dallas Mavericks, con Gasol che tenne di media 13,1 punti di media sfoggiando prestazioni deludenti.Dopo i pessimi playoff 2011 Phil Jackson lasciò i Lakers e venne rimpiazzato da Mike Brown. Il 9 dicembre 2011 venne annullata una trade a 3 squadre che avrebbe dovuto portare Chris Paul dai New Orleans Hornets ai Lakers con Gasol che avrebbe dovuto andare agli Houston Rockets. Gasol rimase e non risentì di queste voci dal punto di vista psicologico, ma nei playoffs tenne di media 12,5 punti e i californiani riuscirono al 2º turno, questa volta contro OKC.

Per tentare di rivincere l'anello in estate i Lakers acquistarono Steve Nash e Dwight Howard; tuttavia la stagione partì male per i gialloviola che, dopo un record di 1-4 alla 5ª partita, esonerarono Brown e lo rimpiazzarono con Mike D'Antoni. Il catalano ebbe molti problemi a integrarsi col gioco di D'Antoni, e questo, unito all'infortunio di Kobe Bryant e a una chimica di squadra non ottimale, non giovò ai lacustri che vennero eliminati malamente al primo turno dai San Antonio Spurs per 4-0.

L'anno successivo fu ancora peggiore per la franchigia: Howard lasciò i Lakers, D'Antoni rimase sulla panchina e Gasol continuò ad avere problemi a inserirsi nei suoi schemi offensivi e Bryant e Nash vennero condizionati dai problemi fisici. Tutte questo portò i lacustri fuori dai playoffs e a fine anno Gasol, che si sentì mancato di rispetto dalla dirigenza dei gialloviola, decise di lasciare LA.

Chicago Bulls (2014-2016)