La tomba romana del Carmine è un edificio funerario monumentale di epoca romana databile alla seconda metà del II secolo d.C. e situato a Catania all'interno dell'ex Convento del CarmineIl convento era uno dei più grandi edifici religiosi di Catania; fu intitolato dai frati carmelitani alla Vergine Maria Santissima Annunziata e comunemente detto del Carmine. I religiosi avevano ricostruito tale edificio all'indomani del Terremoto del Val di Noto del 1693. Occupato già in parte da reparti borbonici, passò fra le proprietà demaniali e fu definitivamente impiegato come caserma per le truppe del nascente Regno d'Italia dopo le apposite leggi eversive del 1866., oggi sede del Centro Documentale Esercito di Catania "Antonio Santangelo Fulci".La caserma, che oggi è la sede del Centro documentale Esercito di Catania (ex distretto militare), è intitolata, dal 30 novembre 1951, al sottotenente, medaglia d'oro della Seconda Guerra Mondiale, Antonio Santangelo Fulci. Tuttavia, anche in recenti pubblicazioni di carattere archeologico, la caserma viene ancora indicata con la vecchia denominazione “Lucchesi Palli”.

Si tratta del più grande monumento funerario della Catania romana. Nella bibliografia è alle volte erroneamente indicato come "la tomba di Stesicoro".

Inquadramento topografico La tomba fu edificata nella zona immediatamente a nord-est dell'antica città, o meglio a nord-est dei resti dell'Anfiteatro romano di Catania (metà del II secolo d.C.)Wilson 1996, p. 167, “una data che risale agli Antonini è una possibilità”; Wilson 1990, p. 87; e concorda Belvedere, pp. 371-373; opinione contrastante è quella di Filippo Coarelli che lo data diversamente, cfr. Coarelli, p.334, “La realizzazione, comunque, è dell'inizio dell'età imperiale”. il quale, a sua volta, fu costruito all'estremo limite nord della città. La sua collocazione appare del tutto canonica; cioè la costruzione si trovava appena fuori dalla città posta lungo la principale via che collegava Catania con Acis (probabilmente nella zona dell'odierna Acireale) e che proseguiva verso Messina. A conferma di ciò, nell'area di Piazza Stesicoro viene localizzata da sempre un'antica porta della città chiamata principalmente Porta di Aci. Inoltre a nord e ad est dell'anfiteatro, l'indagine archeologica, nel XIX e XX secolo, ha messo in luce numerose aree di sepoltura individuando e datando sia necropoli già in uso in epoca greca, sia necropoli di epoche più tarde. Come ben sappiamo nell'antichità esse nascevano per l'appunto a ridosso dell'abitato, fuori dalle mura cittadine e lungo le principali vie di comunicazione.

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