Biografia

Nato a Palermo nel marzo del 1911, è noto soprattutto per aver collaborato con le forze germaniche dopo l'occupazione dell'isola di Coo nell'ottobre 1943, evento al quale seguì l'eccidio di Coo. A seguito dell'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, che sanciva la cessazione delle ostilità tra l'Italia e gli anglo-americani, poco meno di soldati britannici sbarcarono sull'isola per aiutare i circa soldati italiani a difendere il territorio da una possibile invasione tedesca.

Battaglia di Coo Il 3 ottobre la 22ª divisione aviotrasportata tedesca, guidata dal generale Friedrich-Wilhelm Müller, mise in atto l'operazione Eisbär (orso polare) sbarcando, dal mare e dall'aria, in tre punti diversi dell'isola. Durante lo scontro, a causa del mancato coordinamento tra italiani e britannici, la RAF non riuscì a fornire copertura aerea e la scarsa attività contraerea permise alla Luftwaffe di agire incontrastata.

Passaggio ai tedeschi

Il capitano Nasca era comandante della 62ª batteria di artiglieria, nei pressi dell'aeroporto di Antimachia quando, di fronte all'avanzare dei reparti avversari, rifiutò di aprire il fuoco e sventolò la bandiera del Terzo Reich. Passato di fatto ai tedeschi, Nasca dapprima ordinò ai suoi uomini di sparare sui connazionali; poi, davanti al netto rifiuto dei sottoposti e con l'aiuto del sottotenente Pierraymond, rivolse il cannone contro gli italiani.. I combattimenti del 3 e 4 ottobre inflissero pesanti perdite agli inglesi e agli italiani; il 4 ottobre l'isola poté dirsi in mano tedesca. Numerosi i prigionieri: britannici e italiani. Il 5 ottobre, 103 ufficiali del 10º Reggimento fanteria "Regina", sotto il comando del colonnello Felice Leggio, furono sottoposti ad un veloce processo sommario e successivamente fucilati dai militari della Wehrmacht.

Dopoguerra

Scarse le informazioni su Camillo Nasca nell'immediato dopoguerra. Nel suo Manuale sentimentale dell'isola di Kos: (ovvero come trovare il paradiso) l'autore, Diego Zandel, parla di una degradazione, mentre un'altra fonte indica una presunta prigionia ad Algeri e il ritorno in Italia, nel maggio 1946. Fu processato per tradimento in Italia nel 1947 e condannato a 16 anni di carcere, ma l'anno successivo fu rilasciato in libertà vigilata.Gianfranco Perri, Nell’ottobre di 79 anni fa l’eccidio di Kos, il 7 Magazine, ottobre 2022. Sono ignoti l'anno e la causa della morte.

Note

Bibliografia Isabella Insolvibile, Kos 1943-1948: la strage, la storia, Edizioni scientifiche italiane, 2010 Franco Giustolisi, L'Armadio della Vergogna, Nutrimenti, 2004 Giovanni Pietro Liuzzi, Lieta Zanatta, Operazione Lisia. Alla ricerca degli ufficiali italiani caduti a Kos, 6 ottobre 1943, YoucanPrint, 2016

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