Il è il periodo di storia giapponese che va da circa il 10000 a.C. fino al 300 a.C. Con "Jōmon" ci si riferisce al popolo e alla cultura giapponese di quell'epoca; occorre comunque tener ben presente che, data la vastità del periodo temporale coperto, non sono esistiti un popolo e una cultura "Jōmon" monolitici, quanto piuttosto più popoli e culture accomunati dall'uso di certe tecniche (in particolare dalla tecnica di produzione di vasellame).
Le ceramiche ritrovate in alcuni siti archeologici del Giappone, in particolare Odayamamaoto n1 Iseki, datate con la tecnica AMS (Spettrometria di massa con acceleratore) risalgono a 16.500 anni fa. Questa datazione sposta il periodo Jōmon ben più indietro nel tempo.
I popoli di cultura Jōmon non erano semplici cacciatori-raccoglitori: Tsukuda ad esempio cita i ritrovamenti archeologici di Itazuke, sull'isola di Kyūshū. Secondo questi ritrovamenti, 3.200 anni fa, (quindi centinaia di anni prima dell'invasione degli Yayoi) a Itazuke esistevano già delle risaie.
Queste scoperte dimostrano che la cultura Jōmon conosceva già l'agricoltura.
Origine del nome Il termine «Jōmon» è una traduzione in giapponese del termine inglese cord-marked («segnato dalle corde») e si riferisce ai motivi con cui era decorato la maggior parte del vasellame di argilla tipico di questo periodo, che veniva creato utilizzando corde o bastoni con corde avvolti intorno ad essi. Il termine è stato introdotto nel 1879 da Edward Sylvester Morse, studioso statunitense e professore di zoologia presso l'Università di Tokyo, che nel libro Shell Mounds of Omori descrisse i ritrovamenti del kaizuka («cumuli di conchiglie» - resti degli scarti, principalmente conchiglie, di insediamenti preistorici) di Omori (da lui scoperto due anni prima).
Il popolo Jōmon produsse vasellame e figure d'argilla decorati con disegni ottenuti imprimendo nell'argilla umida bastoncini, corde intrecciate o non intrecciate con una sofisticazione in continua crescita. Le decorazioni a corda, pur avendo una funzione decorativa, avevano in realtà anche la funzione pratica di impedire la formazione di crepe sul vaso quando veniva posto sul fuoco. In generale il vasellame di questo periodo viene detto .
Suddivisione dei periodi Jōmon Il periodo Jōmon viene ulteriormente suddiviso in sei sottoperiodi (a loro volta ulteriormente suddivisi) e caratterizzati dalla tipologia del vasellame prodotto, le date sono da considerare in maniera indicativa, dato che non esiste un preciso accordo tra gli archeologi e che i periodi sono identificati dal tipo di vasellame prodotto. Jōmon Incipiente (10000 - 7500 a.C.): suddiviso in Linear applique, Nail impression, Cord impression e Muroya inferiore Jōmon Iniziale (7500 - 4000 a.C.): suddiviso in Igusa, Inaridai, Mito, Tado inferiore, Tado superiore, Shiboguchi e Kayama. Primo Jōmon (4000 - 3000 a.C.): suddiviso in Hanazumi, Sekiyama, Kurohama, Moroiso A, Moroiso B e Juusanbodai. Medio Jōmon (3000 - 2000 a.C.): suddiviso in Katsusaka/Otamadai, Kasori E1 e Kasori E2 Tardo Jōmon (2000 - 1000 a.C.): suddiviso in Horinouchi, Kasori B1, Kasori B2e Angyo 1 Jōmon Finale (1000 - 400 a.C.): suddiviso in Angyo 2 e Angyo 3
Jōmon Incipiente
Circa dal 10000 al 7500 a.C.: condizioni di vita più stabili fecero sorgere nel periodo intorno al 10000 a.C. una cultura mesolitica, o - come argomentano alcuni studiosi - neolitica. I membri dell'eterogenea cultura Jōmon sono forse i distanti antenati degli Ainu, il popolo aborigeno del Giappone moderno.
Secondo le prove archeologiche, il popolo Jōmon creò i primi esemplari di vasellame al mondo, datati a circa l'XI millennio a.C. (ritrovamenti del sito di Odai-Yamato), così come i primi manufatti in pietra levigata. L'antichità di questi esemplari venne stabilita per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale mediante il metodo di datazione del carbonio 14.«I primi esemplari di vasellame, il tipo "linear applique" venne identificato mediante il metodo del carbonio 14, applicato a campioni di materiale carbonizzato circa 12500 ± 350 anni prima dell'epoca presente» (Prehistoric Japan: New Perspective on Insular East Asia, Keiji Imamura)
La produzione di vasellame tipicamente implica un qualche tipo di vita sedentaria, poiché il vasellame è molto fragile e pertanto inutile ad una società di cacciatori-raccoglitori in costante movimento. Pertanto gli Jōmon furono probabilmente la prima popolazione sedentaria o perlomeno semisedentaria del mondo. A causa di ciò le prime forme di agricoltura sono a volte attribuite al Giappone (Ingpen & Wilkinson) nel 10000 a.C., duemila anni prima della loro diffusione nel Medioriente.
I più antichi esemplari di vasellame ritrovato sono privi di decorazioni (mumon) successivamente compaiono vasellami con decorazioni in successione bean applique (toryumon), linear applique (ryukisenmon) e simili a unghie (tsumegatamon). Per la fine del periodo compare un quinto tipo di decorazione (oatsu), quest'ultima ha segni di corda su tutta la superficie e una base piatta con un bordo spesso (a differenza della base appuntita o arrotondata dei tipi precedenti). La tecnologia di produzione del vasellame non è comunque ancora ben sviluppata, non si ritrova in tutti i siti del Jōmon Incipiente e quelli ritrovati non sono solitamente di buona fattura.
La caccia è la principale fonte di cibo e i siti sono stati ritrovati in corrispondenza di caverne.
Jōmon Iniziale Circa dal 7500 al 4000 a.C. Cominciano a comparire siti con case in legno costruite su fosse poco profonde. Inizia lo sfruttamento delle risorse marine (i primi ritrovamenti di cumuli di conchiglie risalgono a questo periodo).
Primo Jōmon Circa dal 4000 al 3000 a.C. Nel Primo Jōmon, grazie ad un clima lievemente più caldo aumenta la popolazione. Il livello dei mari è più alto di 2-3 metri di quello odierno, pertanto la linea costiera si spingeva più all'interno. I villaggi assumono una natura maggiormente a lungo termine, aumentano le dimensioni delle case e delle staccionate, anche se pare che venissero occupate stagionalmente. Il vasellame diventa più elaborato e compaiono stili regionali. La maggior parte ha un fondo piatto.
Medio Jōmon
Dal 3000 al 2000 a.C. circa.
Grazie al periodo di clima favorevole iniziato nel periodo precedente la cultura Jōmon raggiunge il suo apice, a questo periodo risalgono gli insediamenti più grandi ritrovati e molti tipi elaborati di vasellame. Non è certo che gli insediamenti fossero occupati tutto l'anno o solo su base stagionale (alternando la residenza nelle montagne nei mesi estivi e autunnali con le pianure nell'inverno e primavera).
Al periodo Jōmon Medio appartengono i pezzi più appariscenti e barocchi, grazie all'affinamento della tecnica vengono prodotti vasi con orli sporgenti e grandemente decorati, decorazioni in rilievo, forme sinuose che rappresentano fiamme. Il vasellame che presenta questo tipo di orli viene detto suien doki (水煙土器) - suien significa «spumeggiante» (perché ricorda gli spruzzi delle onde che si infrangono a riva) oppure kaengata doki (火焔型土器), in cui kaengata significa a «forma di fiamma». A causa di questi stili elaborati si è ipotizzato che avessero un significato simbolico o rituale.
Molti elementi della cultura giapponese risalgono a questo periodo e riflettono un'immigrazione mista dall'Asia continentale, settentrionale e dalle zone meridionali dell'Oceano pacifico. Tra questi elementi ci sono la mitologia Shintoista, i costumi matrimoniali, gli archetipi architettonici e sviluppi tecnologici come la laccatura, la tessitura, la metallurgia e la produzione del vetro.
Tardo Jōmon e Jōmon Finale Il numero di insediamenti e la popolazione declina bruscamente. Studi recenti suggeriscono che il brusco calo demografico nel tardo e finale periodo Jōmon fu legato a una combinazione di raffreddamento climatico, cambiamenti nelle foreste (da zone sempreverdi a conifere), riduzione delle risorse vegetali e marine, e stress nutrizionali evidenziati da indicatori come carie dentali e ipoplasia dello smalto. Aumenta l'attività rituale e in tutto il Giappone diventano più numerosi i siti di sepolture e vengono ritrovati molti manufatti rituali (bastoni, falli in pietra e statuette). Anche se l'incisione e la scultura di statutette in forme decorative era popolare nel Medio Jōmon ritorna l'uso delle decorazioni a corda, ma in questo caso porzioni delle decorazioni dopo essere state applicate vengono rimosse e la superficie lisciata. Viene sviluppata la tecnica di cottura del vasellame in un'atmosfera riducente.
Mentre ci sono evidenze dello sviluppo dell'agricoltura durante lo Jōmon Finale, il suo impatto sulla popolazione è minimo: le piante coltivate sono solo un'integrazione della dieta, mentre la maggior parte del cibo proviene dalla caccia e dalla raccolta. Lo sviluppo dell'agricoltura (con la diffusione della coltivazione del riso) segnerà il successivo Periodo Yayoi.
Fonti di sussistenza All'inizio del periodo Jōmon le principali fonti di sussistenza sono la raccolta, la caccia e la pesca. Alla fine del periodo comincerà a diffondersi l'agricoltura. Raccolta L'arcipelago giapponese offre diversi tipi di piante commestibili, più circa un centinaio di funghi. La loro disponibilità dipende però dal periodo stagionale. Nei siti Jomon sono stati ritrovati finora circa una cinquantina di specie di piante diverse, in gran parte noci, nocciole, castagne, castagne d'India, ma anche resti di grano saraceno, felci, zucche, ofioglosso comune e funghi. Bisogna tener presente però che il terreno acido del Giappone non si presta alla conservazione dei resti di materiali organici. A partire dal Medio Jōmon cominciò a svilupparsi una forma rudimentale di agricoltura e orticoltura: sono state ritrovate indicazioni in alcuni siti della coltivazione intenzionale di alberi di castagne. Nei siti della prefettura di Nagano sono stati ritrovati attrezzi in pietra utilizzati per scavare tuberi e radici: dato che questa regione è coperta da dense foreste, si è ipotizzato che venissero tagliate delle radure per permettere loro di crescere meglio.
Caccia Le specie più cacciate erano il cinghiale (tutto l'anno) e il cervo (in primavera). Venivano anche cacciati animali di dimensioni minori (come scoiattoli volanti, volpi, scimmie e conigli). La caccia veniva effettuata con arco e frecce, oppure utilizzando trappole. Le trappole sono state molto utilizzate nel Jomon Incipiente (ma apparentemente in maniera poco organizzata) e man mano sempre meno (ma sono stati ritrovati resti di quelle che probabilmente erano staccionate usate per guidare la selvaggina fino alla trappola).
L'unico animale domestico pare che sia stato il cane, usato probabilmente nella caccia. Era un importante membro della società e sono state ritrovate numerose tombe di cani.
Pesca Soprattutto nelle regioni del Kantō e dell'Hokkaidō sono stati ritrovati grandi cumuli di conchiglie, gli scarti della pulitura dei molluschi pescati. L'analisi dei resti indica che la maggior parte dei molluschi veniva pescata in primavera. A causa della grandi dimensioni di alcuni mucchi si è ipotizzato che ci potesse essere un commercio in carne di mollusco. Sono stati anche ritrovati ossi di tonno, salmone, testuggini, foche e delfini, così come ami d'osso, punte d'arpione dentellate, resti di reti e pesi per le reti.
Kaizuka I sono mucchi di scarti lasciati da insediamenti preistorici, in questo caso cumuli di gusci e di residui di conchiglie, nelle cui vicinanze si sono ritrovati oggetti d'uso domestico, manufatti in pietra, ossa di cacciagione (cervi e cinghiali) e i primi vasi in ceramica. Il primo Kaizuka fu scoperto da Morse nel 1877.
Dogū