La galinsoga ispida (Galinsoga quadriradiata Ruiz & Pav., 1798) è una pianta erbacea infestante appartenente alla famiglia delle Asteracee.
Etimologia L'etimologia del nome generico (Galinsoga) deriva dal medico spagnolo Mariano Martinez de Galinsoga (1766-1797), medico a Madrid e Soprintendente per il Giardino Botanico di Madrid; mentre
Descrizione Portamento
Sono piante basse, la cui altezza arriva al massimo a 1 – 5 dm. La forma biologica della specie è terofita scaposa (T scap); ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme; sono inoltre munite di asse fiorale eretto, spesso con poche foglie. Queste Asteraceae sono senza latice e risultano più robuste delle specie simili Galinsoga parviflora. Radici Le radici sono del tipo fascicolato. Fusto
Parte ipogea: la parte sotterranea è fittonante. Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, striata e molto ramosa. La porzione più alta e cosparsa di peli ghiandolari patenti.
Foglie
Le foglie, picciolate, sono disposte in modo opposto. La lamina è intera a forma rombico-lanceolata (o anche ovata) con margine grossolanamente dentato, apice acuminato, consistenza ruvida e superficie pubescente (peli ispidi). Il colore è verde scuro tendente al giallastro. Lunghezza del picciolo: 1 – 2 cm. Dimensione della lamina fogliare: larghezza 2 – 3 cm; lunghezza 4 – 5 mm. Infiorescenza
Le infiorescenze sono dei capolini terminali su brevi peduncoli. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro emisferico composto da più squame a disposizione embricata e disposte in una - due serie che fanno da protezione al ricettacolo, sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati (da 5 fino a 9) di colore bianco, disposti in un unico rango; quelli interni tubulosi (da 30 a 50) di colore arancio. Anche l'infiorescenza e cosparsa di peli ghiandolari. Le squame (o brattee), quelle esterne sono da largamente ellittiche a obovate, mentre quelle interne sono da lanceolate a lineari; possono essere intere o lobate. Lunghezza dei peduncoli: 2 – 4 cm. Diametro dei capolini: 6 – 8 mm. Diametro dell'involucro: 3 – 6 mm. Lunghezza delle squame: 2 – 3 mm. Fiore
I fiori sono simpetali, zigomorfi (quelli ligulati) e attinomorfi(quelli tubulosi); sono inoltre tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.
Formula fiorale: * K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio
Calice: i sepali sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: i fiori periferici (ligulati) sono nastriformi a disposizione raggiante, ossia la corolla termina con una ligula tridentata (o intera) a forma più o meno lanceolata. Quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle corolle tubulari a 5 denti. Dimensione dei fiori ligulati: larghezza 0,8 – 2 mm; lunghezza 0,9 – 2,5 mm. Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda Lo stilo. Gineceo: Lo stilo è unico con uno stimma filiforme-conico assai breve e pubescente; l'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concresciuti e contenente un solo ovulo. Fioritura: da maggio a novembre
Frutti I frutti sono degli acheni pelosi con un minuto pappo bianco (è più piccolo della corolla del relativo fiore) composto da 5 – 10 squame lineari-acute (quasi pennate) e persistenti. Dimensione del frutto: 1,5 mm.
Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Questa pianta si propaga unicamente per seme. Un normale impianto in 8-9 settimane può produrre fino a 7500 semi. I semi, a contatto con la terra caldo-umida, sono in grado di germinare quasi subito, quindi la pianta può raggiungere 2-3 generazioni di crescita per stagione (questo giustifica la sua rapida diffusione).
Distribuzione e habitat Distribuzione: L'areale di origine di questa specie è Sud Americano, ma sta diventano cosmopolita.Sul territorio italiano è presente soprattutto al nord, ma anche al centro e al sud. È comunque considerata pianta esotica naturalizzata introdotta di recente (1946) dal Sud America. In effetti sul territorio italiano questa pianta è in forte espansione. Nelle Alpi è presente ovunque. Oltreconfine, sempre nelle Alpi, manca in alcuni dipartimenti francesi, mentre sui vari rilievi europei si trova ovunque (a parte le Alpi Dinariche). Habitat: l'habitat tipico sono gli orti e i campi (è considerata pianta infestante); ma anche ambienti ruderali, strade rurali, zone a macerie e scarpate. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH basico-neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido e relativamente caldo-pesante. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare oltre a quello planiziale – a livello del mare.
Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile Classe: Stellarietea mediae Ordine: Centaureetalia cyani Alleanza: Panico-Setarion
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. Il genere Galinsoga comprende una dozzina di specie.
Il numero cromosomico di G. quadriradiata è: 2n = 32 (48, 64)..
Variabilità È una specie abbastanza variabile anche in conseguenza al corredo cromosomico poliploide. In America (area di origine di queste piante) le specie tetraploidi sono originarie del Messico, mentre individui con valori superiori di poliploidia sono originari del Sud America. Le specie di questa ultima area hanno le foglie crenato-seghettate in modo molto grossolano, gli involucri sono campanulati e le corolle dei fiori ligulati presentano delle sfumature violacee.
Ibridi Sono possibili ibridi con Galinsoga parviflora: Galinsoga × mixta J.Murr, 1931.
Sinonimi L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti: Galinsoga aristulata Auct. Fl. Europ. Galinsoga bicolorata H. St. John & D. White Galinsoga caracasana (de Candolle) Schultz-Bipontinus Galinsoga ciliata (Raf.) S.F.Blake Galinsoga quadriradiata subsp. hispida (DC.) Thell. Galinsoga parviflora var. hispida DC. Galinsoga urticifolia (Kunth) Benth. Wilburgia urticifolia Kunth
Specie simili L'altra specie dello stesso genere presente in Italia è Galinsoga parviflora. Quest'ultima si distingue da Galinsoga quadriradiata per un portamento meno robusto, non ha peli ghiandolosi (ma solo del tipo appressato ed è fondamentalmente glabra).
Usi Cucina I giovani fusti (comprese le foglie più tenere) se cotti possono essere mangiati come una normale verdura (Africa). In altre parti del mondo le foglie seccate sono usate come condimento per alcuni piatti tipici (Sud America).
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Galinsoga ciliata Catalogazione floristica - Università di Udine Galinsoga ciliata Flora delle Alpi Marittime Database Galinsoga ciliata Erbe e fiori del Cuneese Galinsoga ciliata Flora Italiana - Schede di botanica Galinsoga ciliata Tropicos Database
Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa descritti nel 1798