L'Annunciazione è un dipinto a olio su tavola () del Moretto, databile al 1535-1540 e conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia.

La tavola è stata giudicata dalla critica come uno dei migliori dipinti del pittore, "unico nella produzione minore del Moretto" per composizione, preziosità dei colori e senso religioso trasmesso, il tutto fondato su toni argentini e sommessi.

Storia La piccola tavola passa in proprietà dei Civici Musei di Brescia per lascito del conte Paolo Tosio nel 1832, ma non si conoscono i precedenti passaggi di proprietà. È comunque da escludere, date le ridotte dimensioni, la destinazione a edifici chiesastici: quasi sicuramente fu eseguita per conto di privati, da custodire in una casa o in una canonicaPier Virgilio Begni Redona, pag. 304.

Il dipinto ha sempre mostrato un ottimo stato di conservazione: Joseph Archer Crowe e Giovanni Battista Cavalcaselle, i primi che la analizzano nel 1871, parlano di un "dipinto bello e grazioso e, cosa ancor più rara, tuttora in buono stato di conservazione"Joseph Archer Crowe, Giovanni Battista Cavalcaselle, pag. 415. Stessa cosa Pietro Da Ponte, nel 1898: "opera piccola, ma graziosissima e assai ben conservata".

L'opera si trova ancora oggi esposta nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

Descrizione Il dipinto raffigura l'episodio dell'Annunciazione: a sinistra vi è l'arcangelo Gabriele che si avvicina alla Madonna recando un giglio, a destra vi è Maria con gli occhi bassi, nell'atto di leggere un libro. Fra i due, in alto, è posta la colomba, simbolo dello Spirito Santo, in una nube lucente.

La scena si svolge in un locale chiuso con finestre, dalle quali si scorge un panorama aspro e montuoso, con un piccolo centro abitato visibile poco più in basso del capo di Maria.

Stile La prima analisi critica dell'opera è compiuta ancora da Pietro Da Ponte nel 1898: "Nel fondo di paese che si intravede della finestre della cameretta e nelle figure predominano le tinte argentine tanto caratteristiche del Moretto e dalla composizione spira un'aria di giovanile candore"Pietro da Ponte, pag. 48.

Nella scheda scritta da Fausto Lechi e Gaetano Panazza per la mostra La Pittura bresciana del Rinascimento, svoltasi nel 1939, si legge che il dipinto "è una graziosissima, piccola composizione nella quale si fondono i colori splendenti e caldi e i toni argentini che la rendono assai preziosa. Le due soavissime immagini vivono in un'atmosfera quasi di sogno fatta di toni argentini e di luci verdi azzurre come di acque marine"Fausto Lechi, Gaetano Panazza, pag. 178.

Gaetano Panazza torna a parlare dell'opera, con qualche riserva, nel 1958, scrivendo che si tratta di una "deliziosa tavoletta, nonostante qualche pesantezza nella nuvola che avvolge lo Spirito Santo. È una delle creazioni meglio riuscite del Moretto, intimamente poetica e ricca di serena religiosità, argentina e fredda nei toni accordati e sommessi, in cui predomina la perla bruna. Lombarda, forse con qualche sentore leonardesco, è la soluzione della bifora che lascia scorgere al di là il paesaggio azzurrino dello sfondo"Gaetano Panazza, pag. 122.

Secondo Camillo Boselli, che scrive nel 1974, "l'Annunciazione è un gioiello delizioso, unico nella produzione minore del Moretto, di cui numerose Madonne più o meno autografe disperse in collezioni pubbliche o private, sono gli esempi più comuni. Non sempre in queste opere l'autograficità del Moretto è sicura perché è probabile che molte di esse siano opere di bottega. Questa della Tosio è sicuramente autografa del maestro per la preziosità dei colori, per il raccolto e sereno senso religioso della scena. Motivo di ammirazione lo splendido paesaggio con quella tappa luminosa del prato [...]"Camillo Boselli, Gaetano Panazza, pag. 102.

Del dipinto si conoscono numerose repliche e derivazioni, alcune delle quali oggi non più rintracciabiliPier Virgilio Begni Redona, pag. 305.

Note

Bibliografia Joseph Archer Crowe, Giovanni Battista Cavalcaselle, A history of painting in North Italy, Londra 1871 Camillo Boselli, Gaetano Panazza, La Pinacoteca Tosio Martinengo, Milano 1974 Pietro Da Ponte, L'opera del Moretto, Brescia 1898 Fausto Lechi, Gaetano Panazza, La pittura bresciana del Rinascimento, catalogo della mostra, Bergamo 1939 Gaetano Panazza, I Civici Musei e la Pinacoteca di Brescia, Bergamo 1958 Pier Virgilio Begni Redona, Alessandro Bonvicino - Il Moretto da Brescia, Editrice La Scuola, Brescia 1988

Voci correlate Dipinti del Moretto

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