Il giardino delle delizie è un film del 1967 diretto da Silvano Agosti.
Trama Subito dopo il matrimonio, i giovani sposi Carlo e Carla si recano in un albergo per trascorrervi la prima notte del loro viaggio di nozze. Carla, che è incinta di tre mesi, si addormenta quasi subito a causa della stanchezza. Carlo, un giovane medico tormentato e irrequieto, non riesce invece a prendere sonno e inizia a riflettere sulla propria esistenza.
Attraverso una serie di flashback, si rievocano le tappe dolorose del passato dell'uomo: un'infanzia segnata dalla freddezza di una famiglia incapace di comprenderlo, i difficili e opprimenti anni trascorsi all'interno di un collegio religioso e il successivo legame con Carla, caratterizzato da momenti felici ma anche da profonde incomprensioni e frequenti litigi.
Nel corso della notte, Carlo esce dalla stanza d'albergo e incontra nei corridoi una donna sconosciuta e seducente. Cedendo all'impulso e al desiderio di evadere dalle opprimenti convenzioni borghesi e dal peso del matrimonio appena celebrato, l'uomo la segue nella sua camera e tradisce la moglie. Al suo rientro, scopre che Carla è stata colta da un improvviso e grave malore. Nonostante sia un medico, Carlo affronta la situazione con iniziale indifferenza e distacco, somministrandole solo un calmante prima di allontanarsi nuovamente. Quando l'uomo decide infine di tornare per prestarle soccorso, la situazione è ormai precipitata e per la moglie non c'è più nulla da fare.
Produzione Il film segna l'esordio al lungometraggio del regista Silvano Agosti, che ne ha curato anche il soggetto, la sceneggiatura e il montaggio. La pellicola è stata prodotta da Enzo Doria per la casa di produzione Doria G. Film, beneficiando del contributo finanziario del Ministero del Turismo e dello Spettacolo.
Fotografia e stile La fotografia in bianco e nero è stata affidata ad Aldo Scavarda (noto per il suo lavoro in L'avventura di Michelangelo Antonioni), coadiuvato dal futuro premio Oscar Vittorio Storaro nel ruolo di operatore alla macchina. Visivamente e tematicamente, l'opera richiama il titolo dell'omonimo trittico del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, fondendo il dramma esistenziale e psicologico a squarci di stampo surrealista.
Colonna sonora Le musiche del film sono state composte da Ennio Morricone e dirette dal maestro Bruno Nicolai. La colonna sonora alterna sonorità d'atmosfera a silenzi opprimenti, accentuando il senso di alienazione e il disagio psicologico vissuto dal protagonista.
Cast Il cast principale vede la partecipazione di interpreti del cinema d'autore italiano e internazionale: Maurice Ronet veste i panni del protagonista Carlo, un medico tormentato dai fantasmi del proprio passato. Ida Galli (accreditata nei titoli con lo pseudonimo di Evelyn Stewart) interpreta la moglie Carla. Lea Massari compare nel ruolo della misteriosa ed enigmatica donna dell'albergo.
Tra gli altri interpreti secondari figurano Franco Bertoni, Ruggero Miti, Piero Carpani e Vanna De Rosas.
Censura Il film andò incontro a una severissima opera di censura da parte delle autorità italiane dell'epoca, che ne compromise pesantemente la struttura originaria. La revisione portò al taglio di circa 28 minuti di pellicola, riducendo la durata complessiva dell'opera dai circa 100 minuti iniziali ai 72 minuti approvati per la distribuzione nelle sale italiane.
Gli interventi dei censori mirarono principalmente a eliminare un'intera sottotrama incentrata su un rapporto giudicato morboso e incestuoso tra il protagonista Carlo e la propria sorella. Furono inoltre rimosse o fortemente ridotte diverse sequenze ritenute troppo audaci, provocatorie o esplicitamente anticlericali, tra cui una scena surreale raffigurante una comunione dei bambini dai tratti blasfemi e un'inquadratura in cui una processione religiosa sfilava a ridosso di un raduno di hippy.
Accoglienza
Critica Alla sua uscita nelle sale italiane, la pellicola ricevette un'accoglienza prevalentemente ostile e fredda da parte della critica cinematografica ufficiale dell'epoca. I drastici tagli della censura preventiva condizionarono inevitabilmente il giudizio dei critici dell'epoca, molti dei quali liquidarono l'opera come frammentaria o slegata senza valutarne la versione originale.
In controtendenza rispetto al giudizio della maggioranza, importanti firme del giornalismo cinematografico come Tullio Kezich e Callisto Cosulich si espressero favorevolmente, difendendo l'originalità, il rigore formale e le atmosfere kafkiane dell'opera prima di Agosti a dispetto delle mutilazioni subite. Cosulich ne elogiò le qualità all'interno di una più ampia disamina critica, mentre Kezich ne apprezzò il valore estetico. I recensori più attenti vi riscontrarono una notevole complessità psicologica e influenze stilistiche riconducibili al cinema di Michelangelo Antonioni e alle derive oniriche di Ingmar Bergman.
In epoca contemporanea, la critica ha ampiamente rivalutato il film, descrivendolo come una feroce requisitoria contro l'istituto matrimoniale, l'ipocrisia della borghesia e i traumi derivati da un modello educativo di stampo rigidamente cattolico, nettamente in anticipo sui tempi.
Presentazioni e festival Il film venne presentato in anteprima nazionale alla terza edizione della Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. A livello internazionale, l'opera ottenne un'accoglienza molto favorevole: una commissione d'eccezione formata dai registi Fritz Lang, John Ford, Jean Renoir e Monte Hellman scelse la pellicola per rappresentare il cinema d'autore all'Expo 1967 di Montréal, selezionandola ufficialmente come uno dei dieci migliori film prodotti nel mondo in quell'anno. In Francia l'opera venne successivamente distribuita nella sua versione integrale con il titolo Le jardin des délices.
Il restauro e la distribuzione A distanza di anni dalle pesanti mutilazioni imposte dalla censura dell'epoca, la pellicola è stata oggetto di un capillare intervento di restauro che ha permesso di recuperare i negativi originali e i materiali preservati all'estero. Grazie a questo processo, il film è stato interamente ripristinato nella sua director's cut originaria, riportando la durata complessiva a 95 minuti rispetto ai 72 minuti della versione mutilata del 1967.
Nel 2007 la casa di distribuzione L'immagine ha pubblicato la prima edizione ufficiale del film in formato DVD, includendo contenuti speciali e interviste che approfondiscono le travagliate vicende produttive del regista. La versione restaurata e integrale è stata in seguito resa disponibile per la fruizione in streaming su alcune piattaforme digitali.
La pellicola restaurata è stata inoltre protagonista di numerose retrospettive cinematografiche volte alla riscoperta del cinema indipendente dell'autore. Tra le proiezioni e le celebrazioni di rilievo si segnalano quelle organizzate dalla Cineteca di Bologna all'interno del Cinema Lumière e la presentazione speciale avvenuta nel corso della XVI edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme nel 2017, un evento che ha visto la partecipazione dello stesso Silvano Agosti e dell'attrice protagonista Ida Galli.
Riconoscimenti Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro Primo premio del pubblico Esposizione universale e internazionale Montréal 1967 Incluso nei dieci migliori film dell'anno
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film diretti da Silvano Agosti Categoria:Film drammatici Categoria:Film con composizioni originali di Ennio Morricone