La battaglia di Gaugamela () conosciuta anche come battaglia di Arbela, fu combattuta da Alessandro Magno contro l'impero achemenide di Dario III. Il 1º ottobre del 331 a.C., l'esercito della lega corinzia sotto il comando del re macedone si scontrò con l'esercito persiano di Dario III vicino a Gaugamela, nei pressi della odierna città di Mosul in Iraq. Anche se in pesante inferiorità numerica, Alessandro uscì vittorioso grazie alle sue superiori tattiche e a un esercito meglio addestrato. Fu una vittoria decisiva per l'alleanza ellenica e portò alla caduta dell'impero achemenide.
Fonti antiche Le due principali fonti sulla battaglia di Gaugamela sono le opere di Arriano (Anabasi di Alessandro) e di Quinto Curzio Rufo (Storie di Alessandro Magno); meno importanza hanno le opere di Diodoro Siculo (Biblioteca storica) e di Plutarco (Vita di Alessandro). Tutti questi storici vissero vari secoli dopo la spedizione di Alessandro in Asia: Diodoro nel I secolo a.C., Arriano e Plutarco tra il I e il II secolo d.C. e Rufo, che forse scrisse nel III secolo d.C. È chiaro come questi storici derivarono la propria narrazione da altre fonti coeve al periodo di Alessandro, oggi però in gran parte perdute..
Uno dei primi libri in greco antico è quello di Callistene di Olinto (Le gesta di Alessandro)., scritto durante la campagna di Alessandro e di carattere propagandistico; altre opere contemporanee, però dal palese carattere encomiastico, sono la Storia di Alessandro di almeno due libri, di Anassimene di Lampsaco. e l'opera di Onesicrito (dal titolo incerto) che fu timoniere al servizio di Alessandro...
Da queste prime opere si susseguono gli scritti di Nearco (fine IV secolo a.C.)., di Tolomeo I (IV-III secolo a.C.) e di Aristobulo (III secolo a.C.). che saranno la fonte primaria per l'opera di Arriano.. L'opera di Clitarco di Alessandria (intorno al 310 a.C.), in dodici libri., sarà variamente utilizzata da Diodoro e da Rufo. Tutte queste opere hanno un carattere filo-macedone, escludendo l'opera di Ieronimo di Cardia (III secolo a.C.). che, pur prediligendo un sistema narrativo di esagerazione e volto a stupire il lettore, resta comunque piuttosto distaccato dalla narrazione di parte degli altri storici. Risulta quindi molto difficile riuscire a dare una ricostruzione fedele degli eventi, del numero di soldati e delle perdite della battaglia, che risentono molto del filtro parziale che ne hanno dato gli storici antichi..
Antefatti Nel mese di novembre del 333 a.C., Dario III era stato sconfitto da Alessandro nella battaglia di Isso con la conseguente cattura di sua moglie, di sua madre, e delle sue due figlie, Statira II e Dripetide. L'imperatore persiano si ritirò quindi a Babilonia, dove riorganizzò l'esercito superstite dalla battaglia precedente. La vittoria di Isso diede invece a Alessandro il controllo della Asia Minore meridionale. A seguito della vittoria nell'assedio di Tiro, che era durato da gennaio a luglio, Alessandro acquisì successivamente anche il controllo del Levante. Dopo la sua vittoria a Gaza, il numero delle truppe persiane ancora in grado di combattere si ridusse al punto che il satrapo persiano d'Egitto, Mazace, preferì arrendersi pacificamente ad Alessandro..
I negoziati tra Dario e Alessandro Dario cercò di dissuadere per vie diplomatiche Alessandro dallo sferrare ulteriori attacchi contro il suo impero. Gli storici antichi offrono diversi resoconti delle sue trattative con il macedone, che possono essere riassunti in tre tentativi di negoziazione..
Gli storici Giustino, Arriano e Quinto Curzio Rufo riportano che Dario inviò una lettera ad Alessandro dopo la battaglia di Isso. Nella lettera gli chiedeva di ritirarsi dall'Asia e rilasciare i suoi prigionieri. Secondo Curzio e Giustino, l'imperatore persiano offriva un riscatto per i suoi prigionieri, mentre Arriano non fa menzione di alcun riscatto. Curzio descrive come offensivo il tono della lettera. Alessandro respinse le sue pretese.;.; ..
Un secondo tentativo di negoziazione ebbe luogo dopo la cattura di Tiro. Dario offrì ad Alessandro un matrimonio con la figlia Statira e tutto il territorio a ovest del fiume Halys. Giustino è meno preciso e, senza menzionare una figlia in particolare, parla di una porzione non specificata del regno di Dario.;.. Anche Diodoro Siculo menziona l'offerta di tutto il territorio a ovest del fiume Halys, oltre a quelle di un trattato di amicizia e di un grande riscatto per i prigionieri. Diodoro è l'unico storico antico a riportare che Alessandro nascose questa lettera e presentò ai suoi amici e consiglieri una lettera falsificata e più favorevole ai suoi interessi di continuare la guerra. Ancora una volta Alessandro rifiutò ogni accordo, rimandando indietro a mani vuote gli ambasciatori persiani..
Dopo il fallimento del secondo tentativo di negoziazione, Dario incominciò a prepararsi per un'altra battaglia. Tuttavia fece un terzo e ultimo sforzo di negoziazione dopo la partenza di Alessandro dall'Egitto. La terza offerta Dario era stavolta molto più generosa. Egli elogiò e ringraziò Alessandro per il trattamento riservato a sua madre Sisygambis e gli offrì tutto il territorio a ovest dell'Eufrate, il co-dominio dell'Impero achemenide, la mano di una delle sue figlie e talenti d'argento. Nel racconto di Diodoro, Alessandro sottopose questa offerta ai suoi amici. Parmenione fu l'unico a prendere la parola, dicendo: « Se fossi Alessandro, dovrei accettare quello che è stato offerto e fare un trattato ». Al che pare che Alessandro rispose: « Allora dovrei, se fossi Parmenione ». Alessandro rifiutò nuovamente l'offerta di Dario, sostenendo che ci poteva essere un solo re dell'Asia. Egli invitò Dario ad arrendersi a lui o a incontrarlo in battaglia per decidere chi doveva essere l'unico re dell'Asia..
Le descrizioni fornite dagli altri storici riguardo al terzo tentativo di negoziazione sono simili al resoconto di Diodoro, ma differiscono nei dettagli. Diodoro, Curzio e Arriano scrivono che fu inviata un'ambasciata e non una lettera..; ., come invece sostenuto da Giustino e Plutarco; .. Plutarco e Arriano riportano che il riscatto offerto per i detenuti era di talenti, ma Diodoro, Curzio e Giustino danno una cifra di . Arriano scrive che questo terzo tentativo ebbe luogo durante l'assedio di Tiro, dove gli altri storici collocano il secondo tentativo di negoziazione. Con il fallimento della diplomazia, Dario decise di prepararsi per un'altra battaglia contro Alessandro.
Preludio
Nei due anni successivi alla Battaglia di Isso Alessandro aveva occupato la costa mediterranea dalla Fenicia fino all'Egitto, dove si era fatto consacrare faraone..
Dopo aver sistemato la gestione amministrativa in Egitto, Alessandro era tornato a Tiro durante la primavera del 331 a.C... Successivamente era avanzato dalla Siria verso la parte centrale dell'Impero Persiano raggiungendo quindi TapsacoEra un'antica città lungo la sponda occidentale del fiume Eufrate che oggi dovrebbe trovarsi tra la moderna Siria e la Turchia. Il nome greco e romano per la città era Thapsacus. nel luglio o nell'agosto del 331 a.C.... Arriano riferisce che Dario aveva messo il satrapo Mazeo a guardia del guado sull'Eufrate vicino Tapsaco, con una forza di uomini di cavalleria, tra i quali mercenari greci. Questi fuggirono all'avvicinarsi dell'esercito di Alessandro che riuscì quindi ad attraversare il fiume senza incontrare nessuna opposizione.
La marcia di Alessandro attraverso la Mesopotamia Superato il fiume vi erano due strade possibili attraverso la Mesopotamia: la prima portava direttamente a Babilonia, mentre l'altra portava prima a nord e poi, una volta superate le colline, tornava a sud raggiungendo la stessa meta.
L'idea di Dario era quella di costringere il suo avversario a raggiungerlo nelle pianure da lui scelte per lo scontro. Qui avrebbe potuto sfruttare la sua superiorità numerica, inducendo nel frattempo Alessandro a non prendere la via diretta per Babilonia, la quale avrebbe fatto evitare la battaglia. Parte dell'esercito persiano venne quindi inviata nella zona per prevenire la costruzione di un ponte da parte dei Macedoni mentre Mazeo, con qualche migliaio di uomini, doveva impedire all'esercito di Alessandro di prendere la via sbagliata.
Dopo aver attraversato il fiume Eufrate Alessandro seguì comunque il percorso settentrionale, invece di quello verso sud-est che lo avrebbe portato direttamente a Babilonia. Nel farlo, mantenne il corso dell'Eufrate e le montagne dell'Armenia alla sua sinistra. L'itinerario a nord avrebbe infatti reso più facile procurarsi foraggio e provviste e non era caratterizzato dal caldo estremo del percorso diretto. Quando alcuni esploratori persiani vennero catturati, riferirono ai macedoni che Dario si era accampato davanti al fiume Tigri, con un esercito ancora più grande di quello che lui aveva affrontato in Cilicia, per evitare che Alessandro lo attraversasse. In realtà il macedone trovò il Tigri indifeso e riuscì ad attraversarlo anche se con grandi difficoltà.
Diodoro fa un racconto differente, affermando che Mazeo doveva solo evitare che Alessandro attraversasse il Tigri. Mazeo non si sarebbe però preso la briga di difenderlo perché lo riteneva invalicabile a causa della forte corrente e della profondità del fiume. Inoltre, Diodoro e Curzio Rufo ricordano che Mazeo impiegò la tattica della terra bruciata nella regione dove l'esercito di Alessandro sarebbe dovuto passare, in modo da impedire i rifornimenti di cibo ai Macedoni; . Bruciò per questo campi e città ma gli approvvigionamenti furono comunque possibili usando il corso del fiume per un trasporto veloce.
Dopo che l'esercito macedone ebbe attraversato il Tigri, si verificò un'eclissi lunare. Alessandro offrì allora un sacrificio alla Luna, al Sole e alla Terra..
Questo particolare è molto importante per determinare la data della battaglia che si combatté poco dopo. Secondo la lista delle eclissi lunari del IV sec. a.C., dovrebbe corrispondere con quella del 1º ottobre del 331 a.C.. In realtà la discussione non si è mai chiusa e la tradizione riguardo alla data precisa della battaglia è confusa. Plutarco la colloca undici giorni prima in quanto fa riferimento a un'altra eclissi verificatasi nel mese attico di Boedromione, che era il nome del terzo mese del calendario attico, e quindi identificata come quella del 20/21 settembre del 331 a.C.; ; . Se il mese attico seguiva invece la Luna, l'eclissi va collocata il 15 di Boedromione, e la battaglia risulterebbe combattuta il 26 o il 27 settembre. Arriano, tuttavia, afferma che la battaglia avrebbe avuto luogo durante il mese di Pianepsione.. Giustino dice semplicemente che la battaglia si verificò postero die (il giorno dopo) il licenziamento dell'ultima ambasciata di Dario; .
L'eclisse di luna fu considerata in ogni caso un presagio favorevole ai macedoni e ad Alessandro. Questi decise quindi di attaccare l'esercito avversario temendo che temporeggiando ancora Dario potesse rifugiarsi in terre a lui maggiormente ostili..
Alessandro marciò verso sud, lungo la riva orientale del Tigri. Il quarto giorno dopo la traversata del Tigri i suoi esploratori riferirono che era stata avvistata della cavalleria persiana; non seppero darne un numerazione precisa ma la valutarono comunque in più di mille uomini. Alessandro decise di attaccarli con la sua forza di cavalleria lasciando indietro il resto del suo esercito. Alla vista del re macedone la cavalleria persiana fuggì. La maggior parte di questa riuscì a mettersi in salvo, ma alcuni furono uccisi o fatti prigionieri. Questi riferirono ai macedoni che Dario non era lontano, e il suo accampamento si trovava nei pressi di Gaugamela..
Analisi strategica