La baionetta è un'arma bianca montata sulla canna di un fucile che, specialmente nelle guerre tra il XVII e XIX secolo, consentiva alle formazioni di fanteria di attaccare il nemico a distanza ravvicinata generalmente dopo aver esaurito le munizioni delle armi da fuoco.
Il termine deriva dal francese baïonnette,, ad vocem. dalla città basca di Bayonne in Francia, dove venne fabbricata la prima volta. Inizialmente le baionette erano lunghe 90 cm circa e, assieme alla lunghezza del fucile, servivano per respingere la cavalleria. Il calcio del fucile veniva "piantato" a terra e l'intera arma piegata in avanti in modo da creare una barriera di "lance" in grado di fermare la cavalleria. Una seconda versione di baionetta, più corta, lunga circa 45–50 cm serviva per il combattimento corpo a corpo.
Incidentalmente, segnaliamo che — pur essendo del tutto prevalente l'impiego della baionetta su fucili o carabine — si sono dati casi di applicazione della baionetta anche ad altri tipi di armi, come la baionetta Pritchard per il revolver Webley, quella che equipaggiava la rivoltella Nagant per la gendarmeria lussemburghese, o quelle dei mitra Sterling e MAB 38. È segnalato quanto meno un caso di baionetta a corredo di mitragliatrice leggera, la giapponese Type 96 (Seconda guerra mondiale).
Un aspetto poco intuitivo, ma tutt'altro che irrilevante o remoto,Ad esempio, durante la sparatoria della Kent State (4 maggio 1970), due persone furono ferite da baionettate inferte da soldati della Ohio National Guard. () ( è l'impiego della baionetta in servizi di ordine pubblico, anche da parte di forze di polizia o di paramilitari.
Quadro d'insieme
Per comprendere l'importanza iniziale della baionetta, bisogna considerare che, indicativamente fino a metà del XIX secolo,Nella Guerra austro-prussiana (1866), uno dei motivi della sconfitta degli austriaci può ravvisarsi nel fatto che erano ancora dotati di antiquati fucili Lorenz ad avancarica, laddove i prussiani si giovavano del fucile Dreyse ad otturatore girevole-scorrevole, con una cadenza di tiro di 6-12 colpi al minuto. i fucili da guerra erano ad avancarica e colpo singolo;Nel 1860 lo Union Army adottò il fucile Spencer, primo fucile militare al mondo a cartuccia metallica e ripetizione. la procedura per ricaricare era lunga e laboriosa, tanto che all'esordio degli archibugi sui campi di battaglia, era consuetudine che i "fucilieri" fossero protetti da picchieri durante le fasi tecniche in cui sarebbero stati pressoché indifesi. Benché si facesse un qualche uso militare della picca fino al 1700 e oltre, è chiaro che l'invenzione della baionetta rendeva almeno concettualmente superata quell'arma più antica. Merita un accenno, a questo proposito, la "penna svedese" o "penna di suino" impiegata dai moschettieri di Gustavo Adolfo di Svezia nel XVII secolo: in pratica, un attrezzo che combinava la funzione di cavalletto (i moschetti del tempo erano troppo pesanti per essere utilizzati senza appoggio ausiliario) con quella di picca/ostacolo campale (anti-cavalleria), avendo un'estremità acuminata al preciso scopo. Rappresenta, sul piano dottrinale, un tentativo di affrancare i "fucilieri" dalla tutela dei picchieri; risultato che sarà compiutamente conseguito attraverso la baionetta.
Le modeste qualità di gittata e precisione dei fucili imponevano,A parte le considerazioni sulla balistica dei fucili ad avancarica e anima liscia, singoli fanti sparsi erano facile preda della cavalleria nemica, per la quale il quadrato di fanteria rimaneva invece un ostacolo sostanzialmente invalicabile. ancora nelle Guerre napoleoniche ad esempio, di impiegare formazioni di fanteria inquadrate a mo' di falange macedone: scaricato magari un solo colpo di moschetto in una salva simultanea a poche decine di metri dal blocco avverso, i fanti superstitiMalgrado lo scarso raggio d'azione, per non parlare dell'accuratezza, i proiettili scagliati dalle armi da fuoco antiche producevano sui malcapitati bersagli lesioni devastanti, sicché anche ferite in parti oggi giudicate non letali cagionavano esiti altamente invalidanti, se non la morte (in parte anche per la primitività della chirurgia di guerra coeva). spesso passavano al confronto all'arma bianca, in una situazione che per certi versi replicava la guerra antica, o al più medievale.
Dai primi modelli, datati XVII secolo, che erano inastati a pressione nella canna, si passò a quelli ad anello che, una volta montati, consentivano ai soldati di aprire il fuoco. Le baionette furono comunemente impiegate in battaglia fino alla prima guerra mondiale che, essendo stata essenzialmente una gigantesca "guerra di posizione", vide morire milioni di soldati anche in combattimenti "corpo a corpo". Vi sono controversie sull'utilizzo sistematico della baionetta durante gli assalti nella prima guerra mondiale, sembra invece che venisse relegata a strumento utile alla vita quotidiana in trincea (abbrustolire il pane, aprire le lattine o rimestare le latrine e le braci), preferendo piuttosto altri strumenti per il corpo a corpo. A convalidare questa teoria vi è la testimonianzaLe considerazioni dello scrittore sembrano però soprattutto descrivere le tecniche particolari delle truppe d'assalto, che si prefiggevano di aggredire con violenza e sorpresa il nemico dentro le trincee (e negli spazi angusti, avere un lungo fucile/baionetta da manovrare non è certo un vantaggio). Ma anche i sostenitori di tali reparti non avevano mai ritenuto che potessero sostituire del tutto la fanteria di linea, chiamata a svolgere un ruolo diverso ed ugualmente necessario. dello scrittore tedesco Erich Maria Remarque:
Dalla seconda guerra mondiale in poi, la baionetta divenne sempre più un accessorio secondario, dato il progressivo diffondersi delle armi automatiche, che rendevano i combattimenti "corpo a corpo" sempre meno diffusi. Un'eccezione fu rappresentata dall'esercito giapponese, che durante il conflitto nel Pacifico dette luogo a violente cariche alla baionetta, quasi sempre sfociati in grandi massacri (di giapponesi).
Meno dell'uno per cento delle ferite riportate nelle guerre sono di baionetta, ma i medici non visitano i cadaveri (se il nemico è a portata di baionetta è veramente difficile che sopravviva). Comunque nelle guerre napoleoniche, in base a una ricerca effettuata dal generale Larrey, compiuta sia sui morti che sui feriti di un'azione, risultava che circa 1 ferita su 24 era prodotta dalle baionette nemiche.David Chandler, The campaigns of Napoleon, tradotto da Maurizio Pagliano et al. come Le campagne di Napoleone 2 volumi. Seconda edizione BUR Rizzoli edizioni Milano (1998) pag 439
D'altro canto, dopo le guerre napoleoniche, l'effetto della baionetta nei combattimenti continuò a decrescere, tanto che nella guerra di secessione americana i morti sul campo di battaglia per ferita da baionetta fra gli unionisti furono 218 (su 32.300 totali).Raimondo Luraghi, Storia della guerra civile americana 4ª edizione, Einaudi (Torino) 1966 pag 272
Oggi le baionette possono avere le caratteristiche dei coltelli da combattimento o da sopravvivenza; hanno un sistema di aggancio/sgancio rapido e una lunghezza di circa 15 cm.
La baionetta è un'arma ottima per uccidere silenziosamente e permette di avvicinarsi al nemico continuando a tenerlo sotto tiro (non si deve posare o smettere di mirare per prendere il coltello, perché è già innestato).
Tipi principali Ci sono essenzialmente due tipi di baionette, sviluppati in epoche successive: Baionetta a ghiera Sciabola-baionetta
Quando la baionetta è un accessorio separato e staccato dall’arma, di solito (anche per intuibili ragioni pratiche) essa si inasta spingendola indietro, dal vivo di volata verso il calcio. Esiste quanto meno un’eccezione, data dal fucile cecoslovacco vz. 58, in cui l’innesto funziona al contrario di quanto appena descritto.
Innesti particolari Dalla tipologia ghiera/spiedo, in anni più recenti sono evolute soluzioni che incorporano nella cassa dell'arma da fuoco la baionetta, non più dotata del fodero che tipicamente si appende al cinturone. Questo si manifesta essenzialmente in due stili: Infulcrata - la baionetta sta "a riposo" ripiegata lungo la cassa, agganciata stabilmente con uno snodo che ne permette l'apertura come si farebbe con la lama di un coltello a serramanico. Ne sono esempi il nostro moschetto 91 da cavalleria e alcune versioni della carabina sovietica Simonov SKS. Generalmente il ripiegamento avviene sotto la canna, ma nella carabina Mosin-Nagant Mod. 1944 si trova sul lato destro della cassa. Sguainabile - la baionetta (una sorta di spillone con la coda filettata) è riposta, come si farebbe con la lama di un pugnale, in un alloggiamento ricavato nella cassa dell'arma da fuoco. Quando è necessario metterla in funzione, si estrae premendo indietro la coda, analogamente al funzionamento di una penna a sfera "automatica", con punta ritraibile. Una volta sfoderata, si avvita all'arma mediante la filettatura sulla coda (che "a riposo" giace parallela al vivo di volata). Ne sono esempi il francese MAS 36 e l'innovativo (per l'epoca) fucile mitragliatore tedesco per paracadutisti FG 42.
Storia
Lo stesso termine baionetta risale alla seconda metà del XVI secolo, ma non è chiaro se le baionette dell'epoca fossero coltelli che si potevano applicare alle volate delle armi, o semplicemente dei tipi di coltelli. Per esempio, il Dictionarie di Cotgrave (1611) definisce la baionetta come "un tipo di piccolo pugnale piatto da tasca, munito di coltelli; o un grosso coltello da appendere alla cintura"., Analogamente, Pierre Borel riferiva nel 1655 che a Bayonne si facesse un coltello lungo chiamato bayonette, ma senza fornirne alcuna ulteriore descrizione.H. Blackmore, Hunting Weapons, p. 50
Baionette a tappo
La prima occorrenza di una baionetta vera e propria si trova nel trattato militare cinese Binglu (兵录) pubblicato nel 1606. Era nella forma del fucile-figlio-e-madre (子母鳥銃), un moschetto ad avancarica dotato di una baionetta lunga circa 57,6 cm, arrivando (con la baionetta inastata) ad una lunghezza complessiva di 1,92 m. Era chiamato "arma (da fuoco)-lama" (cinese tradizionale: 銃刀; cinese semplificato: 铳刀) e il secondo elemento veniva descritto come una "spada corta che può essere infilata nella canna e bloccata con una leggera rotazione" che si doveva usare "quando la battaglia ha esaurito tanto la polvere quanto i proiettili e anche combattendo i banditi, quando le forze si avvicinano alla mischia o incontrano un'imboscata" e "non si può caricare l'arma nel tempo richiesto a percorrere due bu (3,2 m) di terreno devono attaccare la baionetta e tenerla come una lancia".Needham, Volume 5, Part 7, 456.Binglu 《兵錄》, rotolo 12.
Le prime baionette erano del tipo "a tappo", cioè la baionetta andava infilata direttamente nella canna del moschetto. Questo permetteva alla fanteria leggera di trasformarsi in fanteria pesante resistendo alle cariche di cavalleria. Questa procedura impediva naturalmente di impiegare l'arma per sparare. La prima menzione nota dell'uso di baionette nelle guerre europee sta nelle memorie di Jacques de Chastenet, visconte di Puységur. Raccontò come i francesi usassero rozze baionette a tappo da 30 cm durante la Guerra dei trent'anni. Però si dovette attendere il 1671 perché il generale Jean Martinet regolarizzasse e distribuisse baionette a tappo ai reggimenti di fucilieri francesi che si andavano costituendo. Ne furono dotati parte di un reggimento dragoni inglese creato nel 1672, e i Royal Fusiliers istituiti nel 1685.
Baionette a ghiera