Tamasso (, Τάμασος, Ταμοσίτης, Ταμύσιος; corrispondente forse alla città omerica di Τεμέση) era un'antica città posta nella parte centrale dell'isola Cipro, i cui resti si trovano su una collinetta a circa 20 km a sud ovest di Nicosia, sulla riva sinistra del fiume Pedieos, vicino al moderno villaggio di Politiko.
Storia L'antica Tamasso
Non è noto quando Tamasso sia stata fondata, e da chi. Si ritiene che la fondazione della città sia avvenuta intorno all'VIII secolo a.C. in una zona che era abitata fin dalla tarda età del bronzo. Nella prima metà del VII secolo era comunque diventata un'importante città-regno di CiproSir Ernest Alfred Wallis Budge, The history of Esarhaddon (son of Sennacherib) king of Assyria, «The Names of the Twenty-two Kings», London: Trübner and co, 1880, pp. 104-108 (pdf).. Dalla sua fondazione fino al periodo romano la città divenne notevolmente più ricca grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie, soprattutto di rame, dei dintorni. Nella seconda metà del IV secolo Pasikypros, re di Tamasso, vendette la città a Poumiathon, re di Kition, e Tamasso quindi passò sotto il dominio fenicio. La dominazione dei Fenici non durò a lungo poiché Tamasso e le sue miniere furono concesse al regno di Salamina dove rimase fino alla soppressione definitiva dei regni di Cipro operata dai Tolomei nel 312-311 a.C. In seguito le miniere di rame delle vicinanze si esaurirono e l'economia di Tamasso, situata in un territorio fertile (ager Tamasenum)Secondo la testimonianza di Ovidio, I secolo: «est ager, indigenae Tamasenum nomine dicunt, / telluris Cypriae pars optima»(C'è un campo, che i locali chiamano Tamaseno, il luogo migliore dell'isola di Cipro), Ovidio, Le Metamorfosi, X, 644-5, si fondò sull'agricoltura.
La Temesa omerica Nel primo libro I dellOdissea, la dea Atena ha assunto sembianze di un navigante che si dirige a Temesa per acquistare rame in cambio di ferro:
L'identificazione di questa Temesa con una località cipriota fu fatta già in età ellenistica per il riferimento al rame, metallo molto abbondante nell'isola di CiproFrancesco Maria Avellino, Opuscoli diversi, Napoli: Tramater, 1826, pp. 120-122 (Google libri ), e per assonanza. Nel I secolo, tuttavia, Strabone (63 a.C.-24 d.C.) fece intendere che la Temesa omerica potesse essere la città bruzia di Temesa:
L'evidenza geologica ha mostrato assenza di rame nel territorio calabrese (Strabone situava Temesa lungo la costa tirrenica; secondo la Tavola Peutingeriana Temesa si troverebbe circa 14 miglia romane a nord del Savuto, ossia in prossimità dell'odierna Serra d'AielloGioacchino Francesco La Torre, a cura di, Dall'Oliva al Savuto. Studi e ricerche sul territorio dell'Antica Temesa (Atti del convegno di Campora San Giovanni, 15-16 settembre 2007), Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma..
La diocesi di Tamasso
La città non ebbe un ruolo importante in età ellenistica né in quella romana, se si eccettua il fatto che vi venne istituita nei primi anni del Cristianesimo la sede vescovile per opera di San Barnaba nel corso del suo secondo viaggio a Cipro. Primo vescovo fu Eraclide, il quale nacque a Tamasso, accompagnò San Paolo e San Barnaba nel viaggio a Cipro, ed è considerato santo dalla chiesa ortodossa; la sua ricorrenza è fissata al 27 settembre, giorno in cui si celebra anche la festa del secondo vescovo, San Miro martire. Il vescovo Ticone prese parte al Primo Concilio di Costantinopoli nel 381, e il vescovo Epafrodito al concilio di Calcedonia nel 451Michel Le Quien, Oriens Christianus, in quatuor patriarchatus digestus; quo exhibentur ecclesiae, patriarchae, caeterique praesules totius orientis. Studio & opera R.P.F. Michaelis Le Quien, ... Opus posthumum. Tomus secundus, in quo Illyricum orientale ad patriarchatum Constantinopolitanum pertinens, patriarchatus Alexandrinus & Antiochenus, magnaeque Chaldoeorum & Jacobitarum dioeceses exponuntur, Parisiis: ex typographia Regia, 1740, p. 1058. Non è noto quando la diocesi fu soppressa. La diocesi di Tamasso è una sede titolare conferita dalla Santa Sede«Tamasso». In: Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. LXXI, 1855, Venezia: Dalla Tipografia Emiliana, pp. 234-35 (Google libri ).
Scavi
Gli scavi che portarono alla scoperta di Tamasso furono iniziati dall'archeologo tedesco Max Ohnefalsch-Richter nel 1889 e continuarono nel 1890 e nel 1894. Nel sito furono scoperte molte tombe della tarda età del bronzo e tre tombe reali del VI secolo a.C. di cui solo due sopravvivono oggi. Le pareti delle tombe sono decorate in modo tale che la loro costruzione assomiglia ad un edificio di legno con un frontone, una caratteristica che viene attribuita da alcuni archeologi a una certa influenza anatolicaGeorge R. H. Wright, Ancient building in Cyprus, Leiden etc: E. J. Brill, pp. 525-8, ISBN 90-040-9547-0 (Google libri ). Nel 1997 sono state trovate anche sei sculture in pietra, due sfingi e quattro leoni, conservate nel Museo di Cipro a Nicosia.
Note
Bibliografia «Tamassos». In: William Smith, A new classical dictionary of Greek and Roman biography, mythology and geography: partly based upon the Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, London: Harper & Brothers, 1855, p. 852 (Google libri) «Antica Tamassos». In: Lonely Planet, Cipro, Torino: EDT srl, 2003, pp. 89–90, ISBN 88-7063-669-0
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