Intraprese l'attività di orafo nel 1960, cominciando poco dopo ad approcciarsi alla scultura. Soprattutto come scultore manifestò lo stretto legame che lo legava alla sua terra e al fiume Po, sia in fatto di soggetti artistici che di materiali utilizzati (pietra, sassi e ciottoli in particolare). Partecipò negli anni ad importanti premi ed esposizioni collettive, fra le quali si ricorda in particolare quella tenuta nel 1993 presso la Fortezza da Basso di Firenze, a cui parteciparono anche Giacomo Manzù, Afro, Giuseppe Capogrossi e Pietro Consagra.

Alcune sue opere sono conservate presso il Museo per l'oreficeria contemporanea (MOC) di Sartirana.

Bibliografia

Claude Mazloum, L'art de la joaillerie contemporaine. Les meilleurs créateurs du monde, Gremese, 1993 (pagine 158 e seguenti).

Lia Lenti, Dora Liscia Bemporad, Gioielli in Italia: sacro e profano dall'antichità ai giorni nostri: atti del Convegno di studio, Marsilio, 2001 (pagina 170).

Marilena Mosco (a cura di), Art of jewelry and artists' jewels in the 20th century, Giunti, 2001 (pagine 375-376).