Fu segretario generale dell'OECE e commissario europeo.

Formazione Di estrazione sociale modesta, Marjolin cominciò a lavorare a 14 anni.

Successivamente prese lezioni serali e per corrispondenza, diplomandosi all'École pratique des hautes études. Si iscrisse alla facoltà di filosofia e nel 1931 ricevette una borsa di studio dalla Fondazione Rockefeller, che gli permise di studiare sociologia ed economia all'Università di Yale dal 1932 al 1933.

Attività politica e scientifica negli anni '30 Negli anni trenta Marjolin partecipò a movimenti politici di orientamento socialista ed appoggiò il Fronte Popolare nel 1936. Venne nominato incaricato di missione dal governo Blum, ma successivamente lasciò l'incarico per dissensi sulla politica estera e sulla politica economica del governo.

Dal 1938 lavorò come ricercatore e assistente di Charles Rist all'Istituto di economia di Parigi, occupandosi in particolare dell'andamento della produzione e dei prezzi e di politica monetaria. Nella formazione di Marjolin le politiche del New Deal ebbero considerevole influenza. Partecipò al colloquio Walter Lippmann.

Impegno per la ricostruzione economica Durante l'occupazione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale, Marjolin servì come consigliere economico del governo francese in esilio guidato da Charles De Gaulle, rappresentandolo anche in una missione negli Stati Uniti nel 1943. Marjolin tracciò piani per la ricostruzione della Francia e dell'Europa dopo la guerra.

Alla fine della guerra Marjolin divenne direttore del dipartimento per il commercio estero del ministero francese degli affari economici e successivamente segretario di stato per la ricostruzione. Collaborò da vicino con Jean Monnet.

Nel 1948 Marjolin venne nominato primo segretario generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea (OECE) creata per gestire il piano Marshall. Cercò di rendere l'OECE non solo un'organizzazione tecnica, ma anche con delle finalità politiche, orientata alla promozione dell'integrazione commerciale ed economica dell'Europa. Si dimise dall'incarico nel 1955.

Commissario europeo Dopo una breve esperienza come membro dello staff del ministro socialista per gli affari esteri Christian Pineau e come professore di economia all'università di Nancy, dal 1955 Marjolin guidò la delegazione francese ai negoziati per l'istituzione della Comunità Economica Europea.

Nel 1958 Marjolin venne nominato membro della prima Commissione europea, presieduta da Walter Hallstein. Marjolin fu commissario agli affari economici e monetari e venne riconfermato per un secondo mandato nel 1962. Nel novembre 1962 si candidò alle elezioni parlamentari francesi per conto della SFIO, ma non venne eletto e continuò dunque a svolgere l'incarico di commissario europeo fino alla scadenza del mandato nel 1967.

Nel 1962 Marjolin elaborò assieme all'economista Robert Triffin un piano d'azione per rafforzare l'integrazione europea, riformando il trattato di Roma per facilitare la realizzazione di un'unione economica e monetaria europea.

Marjolin mantenne un atteggiamento ambiguo rispetto alla proposta di rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo avanzata dalla Commissione della CEE, che era invece fortemente osteggiata da Charles De Gaulle e che portò alla crisi della sedia vuota Philip Bajon, "The European Commissioners and the Empty Chair Crisis of 1965-66" , in Journal of European Integration History, 2009, vol. 15 n. 2, pagg. 112-113.. Anche per questa ragione, De Gaulle scelse di non rinnovare ulteriormente il mandato di Marjolin e nel 1967 lo sostituì con Raymond Barre e Jean-François Deniau.

Nel 1964 Robert Marjolin si rese protagonista di un interventoIl settimanale Panorama, il 18 ottobre 2018, così ha rievocato l'episodio del 1964: "Il francese Robert Marjolin era all'epoca vice-presidente della CEE e incontrò a Roma Aldo Moro assieme ai ministri del governo che lo statista pugliese allora presiedeva. Dal vertice emerse un atteggiamento fortemente critico, se non aggressivo nei confronti della politica economica italiana, che Moro difendeva. Marjolin invocava senza mezzi termini una sorta di austerity ante-litteram che ebbe l'effetto di spaccare gli equilibri del centro-sinistra al governo e vanificare la speranza in un prestito europeo per tamponare gli effetti della crisi economica iniziata al termine del "boom". L'azione fu vista da molti esponenti politici come una decisa e brutale ingerenza di Bruxelles negli affari italiani": particolarmente aspro nei confronti di Aldo Moro, allora per la prima volta Presidente del Consiglio, in un frangente storico di grande drammaticità come quello rappresentato dalla grave crisi di governo del primo esecutivo di centro-sinistra (Governo Moro I). La circostanza assume toni di notevole rilievo, in quanto fu citata direttamente dalle parole scritte da Aldo Moro nel corso della sua prigionia nel covo delle Brigate Rosse e contenute nel cd. Memoriale Moro, ritrovato dai Carabinieri del generale Carlo Alberto dalla Chiesa il 1 ottobre 1978. Lo statista, in uno dei testi contenuti nel memoriale e scritti durante il sequestro, evidenziò la coincidenza cronologica tra l'iniziativa di Majolin ed il condizionamento dell'azione del governo che, tra il 26 giugno ed il 23 luglio 1964, diede luogo alla minaccia di intervento militare dell'Arma dei Carabinieri comandata dal Generale Giovanni de Lorenzo, nota come "Piano Solo"Memoriale Moro, Parte I 01. La crisi del 1964: il Presidente della Repubblica Segni e il piano del Gen. De Lorenzo..

Pubblicazioni Robert Marjolin, Le Travail d'une vie: mémoires, 1911-1986, Robert Laffont, Paris, 1986. Colloque du mardi 9 décembre 2003 consacré à Robert Marjolin, Institut de France, Paris, 2004. Note

Voci correlate Commissari europei della Francia Commissione Hallstein I, II

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