La Villa di Castiglionchio o Castellonchio si trova nel Comune di Rignano sull'Arno, nelle vicinanze di Rosano e Pontassieve.
Storia e descrizione Si tratta di un complesso fortificato molto antico, con notizie certe almeno dal Duecento quando appartenne ai Ricasoli, in seguito permutato con la famiglia Quona che in seguito si fecero chiamare "da Castiglionchio" e che nel Cinquecento presero il cognome "Zanchini". I nuovi proprietari erano di parte guelfa e dopo la battaglia di Montaperti, nel 1260, vennero assaliti dai ghibellini che semidistrussero il complesso e successivamente, già nel Trecento, fu ricostruito forse su iniziativa del giurista Lapo da Castiglionchio il Vecchio che qui visse, e nel 1378 fu trasformato in villa. Nel 1480 appartenne ad Alberto di Averaldo di Castellonchio, che nelle dichiarazioni catastali dell'epoca lo indicò come "torre con casolare ed oratorio; non si abita al presente e a ragione dei terremoti che l'hanno tutta fessa".
Il castello vero e proprio è circondato da una piccola cinta muraria, che include anche la chiesetta e un terreno che un tempo era coltivato come hortus conclusus, nonché la torre in pietra, nucleo più antico del complesso. Vi si aprono due porte castellane.
La piccola chiesa di Santa Maria conserva all'altare una tela raffigurante l'Assunzione della Vergine, in cui appare a destra il committente Giovan Battista Zanchini abbigliato da cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano, onorificenza che ricevette nel 1589, anno in cui è datata la pala, che riporta accanto ache le lettere intrecciate "L.B.", sigla che è stata interpretata come la firma di Ludovico Buti. Il pittore potrebbe averla eseguita in collaborazione con Benedetto Veli, autore degli affreschi coevi nel palazzo del committente e che potrebbe riconoscersi almeno nella figura della Vergine.Alessandro Nesi, L'iconografia e gli autori della cappella, in F. Iacopini, A. Nesi, E. Pecchioli, La cappella di palazzo Ridolfi Zanchini, e altri cantieri di restauro, Firenze, 2007, pagg. 19 - 20. Gli altari laterali presentano una mostra in stucco settecentesca all'interno della quale sono piccoli ovali con dipinti raffiguranti i Misteri del Rosario in quello a destra e simboli della Passione in quello a destra. Quest'ultimo è aperto in una sorta di nicchia con cornice a stucco polilobata entro la quale è un Crocifisso ligneo attribuito alla bottega dei Del Tasso e databile tra fine Quattrocento ed inizio CinquecentoManola Rosadini, Bottega dei Del Tasso, Crocifisso, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 154 - 155..
Note
Bibliografia Alessandro Conti, Italo Moretti, Manuela Barducci, Rignano sull'Arno. Tre studi sul Patrimonio culturale, Firenze, 1986. Ovidio Guaita, Le ville di Firenze, Newton Compton editori, Roma 1996. Roberto Lembo, Rignano sull'Arno. Edifici, e segni di culto del territorio, Rignano sull'Arno 2000.
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