Fu un crociato che combatté in Oriente per la conquista di Gerusalemme, ma anche contro i Mori in Spagna. Ciò non gl'impedì di governare la sua contea, di far redigere i fors de Béarn e di costruire diversi rifugi per i pellegrini lungo il cammino di San Giacomo di Compostela.
È considerato il capostipite della famiglia nobile siciliana dei Siracusa.
Origine Gastone, secondo il Cartulaire de Sainte Foi de Morlaas era il figlio primogenito del Visconte di Béarn, Centullo V, e della prima moglie, sua cugina Gisla o Gisela di Guascogna Cartulaire de Sainte Foi de Morlaas, doc. I, pagg. 3 - 6, probabilmente figlia di Bernardo II di Guascogna, conte d'Armagnac. Secondo il Cartulaire du prieuré de Saint Mont (ordre de Cluny), Centullo V di Béarn era figlio del visconte di Béarn, Gastone III e di Adélaïs di Lomagne, sorellastra del conte d'Armagnac e duca di Guascogna, Bernardo II Cartulaire du prieuré de Saint Mont (ordre de Cluny), doc. I, pag. 6, nota 2 e figlia, secondo la La Vasconie. Tables Généalogiques di Arnaud II, visconte di Lomagne e d'Auvillars, e d'Adalaïs di Poitiers.
Biografia La giovinezza e i primi anni di regno La data di nascita di Gastone IV non è conosciuta. Si sa solamente che è anteriore al 1074, data dello scioglimento del matrimonio di suo padre Centulle V con sua madre Gisèla; siccome la Chiesa cattolica non ammetteva i matrimoni fra consanguinei, Centullo venne invitato a separarsi dalla moglie sia dal vescovo di Oloron, Amat, che dal cardinale, Bernard de Millau, abate dell'Abbazia di San Vittore (Marsiglia), ed infine il papa Gregorio VII, nel 1074, gli scrisse una lettera per indurlo a seguire i dettami della chiesa; Centullo seguì le indicazioni del papa e in segno di penitenza Centullo fondò allora il monastero di Santa Fe de Morláas, dipendente dall'abbazia di Cluny come riportato nel Incorporación del vizcondado de Olorón Dopo essersi separato da Gisla, nel 1077, suo padre, Centullo V, sposò Beatrice, che, secondo la Histoire générale de Languedoc, tomus II, Genealogie des comtes de Carcassonne, de Razes et de Foix era figlia del Conte di Bigorre, Bernardo II e della sua seconda moglie, Stefania o Dolce (?- dopo il 1096, anno in cui Stefania fece una donazione per l'anima del figlio Bertrando), che secondo lo storico Szabolcs de Vajay era viscontessa di Marsiglia, figlia del visconte di Marsiglia, Guglielmo II. I suoi fratellastri Bernardo e Centullo furono conti della vicina provincia di Bigorre.
Gastone sposò nel 1085 Talèse, giovane nobildonna imparentata con la famiglia reale d'Aragona, la quale gli portò in dote la contea di Montaner.
Succedette a suo padre nel 1090, e dovette, poco dopo, far fronte agli assalti dei suoi nemici ereditari, i visconti di Dax et di Soule. Gastone si impadronì di una grande parte del territorio di Dax; secondo La Vasconie. Première partie, nel 1106, aveva conquistato tutta la viscontea di Dax, ma riuscì a conservare solo la città di Orthez, i Pays di Mixe e Ostabat.
Il solo documento di questa epoca pervenuto fino a noi porta la data ottobre 1094 e mostra Gastone IV nell'atto di consacrare una chiesa.
La prima crociata
In risposta all'appello di papa Urbano II, Gastone si arruolò nel 1096 con suo fratellastro Centullo di Bigorre nell'armata dei crociati comandata da Raymond de Saint-Gilles, composta principalmente da nobili occitani e provenzali del sud del reame francese. Le cronache non menzionano la presenza di Gastone sul campo prima di Nicea (maggio-giugno 1097), quando prese parte alla battaglia contro l'armata turca che provava a soccorrere gli assediati. Poco dopo, il primo di luglio, con sei altri cavalieri, affrontò il capo dei Turchi nella parata di Dorilea e riportò una vittoria clamorosa.
Durante il lungo e faticoso assedio d'Antiochia (ottobre 1097 - giugno 1098), Gastone partecipò alla costruzione delle catapulte, impiegando probabilmente alcune tecniche apprese dai Bizantini nel corso dell'assedio di Nicea. Il 28 giugno 1098, ricevette il suo primo incarico importante: guidò i nobili di Guascogna e di Poitou durante la battaglia contro le armate di Kerboga, tenendo intanto al proprio fianco il legato pontificio alla ricerca di Raimondo di Saint-Gilles, malato., Site de Jean Gallian Questa battaglia fu un successo incondizionato per i crociati, con la partecipazione di Gastone a quella carica devastatrice che si rivelò decisiva per la vittoria, poiché permise ai crociati di assumere il controllo della città. È probabile che durante i mesi che seguirono l'assedio di Antiochia, Gaston decidesse di separarsi da Saint-Gilles, poiché il suo nome è citato tra i 150 cavalieri che aiutarono Baldovino I ad impadronirsi della città di Edessa. È per questo motivo che non prese parte alla presa e al massacro di Marre; successivamente, quando i crociati si misero in marcia verso Gerusalemme, Gastone figura di nuovo tra i ranghi dell'armata.
A capo dell'avanguardia dell'armata Gastone, il 3 giugno 1099, entrò a Ramallah, mentre il normanno Tancredi si stava dirigendo verso Betlemme. Da Ramallah, cavalcò fino a Gerusalemme e fu il primo dei crociati a scorgerne le muraglie. Qui subì un attacco da parte della guarnigione fatimida che gli sarebbe potuto costare la vita se Tancredi non fosse arrivato nel momento opportuno.
Fu durante l'Assedio di Gerusalemme che Gastone si rivelò un personaggio chiave delle cronache di quella crociata: fu incaricato, infatti, della costruzione di alcuni macchinari necessari per l'assedio, i "castelli rotanti". Ad Haifa approfittò per lo scopo della presenza della flotta genovese la quale - dopo aver portato rinforzi ai crociati - era stata bloccata da quella fatimida. Gastone riuscì a convincere i capi delle navi a cedergli i loro carpentieri e il legno delle loro barche per costruire macchine da guerra.
Gastone e Tancredi assumevano così il comando delle truppe guascone di fronte alla porta di Golia, ad ovest di Gerusalemme. Nella mattina del 15 luglio, gli uomini di Goffredo di Buglione riuscirono ad avvicinarsi al castello e ad aprire una breccia. Tancredi e Gastone (che fu il primo crociato, si dice, a penetrare nella Città Santa) si lanciarono immediatamente all'attacco, sorpassarono le torri di Davide e Golia dirigendosi verso il piazzale del Tempio mentre l'armata crociata si lasciava andare al saccheggio e al massacro generalizzato. Al Tempio, lasciarono i loro stendardi ad un gruppo di civili rifugiati in cima ad una moschea. Il giorno seguente, un gruppo di crociati esaltati che si stavano dirigendo verso il Tempio assassinò dei civili, provocando la collera di Tancredi e Gastone.
Non avendo che scarso interesse per la propria gloria personale e non avendo un titolo importante, Gastone non prese parte alle lotte e agli intrighi del potere con i quali avevano a che fare i diversi comandanti della forza crociata nella conquista della città santa. Egli decise di rimanere agli ordini di Goffredo di Buglione, quando questi fu nominato protettore di Gerusalemme, piuttosto che imbarcarsi in avventure personali come fecero invece Tancredi o Raimondo di Saint-Gilles.
L'ultimo fatto d'arme cui partecipò Gastone in Palestina fu l'assedio di Ascalona (12 agosto 1099), vittoria crociata che non si concretizzò nella conquista della città, a causa del mancato accordo fra i diversi comandanti. In settembre egli s'imbarcò per Costantinopoli nel porto di Laodicea con il conte di Fiandra, il duca di Normandia e probabilmente col suo fratellastro Centullo di Bigorre, non citato nella cronache.
Il visconte di Béarn
Al suo ritorno dalla Terra Santa, Gastone svolse un'intensa attività. Nell'aprile 1101 fondò un ospedale per pellegrini a Lescar. Questo sarà il primo atto di una lunga serie volta a proteggere il cammino di Santiago di Compostela la cui via principale passava per il Béarn e l'Aragona. Nel 1104 Telese fece un'importante donazione all'ospedale di Santa Cristina del Somport, il colle più utilizzato dai pellegrini per attraversare i Pirenei (l'abbazia di Roncisvalle non era ancora stata fondata). Gastone e Telese furono i primi a far erigere una serie di rifugi ed ospedali nei boschi che conducevano a Somport: Mifaget (1114), Lacommande (1118) e Sauvelade (1128).
Gastone fu gran promotore dell'arte romanica nel Béarn, dando inizio alla costruzione della Cattedrale di Santa Maria di Oloron ed a quella di Lescar. Egli realizzò anche la costruzione della chiesa di Sainte-Foy a Morlaàs. Tutti questi edifici hanno in comune l'influenza della Cattedrale di San Pietro a Jaca.
Nel 1102 egli promulgò un privilegio per la città di Morlaàs, allora capitale della viscontea. Tale privilegio fu l'embrione del futuro "Foro di Morlaàs, che a sua volta divenne un documento costitutivo dei "Fori del Béarn".
In politica estera, oltre alla solida alleanza con Alfonso I di Aragona, Gastone firmò un trattato di pace con Bernardo III, conte di Armagnac (1104).
A partire dal 1102 egli subì gli attacchi dei visconti di Dax e di Soule, che pervennero, dopo una lunga e sanguinosa guerra, a recuperare la quasi totalità di quanto avevano perduto nel 1090, esclusi cioè solamente i piccoli territori dei Pays di Mixe e Ostabat nonché la città di Orthez, che rimase definitivamente sotto il controllo del Béarn.
Béarn e Bigorre facevano rispettivamente parte del ducato di Aquitania e del Regno di Francia, ma nel XII secolo questa appartenenza era puramente teorica, al contrario dei legami con l'Aragona. Centullo di Bigorre prestò impegno di fedeltà ad Alfonso I di Aragona nel 1122, uscendo così dall'orbita aquitana. Gastone venne invece sempre considerato dal re aragonese come un suo pari, senza che egli dovesse prestargli giuramento di fedeltà. Si può quindi affermare che Gastone governava la viscontea di Béarn come un principato indipendente. Le campagne di Spagna
Nel 1110 alcuni cavalieri guasconi aiutarono Alfonso I d'Aragona a tenere in scacco il re del Taifa di Saraqozza Ahmad II al-Musta`in durante la battaglia di Valtierra. S'ignora se Gastone IV abbia partecipato a questa battaglia ma un documento datato 1113 cita il suo titolo signore di Barbastro, il che sta ad indicare ch'egli avesse combattuto in Aragona e ne fosse stato ricompensato.
La prima battaglia di Gastone al fianco di Alfonso, della quale si abbia traccia certa, fu quella del 1117, che condusse alla presa di Morella ed al controllo di Maestrazgo, bloccando le comunicazioni fra Saragozza e Valencia: la capitale dell'Ebro era così isolata dal suo principale appoggio ed esposta ad un attacco nell'anno successivo.
Per questo attacco Alfonso I beneficiava dell'appoggio di numerosi cavalieri francesi, oltre alle sue forze aragonesi e navarrine, poiché papa Gelasio II aveva dichiarato "crociata" la conquista di Saragozza. Gastone accolse i francesi nel Béarn nel maggio del 1118, li condusse a Saragozza ed assunse il comando dell'assedio.
La conquista dei sobborghi fu agevole ma la città resistette per lunghi mesi. Gastone fece costruire 20 catapulte e numerosi "castelli" mobili su ruote simili a quelli utilizzati a Gerusalemme. La città capitolò finalmente il 2 dicembre senza che si sia potuto chiaramente stabilire se fossero stati gli assediati ad arrendersi per fame o se la presa della città sia stata dovuta all'apertura di una breccia nelle mura. Contrariamente a ciò che Gastone aveva potuto vedere in Palestina, non vi furono né saccheggi né massacri. Le vite ed i beni degli abitanti vennero rispettati e coloro che volevano andarsene lo poterono fare. I vincitori si spartirono le grandi ricchezze del governatore almoravide ed il controllo dei diversi quartieri della città. Gastone venne particolarmente ricompensato da Alfonso I con il titolo di signore di Saragozza e con la parìa della corona di Aragona. A sua volta Gastone ripartì una parte delle terre conquistate fra i nobili del Béarn che lo avevano accompagnato.