Assieme al suo fondatore, è ricordato come il più importante esponente della dinastia.
Biografia Figlio di Rukn al-Dawla, Fana Khusraw ebbe il laqab di ʿAḍud al-Dawla (della dinastia buwayhide) dal Califfo abbaside nel 948, quando fu indicato come Emiro del Fars a seguito della morte dello zio 'Imad al-Dawla, rimasto senza eredi maschi, dopo che Rukn al-Dawla era diventato Emiro dell'intera famiglia buwayhide. Nel 974 ʿAḍud al-Dawla fu inviato da suo padre per stroncare la rivolta di suo cugino 'Izz al-Dawla. Dopo aver sgominato le forze del cugino, egli reclamò per sé l'Iraq, contrariando per questo suo padre, sebbene egli fosse destinato a diventare l'Emiro della famiglia buwayhide alla morte del genitore.
ʿAḍud al-Dawla divenne Emiro dell'Iraq mentre la capitale Baghdad era preda di disordini, di violenze e d'instabilità politica dovuta a scontri tra le varie fazioni politiche e religiose della capitale abbaside. Per riportare ordine e tranquillità alla città, dispose il divieto assoluto per ogni forma di manifestazione e di dissenso pubblico. Allo stesso tempo concesse il suo patrocinio a un certo numero di studiosi sciiti, come ad esempio Shaykh al-Mufīd, e sponsorizzò il restauro di un certo numero d'importanti santuari sciiti.
Inoltre, ʿAḍud al-Dawla fu generoso committente di progetti scientifici. Un osservatorio astronomico fu costruito per suo ordine a Isfahan, in cui operava Abd al-Rahmān al-Sūfi (Azophi). al-Muqaddasī ricorda anche la costruzione per sua volontà di una grande diga tra Shiraz (Iran e Istakhr nel 960. La diga permise di portare acqua per usi civili ed agricoli a circa 300 villaggi del Fars e divenne nota come Band-i Amir (La diga dell'Emiro).
Di grande importanza fu anche la costruzione di un grande ospedale pubblico a Baghdad, il Bīmāristān ʿAḍudī (L'ospedale di ʿAḍud [al-Dawla]),Ameer Ali, Short History of the Saracens. in cui operavano stabilmente "sessanta fra chirurghi, fisiatri, oculisti, ortopedici e, in apposito reparto, psichiatri".Claudio Lo Jacono, Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo). Vol. I - Il Vicino Oriente, Torino, Einaudi, 2003, p. 276. e lavorò nell'ultima parte della sua vita il grande medico (ḥakīm ) RhazesE. Browne, p. 46., che a lungo rimase un esempio per tutto il mondo arabo-islamico.Solo più tardi, a Damasco, l'Emiro zengide Norandino costruirà il suo grandioso Māristān Nūrī, in cui fu ricoverato per curare le sue ferite ricevute nei combattimenti contro i Crociati il futuro Sultano mamelucco Qalāwūn al-Alfī, che ordinerà poi al Il Cairo l'edificazione del suo grandioso Māristān Qalāwūnī. e lo scavo del canale detto "Haffar", che collegava il fiume Karun all'Arvand Rud / Shaṭṭ al-ʿArab. Il porto di Khorramshahr fu edificato sul Haffar, nel punto di confluenza dell'Arvand Rud/Shaṭṭ al-ʿArab.
Amministrazione ʿAḍud al-Dawla tenne corte a Shiraz. Visitò frequentemente Baghdad e vi fece soggiornare stabilmente alcuni tra i suoi vizir, tra cui il cristiano Naṣr ibn Hārūn.Philip K. Hitti, History of the Arabs. Sotto il suo governo, durato appena quattro anni, crebbe la prosperità, a causa dell'atteggiamento sostanzialmente liberale della sua politica, tanto che nel corso della sua vita non vi furono manifestazioni di scontento.
Morte ʿAḍud al-Dawla morì nel 983 e fu inumato a Najaf, la Città Santa sciita in cui si ergeva la Moschea dell'Imam 'Ali da lui fatta costruire, vista la sua fede imamita.
Omonimia
Lo stesso laqab fu portato dal secondo Sultano selgiuchide Alp Arslan.
Note
Bibliografia Donald Routledge Hill, Islamic Science And Engineering, Edinburgh University Press (1993), ISBN 0-7486-0455-3 Edward Granville Browne, Islamic Medicine, 2002, ISBN 81-87570-19-9
Voci correlate Storia della Persia Buwayhidi Ali ibn Buya
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Buwayhidi