I Just Wasn't Made for These Times è un brano musicale del gruppo statunitense The Beach Boys, ed è l'undicesima traccia dell'album Pet Sounds pubblicato nel 1966. Tema della canzone è la rassegnazione di Brian Wilson dovuta al fatto di essere troppo avanti con i tempi e di non essere capito (infatti molti all'epoca sostennero che fosse impazzito a produrre un album insolito come Pet Sounds).Brian Wilson affermò: «It's about a guy who was crying out because he thought he was too advanced, and that he'd eventually have to leave people behind. All my friends thought I was crazy to do Pet Sounds» ("Parla di un ragazzo triste perché pensa di essere troppo avanti rispetto agli altri, e che quindi è costretto a lasciare indietro le persone che lo circondano. Tutti i miei amici pensavano che fossi pazzo a fare Pet Sounds").

Nel 1996, la Sub Pop pubblicò su singolo una versione stereo mix di I Just Wasn't Made for These Times dei Beach Boys.

Il brano

Il testo venne scritto da Brian Wilson in collaborazione con Tony Asher con in mente l'idea del rimpianto di un giovane uomo verso l'entrata nell'età adulta e la conseguente perdita di innocenza connessa alla crescita. Wilson affermò nella sua autobiografia che I Just Wasn't Made for These Times parlava della sua turbolenta psiche e del fatto che si sentisse troppo "avanti" ai tempi rispetto agli altri."Wouldn't it be Nice: My Own Story" ,ISBN 0747531455, p.135 Il brano è presumibilmente il primo esempio conosciuto di canzone pop rock a contenere il suono di un Theremin modificato, l'Electro-Theremin o Tannerin. Poco tempo dopo aver registrato la canzone, Wilson riutilizzò il Tannerin anche per la celebre Good Vibrations.T. Pinch and F. Trocco, Analog Days: The Invention and Impact of the Moog Synthesizer (Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press, 2004), ISBN 0674016173, p. 87.

Dennis Wilson avrebbe dovuto originariamente cantare il brano come voce solista, ma quando la traccia vocale venne incisa su nastro, fu invece Brian ad occuparsi del cantato principale.

Cover La canzone è stata reinterpretata da Brian Wilson stesso nell'album Pet Sounds Live; dai Sixpence None the Richer per l'album tributo Making God Smile; da Patrick Wolf per Do It Again: A Tribute To Pet Sounds; da Aimee Mann e Michael Penn in A Tribute To Brian Wilson (2001); dalla band giapponese Feelds per il disco tributo Smiling Pets (Sony Japan, 1998); e dalla band indie inglese The Servants sull'album Reserved (Cherry Red, 2006).

Formazione Brian Wilson – Voce solista Carl Wilson – Voce Dennis Wilson – Voce Al Jardine – Voce Mike Love – Voce Chuck Berghofer – basso Hal Blaine – Batteria, timpani, bonghi Glen Campbell – Chitarra Frank Capp – Timpani, percussioni latine Steve Douglas – Sax tenore Plas Johnson – Sax tenore Barney Kessel – Chitarra Bobby Klein – Sax tenore Mike Melvoin – Clavicembalo Jay Migliori – Sax baritono Tommy Morgan – Armonica Ray Pohlman – Basso Don Randi – Pianoforte Paul Tanner – Tannerin

Note

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