La battaglia della Mosa fu la fase decisiva dei combattimenti sul fronte occidentale durante il Fall Gelb, la prima manovra offensiva sferrata dalla Wehrmacht nel 1940, durante la seconda guerra mondiale. Seguendo le direttive del famoso piano proposto inizialmente dal generale Erich von Manstein, le forze corazzate tedesche, concentrate a sorpresa nell'impervio e apparentemente intransitabile settore delle Ardenne, sferrarono dal 10 maggio un potente attacco in profondità e, dopo aver sbaragliato con facilità la debole resistenza belga e delle divisioni di cavalleria leggera francesi, penetrarono nel territorio boscoso ardennese, raggiungendo già il 13 maggio le rive della Mosa, dove erano schierate a difesa le divisioni fanteria della 9ª e della 2ª Armata francese..

Colte impreparate dalla rapidità e dalla potenza dell'attacco tedesco, sostenuto da uno schiacciante appoggio della Luftwaffe che ottenne la completa superiorità aerea sul campo di battaglia, le truppe francesi non riuscirono a difendere la linea del fiume e cedettero importanti teste di ponte. Le Panzer-Division concentrate, sette divisioni corazzate, di cui cinque raggruppate nel Panzergruppe Kleist, il 15 maggio superarono in forze la Mosa e travolsero completamente le difese nemiche: la 9ª Armata fu distrutta e la 2ª Armata dovette ripiegare verso sud.. A Sedan il generale Heinz Guderian, a Monthermé il generale Georg-Hans Reinhardt e a Dinant il generale Hermann Hoth ottennero i successi decisivi e poterono quindi proseguire in direzione ovest per raggiungere le coste della Manica ed isolare la grande concentrazione di forze anglo-francesi spintasi incautamente in Belgio.

Dopo aver respinto con gravi perdite alcuni inefficaci tentativi di contrattacco delle divisioni corazzate di riserva francesi e sfruttando anche il crollo del morale di alcuni reparti francesi e la confusione degli alti comandi alleati, le forze corazzate tedesche vinsero entro il 17 maggio la battaglia e ottennero completa via libera verso il mare che raggiunsero senza molte difficoltà il 20 maggio, segnando una svolta decisiva delle operazioni..

Fall Gelb

Il 24 febbraio 1940 l'OKH diramò finalmente la versione definitiva del Fall Gelb, il piano operativo della Wehrmacht per la grande offensiva ad occidente; quest'ultima variante, frutto delle intuizioni di Adolf Hitler, dei dettagliati memorandum del generale Erich von Manstein e della capacità di pianificazione degli esperti ufficiali dei stato maggiore del comando supremo, guidati dal generale Franz Halder, rivoluzionava completamente l'originale progetto di offensiva elaborato a novembre 1939 e avrebbe completamente sorpreso i comandi alleati, ottenendo uno straordinario successo a partire dal 10 maggio 1940, giorno di inizio dell'attacco tedesco a occidente..

Il Fall Gelb prevedeva ora che l'attacco principale tedesco sarebbe stato sferrato dal Gruppo d'armate A del generale Gerd von Rundstedt che avrebbe schierato tre armate, la 4ª (generale Günther von Kluge), la 12ª (generale Wilhelm List) e la 16ª (generale Ernst Busch), e soprattutto il Panzergruppe Kleist (generale von Kleist), nel settore compreso tra il sud di Liegi e Sedan e avrebbe attaccato di sorpresa attraverso il territorio accidentato e boscoso delle Ardenne. Sette Panzer-Division sarebbero state assegnate a questo raggruppamento per costituire l'ariete offensivo destinato ad attraversare con grande rapidità le Ardenne e raggiungere fulmineamente la Mosa, sferrando subito l'attacco alla linea del fiume e conquistando teste di ponte da sfruttare per un'avanzata verso ovest.. Nonostante lo scetticismo di alcuni generali, tra cui Busch e von Bock, altri ufficiali come il generale Halder e soprattutto il generale Heinz Guderian, grande esperto di forze corazzate e comandante delle divisioni corazzate destinate a sferrare l'attacco nel settore più importante di Sedan, si attendevano il successo di questo audace piano e contavano di cogliere di sorpresa il nemico e sfondare completamente le linee francesi sulla Mosa..

Il superamento delle difese francesi sulla Mosa tra Namur e Sedan avrebbe aperto alle forze corazzate tedesche sia la via per aggirare sul fianco sinistro la Linea Maginot, sia per puntare a sud verso Parigi, sia per avanzare verso ovest a nord dell'Aisne e della Somme in direzione della Manica. Quest'ultima variante, foriera di risultati decisivi in caso di accerchiamento delle armate alleate penetrate in Belgio, venne prescelta dai comandi tedeschi e venne portata a termine con successo dopo il crollo delle linee francesi sul fiume.

La difesa della linea della Mosa era stata affidata, nel quadro del cosiddetto Piano Dyle, dal generale Maurice Gamelin, comandante in capo dell'esercito francese, e dal generale Alphonse Georges, comandante del "Fronte Nord-Est", alla 9ª Armata del generale André Corap (nove divisioni tra Namur e Monthermé) ed alla 2ª Armata del generale Charles Huntziger (sette divisioni nel settore di Sedan e Montmedy). Considerando il settore facilmente difendibile grazie alla regione boscosa delle Ardenne, ritenuta inaccessibile alle forze corazzate tedesche, ed allo sbarramento costituito dal corso d'acqua, ampio, incassato in ripide sponde, di difficile attraversamento sotto il fuoco dei difensori, i generali francesi prestarono poca attenzione alla possibile minaccia di un attacco tedesco..

Concentrati sui pericoli di un attacco tedesco in forze nel settore a nord di Liegi, ritenuto il più esposto ad un'offensiva nemica, non rafforzarono adeguatamente le fortificazioni di Sedan, ed inoltre assegnarono alle due armate incaricate della difesa del fiume truppe prevalentemente di riservisti, meno addestrate e scarsamente equipaggiate di automezzi, cannoni anticarro e anti-aerei. Sicuri che sulla Mosa i tedeschi non avrebbero attaccato o comunque che non avrebbero potuto ottenere risultanti importanti a causa anche delle difficoltà naturali, i generali alleati vennero quindi colti di sorpresa dall'improvviso arrivo dei panzer sulle rive della Mosa e non furono in grado di reagire tempestivamente ed efficacemente, perdendo in pochi giorni la linea del fiume con conseguenze disastrose per l'intero schieramento alleato..

La battaglia La marcia dei panzer nelle Ardenne Alle ore 05.30 del 10 maggio le sette divisioni corazzate del Gruppo d'armate A del generale Gerd von Rundstedt (oltre 1800 carri armati e 350 autoblindo) si misero in movimento per penetrare nelle Ardenne con la massima rapidità, raggiungere le rive della Mosa e sferrare l'attacco decisivo previsto dal Fall Gelb. Le difese del settore, fittamente boscoso e teoricamente quasi impraticabile per forti unità meccanizzate, erano particolarmente deboli; ritenendo che le difficoltà del terreno avrebbero dissuaso i tedeschi dall'effettuare un movimento di rilievo strategico nelle Ardenne, i generali Gamelin e Georges non consideravano possibile una minaccia seria del nemico in questo settore e ritenevano in ogni caso che sarebbe occorso molto tempo (circa 20 giorni) per portare avanti forze sufficienti di fanteria ed artiglieria pesante per attaccare lo schieramento difensivo francese stabilito sulla Mosa tra Namur e Sedan. Quanto ai belgi il loro piano prevedeva che la difesa delle Ardenne, affidata a due ottime divisioni di chasseurs ardennais equipaggiate anche di carri leggeri, servisse solo a rallentare per un certo tempo l'avanzata tedesca con ostruzioni e azioni di retroguardia prima di ripiegare verso nord-ovest oltre la Mosa tra Huy e Namur. Pertanto il generale Kayaerts, comandante dei cacciatori delle Ardenne, alla notizia dell'offensiva tedesca, attivò le demolizioni e le ostruzioni previste e fece ripiegare già nella serata del 10 maggio i suoi reparti. Solo a Martelange e Bodange alcuni reparti di cacciatori belgi, che per un errore nella trasmissione degli ordini non avevano ancora ripiegato, si scontrarono duramente prima di ritirarsi con le avanguardie della 1. Panzer-Division, appartenente al 19º Panzerkorps del generale Guderian.

Il piano francese prevedeva che la 9ª Armata e la 2ª Armata, formazioni del fianco destro del Gruppo d'armate n. 1 del generale Gaston Billotte (che comprendeva anche la 1ª, la 7ª Armata e il BEF, destinati ad entrare in Belgio fino alla linea Dyle-Breda), a cui era assegnata la difesa del settore lungo la linea della Mosa tra Namur e Sedan, per guadagnare tempo, inviassero nelle Ardenne l'equivalente di cinque divisioni di cavalleria leggera (Divisions Légères de Cavalerie, DLC), equipaggiate anche di autoblindo e carri leggeri. La 1ª e la 4ª DLC sarebbero state assegnate alla 9ª Armata e la 2ª e la 5ª DLC alla 2ª Armata per un'azione di esplorazione e di individuazione di eventuali manovre offensive tedesche, ritenute peraltro poco probabili. Si trattava di reparti deboli con solo 48 carri leggeri Hotchkiss H35 e circa 130 autoblindo in tutto, non in grado di sostenere scontri prolungati contro le Panzer-Division tedesche. Pur se contrariati dalla prematura ritirata dei cacciatori ardennesi, i generali Georges e Billotte portarono avanti la loro manovra e le divisioni leggere di cavalleria francesi, dopo essere state messe in allarme in piena notte, entrarono nelle Ardenne nel pomeriggio del 10 maggio. All'alba dell'11 maggio i reparti assegnati alla 9ª Armata del generale Corap, raggiunsero la linea Marche, Rochefort, Saint-Hubert senza entrare in contatto per il momento con il nemico, mentre la cavalleria del generale Huntziger alla 2ª Armata avanzò fino a Libramont, Neufchâteau e Arlon, dove invece si ebbero i primi scontri con le avanguardie tedesche della 10. Panzer-Division, elemento di sinistra del 19º Panzerkorps.

L'avanzata tedesca nel Lussemburgo non venne contrastata militarmente e quindi si sviluppò con regolarità e sicurezza, grazie anche alla capacità ed all'efficienza mostrata nel lavoro di pianificazione logisitca dal capo di stato maggiore del Panzergruppe Kleist, generale Kurt Zeitzler; si trattò di una manovra di avvicinamento impegnativa soprattutto per i problemi di viabilità e di controllo della regolarità dei movimenti stradali del gran numero di colonne motorizzate contemporaneamente in azione. Le forze corazzate tedesche che il 10 maggio entrarono nelle Ardenne erano imponenti, esse costituivano il famoso "cuneo corazzato" (Panzerkeil) che nelle aspettative del Führer ed anche di molti generali tedeschi aperti alle nuove teorie strategico-operative avrebbe dovuto decidere in un solo colpo la campagna a occidente. A nord marciava il 15º Panzerkorps del generale Hermann Hoth con la 5. e la 7. Panzer-Division (circa 570 carri armati e 100 autoblindo), mentre più a sud, tra Vianden ed Echternach, entrò in azione il Panzergruppe Kleist al comando del generale Ewald von Kleist con cinque divisioni corazzate e tre divisioni motorizzate (quasi 1300 carri armati e 300 autoblindo).