Il è stato un incrociatore pesante della Marina imperiale giapponese, appartenente alla classe Takao e così chiamato in onore dell'omonimo vulcano che si trovava nell'antica prefettura di Ugo, oggi inglobata nella prefettura di Akita. Fu varato dal cantiere navale di Nagasaki nell'aprile 1931.
Formò la 4ª Divisione incrociatori con le unità sorelle e negli anni trenta operò tra Giappone e Cina. Nel novembre 1941 era compreso nella 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō, con la quale partecipò alla scorta dei convogli diretti in Malaysia, Borneo e Sumatra. Nel marzo 1942 prese parte alla scorreria nelle acque a sud di Giava, poi in aprile fu coinvolto nell'incursione giapponese nell'Oceano Indiano, dando la caccia ai mercantili nel golfo del Bengala. Rientrato in patria, salpò a fine maggio con la flotta e fu presente alla disastrosa battaglia delle Midway (4-6 giugno 1942). In luglio divenne nave ammiraglia della nuova 8ª Flotta e, in tale veste, ebbe un ruolo centrale nella battaglia dell'isola di Savo (8-9 agosto) vicino a Guadalcanal. Tra agosto e novembre partecipò a quasi tutte le maggiori azioni della campagna e non accusò che danni leggeri, in seguito rimase a operare nei dintorni di Rabaul. Nel corso del 1943 fu coinvolto per lo più in missioni di scorta e viaggi tra le principali basi nipponiche e la madrepatria, incarichi continuati sino ai primi mesi del 1944. Spostatosi da Truk alle Palau alle Lingga, fu aggregato alla 1ª Flotta mobile del viceammiraglio Jisaburō Ozawa e in giugno fu presente alla battaglia del Mare delle Filippine, ancora una volta senza intervenire direttamente. Dopo una tappa in Giappone fece rotta per Singapore e rimase in zona nei mesi seguenti.
Verso la fine di ottobre salpò con le altre navi della 1ª Flotta mobile nel quadro dell'operazione Sho-Gō 1. Il mattino presto del 23 ottobre, al largo della costa occidentale di Palawan, la squadra fu attaccata da due sommergibili nemici e il Maya e lo Atago affondarono, mentre il Takao tornò indietro per i danni subiti. Il Chokai non sopravvisse a lungo ai suoi gemelli: nel corso della battaglia al largo di Samar del 25 ottobre ricevette alcune granate che innescarono i suoi siluri; le esplosioni distrussero gli organi propulsori e fu infine affondato dal cacciatorpediniere Fujinami, che a sua volta fu distrutto con la morte del proprio equipaggio e di quello tratto in salvo dal Chokai.
Caratteristiche
L'incrociatore pesante Chokai costituiva con le unità gemelle , e la classe Takao. Presentava una lunghezza fuori tutto di 203,76 metri (201,67 metri alla linea di galleggiamento), una larghezza massima di 18,03 metri e un pescaggio di 6,11 metri. Il dislocamento, previsto in tonnellate standard, arrivò invece a durante le prove in mare; a pieno carico la nave giunse a pesare tonnellate, ben oltre i limiti imposti dal trattato navale di Washington.
La classe costituiva una versione meglio corazzata della precedente classe Myoko e ne riprendeva le linee generali, l'architettura e le dotazioni; inoltre, fu progettata per servire come ammiraglia di una flotta o di uno squadrone. L'armamento principale era formato da dieci cannoni Type 3 numero 2 da 203 mm lunghi 50 calibri (L/50), distribuiti a coppie in cinque torri binate: tre si trovavano a prua con quella mediana sopraelevata, due erano site a poppa e sovrapposte. Queste armi erano state pensate per operare anche in funzione contraerea, ma il peso delle torri, il basso rateo di fuoco e l'impossibilità di puntarle a un alzo di 70° all'interno delle installazioni non permisero tale impiego. La difesa a lungo raggio dai velivoli ricadde dunque su quattro pezzi Type 10 da 120 mm L/45, sistemati in postazioni singole; erano coadiuvati da due cannoni leggeri Vickers-Armstrong QF 2 lb da 40 mm e due mitragliatrici Lewis da 7,7 mm, armi comprate o prodotte su licenza dal Regno Unito. Erano infine disponibili otto tubi lanciasiluri da 610 mm, raggruppati in due impianti quadrinati brandeggiabili, uno per fiancata: furono posti in apposite camere corazzate che si protendevano dal ponte interno, in corrispondenza della massiccia sovrastruttura di prua..
La corazzatura era costituita da acciaio tipo Dücol e rappresentava quasi il 17% del dislocamento complessivo. Alla cintura era meno estesa che sui Myoko, era spessa 127 mm nella sezione superiore e si assottigliava sino a 38 mm nella parte inferiore. Il ponte interno era fornito di lastre da 30 mm, che aumentavano a 47 mm in corrispondenza dei magazzini di munizioni; il ponte di coperta era invece meno protetto con uno strato che andava da 12 mm a 25 mm. Le paratie trasversali erano irrobustite da corazze spesse 75 – 100 mm ma le torri dell'armamento principale non furono rafforzate e mantennero le corazzature da 25 mm, insufficienti a reggere un colpo diretto. L'imponente torre di comando ricevette invece un guscio corazzato. Le controcarene antisiluro erano uguali a quelle della classe precedente e potevano sopportare la detonazione di una carica esplosiva di circa 200 chili..
Il sistema di propulsione contava dodici caldaie Kanpon che alimentavano quattro turbine a ingranaggi a vapore, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica. Era erogata una potenza totale di shp e la velocità massima toccava i 35,5 nodi; grazie alla scorta di carburante pari a tonnellate di olio combustibile, l'autonomia fu calcolata in miglia (circa chilometri) alla velocità di crociera di 14 nodi, ma la stazza notevole provocò un calo a miglia.. Sul ponte verso poppa erano montate due catapulte e fu ricavato abbastanza spazio per portare a bordo tre idrovolanti. L'equipaggio ammontò a 733 uomini al momento dell'entrata in servizio, ma crebbe a causa di successivi interventi: nel 1941 arrivò a circa 920 effettivi, che salivano a 970 quando era imbarcato lo stato maggiore di una flotta. Nel corso della seconda guerra mondiale si stabilizzò attorno a tra ufficiali e marinai..
Nel 1936 il Chokai fu oggetto di un esteso lavoro di rafforzamento dello scafo, l'imponente sovrastruttura prodiera fu un poco abbassata e i cannoni Vickers furono rimossi in favore di due impianti quadrinati di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm. In ottemperanza a un piano di ricostruzione, la classe intera avrebbe dovuto essere modernizzata entro la primavera 1941, ma i cantieri giapponesi erano già oberati e dunque solo il Takao e lo Atago furono sottoposti al processo completo.. Solo nella prima metà del 1941 il Chokai poté essere parzialmente modificato: rimpiazzò gli affusti quadrupli di mitragliatrici Type 93 con due impianti binati di cannoni antiaerei Type 96 da 25 mm L/60, aggiunse due affusti doppi di mitragliatrici Type 93, i tubi lanciasiluri furono messi in grado di adoperare il letale Type 93 da 610 mm e infine fu implementato un modello più robusto di catapulta con nuovi idrovolanti, due Aichi E13A1 e un Mitsubishi F1M2. Il dislocamento rimase pressoché invariato.
Impiego operativo Costruzione e anni trenta
L'incrociatore pesante Chokai fu ordinato nell'anno fiscale edito nel 1927. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Nagasaki, gestito dalla Mitsubishi, il 26 marzo 1928 e il varo avvenne il 5 aprile 1931; fu completato il 30 giugno 1932. Il comando fu assunto dal capitano di vascello Boshirō Hosogaya (dal 1º dicembre 1931 supervisore delle fasi finali di allestimento), il quale condusse l'incrociatore appena completato a Yokosuka, dove fu registrato nei ruoli della marina. Il 1º dicembre 1932 subentrò il capitano di vascello Umatarō Tanitomo, cui seguirono i pari grado Shirō Koike (15 novembre 1933-15 novembre 1934), Gun'ichi Mikawa (15 novembre 1934-15 novembre 1935), Atsushi Kasuga (15 novembre 1935-1º dicembre 1936), Takeo Okumoto (1º dicembre 1936-12 luglio 1937), Aritomo Gotō (12 luglio 1937-15 novembre 1938), Zenshirō Hoshina (15 novembre 1938-15 novembre 1939), Takerō Kōda (15 novembre 1939-19 ottobre 1940) e Seishichi Watanabe. Il Chokai formò con le unità gemelle la 4ª Divisione incrociatori nel dicembre 1932, rimpiazzando nell'organico la classe Myoko. Nell'aprile 1933 la divisione partecipò al completo a esercitazioni di tiro a lunga gittata, condotte di notte e con l'ausilio degli idrovolanti, poi in giugno (assieme alla 6ª Divisione incrociatori – , Furutaka, , ) portò a termine una crociera di addestramento nelle acque dell'Isola di Formosa; in luglio prese parte a una vasta esercitazione al largo dell'atollo di Truk e poi dinanzi Honshū. A fine agosto il solo Chokai presenziò alla rivista navale di Yokosuka tenuta dall'imperatore Hirohito, poi dal 18 ottobre rimase nei locali cantieri per revisione. Tra febbraio e aprile 1934 seguì il resto della 4ª Divisione in intensive esercitazioni al largo di Kyūshū; in estate si spostò a Port Arthur, che lasciò il 27 settembre: fece tappa a Tsingtao, dove si unì la 6ª Divisione incrociatori, e quindi si fermò a inizio ottobre presso Sasebo. Il Chokai proseguì solo per Yokosuka, dove rimase per riparazioni delle macchine di governo e dell'apparato motore dalla fine di ottobre 1934 al 20 febbraio 1935. Dopo una crociera nelle acque cinesi, la 4ª e 6ª Divisione incrociatori furono incluse nella grande esercitazione annuale a nord-est di Honshū, che tuttavia fu interrotta dopo che il 26 settembre un violento tifone ebbe danneggiato decine di navi: dopo questo cosiddetto incidente della 4ª Flotta il Chokai e le unità sorelle rientrarono a Yokosuka, la 4ª Divisione fu disattivata in novembre e i quattro incrociatori sottoposti a lavori di rafforzamento dello scafo. Il disastro aveva infatti evidenziato serie deficienze di tenuta del mare e di stabilità in gran parte dei progetti della marina imperiale.
Alla fine di ottobre 1936 il Chokai, tornato in servizio, presenziò a una seconda rivista navale tenutasi nella baia di Kōbe e nell'agosto 1937 tornò nei ranghi della ricostituita 4ª Divisione. Il 10 del mese salpò per condurre un pattugliamento delle acque cinesi, visto che da poco era iniziata una guerra aperta, ancorché non dichiarata, con la Repubblica nazionalista cinese. Il Chokai rientrò in patria a fine agosto, poi ripartì subito per Port Arthur e nei mesi seguenti fu impegnato in ricognizioni lungo la costa centrale della Cina. In novembre gettò le àncore a Sasebo. Nell'aprile 1938 la 4ª Divisione incrociatori, ridotta al Chokai e al Maya, si unì all'8ª Divisione (, ) e a uno squadrone di cacciatorpediniere per un'altra lunga perlustrazione, stavolta lungo il litorale cinese meridionale. In settembre e ottobre, tornati in Giappone, il Chokai e il Maya condussero esercitazioni di tiro assieme alla 7ª Divisione incrociatori (, Mikuma, , Suzuya) nelle acque di Kyūshū, quindi il 17 ottobre partirono con due divisioni di corazzate, l'incrociatore leggero e un gruppo di cacciatorpediniere per un ennesimo pattugliamento. A fine mese tutte le navi rientrarono alla base militare di Mako nelle Pescadores e la 4ª Divisione incrociatori proseguì sino a Sasebo. Lasciò questo porto il 21 marzo 1939 e portò a compimento un ennesimo pattugliamento nelle acque cinesi settentrionali, quindi a inizio aprile tornò in patria e si unì alla Flotta Combinata, partecipando a una serie di addestramenti al tiro sino a fine maggio. La 4ª Divisione era di nuovo a organico completo ma il 10 novembre 1939 il Chokai fu riassegnato alla 5ª Flotta e cinque giorni dopo divenne ammiraglia sia di quest'ultima, sia della 15ª Divisione incrociatori.
1941-1942