La diocesi di Crema () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2023 contava 98.500 battezzati su 99.500 abitanti. È retta dal vescovo Daniele Gianotti.
Il patrono è san Pantaleone, medico e martire. La sua festa viene celebrata nella diocesi il 10 giugno.
Territorio I suoi confini coincidono con quelli del Cremasco, così come andarono delineandosi nei secoli XI-XII intorno al libero comune di Crema. Prima del sorgere di Crema, tuttavia, la zona venne evangelizzata nel IV-V secolo a partire dalla pieve di Palazzo Pignano.
Sede vescovile è la città di Crema, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta.
La diocesi è divisa in 6 zone pastorali e 63 parrocchie, a loro volta raggruppate in 12 unità pastorali. Tutto il suo territorio appartiene alla provincia di Cremona.
Storia La nascita della diocesi di Crema, l'ultima e la più piccola fra quelle lombarde ad essere istituita, è intimamente connessa con l'espansione dei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia. Iniziato infatti il 16 settembre 1449 il governo della Serenissima su Crema e il cremasco, già due anni dopo, nel 1451, si aprirono le trattative e incominciarono le pratiche per erigere in diocesi il territorio dell'antica Insula Fulcheria, su cui a quell'epoca esercitavano la propria giurisdizione ecclesiastica le diocesi di Cremona, di Lodi e di PiacenzaQuesta diocesi iniziò ad avere giurisdizione in questa parte della Lombardia con una bolla di papa Alessandro III nel XII secolo. La decisione fu poi cancellata su richiesta del vescovo Sicardo da Cremona, ma ripristinata nel corso del Duecento su pressione delle autorità comunali, giungendo però a una divisione tra le due diocesi (Cremona e Piacenza) delle parrocchie cremasche. A. Banti, Storia di Crema, Crema, 1816 (?), p. 13. All'interno della stessa città di Crema c'erano parrocchie dipendenti da Piacenza o da Cremona. La buona volontà veneziana non valse tuttavia a mutare lo stato delle cose, né miglior fortuna ebbe l'interessamento favorevole di san Carlo Borromeo presso papa Pio IV un secolo dopo.Francesco Piantelli, Folclore cremasco, 1985, p. 103.
Non demordendo comunque i cremaschi dalle loro richieste, nel 1579 papa Gregorio XIII inviò a Crema il vescovo di Rimini e il visitatore apostolico non poté che constatare i gravi disagi di un territorio la cui giurisdizione spirituale era governata da tre differenti vescovi.Francesco Piantelli, Folclore cremasco, ed. 1985, p. 104. Finalmente con la bolla Super universas di papa Gregorio XIII dell'11 aprile 1580Francesco Piantelli, Folclore cremasco, ed. 1985, p. 104. Testo della bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 247-251. fu eretta la diocesi di Crema, dichiarata suffraganea dell'arcidiocesi di Milano, ricavandone il territorio dalle diocesi di Cremona, Lodi e Piacenza.
La situazione del territorio cremasco, dal punto di vista religioso nel 1580, poco prima dell'erezione della diocesi, era la seguente: all'interno delle mura cittadine la parrocchia di San Pietro, assieme alle sue chiese sussidiarie, situata nella zona nord, era sottoposta alla giurisdizione della diocesi di Cremona, mentre tutto il resto della città vale a dire le parrocchie di: San Benedetto, San Giacomo, Santissima Trinità, il Duomo e le loro rispettive chiese sussidiarie apparteneva alla diocesi di Piacenza.
La giurisdizione del vescovo di Cremona si estendeva anche su tutto il territorio che si trova a est, e in parte a nord e a sud, su entrambe le rive del fiume Serio, della città di Crema. Più precisamente erano le parrocchie di: Castel Gabbiano, Trezzolasco, Casale Cremasco, Vidolasco, Capralba, Farinate, Azzano, Sergnano, Ricengo, Camisano, Bottaiano, Pianengo, Offanengo, Campagnola Cremasca, Vairano Cremasco, Santa Maria dei Mosi, Santa Maria della Croce, San Bernardino Cremasco, Madignano, Izano, Salvirola, Ripalta Vecchia, Ripalta Nuova, Rovereto, Credera, Rubbiano, Moscazzano, Montodine, Ripalta Arpina, Ripalta Guerina.
A ovest, e in parte a nord e a sud della città invece si estendeva la giurisdizione del vescovo di Piacenza, e riguardava invece le parrocchie di: Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Monte Cremasco, Cremosano, Ombriano, Sabbioni, San Michele Cremasco, San Bartolomeo ai Morti, Castelnuovo Cremasco, Ripalta Nuova (riguardava la non più esistente chiesa di San Lorenzo), Vergonzana, Capergnanica, Zappello, Bolzone, Chieve, Palazzo Pignano, Cascine Capri, Cascine Gandini, Scannabue, Torlino Vimercati, Trescore Cremasco, Quintano, Pieranica e Casaletto Vaprio.Tale anomala presenza in territorio lombardo (provincia ecclesiastica di Milano) di unenclave della provincia ecclesiastica di Ravenna era stata dovuta nel Medioevo alla volontà del Comune cremasco di annullare la precedente dipendenza della città dai vescovi di Cremona che a lungo avevano rivendicato poteri anche signorili sulla città (a partire dal 1098 quando avevano acquisito il feudo) e la possibile ingerenza milanese, "scegliendo" invece (ai tempi di papa Alessandro III) la diocesi piacentina, proprio perché più lontana e senza un diretto interesse politico sul cremasco. A. Banti, Storia di Crema, Crema (1816 ?), pp. 56-63
Solo un estremo lembo di terra a sud-ovest era sotto la giurisdizione della diocesi di Lodi e riguardava le parrocchie di Casaletto Ceredano e Passarera.
La bolla pontificia ebbe esecuzione il 21 settembre 1580, giorno in cui il Capitolo della Collegiata di Santa Maria Maggiore (Duomo) di Crema, su richiesta della Santa Sede, elesse vicario generale capitolare l'arcidiacono Leonardo Vimercati a reggere la nuova diocesi in attesa della designazione del suo primo vescovo. Il medesimo Gregorio XIII il 21 novembre nominò a tale incarico il nobile veneziano Gerolamo Diedo, primicerio della cattedrale di Padova e, nel medesimo giorno, con il breve apostolico Ut res dant sese, dichiarò la diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.
Il 10 dicembre 1582 Gregorio XIII elevò alla dignità metropolitana la sede di Bologna, sua patria, annettendovi come suffraganea anche la diocesi di CremaIn questo modo Crema continuava ad essere un'enclave all'interno della provincia ecclesiastica di Milano come quando (quasi tutta) la città e gran parte del cremasco appartenevano alla diocesi di Piacenza. Secondo alcuni (A. Banti, cit., p. 97) il governo veneto avrebbe chiesto addirittura che la diocesi cremasca fosse suffraganea del patriarcato di Aquileia (che allora aveva già tra le diocesi soggette anche una lombarda, ossia la diocesi di Como).
Il 5 febbraio 1835 papa Gregorio XVI con la bolla Romani PontificesActa Gregorii Papae XVI: Scilicet Constitutiones, Bullae, Litterae Apostolicae, Epistolae, auspice Vincentio Vannutelli, recensita et digesta cura ac studio Antonii Mariae Bernasconi, vol. II, Romae, 1901, pp. 4-5. tornò a dichiarare la diocesi di Crema suffraganea dell'arcidiocesi di Milano.
Il 20 giugno 1992 papa Giovanni Paolo II compì la prima visita di un pontefice alla diocesi cremasca.
I confini della diocesi coincidono con l'antica provincia veneta di Crema. L'unica rilevante modifica nell'arco di 400 anni di storia avvenne il 13 maggio 2006,Decreto della Congregazione per i vescovi del 13 maggio 2006 menzionato nel decreto del Presidente della Repubblica, che riconosce gli effetti civili di questo cambiamento, pubblicato nella quando la parrocchia di Sant'Antonio Abate in Salvirola de' Vassalli fu ceduta dalla diocesi di Cremona a quella di Crema. La stessa parrocchia era già stata affidata alla cura pastorale della diocesi cremasca il 27 aprile 2001, a seguito di un accordo tra i vescovi di Cremona Giulio Nicolini e di Crema Angelo Paravisi.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Girolamo Diedo † (21 novembre 1580 - 28 maggio 1584 dimesso) Gian Giacomo Diedo † (28 maggio 1584 - 6 giugno 1616 deceduto) Pietro Emo, C.R. † (6 giugno 1616 succeduto - 27 settembre 1629 deceduto) Marcantonio Bragadin † (3 dicembre 1629 - 12 gennaio 1633 nominato vescovo di Ceneda) Alberto Badoer † (21 febbraio 1633 - 28 settembre 1677 deceduto) Marcantonio Zollio † (18 luglio 1678 - 20 aprile 1702 deceduto) Faustino Giuseppe Griffoni † (25 settembre 1702 - 2 maggio 1730 deceduto) Lodovico Calini † (11 settembre 1730 - 27 gennaio 1751 dimessoNominato patriarca titolare di Antiochia il 1º febbraio seguente.) Marcantonio Lombardi † (15 marzo 1751 - 16 gennaio 1782 deceduto) Antonio Maria Gardini, O.S.B. † (23 settembre 1782 - 8 settembre 1800 deceduto) Sede vacante (1800-1807) Tommaso Ronna † (18 settembre 1807 - 23 aprile 1828 deceduto) Sede vacante (1828-1835) Giuseppe Sanguettola † (6 aprile 1835 - 10 febbraio 1854 deceduto) Sede vacante (1854-1857) Pietro Maria Ferrè † (19 marzo 1857 - 20 giugno 1859 nominato vescovo di Pavia) Sede vacante (1859-1871) Pietro Maria Ferrè † (20 giugno 1859 - 27 marzo 1867 nominato vescovo di Casale Monferrato) (amministratore apostolico) Carlo Macchi † (20 giugno 1859 - 27 marzo 1867 nominato vescovo di Reggio Emilia) (vescovo eletto) Francesco Sabbia † (27 ottobre 1871 - 17 giugno 1893 deceduto) Ernesto Fontana † (18 maggio 1894 - 4 novembre 1910 deceduto) Bernardo Pizzorno † (14 gennaio 1911 - 6 dicembre 1915 dimessoNominato vescovo titolare di Flaviopoli.) Carlo Dalmazio Minoretti † (6 dicembre 1915 - 16 gennaio 1925 nominato arcivescovo di Genova) Giacomo Montanelli † (14 dicembre 1925 - 23 novembre 1928 nominato arcivescovo coadiutore di VercelliContestualmente nominato arcivescovo titolare di Neocesarea del Ponto.) Marcello Mimmi † (30 giugno 1930 - 31 luglio 1933 nominato arcivescovo di Bari) Francesco Maria Franco † (18 settembre 1933 - 10 luglio 1950 dimessoNominato vescovo titolare di Ilio.) Giuseppe Piazzi † (8 agosto 1950 - 1º ottobre 1953 nominato vescovo di Bergamo) Placido Maria Cambiaghi, B. † (15 novembre 1953 - 28 febbraio 1963 nominato vescovo di Novara) Franco Costa † (17 aprile 1963 - 18 dicembre 1963 dimessoNominato vescovo titolare di Emmaus.) Carlo Manziana, C.O. † (19 dicembre 1963 - 26 settembre 1981 ritirato) Libero Tresoldi † (10 dicembre 1981 - 11 luglio 1996 ritirato) Angelo Paravisi † (11 luglio 1996 - 2 settembre 2004 deceduto) Oscar Cantoni (25 gennaio 2005 - 4 ottobre 2016 nominato vescovo di Como) Daniele Gianotti, dall'11 gennaio 2017
Vescovi originari della diocesi (viventi) Carlo Ghidelli, arcivescovo emerito di Lanciano-Ortona Rosolino Bianchetti Boffelli, vescovo emerito di Quiché Francesco Manenti, vescovo di Senigallia
Istituti religiosi presenti in diocesi .
Istituti religiosi maschili Ordine dei frati minori cappuccini presso la parrocchia dei Sabbioni; Missionari dello Spirito Santo presso la parrocchia di Santa Maria della Croce;
Istituti religiosi femminili Suore del Buon Pastore; Figlie della Carità canossiane; Suore adoratrici di Rivolta d'Adda; Suore della Santissima Trinità presso la parrocchia di Bagnolo Cremasco; Missionarie del Sacro Cuore di Gesù presso il santuario della Beata Vergine della Pallavicina a Izano; Figlie di Maria Santissima dell'Orto presso la parrocchia di Cremosano; Comunità di carmelitane scalze presso la parrocchia di Bolzone.
Istituti secolari Figlie di Sant'Angela Merici; Istituto Secolare Figlie della Regina degli Apostoli; Missionari della regalità di Cristo.
Statistiche La diocesi nel 2023 su una popolazione di 99.500 persone contava 98.500 battezzati, corrispondenti al 99,0% del totale.
| 1950 || 72.429 || 72.434 || 100,0 || 151 || 133 || 18 || 479 || || 49 || 747 || 59 |- | 1970 || 72.687 || 72.700 || 100,0 || 159 || 148 || 11 || 457 || || 13 || 495 || 60 |- | 1980 || 80.615 || 80.663 || 99,9 || 147 || 144 || 3 || 548 || || 4 || 237 || 61 |- | 1990 || 83.508 || 83.591 || 99,9 || 135 || 131 || 4 || 618 || || 5 || 206 || 62 |-