Molto amato dalla plebeTheodor Mommsen, Storia romana, Volume 2, ed. M.Guigoni, 1865, pag.315, ricoprì la carica di tribuno della plebe nell'87 a.C. e fu due volte pretore. Fece parte della fazione popolare guidata dallo zio adottivo Gaio Mario durante la guerra civile degli anni 80 a.C. nel periodo della Repubblica romana
Il nome di Gratidiano appare anche nel De oratore e nel De officiis da Cicerone, suo lontano parente, a proposito di una causa in cui era stato citato in giudizio da Gaio Sergio Orata, allevatore di ostriche e speculatore immobiliare, a proposito della vendita di un immobile sul lago di Lucrino.
Vita Le vicende della vita di Gratidiano sono note per la sua morte particolarmente violenta e crudeleLa fonte primaria del supplizio da lui subito è Sall. Hist., 43 Maur. ripreso da Seneca, Ira, 3, 18, 1. avvenuta durante le proscrizioni di Silla nell'82 a.C..
Nelle descrizioni più realisticheIn L. Nosarti, Studi sulle Georgiche di Virgilio, Padova 1996, pp.60 e sgg. si racconta che fosse stato torturato e smembrato in un modo che evoca il sacrificio umano da suo cognato CatilinaLo stesso Catilina aveva probabilmente preso in moglie Gratiana, sorella di Gratidiano, dalla quale ebbe un figlio che, secondo Sallustio, uccise in quanto ostacolo alle nozze con la seconda moglie Aurelia Orestilla.(Cfr. Gaio Sallustio Crispo, De Catilinae coniuratione, XV). L'assassinio avvenne presso la tombaValerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX di Quinto Lutazio Catulo, che era stato console nel 102 a.C. e che era stato costretto al suicidio nell'87 a.C. da Gratidiano, per soddisfare il desiderio di vendetta del figlio del console.Quinto Lutazio Catulo dallo stesso nome del padre (anche lui sarà console nel 78 a.C.), partigiano di Lucio Cornelio Silla, si unisce a lui, e riesce ad ottenere la morte di Gratidiano.
La riforma monetaria e le Compitalia
Per la crisi economica che travagliava Roma già Lucio Valerio Flacco all'inizio del suo consolato aveva emanato una legge che permetteva ai debitori di saldare i creditori pagando la quarta parte del loro debito. Questo però aveva comportato il notevole disagio di chi aveva necessità di contrarre un prestito che a fronte della legge nessuno voleva più concedere. Per rimediare alla incertezza valutaria determinata anche dalle continue oscillazioni del valore reale per le falsificazioni della moneta, nell'85 a.C. Gratidiano fu tra quei magistrati, pretori e tribuni della plebe, che avevano elaborato una riforma monetaria che fissava in modo inalterabile il valore della moneta «istituendo uffici statali di verifica e concedendo un'azione penale privata contro gli spacciatori di moneta falsa»Bernardo Santalucia, Altri studi di diritto penale romano, ed. Wolters Kluwer Italia, pag.56.
Questa riforma riuscì graditissima alla plebe e Gratidiano, per favorire la sua nomina a console, se ne attribuì tutto il merito pubblicando a suo nome il decreto. Per questo il popolo gli eresse «statue in tutti gli angoli della città, offrendo a queste incenso e vino quasi fossero divinità»Luigi Pompili Olivieri, Annali di Roma: dalla sua fondazione sino a' di' nostri..., ed. Perego-Salvioni, 1839, pag.307 seguendo l'antica tradizione, precedente l'età romana, forse etruscaSesto Pompeo Festo e Macrobio pensavano che in origine vi fossero rituali per sacrifici umani agli spiriti dei morti., dei CompitaliaDal latino Ludi Compitalicii), una festività tradizionale della religione romana, celebrata una volta all'anno in onore dei "Lari Compitales" (i Lari degli incroci), divinità protettrici della famiglia e degli incroci stradali, ai quali venivano elevati dei tempietti laddove si andavano a incrociare delle strade. Le celebrazioni consistevano in una purificazione (lustratio) e nel sacrificio di un maiale e prevedevano forme di teatro di strada, tra critica politica e satira irriverente.
Sporadicamente l'élite romana aveva già tentato di regolamentare o sopprimere questi riti, perché avrebbero potuto incoraggiare o fomentare rivolte popolari. Ora queste celebrazioni popolari in onore di Gratidiano tanto più destavano scandalo presso i benpensanti perché erano dirette a un personaggio viventeQuesta forma di devozione verso un uomo vivente è stata anche indicata come un precedente per il cosiddetto "culto dell'imperatore" in epoca imperiale che avrebbe potuto approfittare del sostegno popolare nello scontro politico tra il partito della plebe e Silla.Cicerone, De officiis 3,80
La morte sacrificale
Con l'avvento della dittatura di Silla la sorte di Gratidiano era ormai segnata. Della sua morte sono giunti a noi diversi resoconti. Cicerone ha dato la sua versione dei fatti in un discorso sulla sua candidatura per il consolato nel 64 a.C., quasi due decenni dopo il fatto a cui, appena ventenne, aveva forse assistito come testimone oculare. Del racconto di Cicerone non si ha testimonianza diretta ma annotazioni del grammatico Quinto Asconio PedianoCicerone, In toga candida framm. 2, 9, 10, e 16 (In I. Puccioni, M. Tulli Ciceronis Orationum Deperditarum Fragmenta, Milano, 1972, 2 ° edizione); Asconius, 83,26-84,1 9. Nel suo discorso Cicerone vuole denigrare i suoi nemici politici accusando soprattutto Catilina del terribile delitto riferendo come questi avesse tagliato la testa a Gratidiano sul Gianicolo e che correndo, mentre il sangue gli scorreva tra le dita, l'avesse consegnata a Silla ancora palpitante di vita.«Plenum animae et spiritus» (Asconius, 69)
In un frammento delle Storie, Sallustio non menziona Catilina nel descrivere la morte: a Gratidiano, dice, «la vita era sfuggita da lui pezzo per pezzo: le gambe e le braccia gli sono state spezzate e gli occhi cavati».Sallustio, Storie 1.36M: «Ut in M. Mario, cui fracta prius crura, bracchiaque, et oculi effossi, scilicet ut per singulos artus exspiraret.
La circostanza che l'uccisione avvenisse presso la tomba di Catulo ha fatto pensare gli storici che si trattasse non di una semplice crudele vendetta ma di un vero e proprio sacrificio umano rituale per pacificare un antenato morto, riprendendo l'uso di sacrifici umani a Roma, documentati in tempi storici quando «la loro ferocia era strettamente connessa con la religione».Andrew Lintott, Violence in Republican Rome, Oxford University Press, 1999, p. 39
I sacrifici umani erano stati vietati per legge soltanto quindici anni prima della morte di Gratidiano, durante il consolato di Licinio Crasso e Cornelio Lentulo nel 97 a.C.Plinio, Storia Naturale, 30,12
Note
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