Questa pagina contiene la storia del Bomber Command della Royal Air Force, dalla sua nascita nel 1936 fino allo scioglimento avvenuto nel 1968.

Genesi Durante la prima guerra mondiale, il maresciallo Jan Smuts aveva teorizzato per primo, in risposta agli attacchi aerei tedeschi su Londra, la necessità per il Regno Unito di una forza aerea indipendente con un proprio stato maggiore, incaricata soprattutto di organizzare il contrattacco costituendo una forza da bombardamento imponente in grado di colpire la Germania.N. Frankland, Bombardamenti sull'Europa, p. 11. Nel Regno Unito una figura centrale della RAF era il maresciallo Hugh Trenchard, capo di stato maggiore della forza aerea dal 1919 al 1929. Egli, in linea con il pensiero del generale italiano Giulio Douhet, sostenne che l'offensiva aerea globale sarebbe stata l'elemento decisivo di un eventuale prossimo conflitto in Europa.Bonacina 1975, p. 22. Anche se contrari alle leggi umanitarie, i bombardamenti sulle città, centri della produzione industriale e della manodopera, sarebbero stati estremamente efficaci ai fini della vittoria, dato che avrebbero comportato, oltre ai danni materiali, sfiducia, stanchezza e caos, minando alla base il consenso della popolazione nemica verso il proprio governo.Bonacina 1975, pp. 21 - 22. Resistenze da parte della Royal Navy e del British Army (già invisi alla RAF in quanto arma da loro indipendente), oltre che l'arrivo della crisi del 1929 fecero sì che le tesi di Trenchard vennero sostanzialmente rigettate.Bonacina 1975, p. 24.

Con questa teoria scartata la RAF rispose al riarmo di Adolf Hitler riorganizzando, per mezzo del capo di stato maggiore della RAF Edward Ellington, le sue forze dando vita, il 14 luglio 1936, al Fighter Command (comando caccia), Coastal Command (comando costiero), Flying Training Command (comando addestramento al volo), Army Cooperation Command (comando cooperazione con l'esercito) e Bomber Command. Questa novità era parte di un progetto in espansione e riorganizzazione iniziato nel 1935 e che continuerà fino al 1939, costituito da 8 "piani di espansione" (Expansion Plans) la maggior parte dei quali dalla vita breve, rivisti e sostituiti da un nuovo piano appena entrati in vigore. Il progetto F, in particolare, intese abolire i bombardieri leggeri del calibro degli Hawker Hart e degli Hawker Hind rimpiazzandoli con i bombardieri medi (medium bomber) Blenheim e Battle, e con i bombardieri medio-pesanti (heavy-medium bomber) Whitley e Wellington.

Se gli intenti erano buoni, i tempi per lo sviluppo di nuovi aerei furono invece molto lunghi. I Wellington, iniziati ad essere progettati nel 1932, eseguirono il primo volo nel 1936 e raggiunsero gli squadroni solo due anni dopo; allo stesso modo i Vickers Wellesley, disegnati nel 1931 e inaugurati nel giugno 1935, entrarono nelle linee della RAF sono nel 1937, per venirne radiati nel settembre 1939. Il risultato fu che quando Edgar Ludlow-Hewitt divenne capo del Bomber Command nel settembre 1937, questo constatò che i suoi aerei erano totalmente impreparati alla guerra, così come i loro equipaggi, troppo esposti sia agli attacchi da terra sia a quelli dall'aria, in grado di volare solo in condizioni meteo favorevoli. Hewitt pertanto diede disposizioni per aumentare la sicurezza sugli aerei, ordinò la messa in opera di ausili per la navigazione e riformò le tecniche di addestramento del personale di volo (di cui si parlerà più avanti).

Le mire espansionistiche di Hitler, in particolare la sua volontà di annettere i Sudeti, preoccuparono la RAF, che, per precauzione, elaborò tramite l'Air Staff un piano (Western Air Plans) di attacco consistente in 16 punti ognuno dei quali rappresentava un obiettivo in Germania, dalle industrie alle strutture della Luftwaffe (l'aeronautica militare guidata da Hermann Göring). Il Bomber Command tuttavia si mostrò scettico nei confronti di alcuni punti dei Western Air Plans, come il WA1 (distruzione delle forze di attacco al suolo della Luftwaffe) che implicava colpire obiettivi piccoli e difficili da individuare, mentre accolse favorevolmente il punto WA5, che dava disposizioni su come bombardare le estese zone industriali della Ruhr. Venne addirittura calcolato che, colpendo 45 centri industriali in 3.000 sortite, con una perdita stimata di 176 aerei, la produttività della Ruhr sarebbe scesa ad un valore prossimo allo zero in due settimane.

Seconda guerra mondiale 1939 Situazione allo scoppio della guerra Nel 1934 il governo del Regno Unito con a capo Stanley Baldwin promise di aumentare il potenziale della RAF fino a 128 squadrons, cifra da raggiungere per il 1939. Tale promessa non venne mantenuta e allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando il primo ministro del Regno Unito era Neville Chamberlain, gli squadrons operativi erano solo 33, dei quali 10 facenti parte del 1st Group, equipaggiati con i Fairey Battle, distaccati in Francia sotto la British Advanced Air Striking Force (BAASF). Il 2nd Group aveva in organico 6 squadrons di Bristol Blenheim, il 3rd Group 6 squadrons di Wellington, il 4th Group 5 squadrons di Whitley e il 5th Group 6 squadrons di Hampden. Oltre a questi 272 aerei (esclusi quelli della BAASF) erano attivi 6 squadrons di riserva e i reparti da addestramento.Bonacina 1975, p. 15.

Il Bomber Command inoltre non aveva nessuna campagna bellica da contrapporre alla guerra civile spagnola, la quale perfezionò le tecniche e migliorò i piloti della Luftwaffe e dell'Aviazione Legionaria. A Langley, sede del quartier generale, regnava un eccessivo ottimismo sulle possibilità di aerei e personale (che invece era addestrato approssimativamente e in modo non realistico).Bonacina 1975, pp. 19 e 21. Gli strumenti di radioguida e navigazione notturna erano deficitari ma nonostante ciò il comandante in capo del Bomber Command, Edgar Ludlow-Hewitt, nel 1938 inviò due rapporti al ministero dell'aviazione in cui affermò che sì, il Bomber Command non avrebbe mai potuto distruggere tutte le fabbriche della Ruhr, ma 19 grandi centrali elettriche e 26 complessi di altiforni avrebbero potuto essere spazzati via in due settimane grazie all'impiego di 3.000 bombardieri scaglionati in 8-10 missioni.Bonacina 1975, pp. 19-20.

Nel 1939 Chamberlain era invece convinto che la RAF si sarebbe dovuta impiegare con la massima prudenza, e anche Edgar Ludlow-Hewitt rivide le proprie idee stimando che almeno la metà dei suoi bombardieri non fosse in grado di compiere missioni strategiche, cioè volare in profondità sulla Germania e colpirne i centri nevralgici.Bonacina 1975, p. 14.

Il primo nemico: la Kriegsmarine Il 3 settembre 1939, esattamente un minuto dopo la fine dell'ultimatum inviato dal re Giorgio VI alla Germania in cui si chiedeva il ritiro delle truppe da tutti i territori della Polonia, vale a dire cioè alle 12:01, un Bristol Blenheim pilotato dal tenente A. McPherson si alzò in volo dall'aeroporto di Wyton per compiere la prima missione del Bomber Command nella seconda guerra mondiale.Bonacina 1975, p. 11. La missione, da tempo preparata con il consenso del segretario di Stato per l'aviazione Kingsley Wood e avallata dal capo di stato maggiore della RAF Cyril Newall, nonché dal comandante in capo del Bomber Command Edgar Ludlow-Hewitt, prevedeva una ricognizione sul porto di Wilhelmshaven, luogo in cui McPherson notò una squadra della Kriegsmarine alzare l'ancora e dirigersi verso il mare aperto. La radio di bordo non funzionò a causa della bassa temperatura dell'aria e così non fu possibile inviare uno squadron armato. A questa ricognizione seguì il giorno dopo una missione di guerra psicologica condotta da dieci bombardieri medi Whitley che scaricarono sei milioni di volantini sopra Amburgo, Brema e la Ruhr. Tre equipaggi si persero nella via del ritorno e dovettero atterrare in Francia mentre uno si schiantò in fase d'atterraggio. Fu la prima perdita bellica della RAF dal 1918.

IL tenente McPherson tornò su Wilhelmshaven la mattina del 4 settembre e notò che alla fonda vi erano delle navi. Neanche stavolta la radiò funzionò, e così la segnalazione dovette essere data a voce due ore dopo, quando McPherson tornò in Inghilterra. Subito 15 Blenheim degli squadrons 107, 110 e 139 in squadra con 14 Wellington degli squadrons 9 e 149 volarono in direzione del porto di Brunsbüttel per compiere la prima azione offensiva del Bomber Command, risoltasi in un disastro: le difficili condizioni atmosferiche dispersero le formazioni e 5 Blenheim e 5 Wellington non trovarono l'obiettivo; i restanti Blenheim guidati dal capitano K.G. Doran sganciarono, in maniera disunita, le loro bombeLe bombe erano da 250 e 500 libbre, a impiego generico, piccole e contenenti una minima quantità di esplosivo. Erano tarate per esplodere undici secondi e mezzo dopo l'impatto per permettere al bombardiere di allontanarsi. Vedere Bonacina 1975, p. 12. a soli 150 m di altezza e tre di queste colpirono l'incrociatore pesante Admiral Scheer, senza però esplodere; anche ai Wellington andò male, difatti solo un equipaggio confermò di aver, forse, colpito una nave non meglio identificata. La caccia tedesca abbatte un Wellington e un Blenheim, la FlaK un Wellington e quattro Blenheim. Proprio uno di questi si schiantò contro la prua dell'incrociatore leggero Emden uccidendo e ferendo alcuni marinai, unico danno inflitto in tutta l'azione di bombardamento. La RAF sottovalutò le difese della Germania, che da tempo aveva disponibili i radar.Già dal 1936 infatti il radar Freya era capace di individuare bersagli a 28 km, aumentati a 90 nel 1938 ed a 113 nel 1939. Su questo e sull'azione di bombardamento, vedere Bonacina 1975, pp. 12 - 13.

Il fallimento di Wilhelmshaven e Brunsbüttel portò alla decisione di impiegare il Bomber Command, almeno per il momento, esclusivamente contro le navi al largo delle coste, per evitare vittime civili e una conseguente ipotetica reazione della Luftwaffe contro le città inglesi.

Nella notte tra l'1 e il 2 ottobre 1940 Berlino fu raggiunta da un nuovo lancio di volantini a dimostrare la volontà del governo britannico di perseguire una "guerra con i guanti", nonostante le ricognizioni armate contro la Kriegsmarine comportassero sempre perdite per il Bomber Command, specialmente per i debolmente difesi Handley Page Hampden.Bonacina 1975, p. 16. Il 30 novembre la VVS (l'aeronautica militare sovietica, allora alleata della Germania come sancito dal patto Molotov-Ribbentrop) compì un'incursione su Helsinki provocando nella RAF la necessità di rispondere con un poderoso attacco sulla Germania per dimostrare la propria potenza. Fu così che il 3 dicembre decine di aerei del Bomber Command ripresero la battaglia della Baia di Helgoland contro la Kriegsmarine che si risolse in ingenti perdite e in pochi danni arrecati.Bonacina 1975, p. 17.

Il 1939 si concluse in sordina per il Bomber Command: 591 missioni, 38 aerei persi e solamente 31,5 tonnellate di bombe sganciate.Bonacina 1975, p. 21.

1940 Prove notturne Il 4th Group continuò a lanciare volantini sulla Germania anche nei primi mesi del 1940 toccando persino Vienna e Praga. Tale tipo di missioni, che comportò irrilevanti perdite dovute unicamente alle condizioni meteo sfavorevoli, ebbero l'approvazione del comandante del Bomber Command Ludlow-Hewitt che aveva come obiettivo di fondo l'addestramento degli equipaggi al volo notturno.Bonacina 1975, p. 25. Complici anche gli enormi e numerosi errori di valutazione dei piloti, che credevano, per nulla aiutati dagli strumenti di guida, di aver volato sugli obiettivi loro designati, l'allora vice maresciallo della RAF Arthur Coningham arrivò ad affermare il 19 febbraio 1940 che "la precisione del bombardamento notturno è praticamente uguale a quella del bombardamento diurno".Bonacina 1975, pp. 25-26.