L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP; ) è un'organizzazione politica palestinese, considerata dalla Lega araba a partire dal 1974 la legittima «rappresentante del popolo palestinese».Madiha Rashid al Madfai, Jordan, the United States and the Middle East Peace Process, 1974-1991, Cambridge Middle East Library, Cambridge University Press (1993). ISBN 0-521-41523-3. p. 21:"On 28 October 1974, the seventh Arab summit conference held in Rabat designated the PLO as the sole legitimate representative of the Palestinian people and reaffirmed their right to establish an independent state."

Fondata a Gerusalemme nel maggio 1964 da una riunione di 422 personalità nazionali palestinesi, a seguito di una precedente decisione della Lega araba, il suo obiettivo era la «liberazione della Palestina» attraverso la lotta armata. L'originale Statuto dell'OLP (del 28 maggio 1964)Helena Cobban,The Palestinian Liberation Organisation(Cambridge University Press, 1984) p.30 dichiarava che «la Palestina all'interno dei confini che esistevano al momento del mandato britannico è una singola unità regionale» e ha cercato di «vietare [...] l'esistenza e l'attività» del sionismo. Lo Statuto fa anche riferimento al diritto al ritorno e all'autodeterminazione per i palestinesi. Uno Stato palestinese non è citato, anche se nel 1974 l'OLP ha chiesto uno Stato indipendente nel territorio del mandato di Palestina.The PNC Program of 1974, 8 giugno 1974. Sul sito del MidEastWeb for Coexistence R.A. - Middle East Resources. Incluso commentario. Visitato il 5 dicembre 2006. Nel 1988, l'OLP ha adottato ufficialmente una soluzione a due Stati, con Israele e la Palestina che vivono fianco a fianco e con Gerusalemme Est come capitale dello Stato di Palestina.William L. Cleveland, A History of the Modern Middle East, Westview Press (2004). ISBN 0-8133-4048-9.

Nel 1993, il presidente dell'OLP Yasser Arafat ha politicamente riconosciuto lo Stato di Israele in una lettera ufficiale al suo primo ministro Yitzhak Rabin, come conseguenza degli accordi di Oslo, che portarono alla nascita dell'Autorità Nazionale Palestinese. Arafat è stato il presidente del Comitato esecutivo dell'OLP dal 1969 fino alla sua morte nel 2004. È stato sostituito da Mahmūd Abbās (noto anche come Abu Mazen).

Secondo un report del "National Criminal Intelligence Service" del 2002, l'OLP è stato «il più ricco di tutte le organizzazioni terroristiche», con 8-10 miliardi di dollari in attività e un reddito annuo di 1,5-2 miliardi di dollari da «donazioni, estorsioni, saldi, traffici illegali di armi, traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro sporco, frodi, ecc». Il Daily Telegraph ha riferito nel 1999 che l'OLP aveva almeno 5 miliardi di sterline sui conti ad essa riconducibili.

L'etichetta di "organizzazione terroristica" è stata contestata ed è stata de facto superata nel 1993, a seguito della stipula degli accordi di Oslo.

Tratti fondamentali Fondata nel 1964, l'OLP ha un teorico apparato legislativo, il Consiglio Nazionale Palestinese (CNP), ma attualmente ogni potere politico e ogni decisione sono prese e controllate dal Comitato Esecutivo dell'OLP, composto da 15 membri eletti dal CNP. L'OLP presenta al suo interno un ventaglio di ideologie sostanzialmente laiche espresse da diversi movimenti palestinesi impegnati nella lotta per il conseguimento dell'indipendenza palestinese e per la liberazione dei territori palestinesi.

L'OLP è considerata la legittima rappresentante del popolo palestineseG. Travalio, Terrorism, International law, and the use of military force, 18 Wis. International law journal 145, 183 (2000), in cui si indica nell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina un caso di gruppo sufficientemente organizzato ed in sufficiente controllo di popolazione e territorio per essere considerato un quasi-Stato abilitato a vedersi applicato il diritto umanitario dei conflitti armati; peraltro, esso rientra tra i movimenti di liberazione nazionale, che rispondono al principio di autodeterminazione dei popoli, ai quali la prassi delle sedi internazionali (in primo luogo le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite) riconosce una soggettività talmente elevata da considerare applicabili integralmente il diritto umanitario, anche senza disporre del riconoscimento di belligeranza da parte della controparte. Per una disamina della problematica del rapporto tra terrorismo ed insorti, cfr. Jan Klabbers, Rebel with a Cause? Terrorists and Humanitarian Law, in European Journal of International Law, 2003, Vol. 14, No. 2, pp. 299-312. e, dal 2012, gode dello status di osservatore permanente all'interno dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Organizzazione L'OLP non ha un organo cui spetta il processo decisionale od un meccanismo che consente di controllare direttamente le sue fazioni, ma esse devono seguire lo Statuto dell'OLP e le decisioni del Comitato Esecutivo. L'adesione è oscillante, ed alcune organizzazioni hanno lasciato l'OLP o sono stati sospesi durante i periodi di turbolenza politica, ma più spesso questi gruppi sono rientrati nell'organizzazione.

Membri attuali Fatah: partito più grande, di orientamento socialista-nazionalista. Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP): secondo più grande, radicale e militante comunista. Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP): terzo posto, comunista. Partito Popolare Palestinese (PPP): ex-comunista, non militante. Unione Democratica Palestinese (FIDA). Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP - Fazione Abu Abbas): - Minori di sinistra. Fronte Arabo di Liberazione (FAL): allineato al partito iracheno Ba'th. Fronte Arabo Palestinese (PAF). Fronte di Lotta Popolare Palestinese (FLPP). al-Sa'iqa, filo-siriano, oltre ad altri gruppi minori. Ex membri dell'OLP Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale (PFLP-GC). Fath-Intifada (Fazione Abu Musa). Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP - Fazione Abu Nidal Ashqar). Fronte di Lotta Popolare Palestinese (Fazione Khalid ʽAbd al-Majid). Partito Comunista Rivoluzionario Palestinese.

Membri di rilievo dell'OLP Oltre ad Abu Mazen, l'OLP ha numerosi altri capi ben conosciuti. Uno di essi è una palestinese di religione cristiana, Hanan Ashrawi, professoressa di letteratura in un ateneo cisgiordano.

Leader dell'OLP Ahmad Shuqayri (10 giugno 1964 - 24 dicembre 1967) Yahya Hammuda (24 dicembre 1967 - 2 febbraio 1969) Yāsir ʿArafāt "Abū ʿAmmār" (2 febbraio 1969 - 11 novembre 2004) (in esilio in Giordania, ad aprile 1971; Libano 1971 - dicembre 1982; e Tunisi dicembre 1982 - maggio 1994) Mahmūd ʿAbbās "Abū Māzen" (dal 29 ottobre 2004) (delibera [per Arafat] all'11 novembre 2004)

Storia Creazione

La Lega Araba nel summit del Cairo del 1964 avviò la discussione per la creazione di un'organizzazione che rappresentasse il popolo palestinese. Il Consiglio Nazionale Palestinese si riunì a Gerusalemme il 29 maggio 1964. Alla conclusione di tale incontro l'OLP fu fondata il 2 giugno 1964. Le sue Dichiarazioni di proclamazione dell'Organizzazione asserivano: "... il diritto del popolo arabo palestinese alla sua sacra patria della Palestina e l'affermazione dell'inevitabilità della battaglia per liberare le sue parti usurpate e la sua determinazione a generare la sua effettiva entità rivoluzionaria e a mobilitare le sue capacità e potenzialità oltre che le sue forze materiali, militari e spirituali". All'epoca Gaza e Cisgiordania non erano occupate da Israele, ma da Egitto e Giordania. Per parti usurpate, si intendeva lo Stato di Israele.

Guida di Yasser Arafat La disfatta della Siria, Giordania ed Egitto nella guerra dei sei giorni del 1967 distrusse la credibilità degli Stati che intendevano essere i patroni del popolo palestinese e indebolì in modo significativo Jamāl 'Abd al-Nāsir. Una nuova strada fu inaugurata da Yasser Arafat che affermò il diritto di ricorrere alla guerriglia contro Israele e che operò con successo per rendere l'OLP un'organizzazione pienamente indipendente sotto il controllo dei fedayyin (lett. "devoti"). Alle riunioni del Congresso Nazionale Palestinese del 1969, il Fatḥ ottenne il controllo delle strutture esecutive dell'OLP. Al Congresso Nazionale Palestinese del Cairo del 3 febbraio 1969 Arafat fu eletto presidente del Comitato Esecutivo dell'OLP. Da allora Il Comitato Esecutivo fu composto essenzialmente da rappresentanti delle varie organizzazioni facenti parte dell'OLP.

Settembre Nero in Giordania L'OLP patì il suo maggior insuccesso con l'attacco giordano ai suoi gruppi armati negli eventi che sono meglio noti come Settembre nero nel 1970. I gruppi palestinesi furono espulsi dalla Giordania e durante gli anni settanta il nerbo dell'OLP fu in effetti costituito da otto organizzazioni acquartierate a Damasco e Beirut, tutte devote a ciò che esse definivano "resistenza armata sia al sionismo sia all'occupazione israeliana", col ricorso a metodi che comprendevano attacchi a civili e operazioni di guerriglia contro Israele.

Programma dei dieci punti Alcuni mesi dopo la guerra del Kippur, il Consiglio Nazionale Palestinese, riunitosi nella sua 12ª sessione al Cairo nel giugno 1974 e dominato dai leader di Fatah, adottò il cosiddetto «Programma dei dieci punti» o «Programma delle fasi», che invocava nel secondo punto la costituzione di una autorità nazionale «su ogni parte del territorio palestinese liberato»Il testo completo del Programma è disponibile in lingua inglese sul sito della Missione osservatrice permanente dello Stato della Palestina presso le Nazioni Unite., sottintendendo che la liberazione della Palestina avrebbe potuto essere parziale, perlomeno temporaneamente. Il documento rappresentò «una svolta di tipo pragmatico che avrebbe portato alla sostituzione della lotta armata con la trattativa» e al sostegno della soluzione dei due Stati.

Tale svolta pragmatica sancì una frattura in seno all'OLP fra coloro che approvarono il documento, i «moderati», e coloro che vi si opposero, i «radicali». La tesi di questi ultimi, colizzatisi nel «Fronte delle forze palestinesi che si oppongono alla soluzioni di resa», era che la creazione di una autorità nazionale palestinese in Cisgiordana e nella Striscia di Gaza avrebbe inevitabilmente condotto alla rinuncia della lotta armata, al riconoscimento dello Stato di Israele e alla coesistenza con esso, e al dominio dei regimi arabi (che il Fronte considerava reazionari) sulla Palestina, relegata così a Stato fantoccio.

Il documento ribadiva comunque l'opposizione alla Risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (primo punto) e la preminenza della strategia della lotta armata, considerata però non più esclusiva (secondo punto); prometteva inoltre uno sforzo maggiore nel sostegno ai Paesi socialisti e alle forze di liberazione e progressiste di tutto il mondo (nono punto).

All'epoca l'OLP comprendeva altri gruppi che avrebbero abbandonato l'Organizzazione per svariati motivi, quale il gruppo radicale Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale (FPLP-CG), una scheggia del FPLP che lasciò nel 1974 l'OLP per protesta contro il "Programma dei 10 Punti".

Summit della Lega Araba a Rabat Con l'approvazione del «Programma dei dieci punti», l'OLP si conquistò il supporto dei regimi arabi, che a sua volta facilitò la svolta pragmatica recentemente intrapresa: nell'ottobre 1974, i Paesi della Lega Araba si riunirono a Rabat, riconoscendo l'OLP e di conseguenza Arafat come «l'unico legittimo rappresentante del popolo palestinese», con voto unanime dei presenti, Giordania inclusa.

L'OLP e Arafat furono invitati per la prima volta a parlare davanti all'assemblea dei Paesi aderenti. Contestualmente, il Governo giordano rilasciò una dichiarazione nella quale affermava di non volersi sostituire alla Palestina e ad alcun altro Paese del Medio Oriente nei negoziati di pace.