In economia, il capitalismo clientelare (o crony capitalism) è un sistema economico fondamentalmente capitalista in cui però il successo negli affari dipende da strette relazioni tra uomini d'affari e funzionari pubblici, a discapito della libertà di impresa e della concorrenza. Può essere caratterizzato da favoritismi nella distribuzione di licenze, sovvenzioni governative, sgravi fiscali speciali ecc.
Si pensa che il capitalismo clientelare nasca quando il clientelismo politico trabocca nel mondo dell'impresa; amicizie autointeressate e legami familiari tra uomini d'affari e governo influenzano l'economia e la società al punto da corrompere gli ideali altruistici del mondo politico ed economico.
Il capitalismo clientelare in pratica
Nella sua forma più lieve, il capitalismo clientelare si caratterizza per la collusione tra i partecipanti al mercato. Anche se forse competono alquanto fra di loro, essi presenteranno un fronte unico al governo nelle richieste di sussidi o aiuti (un'associazione di categoria o gruppo d'interesse). I nuovi arrivati sul campo potrebbero trovare difficoltà a ricevere prestiti o spazi per la vendita al dettaglio; nei campi tecnologici, potrebbero essere accusati di violare brevetti che i concorrenti già stabiliti non farebbero mai valere l'uno contro l'altro. Le reti di distribuzione potrebbero rifiutarsi di aiutare il nuovo arrivato. Ciò detto, alcuni partecipanti potranno nondimeno "irrompere" nel sistema quando le barriere sono lievi, soprattutto perché la 'vecchia guardia' tende a diventare inefficiente e a non soddisfare alle necessità del mercato. Naturalmente, è interesse dei nuovi arrivati unirsi alle reti esistenti per dissuadere qualsiasi nuovo concorrente. Esempi di questo sistema sarebbero, secondo alcuni, i keiretsu del Giappone post-guerra, la stampa in India, i chaebol della Corea del Sud e le potenti famiglie che controllano gran parte dell'investimento in America Latina.
Tuttavia, il capitalismo clientelare può essere associato a forme di intervento governativo ben più deleterie. In tali sistemi le leggi e regolamentazioni emanate dal governo sono spesso volutamente ambigue. Prese alla lettera, tali leggi ostacolerebbero notevolmente qualsiasi attività economica; in pratica, vengono fatte rispettare in modo irregolare. La possibilità di subire all'improvviso l'impatto di tali leggi incentiva le imprese a mantenere 'buoni rapporti' con i funzionari politici. I rivali più scomodi che si sono spinti oltre i propri limiti possono subire multe o addirittura il carcere, quando le leggi vengono improvvisamente fatte valere contro di essi.
Tra gli stati accusati di capitalismo clientelare si possono citare la Repubblica Popolare Cinese; l'India soprattutto fino ai primi anni 1990, in quanto le manifatture erano strettamente controllate dal governo; l'Indonesia; l'ArgentinaIl peronismo e i suoi pericoli, Economist.com, acceduto il 28 agosto 2009; il Brasile; la Malaysia; la Russia;Botte piena e moglie ubriaca, Economist.com, acceduto il 30 dicembre 2007 (richiede abbonamento) e la maggior parte degli Stati dell'ex blocco sovietico. Secondo i critici, in questi stati i rapporti con il governo sono quasi indispensabili per il successo di impresa. Secondo Wu Jinglian, fra i maggiori economisti della CinaLa crociata di Hu Shuli, giornalista di affari cinese, Economist.com acceduto il 30 dicembre 2007 (richiede abbonamento) e da lungo tempo fautore della sua transizione al libero mercato, essa si trova di fronte due destini in netto contrasto; un'economia di mercato caratterizzata dal principio di legalità, o un sistema di capitalismo clientelare.La via per il capitalismo in Cina, McKinsey Quarterly, acceduto il 30 dicembre 2007
Clientelismo in settori limitati dell'economia L'intervento diretto del governo nell'economia può portare a sacche di capitalismo clientelare nei settori interessati, anche se l'economia nel suo complesso resta in buona salute. Spesso in buona fede, i governi stabiliscono agenzie governative per la regolamentazione di un'industria. Tuttavia, i partecipanti all'industria sono direttamente interessati dalle azioni di un ente di regolamentazione, mentre il resto della cittadinanza è coinvolto solo in minima parte. Ne risulta che, in non pochi casi, l'ente "supervisore" è di fatto controllato dai partecipanti all'industria, e spesso usato per ostacolare la concorrenza. Questo fenomeno è detto regulatory capture.
Un esempio famoso si ebbe negli Stati Uniti: la Interstate Commerce Commission, stabilita per regolamentare i magnati del settore ferroviario; al contrario, fu rapidamente soggetta alle ferrovie, che istituirono un sistema di permessi usato per impedire l'accesso ai nuovi arrivati e legalizzare di fatto il controllo corporativo dei prezzi.
Un esempio del 2004 è il caso Creekstone Farms Premium Beef. Dopo la psicosi della mucca pazza, Creekstone decise di far esaminare tutte le proprie mucche contro la malattia. Ciò avrebbe consentito di riprendere le esportazioni verso il Giappone, che aveva bloccato l'importazione di tutta la carne bovina non completamente esaminata proveniente dagli Stati Uniti. Dopo aver costruito gli impianti e assunto il personale, la Creekstone ricevette una diffida dal Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti, che si rifiutava di permettere l'acquisto dei kit necessari per i testI giganti della carne bovina e il Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti impediscono alle piccole imprese di macellazione di fare i controlli contro il morbo della mucca pazza su Organic Consumer Association acceduto il 30 dicembre 2007. Ciò consentì ai produttori di carne bovina più grandi di risparmiare sui costi ed evitare la concorrenza di un rivale più piccolo. La Creekstone citò in giudizio il ministero, per l'intralcio alla libera concorrenza. L'economista Paul Krugman commentò che il caso faceva rilevare come "gli imperativi del capitalismo clientelare ebbero la meglio sulla presunta fede nel libero mercato," almeno per il ministero dell'agricoltura di quel periodo.
Un altro esempio è il caso di Mondadori, la quale nel 1935 si assicurò, con la convivenza del regime fascista, il monopolio nazionale sulla produzione di testi obbligatori per la scuola elementare, tagliando fuori la concorrenza nel settore.
Il complesso militare-industriale negli Stati Uniti è spesso citato come esempio di capitalismo clientelare in un'industria. I legami con il Pentagono (ministero della Difesa) e con i lobbisti di Washington sarebbero, secondo i critici, più importanti della effettiva concorrenza, a causa della natura riservata e politicizzata degli appalti per la difesa. Nella disputa Airbus-Boeing alla WTO, Airbus, sovvenzionata apertamente dai governi europei, ha sostenuto che Boeing ricevesse sussidi analoghi, nascosti nelle inefficienze degli appalti per la difesa. In un altro esempio, la Bechtel, rivendicando l'esclusione dalle gare di alcuni appalti, sostenne che la Halliburton aveva ricevuto appalti senza gara grazie a rapporti clientelari con l'amministrazione Bush.
Gerald P. O'Driscoll, ex vice presidente della Banca di Dallas del gruppo Federal Reserve, dichiarò che Fannie Mae e Freddie Mac erano divenuti esempi di capitalismo clientelare. La copertura del governo permise a Fannie e Freddie di dominare l'attività di assuntore per i mutui. "I politici crearono i giganti dei mutui, che poi restituirono parte dei profitti ai politici - talvolta direttamente, come fondi per le campagne elettorali; talvolta come "contributi" agli elettori favoriti."
Capitalismo clientelare nelle economie in via di sviluppo
Nella sua forma peggiore, il capitalismo clientelare può scadere nella pura e semplice corruzione politica, rinunciando a ogni finzione di libero mercato. Le bustarelle per i funzionari governativi sono considerate d'obbligo, e l'evasione fiscale è comune; è il caso ad esempio di molti stati africani. Questo sistema è detto cleptocrazia.
I governi corrotti possono favorire imprenditori che hanno stretti legami con il governo, rispetto ad altri. Ciò può anche verificarsi per effetto di favoritismi razziali, religiosi o etnici; ad esempio, gli alawiti in Siria hanno un potere sproporzionato nel governo e negli affari. (Il presidente Assad è un alawita.) Un imprenditore siriano, calamita per la rabbia e il dissenso "Come il sig. Ezz in Egitto, è divenuto un simbolo delle riforme economiche che hanno trasformato il socialismo clientelare in capitalismo clientelare, a scapito dei poveri e a tutto vantaggio dei ricchi con i giusti legami."
Ciò si può spiegare considerando la rete sociale dei rapporti personali. I leader nel governo e negli affari, nel corso della propria attività, si rivolgono, come è naturale, ad altre persone potenti per trovare sostegno. Questi individui diventano i punti focali nella rete. In un paese in via di sviluppo questi punti centrali possono essere pochissimi, e il potere economico e politico si concentra in una piccola cricca. Di norma, questo sistema non reggerebbe alle nuove imprese che entrano nel mercato. Tuttavia, se imprese e governo sono strettamente legati, il governo può mantenere in essere questa struttura.
Prospettive politiche
I critici del capitalismo, compresi socialisti ed altri anticapitalisti, considerano spesso il capitalismo clientelare un risultato inevitabile di qualsiasi sistema capitalista. Jane Jacobs lo descrisse come conseguenza naturale della collusione fra la gestione del potere e quella del commercio, mentre Noam Chomsky dichiara che quando si parla di capitalismo l'aggettivo "clientelare" è superfluo."Black Faces in Limousines:" A Conversation with Noam Chomsky , chomsky.info, consultato il 5 giugno 2009 Poiché le imprese fanno soldi e i soldi fanno il potere politico, l'impresa userà inevitabilmente il suo potere per influenzare i governi. Gran parte dell'impeto verso il finanziamento pubblico delle campagne elettorali, negli Stati Uniti e in altri paesi, è un tentativo di evitare che il potere economico si traduca in potere politico.
Anche i filocapitalisti sono contrari al capitalismo clientelare, ma lo considerano un'aberrazione causata da favoritismi governativi, incompatibile con un libero mercato vero e proprio. Talvolta è identificato con il capitalismo di Stato o corporatismo. Il capitalismo clientelare sarà quindi il risultato di un eccesso di interferenza pseudo-socialista nel mercato, che richiede l'intervento attivo delle imprese per ridurre gli intralci burocratici. In effetti, alcuni filocapitalisti hanno preferito l'uso del termine "socialismo clientelare", per mettere l'accento sul fatto che in questi sistemi, l'unico modo per mandare avanti un'impresa che faccia profitti è farsi aiutare dai funzionari di governo corrotti. A sostegno, essi indicano gli elevati livelli di potere governativo, regolamentazione dell'economia ed interazione tra imprese e governo nei paesi considerati più socialisti, fino ad arrivare alla nazionalizzazione di alcune industrie. Anche laddove la regolamentazione iniziale è fatta in buona fede (per limitare abusi effettivamente esistenti) e anche laddove il lobbismo iniziale delle imprese è fatto in buona fede (per limitare regolamentazioni assurde), la commistione fra imprese e governo si rivela tossica. Nel suo libro Il mito dei "Robber Barons", Burton W. Folsom, Jr. distingue coloro che fanno capitalismo clientelare—considerati "imprenditori politici"—da coloro che concorrono nel mercato senza aiuti speciali del governo, denominati "imprenditori di mercato."