Scrisse, in latino e in volgare, saggi e orazioni e lettere, e corrispose con umanisti e corti.

Biografia Figlia di Angelo e di Barbara Leoni, proveniva da un'importante famiglia milanese alleata dei Visconti che qualche secolo prima, nel corso delle lotte contro i Torriani, era stata esiliata disperdendosi per tutto il Norditalia. Studiò la lingua greca e approfondì filosofia e dialettica con Gasparino Borro, monaco, letterato e cultore di retorica.

I contemporanei le attribuirono grande intelligenza e rara bellezza: Giovanni Bellini si ispirò a lei per un ritratto di donna e Angelo Poliziano la conobbe nel 1491, descrivendola a Lorenzo il Magnifico: "È cosa, Lorenzo, mirabile, né meno in vulgare che in latino: discretissima et etiam bella"; Poliziano inoltre scrive, in una lettera indirizzata alla stessa Cassandra, che fra le donne "l'unica a venir fuori sei tu, fanciulla, che maneggi il libro al posto della lana, la penna al posto del belletto, la scrittura al posto del ricamo e che non ricopri la pelle con il bianchetto ma il papiro con l'inchiostro".

Fu attiva nei circoli umanisti di Padova intervenendo in pubblici dibattiti su temi di filosofia e teologia con studenti e professori di quella università. Fu in contatto epistolare con alcune importante personalità italiane e straniere, fra cui la duchessa Beatrice d'Este, che si congratulò con lei per aver "grandemente nobilitato il sesso femminile del nostro tempo grazie alla conoscenza delle lettere".Women Writing Latin: From Roman Antiquity to Early Modern Europe, Volume 1, Laurie J. Churchill, Phyllis Rugg Brown, Phyllis R. Brown, J. Elizabeth Jeffrey, Taylor & Francis, 2002, pp. 67 e 75-76. Sebbene Cassandra vivesse a Venezia, Ludovico il Moro e la moglie Beatrice d'Este si dichiaravano infatti suoi protettori.Béatrix d'Este duchesse de Milan, Gustave Clausse, Erneste Leroux Editeur, 1907, p. 39.

Intrattenne una corrispondenza anche con i reali di Aragona, che la invitarono a recarsi in Spagna per tenervi una cattedra, ma la guerra le impedì di affrontare il viaggio.

Nel 1490 si sposò con il medico Gian Maria Mappelli e con lui si trasferì a Creta, dove il marito compiva esperimenti di medicina per conto della Repubblica. Al ritorno perse tutti i suoi averi in naufragio e a Venezia perse in poco tempo padre e marito, trovandosi malata e in povertà. Ottenne da papa Paolo III di dirigere come priora un orfanotrofio presso la chiesa di San Domenico. Pronunciò, a nome della Serenissima, l'orazione di benvenuto per accogliere Bona Sforza, vedova del re di Polonia Sigismondo I.

Morì ancora priora dell'orfanotrofio nel 1558, ad oltre novant'anni e per il suo funerale si organizzò una solenne processione fino alla chiesa di San Domenico, dove la salma fu deposta nel sarcofago con il capo incoronato di alloro e in mano alcuni dei suoi libri.

Scrisse un De ordine scientiarum, opera andata perduta.

Omaggi A Cassandra Fedele verrà dedicata la nuova residenza universitaria dell'Esu (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di via Fratelli Bandiera a Marghera, i cui lavori cominceranno nel 2020 per concludersi entro l’anno accademico 2021/2022.

Note

Bibliografia

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Collegamenti esterni

Fedéle, Cassandra la voce in Enciclopedie on line, sito "Treccani.it L'Enciclopedia italiana". URL visitato il 5 maggio 2013. https://thenewhistoria.org/schema/cassandra-fedele/