La Task Force 45 (TF-45) era un'unità militare interforze di forze speciali italiane, operante, almeno dal giugno 2006 al 2016 in Afghanistan, nell'ambito dell'operazione "Sarissa" dell'International Security Assistance Force (ISAF).
Lo stato maggiore della difesa ne coordinava le operazioni attraverso il COFS. La task force era riservata, e i componenti non erano conteggiati nel complesso del contingente italiano dei 3.880 militari (al 26 giugno 2011) schierati in Afghanistan, motivo per cui il numero degli effettivi della TF-45 è ancora sconosciuto (sono stimati circa 200 effettivi, ma la cifra è incerta).
Secondo Gianandrea Gaiani, esperto militare e direttore di Analisi Difesa, la TF-45 "costituisce la più grande unità di forze speciali mai messa in campo dall'Italia dai tempi dell'operazione Ibis in Somalia"Gianandrea Gaiani, "Urgenti i rinforzi in Afghanistan Occidentale" , Analisi Difesa, Intermedia S.a.s., San Giovanni in Persiceto (BO), Anno 8 - Numero 81, ottobre 2007Citazione di Gianandrea Gaiani , Citazione di Gianandrea Gaiani,.
L'operazione Sarissa L'operazione "Sarissa" (dal nome di una lancia macedone), è la denominazione convenzionale di un'operazione di peacekeeping in Afghanistan in ambito ISAF, che ha visto impiegati elementi dei corpi d'élite italiani sotto il nome di Task Force 45, contro la resistenza talebana e a sostegno del governo della Repubblica Islamica dell'Afghanistan.
La missione, sulla quale il governo italiano e i comandi militari mantengono il massimo riserbo, consisteva nello svolgimento di missioni di guerra non convenzionale, ricognizioni speciali, operazioni anti-terrorismo, liberazione ostaggi e civili, humint, servizio scorta personalità diplomatiche, lotta ai traffici illeciti di armi indirizzate agli insurgents, prevenzione di attentati diretti contro i militari italiani e della coalizione.
La task force di forze speciali italiane operava a stretto contatto con personale delle forze speciali statunitensi, britanniche e degli altri Paesi della coalizione, oltre ovviamente agli afghani, dalle basi di Herat e di Farah"Intervista Parla il comandante dei commando italiani - «Task Force 45» in prima linea nei covi dei talebani»»" , Il Tempo, Roma, 12 dicembre 2008.
Area delle operazioni Provincia di HeratMappa della provincia di Herat Mappa etnica della provincia di Herat Provincia di BadghisMappa della provincia di Badghis Mappa etnica della provincia di Badghis Provincia di GhowrMappa etnica della provincia di Ghowr Provincia di FarahMappa della provincia di Farah Mappa etnica della provincia di Farah Distretti della provincia di Herat Distretti della provincia di Badghis Distretti della provincia di Ghowr Distretti della provincia di Farah
Composizione La TF-45 è composta da militari provenienti da tutti i reparti delle Forze Speciali italiane (FS - TIER 1) e delle Forze per le Operazioni Speciali (FOS - TIER 2) ed agisce sotto esclusivo comando operativo del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" dell'Esercito Italiano.
Come tutte le forze speciali italiane, la TF-45 ha come supporto operativo per i trasporti le Unità di Supporto Operativo per Operazioni Speciali (SOOS). Come supporto operativo per le trasmissioni, communications security (comsec), le Joint Task Force C4 (JTF C4), dipendente dalla Sub Agenzia di Ridistribuzione (SAR), di base al Provincial Reconstruction Team (PRT) di HeratLuca Carniel, "La JTF C4 del 2º Reggimento Trasmissioni nella città di Herat (Afg)" , Miles - Rivista Militare Virtuale, 2007.
Compiti La TF-45 operava con le tecniche proprie delle Forze speciali per l'espletamento dei "classici" compiti delle stesse. Inoltre, la TF-45 essendo un "comando nazionale interforze "land oriented" (operazioni speciali terrestri) di cui fanno parte gli operatori delle FS TIER 1 di tutte le Forze armate italiane, e da assetti specialistici, a seconda delle esigenze" era chiamata a "creare un ambiente sicuro in Afghanistan, attraverso tutta la gamma delle operazioni speciali"Fr.Bus., "Intervista Parla il comandante dei commando italiani - «Task Force 45» in prima linea nei covi dei talebani»" , Il Tempo, Roma, 12 dicembre 2008. Ha altresì avuto compiti di "search and destroy"Carlo Bonini, "90mila uomini e 3 miliardi di euro ecco il vero volto della guerra", La Repubblica, Roma, 12 ottobre 2010Giancarlo Chetoni, "Omicidi mirati per la Task Force 45", ariannaeditrice.it, 6 ottobre 2010 per obiettivi sensibili (sia luoghi che persone).
Dipendenze La TF-45 a livello funzionale (italiano) dipende da: Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS);
A livello operativo: Joint Special Operations Task Group "Condor-A" (JSOTG "Condor-A");
Altre unità T.F. Nato A livello operativo NATO esistono sul territorio dell'Afghanistan altre unità militari combattenti di Forze speciali: Task Force 45 (Italia) nel territorio del Regional Command "West" (RC-W); Task Force 47 (Germania) nel territorio del Regional Command "North" (RC-N); Task Force 49 (soldati di JW Grom) (Polonia) nella Provincia di Ghazni e nei territori del Regional Command "East" (RC-E); Task Force 50 (soldati di JW Komandosów) (Polonia) nella Provincia di Ghazni, Provincia di Paktika e nei territori del Regional Command "East" (RC-E); Task Force 444 (Regno Unito) nella Provincia di Helmand; Task Force 66 (Australia) nelle Province di Oruzgan e di Kandahar. Task Force EAGLE (soldati di Special Operations Battalion) (Albania) nella Provincia di Kandahar.
Ordinamento La TF-45 è suddivisa in due "Task Unit"Fr.Bus., , Il Tempo, Roma, 15 dicembre 2008: Task Unit "Alfa" (TU-A) con base ad Farah; Task Unit "Bravo" (TU-B) con base a Herat.
Le "Task Unit", a loro volta, sono formate da più "Distaccamenti Operativi""Task Force 45: barbe vere!", RAIDS Italia, Editoriale Lupo, Firenze, n° 256, gennaio 2009, ; quelli conosciuti sono: Distaccamento Operativo Incursori "Condor 34" - 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" (Esercito Italiano); Distaccamento Operativo Carabinieri “Veleno 01” – GIS, Gruppo Intervento Speciale (Arma dei Carabinieri); Distaccamento Operativo Incursori "Caimano 69" - GOI del Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" (Marina Militare); Distaccamento Operativo Incursori "Icaro 30" - 17º Stormo incursori (Aeronautica Militare);
Vi erano inoltre Distaccamenti Operativi del 4º Reggimento alpini paracadutisti "Monte Cervino" del 185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi dell'Esercito Italiano e il supporto tecnico operativo dell’11º Reggimento Trasmissioni (Esercito Italiano)
Basi
La TF-45 dispone di due basi: Base di Supporto Avanzata "Camp Arena" / Forward Support Base (FSB) "Camp Arena", di Herat, Afghanistan, dove è dislocata la Task Unit "Alfa" e il Comando della TF-45(); Forward Operating Base (FOB) "El Alamein", di Farah, Afghanistan, dove è dislocata la Task Unit "Bravo"().
Il 9 agosto 2009 un incendio divampò e distrusse la Base della TF-45 a Farah, che si trova all'interno di una base statunitense. Le fiamme attecchirono alla riservetta munizioni, che esplose. Le schegge colpirono almeno due elicotteri statunitensi mentre altre bucarono i serbatoi di carburante. Il sindaco di Farah arrivò con un'autopompa per aiutare le truppe NATO. La causa dell'incendio venne individuata in un malfunzionamento di un generatore elettrico.
Operazioni effettuate
Operation "Wyconda Pincer" - Distretto di Bala Buluk e Distretto di Pusht Rod, della Provincia di Farah, Afghanistan - dal 18 settembre 2006 al 23 settembre 2006. Lanciata operazione congiunta delle truppe scelte italiane, spagnole, statunitensi ed afgane (tra le unità impegnate vi erano la Task Force 45, il 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste" ed i paracadutisti spagnoli di una QRF italo - iberica). Almeno una settantina di insorti talebani rimasero uccisi in scontri con i soldati italiani. Operation "Wyconda Pincer 2" - Distretto di Bala Buluk e Distretto di Pusht Rod, della Provincia di Farah, Afghanistan - dal 27 settembre 2006 al 4 ottobre 2006. La stessa Task Force italo - spagnola prosegue nel rastrellamento contro le forze talebane che cercano di riconquistare i due distretti afgani. Operation "Wyconda Rib" - Distretto di Gulistan, della Provincia di Farah, Afghanistan - dal 1º ottobre 2006. Riconquistati dei distretti afgani occupati due settimane prima dai talebani. Almeno nove insorti talebani rimangono uccisi negli scontri Operazione Speciale "Tiger Achilles" - Valle del Gulistan, nel Distretto di Gulistan, della Provincia di Farah, Afghanistan - marzo 2007. Nonostante il silenzio dei governi di Italia e Spagna, fonti NATO confermano che in contemporanea all'Operazione "Achille", lanciata dalle forze NATO ed afgane contro i ribelli nella provincia di Helmand, la Task Force di Reazione Rapida italo - spagnola prende parte a scontri ed imboscate volti ad intercettare ed eliminare gruppi di talebani in fuga. Solo alcuni di questi scontri a fuoco saranno poi resi noti dai media e dalle autorità militari italiane. Operazione "Palk Wahel" - Provincia di Helmand e Provincia di Farah, Afghanistan - 19 settembre 2007. Incursori della Task Force 45 e una QRF di bersaglieri prendono parte ad un duro scontro per intercettare e distruggere un numeroso gruppo di insorti talebani in fuga dalla provincia di Helmand. Fu necessario l'intervento di due elicotteri Mangusta per avere la meglio sugli attaccanti. Operazione di salvataggio ostaggi, 23-24 settembre 2007. Il 23 settembre due agenti del Sismi (oggi AISE) ed il loro interprete vennero catturati da banditi locali. La Task Force 45, i servizi segreti militari della Coalizione in Afghanistan, furono immediatamente allertati. Il gruppo era composto non da integralisti ma da miliziani specializzati nella presa di ostaggi, afgani o stranieri, ed il gruppo dietro promessa di riscatto minacciava le autorità di giustiziarli, anche se probabilmente gli ostaggi finivano comunque consegnati alla vicina milizia talebana (dietro versamento di un secondo riscatto) per essere giustiziati ed usati come propaganda filo talebana. Identificato il covo dei rapitori e temendo un immediato trasferimento degli ostaggi presso i talebani, scattò nella notte un'operazione congiunta tra le Forze Speciali Britanniche (SBS) e la Task Force 45 (probabilmente un reparto misto formato da incursori di Esercito e Marina). I britannici, la forza d'attacco principale, dovevano intercettare il convoglio di mezzi in allontanamento, per liberare gli ostaggi, neutralizzare gli ostili e probabilmente catturare o eliminare il comandante del gruppo per ottenere informazioni. Gli italiani ricoprivano il ruolo di forza di supporto, per favorire la cinturazione della zona obiettivo, cioè evitare fughe o l'arrivo di rinforzi avversari, e l'obiettivo primario della Task Force 45 era catturare il covo dei rapitori, pur avendo la certezza di non trovarvi ostaggi ma solo miliziani. Al termine del blitz, i cui dettagli sono coperti da segreto militare, è tuttavia noto che tutti i rapitori rimasero uccisi nello scontro e gli ostaggi liberati, anche se tutti e tre rimasero feriti (si parlò anche di probabile fuoco amico). Due ostaggi sopravvissero, ma il terzo, Lorenzo D'Auria, agente del Sismi, non riuscì a sopravvivere. Trasferito in Italia, sposatosi con la compagna da cui aveva già avuto dei figli, moriva il 04 ottobre 2007.