Limmersione linguistica (dall'inglese language immersion) è un approccio sviluppato fin dagli anni sessanta per rafforzare l'apprendimento e l'acquisizione delle lingue straniere (L2) utilizzandole come veicoloDa qui, la locuzione 'lingua veicolare'. (o mezzo di comunicazione) per l'assimilazione di altri contenuti non linguistici, appartenenti cioè a discipline non linguistiche (DNL).

Nelle scuole che adottano l'immersione linguisticaMaggipinto, A. et al (2003) e dunque una didattica orientata all'acquisizione, una o più discipline vengono apprese impiegando una seconda lingua target, diversa appunto dalla lingua materna (L1) degli studenti. Gli studenti, conformemente a uno specifico progetto educativo, vengono dunque 'immersi' nella L2 e la utilizzano sia per apprendere le scienze, la storia, la geografia e/o altre materie, sia per seguire percorsi educativi, anche interdisciplinari.

Nell'Unione europea, uno strumento di educazione bilingue (che tuttavia non culmina nell'immersione linguistica totale) è il metodo CLIL (Content and Language Integrated Learning).

Caratteristiche

I progetti e le attività di immersione linguistica si basano su quelli fondati negli anni sessanta in Québec (provincia del Canada a prevalenza francofona) quando associazioni di genitori di studenti anglofoni convinsero gli educatori a mettere in atto programmi di immersione linguistica per potenziare i risultati di apprendimento della lingua francese (allora poco soddisfacenti) e per aiutare i loro figli «ad apprezzare le tradizioni e la cultura dei canadesi di lingua francese allo stesso modo di quelle in lingua inglese»Baker, C. (1993) (Trad.).

Il percorso canadese è poi stato seguito in USA, in Australia, in Giappone e in altri Paesi del mondo. In Europa è alla base dei progetti di molte scuole di regioni bilingui (ad es. la Catalogna, i Paesi Baschi in Spagna, l'Alsazia in Francia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol in Italia, la provincia di Vaasa in Finlandia, il Galles in Gran Bretagna ecc.) con l'intento di favorire la conoscenza della lingua e della cultura della minoranza da parte degli studenti parlanti la lingua di maggioranza nazionale.

Tipologie Nel settore dell'immersione linguistica sono state utilizzate varie forme di approccio per affrontare casistiche differenti. In funzione sia dell'età degli studenti coinvolti, sia della quantità di discipline e quindi del numero di ore di lezione settimanali svolte nella lingua target, possono essere individuate varie tipologie di modelli immersivi in rapporto a:

1. Età degli allievi: Immersione precoce: indica generalmente gli interventi condotti fin dalla scuola materna e offre i risultati migliori. Immersione tardiva: non potendo giovarsi della naturale predisposizione del bambino in tenera età per l'apprendimento linguistico, essa risulta la meno efficace. In questi casi i risultati migliori si sono ottenuti con modelli di immersione totale o tendenti a includere un numero consistente di ore settimanali. 2. Numero di discipline coinvolte: Immersione parziale: interessa una o più discipline in un limitato numero di ore. Immersione totale: implica lo svolgimento di tutte le discipline direttamente nella lingua target, a eccezione della lingua materna. 3. Lingue veicolari coinvolte: Una o più lingue: ad es. con la double immersion si utilizzano due lingue veicolari (non materne).

I programmi di dual immersion Fin dagli anni ottanta negli USA e in altri paesi si sono sviluppati – anche nelle scuole ubicate in territori non bilingui – numerosi programmi di immersione linguistica (conosciuti come dual immersion programs). Questi avevano obiettivi prettamente strumentali, volti alla semplice acquisizione di una lingua altra talvolta diversa da quella del contesto di appartenenza. Secondo Kim PotowskiPotowski, K. (2007) (Trad.) i programmi di dual immersion sono cresciuti per diverse ragioni: la competizione in un'economia globalizzata, la crescita del numero di studenti che desideravano apprendere una seconda lingua, ed il successo dei programmi (di immersione linguistica tradizionali). Oggi, negli USA, le classi di immersione linguistica sono diffuse in tutto il Paese, sia nelle aree urbane che suburbane, e sono coinvolte sia in programmi di dual-immersion che di immersione in più di due lingue (array of languages). Al maggio del 2005 si contavano 317 programmi di dual immersion in scuole elementari, che utilizzavano circa 10 lingue come strumento di apprendimento (il 96% dei programmi era in lingua spagnola)Potowski, K. (2007).

Lingue veicolari e Immersione linguistica I programmi in lingua veicolare hanno in Europa un'antica tradizione. A titolo d'esempio si ricordano le scuole esistenti nei territori plurilingui dell'Impero austro-ungarico o quelle del Cantone dei Grigioni in Svizzera, ove fin dall'Ottocento si garantiscono gli insegnamenti in lingue veicolari per dare una risposta di plurilinguismo istituzionale a una realtà di plurilinguismo territoriale avente radici molto antiche. I progetti di immersione linguistica si differenziano tuttavia da questi ultimi per gli accorgimenti utilizzati nell'approccio didattico. Sono state elencate le quattro caratteristiche che i progetti di immersione linguistica dovrebbero almeno possedere (tuttavia non sempre garantite dalle scuole in lingua veicolare): favorire l'immersione e impedire la sommersione linguistica; rispetto delle peculiarità linguistiche e culturali degli allievi; rispetto delle minoranze e del contesto linguistico esistente sul territorio; dare opportunità di scelta agli allievi.

Immersione e sommersione linguistica Un modello generico (50/50) di scuola bi-/plurilingue è adatta per studenti mistilingui: oltre a garantire la loro cultura, assicura l'acquisizione delle lingue target.

In diversi modelli plurilingue di scuole con allievi di varia composizione linguistica, tuttavia, è stata osservata la sommersione linguistica e culturale dei soggetti aventi uno status più debole, anziché l'immersione in un'altra lingua e cultura. Patrizia MazzottaMazzotta, P. (2001) sottolinea come il rischio nel quale si può incorrere quando una lingua naturale viene usata come veicolare nel settore educativo –senza le adeguate riflessioni sociopedagogiche e didattiche – sia quello della 'pidginizzazione': «annullando la dimensione culturale della lingua, [essa] ne fa un mero strumento di scambio commerciale e utilitaristico, oppure un codice formale comune e al tempo stesso estraneo a tutti i parlanti, senza nemmeno uno spessore sociale e pragmatico, il quale non aiuta a superare le incomprensioni e i pregiudizi, ma semmai li accentua... Appare dunque evidente che nessuna lingua, per quanto eletta a veicolo di comunicazione internazionale, può essere appresa al pari di un sistema segnaletico o di un codice artificiale (come quello della navigazione), ma deve essere insegnata secondo un approccio che ponga al centro del rapporto comunicativo e didattico tanto la vitalità della lingua quanto le peculiarità e le esigenze affettive e umane del soggetto in formazione».

Accorgimenti didattici Secondo le diverse esperienze e ricerche sul campo, un progetto immersivo dovrebbe rispettare alcuni importanti accorgimenti didattici: Dominanza della lingua materna degli allievi: Nel caso di progetti di immersione totale è preferibile che la prima lingua degli allievi coinvolti sia dominante sul territorio. In questa maniera gli studenti hanno stimoli sufficienti nella lingua materna, al fine di garantire il rispetto dell'identità culturale e linguistica. Nel caso di allievi di varia composizione linguistica o di immersione rivolta a studenti con uno status linguistico debole, il progetto didattico dovrebbe provvedere supporti o percorsi adeguati. Libera scelta dell'utenza: L'insegnamento 'a immersione' deve essere frutto di una libera scelta degli allievi e/o dei loro genitori. Talvolta è preferibile che sia 'a immersione' non tutta la scuola, bensì solo alcune sezioniTitone, R. (s.d.) afferma al riguardo: “Il bilinguismo imposto genererebbe reazioni dannose ed equivarrebbe ad una guerra psicologica”. Lingua di insegnamento e docenti: Gli insegnanti, pur comprendendo la lingua materna dell'alunno, devono esprimersi esclusivamente nella lingua target. Possono non essere madrelingua se padroneggiano in modo adeguato la disciplina insegnata. Omogeneità delle classi: è consigliabile che gli allievi siano abbastanza omogenei dal punto di vista della competenza linguistica, al fine di evitare il rischio di sommersione.

Vantaggi Sono stati elencati vantaggi che sembrerebbero accompagnare l'adozione di progetti di immersione linguistica da parte delle scuole. Per gli studenti: maggiore semplicità di apprendimento rispetto ai metodi tradizionali; opportunità di utilizzo immediato della lingua come strumento comunicativo; opportunità di apprendere mediante lo svolgimento di attività piacevoli; rispetto delle diversità culturali; opportunità di apprendere una disciplina unitamente all'acquisizione di un'altra lingua. Per l'erogatore del servizio: relativa semplicità dell'approccio e tempi congrui per la formazione degli insegnanti; bassi costi a regime con giusta proporzione ai risultati ottenuti; duttilità e adattabilità rispetto a contesti anche molto differenti. Per la collettività: aumento in tempi ragionevoli della competenza linguistica dei cittadini nelle lingue non materne; aumento della capacità di relazione e di convivenza tra le persone, con la possibilità di avvicinarsi alle altre culture comprendendo differenze e affinità; maggiori possibilità in campo lavorativo.

Immersione linguistica in Europa La tabella sottostanteRealizzata estrapolando i dati dei diversi Paesi presenti in Maggipinto, A. et al (2003) illustra la percentuale di studenti dei principali paesi europei coinvolti in insegnamenti in lingue veicolari nell'anno scolastico 1999/2000 (includendo le esperienze di immersione linguistica).

Nella terza colonna è indicata la percentuale di popolazione di lingua diversa di una o più maggioranze linguistiche presenti nel Paese (sia appartenenti a lingue di minoranza che stranieri), al fine di avere un raffronto tra la realtà multilinguistica presente sul territorio e quella offerta dalle scuole. La situazione europea risulta essere in rapida espansione, per quanto riguarda sia il numero degli studenti che quello delle lingue coinvolte.

Solo nei Paesi Bassi si è passati da 7 scuole, che in via ufficialeMolte più scuole hanno in effetti introdotto programmi non riportati in modo ufficiali dalle Amministrazioni educative di riferimento e quindi non calcolate. avevano introdotto programmi di immersione negli anni novanta, a 113 scuole di base nell'A.S. 2007-2008 e a 69 scuole secondarie nel 2008-2009.

Studenti coinvolti in insegnamenti in lingue veicolari in alcuni Paesi Europei nell'A.S. 1999/2000 Paese % StudentiCoinvolti in insegnamenti in lingue veicolari. % Popolazione di lingua diversaDa quella parlante la lingua (o le lingue) di maggioranza residente nel Paese. Austria 1,61 12,55 Belgio 1,50 29,00 Danimarca 1,03 7,39 Finlandia 6,76 8,48 Francia 0,44 5,94 Germania 0,59 11,68 Gran Bretagna 1,20 7,91 Grecia 1,17 4,97 Irlanda 3,2 43,33 Italia 1,39 7,05 Lussemburgo 6,10 31,17 Paesi Bassi 1,20 18,80 Portogallo 0,69 2,35 Spagna 13,06 29,29 Svezia 1,00 11,49

Il metodo CLIL

Il termine CLIL (Content and Language Integrated Learning), creato nel 1994, non è propriamente sinonimo di "immersione linguistica" – come nel caso delle scuole che scelgono l'insegnamento bilingue e dunque un'educazione bilingue.