La giudecca di Bivona (o Judaica) fu l'antico quartiere ebraico posto all'interno del centro abitato di Bivona, città feudale del val di Mazara, nell'area dei Sicani, in Sicilia.
Storia Il più antico documento in cui si parla della giudecca bivonese risale al 18 agosto 1494: si tratta del testamento di un certo Nicola Mataffo, in cui si fa riferimento alla «contrata della iudeca»..
Descrizione Ubicazione
La giudecca di Bivona era posta in una zona centrale del centro abitato: era ubicata, infatti, tra la chiesa di Santa Maria di Loreto e la chiesa della Maddalena (poi divenuta la nuova chiesa madre cittadina).. Ciò viene confermato da due atti notarili.
Nel primo, risalente al 1559, si afferma che mastro Nicola GrecoAtto notarile del 17 novembre 1559.
Nel secondo, del 1721, si annoverano i beni del patrimonio ecclesiastico del clerico Carlo Gianchino, tra cuiAtto notarile dell'11 marzo 1721.
Risultano erronee, pertanto, le ipotesi avanzate da alcuni studiosi, tra cui il bivonese Giovan Battista Sedita, il quale ipotizzò che gli ebrei di Bivona abitarono nei quartieri Garrano e Fontana Pazza.Altrettanto errate furono le ipotesi di Antonino Pizzo (cfr. ) e quelle avanzate in un primo momento da Antonino Marrone (cfr. ), che accettò come verosimile l'ipotesi relativa all'ubicazione del quartiere ebraico di Bivona presso Fontana Pazza, quartiere settentrionale del paese: ciononostante, rifiutò l'ipotesi del Sedita secondo la quale gli ebrei occuparono:
Sinagoga
Nonostante la certezza dell'esistenza di una sinagoga a Bivona, tuttora non se ne conosce l'esatta ubicazione. Qualche cenno alla sinagoga bivonese si ritrova nelle disposizioni testamentarie di don Vincenzo La Vecchia del 1º dicembre 1614, in cui si afferma.:
Moschea (o, con termine arabo, moschitaMoschita o meschita; cfr. .) era la voce siciliana con cui si denominava la sinagoga ebraica..
Altri edifici Molto verosimilmente, all'interno della giudecca si trovavano anche il locale per la purificazione delle donne e la sede per la riunione della aljama, la comunità giudaica del posto.. Sono assenti anche le indicazioni topografiche di altri locali abitualmente presenti nei quartieri ebraici, come la scuola, i bagni per la purificazione rituale, il forno, il macello e l'ospedale.
Per quanto riguarda quest'ultimo, a Bivona esisteva e godeva di un proprio bilancio e di proprie rendite. Ad occuparsi professionalmente dell'ospedale nell'ultimo periodo di esistenza della comunità ebraica bivonese fu il medico Salomone Bas, incaricato di esigere i crediti dell'ospedale stesso col nuovo nome di Gabriele Zavatteri.
Si ignora anche l'ubicazione del cimitero ebraico, solitamente affidato a una chaboria (una confraternita) e sito fuori le mura, nei pressi di quella porta di città più vicina alla giudecca..
Tipologia delle abitazioni Documenti posteriori al 1492, anno dell'espulsione degli ebrei dalla Sicilia, offrono alcune informazioni sulla tipologia delle abitazioni della giudecca. Il quartiere ebraico di Bivona era ricco di tenimenti di case, ovvero abitazioni, terrane e solerate, formate da più stanze. Di uguale tipologia erano le case degli ebrei poste nella piazza principale del paese, contigua e quasi confusa alla giudecca stessa..
La proprietà edilizia degli ebrei era ovviamente diversificata: vi era chi possedeva diverse tenute di case, botteghe e catoi, e vi era chi abitava in case in affitto..
Superficie La giudecca di Bivona doveva raggiungere l'estensione di circa . Il calcolo approssimativo è stato effettuato moltiplicando il numero delle famiglie ebree presenti a Bivona (circa 70) per , che è la superficie media di un'abitazione terrana di quel periodo. Il risultato ottenuto è stato infine raddoppiato, per includere anche le strade ed altri spazi pubblici del quartiere.
Note
Bibliografia
Voci correlate Giudecca (quartiere ebraico) Ebraismo in Sicilia Storia di Bivona
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Categoria:Bivona Categoria:Storia della Sicilia ebraica