Biografia
Nato e cresciuto a Cervignano del Friuli, in provincia di Udine, da Guido, falegname, e Lia, sarta, da bambino subisce un incidente che lo priva del braccio destro. Condotto a un mancinismo forzato, dipingerà con la mano sinistra. Nel 1934 entra nel collegio di Tolmino (oggi in Slovenia), restandovi fino all'armistizio di Cassibile del 1943. Fondamentale per lui l'incontro, nel 1946, con Pier Paolo Pasolini, con cui stabilisce profondi legami sia umani che artistici destinati a sopravvivere alla morte del poeta. Inizia ad esporre nel 1942 e nel 1948 presenta l’opera Concerto 01 alla XXIV Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia. In quell’occasione conosce Renato Guttuso, Armando Pizzinato, Ernesto Treccani e i nomi importanti della critica internazionale. Nel 1949 viene organizzata una sua personale alla galleria della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia con la presentazione in catalogo di Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno Zigaina illustra con 13 disegni la raccolta di poesie dello scrittore Dov’è la mia patria, edizione dell'Academiuta di Lenga Furlana di Casarsa della Delizia, il paese natale della madre del poeta, in Friuli, presso Pordenone.
Gli anni Cinquanta e l’impegno politico
Invitato alla Biennale veneziana del 1950, il pittore presenta tre opere: Occupazione delle terre, Biciclette e falci, Erba ai conigli. In quell’occasione ottiene il Premio Fontanesi.
Tra il 1951 e il 1953 nascono opere quali Assemblea dei braccianti sul Cormor: sciopero a rovescio del luglio 1950, esposto alla Biennale di Venezia del 1952, la serie Attesa del traghetto serale, Biciclette e vanghe, Biciclette e falci sull’argine. Sono anni in cui espone alla Galleria del Naviglio di Milano, a Parigi, a Londra e nuovamente alla Biennale Internazionale d’arte di Venezia.
Nel 1953 organizza e dirige il lungometraggio 1953: Primo Maggio a Cervignano, un film che dopo 27 anni verrà acquistato dalla Rai.
Nel 1954 Zigaina partecipa nuovamente alla Biennale Internazionale d’arte di Venezia dove ottiene il Premio Graziano. Nello stesso anno esegue un grande murale alla X Triennale di Milano dove incontra l'architetto Giancarlo De Carlo cui commissionerà la sua casa (1957-1959), la Casa del pittore Zigaina. Sempre nel 1954 è invitato alla III Biennale del Museo d’Arte Moderna di San Paolo del Brasile. Tra il 1954 e 1955 la sua pittura si orienta verso una dimensione visionaria della realtà.
Nel 1955, in occasione della personale alla Galleria del Pincio di Roma, Pier Paolo Pasolini dedica all’amico pittore il poemetto Quadri friulani che poi confluirà nel 1957 ne Le ceneri di Gramsci, edizioni Garzanti, che varrà a Pasolini il Premio Viareggio.
Gli anni seguenti, dal 1956 al 1958, vedono Zigaina impegnato maggiormente nel disegno. Nel 1956 alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia presenta in una sala solo opere grafiche e partecipa lo stesso anno alla “Mostra del disegno italiano” all’Eremitage di San Pietroburgo.
Nel 1959 sposa Maria De Carolis, donna argentina di origini italiane, al suo fianco tutta la vita. La casa del pittore Zigaina è a Cervignano del Friuli, in provincia di Udine, ed è progettata da Giancarlo De Carlo.
Gli anni Sessanta, il dato introspettivo. Nasce Zigaina incisore
Alla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60, accoglie nella sua pittura esperienze materiche e informali.
Alla XXX Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 1960 all’artista è riservata una sala e riceverà il Premio Ginori. A cura dell’American Federation of Arts, le opere premiate alla Biennale vengono presentate a New York, Milwaukee, Minneapolis, Chicago e Syracuse. Inoltre viene a lui dedicata una personale alla Padawer Gallery di New York.
Negli anni ’60 una lunga serie di olii raffigura le Ceppaie, che da soggetto apparentemente descrittivo del territorio diverrà sempre più espressione onirica ed evocativa. Alla metà degli anni ’60 fino alla fine del decennio, compare nelle sue opere pittoriche la Folgore, elemento archetipo di un risveglio notturno, insieme a una natura simbolica velata da inquietudine. Nei suoi disegni comincia a introdurre il tema della Visitazione, interpretata come messaggio di morte e sviluppa la serie degli Uccelli nell’erba. Nel 1963 nasce la figlia Alessandra, oggi giornalista RAI, cui Zigaina dedica alcune opere tra cui ricordiamo Il sogno di Alessandra o Alessandra e la stella filante, quest’ultima presentata alla Biennale di Venezia del 1966.
Nel 1965 a Roma, presso la Stamperia Romero, avvia il suo percorso nel campo dell’incisione.
In questo decennio espone a Milano, Roma, Giappone, Brasile e al Museo d’Arte Moderna di Skopje, presentato da Giovanni Carandente.
Nel 1966 espone alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e per l’occasione esce a Milano, per le Edizioni del Milione, una monografia sulla sua opera con testi di Mario De Micheli.
Nel 1968 collabora al film di Pasolini Teorema ed esegue i bozzetti per l'allestimento scenico de Il giocatore di Sergeij Prokofiev per il Teatro dell’Opera di Roma. Realizza un folto gruppo di tecniche miste su carta per Il convitato di pietra di Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij, in scena al Teatro Verdi di Trieste nella stagione 1968-69.
Sempre nel 1968 espone un vasto gruppo di opere alla Galleria Goethe di Bolzano e alla Galleria dello Scudo di Verona presentato dalla poesia I Reca, dedicatagli quell’anno da Pier Paolo Pasolini. Le stesse opere sono presenti al Museo d’Arte Moderna di Rijeka e alla Galleria Forum di Zagabria. 1962 Viene invitato a far parte della Società Europea di Cultura e dell'Accademia di San Luca di Roma.
Gli anni Settanta e il ciclo Dal colle di Redipuglia
Annunciata nel 1968 a Napoli con testo critico di Amedeo Giacomini, quindi alla Galleria Gissi di Torino con testo di Giovanni Carandente, negli anni Settanta prende corpo nella produzione pittorica di Zigaina la serie Dal colle di Redipuglia ripresa anche nelle incisioni ad acquaforte. Dal colle di Redipuglia segna una nuova militanza che affonda nella Storia e nell’esistenza umana in difesa del dritto alla Pace. Nascono i cicli delle Astronavi sulla laguna, dei Paesaggi come anatomia, e si impone, monumentale, la figura del padre. Nella pittura integra frammenti di incisione ed elementi fotografici.
Nel marzo del 1970 realizza i bozzetti per il nuovo allestimento di Carmen di Bizet al Teatro Verdi di Trieste e nel 1971 Pier Paolo Pasolini gli offre la parte del Frate santo nel film Il Decameron. Sempre nel 1971 è nominato direttore della Settimana Internazionale del Cinema di Grado giunta alla seconda delle sue 3 edizioni (1970, 1971, 1972).
Nel 1973 si inaugura a Palazzo Torriani di Gradisca d'Isonzo una mostra antologica di disegni. Per l’occasione, l’editore Sandro Maria Rosso pubblica una monografia sull’artista con testi critici di Giuseppe Marchiori. Lo stesso anno espone alla Galleria “G” di Berlino. Tra il 1974 e il 1977 Zigaina è con le sue opere ad Amburgo, Bonn, Londra, Lugano.
Alla prima metà del decennio risalgono i cartoni per alcuni mosaici: il mosaico pavimentale, della hall delle Terme marine di Grado dell’architetto Gianni Avon, e il mosaico murale sui due piani del Palamostre di Udine, opera del medesimo architetto.
Dopo la morte di Pasolini, a coronamento dei suoi studi su Pasolini pittore e disegnatore, nel 1978 Zigaina presenta l’opera grafico-pittorica dell’amico a Palazzo Braschi di Roma con saggi in catalogo di Giulio Carlo Argan, Mario De Micheli, Andrea Zanzotto e lo stesso Zigaina. A questa esposizione seguiranno altre che faranno conoscere nel mondo questa forma espressiva del poeta di Casarsa, assassinato nel 1975.
Gli anni Ottanta. La teoria sulla morte di Pasolini
Negli anni ’80 il lavoro di Zigaina è sempre più concentrato su figure che riconosce come archetipi e spesso l’immagine si suddivide in due parti che contengono fenomeni opposti: nella parte inferiore si estende la laguna, la pianura, il silenzio; nella parte superiore il cielo contiene agitazioni di misteri, oggetti, cadute di girasoli, passaggi di astronavi-cervello e la figura epifanica del Padre.
Nel 1981 è socio fondatore della Triennale Europea dell’Incisione insieme a Livio Zanetti, direttore del settimanale ’”L’Espresso”, Luigi Zanda, Enzo Di Martino e altri.
Nello stesso anno espone a Strasburgo al Musèe de la Ville, a Ginervra in una personale e a Lausanne. Nel 1982 è alla Biennale veneziana e partecipa all’esposizione “500 anni dell’arte dell’acquaforte “ al Museo Albertina di Vienna. La casa editrice Venetemblemi pubblica il catalogo generale dell’opera grafica 1952-1982, con un testo critico di Roberto Tassi.
Nel 1983 espone a San Francisco alla mostra “World Prints 83” al Museums of Modern Arts; al Fort Mason Center tiene una conferenza sull’arte grafica. Nel 1984 partecipa alla mostra “Intergrafik 84” di Berlino e alla XXIX Biennale Nazionale d’arte di Milano. Nello stesso anno è nominato socio dell’Accademia di San Luca di Roma. Nel 1985 insegna all’Art Institute di San Francisco, partecipa alla “Olans Biennale” di Helsinki e nel 1987 alla Biennale internazionale di Reykjavik.
Nel 1987 uscirà Pasolini e la morte, il primo dei 7 libri dedicati alla fine violenta e scandalosa di Pasolini, nella costruzione di una teoria che impegnerà Zigaina sino agli ultimi giorni della sua vita.
Gli anni Novanta.
Negli anni ’80 e inizio anni ’90 vengono dedicate all’artista delle mostre antologiche a Palazzo dei Diamanti di Ferrara e alla Galleria d’Arte Moderna di Praga. Nel 1991, 150 acqueforti vengono esposte a palazzo Sarcinelli di Conegliano e nel 1995 viene pubblicato a cura di Marco Goldin il nuovo catalogo generale della sua opera calcografica.
Nel 1994 viene nominato socio onorario dell’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti.
Nel 1995 Zigaina pubblica per Marsilio Hostia, la trilogia della morte di Pasolini che riunisce i primi 3 volumi dedicati al poeta e alla teoria sulla sua morte.
Sempre nel 1995, sempre per le edizioni Marsilio, è data alle stampe Verso la laguna, la prima raccolta di racconti autobiografici cui seguirà, nel 2001, Mio padre l’ariete.
Il nuovo millennio
Gli anni 2000 vedono l’organizzazione di mostre antologiche che fanno il punto sul lavoro di Zigaina,che nel 2004 raggiunge gli 80 anni: nel 2000 al Civico Museo Revoltella di Trieste si tiene l’antologica curata da Carlo Pirovano e nel 2005 la grande retrospettiva “Verso la laguna” al Museo Permanente di Milano. Nel 2002, ancora con carattere antologico, Zigaina espone a Udine al Museo del Castello e nella chiesa di San Francesco in una doppia rassegna dedicata sia alla sua produzione pittorica dal 1944 al 2002, sia a quella grafica dal 1947 al 2001 a cura di Giuseppe Bergamini.
Nel 2008, al Museo di Santa Giulia a Brescia, si tiene la mostra “Zigaina. Opere scelte 1976-2006” a cura di Marco Goldin e l’anno dopo, a Villa Manin di Passariano (Ud), viene organizzata la mostra “Zigaina, opere 1942-2009” a cura sempre di Marco Goldin.
Per i suoi 90 anni la Regione Friuli Venezia Giulia dedica all’artista una serie di mostre sull’incisione che si sviluppa tra Trieste, Udine e Cervignano del Friuli. È curata da Francesca Agostinelli e il testo in catalogo è di Claudio Magris.
La sua scomparsa
Il 16 aprile 2015 Zigaina scompare all’età di 91 anni a Palmanova. A un anno di distanza, attraverso mostre, conferenze e cineforum, viene presentata una ricerca che ricostruisce il contributo dell’artista nel cinema pasoliniano. La ricerca è sostenuta da un catalogo con testi di Francesca Agostinelli, Luciano De Giusti, Carlo Gaberscek e Marco Vallora. Nel 2016 la Triennale Europea dell’Incisione gli dedica la mostra “Giuseppe Zigaina. Il segno e il disegno”, a cura di Giuseppe Bergamini ed Enzo De Martino presso la chiesa di San Francesco di Udine.