La Rosa nel Pugno - Laici Socialisti Liberali Radicali era una formazione politica italiana nata il 17 novembre 2005, sulla base di un progetto di ispirazione radical-socialista siglato tra Socialisti Democratici Italiani, Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Federazione dei Giovani Socialisti. Aderirono al progetto anche personalità indipendenti di orientamento laico-socialista. Il progetto nasceva come federazione fra questi partiti ed associazioni e si presentava come alleanza elettorale in occasione delle elezioni politiche del 2006, all'interno della coalizione di centro-sinistra denominata L'Unione. La Rosa nel Pugno ha sostenuto una visione molto marcata della laicità dello Stato, ispirandosi esplicitamente ai nomi di Tony Blair, José Luis Rodríguez Zapatero e Loris Fortuna.Il documento della convenzione di Fiuggi contenente i principi ispiratori della Rosa nel Pugno, 25 settembre 2005
La RnP ha eletto 18 deputati e nessun senatore.
Storia Il progetto radical-socialista Già in vista delle elezioni regionali del 2005, i Radicali Italiani - che si sono generalmente mantenuti fuori dalle due coalizioni della politica italiana - chiedono "ospitalità" a entrambi i poli per presentare delle liste nel nome di Luca Coscioni. Il tentativo non trova riscontri soprattutto per l'opposizione manifestata dai cattolici di entrambi gli schieramenti, che contestano la matrice libertaria, e dalla sinistra che si oppone alla ricetta economica liberista e del filo-atlantismo adottati dai primi anni novanta.
Così il partito non presenta liste alle regionali (ma dei radicali sono "ospitati" dallo SDI in Abruzzo) e preferisce dedicarsi alla campagna elettorale per i referendum sulla fecondazione assistita, in programma due mesi più tardi: in questa occasione ha l'opportunità di stringere rapporti con lo SDI, in cui trova un alleato fondamentale nella campagna per il Sì.
Per lo SDI questo progetto costituisce un'alternativa alla sua partecipazione alla Federazione dell'Ulivo, all'interno della quale aveva alterato i suoi rapporti con La Margherita, accusata di clericalismo per l'atteggiamento propenso all'astensione nei referendum del 2005.
La Rosa nel Pugno costituisce, dunque, la relativa certezza di poter disporre nel nuovo Parlamento di una rappresentanza parlamentare e di poter aspirare a far parte del nuovo governo. Il progetto ha però anche obiettivi strategici di più lungo respiro, riconosciuto da intellettuali come Biagio De Giovanni e Luciano PellicaniBiagio De Giovanni e Luciano Pellicani, "La Rosa nel pugno contro la sinistra ossificata" , Mondo Operaio, maggio-giugno 2006 che entrano a far parte degli organi dirigenti della nuova formazione politica, da editorialisti come Francesco GiavazziF. Giavazzi, "Colpo alle lobby", Corriere della Sera, 1º luglio 2006, e dall'adesione di personalità della cultura e della scienza che decisero di candidarsiLe liste dei candidati della Rosa nel Pugno per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato, elezioni politiche 2006, come il regista Marco Bellocchio, il fotografo Oliviero Toscani e gli scienziati già attivi durante la campagna referendaria sulla legge 40, o che invitano a votare per la Rosa nel pugno, come Vasco Rossi e Aldo Busi. Come scrive Gianfranco Spadaccia, quel progetto
La prima convention costitutiva si tiene nel settembre 2005 a Fiuggi, siglando il progetto di un soggetto socialista e radicale sul modello spagnolo.
Un gruppo di radicali guidato da Benedetto Della Vedova lascia il partito, in aperto contrasto con la scelta dell'alleanza con i socialisti e il centro sinistra, e fondano i Riformatori Liberali, che si alleano con la Casa delle Libertà.
Intanto il Nuovo PSI convoca il suo congresso straordinario, per decidere o meno l'abbandono della Casa delle Libertà: si contrappongono due mozioni in uno scenario convulso che mette in dubbio la validità del congresso. Lo scontro, non privo di elementi drammatici, è fra Gianni De Michelis e Bobo Craxi: il primo chiede in sostanza di posporre un'eventuale adesione al progetto radical-socialista, preferendo comunque mantenere un dialogo più aperto con lo SDI; il secondo chiede di ritenere sciolto l'accordo con la CdL e di confluire nel nuovo soggetto e, dunque, nell'alleanza di centrosinistra.
Al termine del congresso, avviene una scissione nel Nuovo PSI. Gianni De Michelis e la maggioranza del partito decidono di rimanere all'interno della CdL e, successivamente, di presentarsi alle elezioni di aprile 2006 con una lista unica insieme alla Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi. Bobo Craxi e i suoi seguaci abbandonano invece il partito. Alla scissione segue una lunga lotta sulla proprietà del simbolo del Nuovo PSI, ma soprattutto un inaspettato ripensamento da parte di Bobo Craxi riguardo alla Rosa nel Pugno: il leader socialista infatti chiede di realizzare prima l'unità socialista con lo SDI e poi, eventualmente, di raggiungere un accordo elettorale con Radicali Italiani. La proposta non viene accolta e Craxi fonda un suo proprio movimento (I Socialisti, che comunque appoggia L'Unione) e poi accetta di candidarsi nelle liste dei DS in Lombardia. Le scelte di Bobo Craxi e Gianni De Michelis vengono contestate da diversi esponenti tra cui Donato Robilotta che con il gruppo Socialisti Riformisti aderisce alla Rosa nel pugno.
SDI e Radicali a congresso: le linee guida
La decisione di scegliere la Rosa nel pugno come simbolo del nuovo progetto radical-socialista arriva nel corso del congresso dei Radicali Italiani dal segretario Daniele Capezzone e viene accolta con favore da Enrico Boselli e dal congresso dello SDI, perché la rosa rappresenta uno dei simboli socialisti per eccellenza. Intanto, Boselli si fa promotore presso i vertici de L'Unione affinché si aprano le porte ai Radicali, esortando a considerarli d'ora in poi come un tutt'uno con i socialisti:
Linee guida dello SDI scuola pubblica e superamento del Concordato
Lo SDI assume, di fatto, una nuova linea: il primo passo, infatti, è quello di chiedere il "superamento" del Concordato stipulato fra lo Stato Italiano e la Chiesa cattolica. Boselli ritiene inaccettabili le ingerenze della Conferenza Episcopale Italiana sulla politica interna, con riferimento probabilmente all'ultimo referendum sulla fecondazione assistita, quando la Chiesa invitò all'astensione. Il tema centrale per lo SDI è comunque quello dell'istruzione e formazione, individuati come i settori su cui investire il massimo delle risorse e delle attenzioni per lo sviluppo del paese, con una decisa presa di posizione a difesa della scuola pubblica secondo il dettato della Costituzione.
Linee guida dei Radicali droga, pacs e ordini professionali
Obiettivi dei Radicali sono: trasformare i Pacs (Patti Civili di Solidarietà) in legge dello Stato, «per cancellare discriminazioni odiose e assicurare pari dignità e protezione alle scelte di milioni di donne e di uomini, omosessuali come eterosessuali»; cambiare rotta sulle politiche in materia di droghe, «per cancellare le norme troppo proibizioniste»; abolire gli ordini professionali, o almeno larga parte di essi, «per spazzare i privilegi di pochi».
Il simbolo della Rosa nel pugno viene presentato ufficialmente il 17 novembre 2005 presso la Residenza Ripetta di Roma. Il nuovo soggetto politico è stato dotato di organismi direttivi provvisori.
Della segreteria nazionale entrano a far parte Emma Bonino, Enrico Boselli, Daniele Capezzone, Marco Cappato, Ugo Intini, Cesare Marini, Marco Pannella, Roberto Villetti.
La direzione nazionale è costituita da 45 membri, fra cui Ottaviano Del Turco, Pia Locatelli e Claudio Signorile. Ne faceva parte anche Luca Coscioni, deceduto il 20 febbraio 2006.
La campagna elettorale Sull'incertezza del rapporto fra Rosa nel Pugno e coalizione di centrosinistra scrivono undici componenti del direttivo DS, tra cui Lanfranco Turci, Cesare Salvi e Fabio Mussi in una lettera aperta a Piero Fassino e Massimo D'Alema su l'Unità del 7 gennaio 2006:
Solo alla fine di gennaio, infatti, la Rosa nel pugno partecipa ufficialmente ad un vertice de L'Unione, celebrando il suo ingresso "ufficiale" nella coalizione, con tanto di riconoscimento da parte del leader Prodi.
Contemporaneamente, nasce il problema della nuova legge elettorale che reintroduce il sistema proporzionale puro (abbandonato nel 1994). La Rosa nel pugno ostacola fortemente la nuova legge, a causa dell'obbligo previsto dalla stessa per tutte le nuove formazioni politiche (o comunque quelle che si presentano con un nuovo simbolo) a raccogliere circa 180.000 firme per presentare le proprie liste di candidati per il Parlamento. Liste che, inoltre, vanno presentate almeno 30 giorni prima rispetto alle altre formazioni politiche.
I parlamentari della Rosa nel Pugno (ovvero dello SDI che hanno acconsentito a mutare denominazione in Parlamento) ed altri esponenti della sinistra cercano di emendare la legge prima della definitiva approvazione, mentre Marco Pannella inizia uno sciopero della fame e della sete. La nuova legge viene tuttavia approvata il 1º febbraio senza le modifiche proposte.
I rapporti con L'Unione Il 9 febbraio 2006 la Rosa nel Pugno, rappresentata da Emma Bonino, abbandona il tavolo programmatico de L'Unione a Roma in piazza SS. Apostoli perché vengono escluse dal programma tutte e quattro le proposte avanzate dalla Rosa nel Pugno: una presa di posizione più netta sui Pacs, l'abolizione del finanziamento pubblico alle scuole private e confessionali, il salario minimo garantito per gli inoccupati, l'abolizione degli ordini professionali. La Rosa nel Pugno non partecipa alla convention tenutasi al Teatro Piccolo Eliseo di Roma il 10 febbraio 2006, dove viene ufficialmente presentato il programma.
Il 22 febbraio 2006 sottoscrive comunque il programma dell'Unione ma, contemporaneamente, presenta un documento autonomo, nel quale SDI e Radicali Italiani mettono in chiaro che non hanno partecipato alla stesura del programma della coalizione.
Nonostante la chiara scelta politica di campo e il sostegno alla candidatura di Romano Prodi a Presidente del Consiglio dei ministri, nel corso della campagna elettorale si verificano alcune tensioni con i DS e la Margherita: i primi polemizzano per il passaggio alla Rosa nel Pugno di esponenti di primo piano come Lanfranco Turci, Biagio De Giovanni, Salvatore Buglio, Maurizio Mian e di altri esponenti a livello locale; con i secondi il confronto è sul tema della difesa della laicità.
Le elezioni politiche del 2006 Si svolgono le elezioni. Il centro-sinistra vince per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. Al Senato, si rivela determinante il voto della circoscrizione Estero, che consente a L'Unione - pur avendo conseguito meno voti della Casa delle Libertà - di ottenere due seggi in più.
La Rosa nel Pugno ottiene un risultato inferiore alle attese, essendo molto inferiore alla somma delle percentuali raccolte in passato da SDI e Radicali. Il raggruppamento ottiene il 2,6% alla Camera e il 2,5% al Senato (nel 2001, i Radicali da soli ottennero il 2,2% nella quota proporzionale).
Il risultato della Camera permette comunque alla formazione di superare lo sbarramento nazionale del 2% e di vedersi eletti 18 deputati, tra cui i capofila Emma Bonino ed Enrico Boselli. La presidenza del gruppo viene affidata a Roberto Villetti, mentre Daniele Capezzone diventa presidente della Commissione Attività Produttive. Al Senato la formazione radicalsocialista supera lo sbarramento regionale del 3% solo in Calabria ed in Umbria, regioni in cui lo sbarramento non garantisce tuttavia alcun eletto.